(VIDEO) – Isernia chiama Termini Imerese

DR Motor – Lavoratori in PREFETTURA

di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com
Non ricevono lo stipendio da novembre. Solo promesse da parte della Dr Motor di Macchia di Isernia. Gli operai dello stabilimento molisano hanno deciso di rivendicare i loro diritti. E da ieri hanno organizzato un presidio davanti i cancelli della loro fabbrica. Sono stanchi, ma pieni di dignità. Questa mattina (video) sono stati ricevuti dal Capo di Gabinetto della Prefettura di Isernia. “Passate giovedì, quando c’è il Prefetto”. Questo, in sintesi, il senso dell’incontro. Ma perchè dei lavoratori, che fanno il proprio dovere, devono attendere tre mensilità? Per la Di Risio: “l’iter per il rilevamento – si legge nella nota dell’ufficio stampa – dello stabilimento di Termini Imerese sta durando più di quello che avevamo ipotizzato inizialmente e quindi sta determinando una lunga fase di transizione, con conseguenti inefficienze produttive e commerciali”. E cosa se ne frega il lavoratore dei “rilevamenti”, delle “ipotesi” e delle scelte dell’Azienda? Se una persona lavora deve essere pagata. Perchè la Dr, invece di “investire” alla Fiera dell’Auto di Bologna (dove se non paghi non ti fanno nemmeno mettere piede negli stand), non ha pensato di utilizzare quei fondi per pagare i suoi operai? A che gioco sta giocando la Dr Motor? E cosa c’entra la questione Termini Imerese con gli stipendi (non pagati) di Macchia d’Isernia? Se il buongiorno si vede dal mattino in Sicilia dovrebbero cominciare a preoccuparsi. Dal Molise la lotta per i diritti continua. E si sta cominciando a creare anche quel necessario ponte di solidarietà tra gli operai molisani e siciliani.

da Malitalia.it

http://www.malitalia.it/2012/02/isernia-chiama-termini-imerese/

Autore: Paolo De Chiara

Fondatore e direttore WordNews.it www.wordnews.it Giornalista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore, sceneggiatore. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - Ha collaborato con Canal + per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019.

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