VIDEO – “Alzare la guardia” in Molise!

di Paolo De Chiara, dechiarapaolo@gmail.com

Il Molise non è più un’isola Felice. Da troppi anni si continuano a sentire queste parole utilizzate, soprattutto, dalla classe politica (formata da imputati, indagati e condannati) per mettere sotto al tappeto i tanti problemi della seconda Regione più piccola d’Italia. E problemi si riscontrano anche per quanto riguarda la presenza delle organizzazioni criminali. E’ proprio in un passaggio della relazione della Direzione Nazionale Antimafia del dicembre 2010 si legge: “si registrano da tempo tentativi di infiltrazione da parte di appartenenti a qualificati sodalizi attivi nelle Regioni limitrofe ed interessi al settore dell’illecito smaltimento dei rifiuti, al reimpiego dei proventi in immobili ed attività commerciali nelle località della costa, nonchè al controllo degli appalti pubblici”. E su questi temi sono intervenuti il Procuratore della DDA di Campobasso Armando D’Alterio e il Sostituto Procuratore Rossana Venditti. Per D’Alterio in Molise ci sono persone che hanno collegamenti con la ‘ndrangheta e con i casalesi. “Questo sta a significare due cose: uno, l’attenzione che dobbiamo avere per le infiltrazioni criminali nell’ambito del territorio e dell’Impresa; e l’altro, il fatto che conferma ancora una volta la necessità di alzare la guardia, perchè il Molise è terra che è già oggetto degli intenti predatori delle altre criminalità”. Il pm Venditti contesta in ogni apparizione pubblica l’affermazione “Isola Felice”. In Italia non ci sono. Le realtà locali sono invase dagli interessi criminali. “Questa affermazione non voglio più sentirla. Mi sembra un’espressione che ci ha già danneggiati abbastanza”.

 

“Alzare la Guardia in Molise”

Che cos’è la Legalità?
Cosa fare per contrastare le Infiltrazioni Criminali?

Interviste al Procuratore della DDA di Campobasso Armando D’ALTERIO e al Sostituto Procuratore della Repubblica Rossana VENDITTI.

Isernia, 17 novembre 2011
dall’Iniziativa Pubblica: SE NON FOSSIMO IL PAESE CHE SIAMO…

Autore: Paolo De Chiara

Fondatore e direttore WordNews.it www.wordnews.it Giornalista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore, sceneggiatore. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - Ha collaborato con Canal + per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019.

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