CERRO AL VOLTURNO (Is), 30 aprile 2014… SCUOLA, AMBIENTE e LEGALITÀ

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CERRO AL VOLTURNO (Is), 30 aprile 2014

SCUOLA, AMBIENTE e LEGALITÀ

Istituto Comprensivo Dante Alighieri

‘Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani’, don Lorenzo Milani

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IL VELENO DEL MOLISE… a COLLETORTO (Cb), 28 aprile 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a COLLETORTO (Cb)

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IL VELENO DEL MOLISE a VASTOGIRARDI (Is), 26 aprile 2014

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AUGURI Lea GAROFALO, fimmina calabrese. Uccisa a Milano dalla ‘ndrangheta

targa ponte dedicato a LEA

 

Per non dimenticare LEA GAROFALO

(Pagliarelle, Kr, 24 aprile 1974 – Milano, 24 novembre 2009)

La donna coraggio che sfidò la SCHIFOSA ‘ndrangheta.

BUON COMPLEANNO FIMMINA CALABRESE!!! 

Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

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RIFIUTI IN MOLISE – POZZILLI (Is), loc. La Ginestra

RIFIUTI IN MOLISE – POZZILLI (Is), loc. La Ginestra
A cura di Paolo De Chiara

 

da restoalsud.it

Tutti sapevano dei veleni in Molise
POZZILLI. Siamo in provincia di Isernia, vicini all’ormai famoso e ‘decaduto’ Nucleo Industriale Pozzilli-Venafro, dove in passato si è registrata anche la presenza della camorra.
Quella che gestisce i suoi affari nel silenzio, attraverso imprenditori spregiudicati. Due esempi su tutti: Rer e Fonderghisa. Per le forze dell’ordine: “zona industriale più importante della provincia e tra le più attive della regione, si sono insediati opifici controllati direttamente da esponenti della criminalità campana o molto vicini a tali ambienti”. Lo scrivono in una informativa, nel 2007.
L’indagine, partita nel 2005 e chiamata ‘Campania Felix’ (cenno storico per identificare la parte di territorio campano che comprendeva anche la ‘piana di Venafro’), accende i riflettori sulla zona industriale, sulle attività, sui movimenti, sulle conversazioni dei sospettati.
“Questo territorio è campo di operazioni illecite, è campo di controllo camorristico”, scrivono nell’informativa. Trecento pagine dense, piene di nomi e cognomi, di aziende, di azioni criminali. Di fatti delittuosi registrati in Molise. C’è anche la famiglia Ragosta: “che ha investito ingenti somme di denaro in questo territorio, non soltanto proviene da un’area geografica in cui tutte le attività imprenditoriali sono di fatto gestite, controllate o assoggettate alla criminalità organizzata, ma annovera quale capostipite il Ragosta Giuseppe, assassinato in un vero e proprio agguato di camorra. […]senza ombra di dubbio, il Ragosta Giuseppe faceva parte dell’organizzazione criminale denominata “Nuova Camorra Organizzata” al cui vertice vi era Raffaele Cutolo”.
Nel territorio circostante ci sono le ‘Mamme per la Salute e per l’Ambiente’ che hanno denunciato e continuano a urlare la loro rabbia. Foglie di fico piene di veleni, diossina nel latte materno e negli animali, veleni nella polvere del cemento, rifiuti interrati e bruciati nei forni. Malattie, tumori.
Una situazione drammatica. Proprio nella Fonderghisa, per diversi operai, sono stati sciolti i carri armati provenienti dalla ex Jugoslavia, pieni di uranio impoverito. Terreni particolari, riempiti da “tonnellate e tonnellate di materiale di scarto dell’altoforno della Fonderghisa”.
Dopo tanti anni si ricomincia a parlare di queste ferite, coperte e tamponate di volta in volta per non creare allarmismo. Un termine molto utilizzato in questi ultimi anni. Soprattutto dalla fallimentare classe dirigente, che ha fatto finta di non vedere e di non sentire. Per l’ex magistrato Ferdinando Imposimato “senza allarme sociale non può esserci la reazione della popolazione”.
Abbiamo incontrato il primo cittadino di Pozzilli, Nicandro Tasso, con il quale abbiamo affrontato anche la questione del ‘terreno a riposo’. Sono iniziati gli scavi nei terreni di Venafro, ma il terreno di Nola, dove si è registrata la presenza di quel ‘galantuomo’ di Antonio Moscardino, continua a riposare.
Con Tasso siamo partiti da alcuni terreni di Pozzilli. Vecchie discariche, ora ricoperte di terra, ma con segni ben evidenti. Si può facilmente scorgere del catrame, delle lastre di amianto, della plastica, del ferro. Tre terreni (località Capo di Marco, località Ginestra, località Fosse) dimenticati. “Tutti sanno tutto”, ha affermato il sindaco.
CONTINUA su
http://www.restoalsud.it/2014/02/09/tutti-sapevano-dei-veleni-in-molise/

 

 

 

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IL VELENO DEL MOLISE – Penne pulite ed editori coraggiosi: dal Sud voci di legalità contro mafia e malapolitica

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Penne pulite ed editori coraggiosi: dal Sud voci di legalità contro mafia e malapolitica

Per la sezione ‘libri&cultura’, la Redazione di Vivere Pescara propone ai lettori l’intervista esclusiva di Domenico Logozzo a Paolo De Chiara, giornalista e scrittore da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Logozzo, già Caporedattore del TGR Rai, vive da anni a Montesilvano ma è originario di Gioiosa Ionica, in Calabria: da qui, la grande sensibilità di uno dei più noti giornalisti abruzzesi verso le problematiche che attanagliano il Meridione.

La cultura della buona informazione contro l’incultura del silenzio. L’illegalità e la malapolitica si combattono con il coraggio della denuncia e la difesa delle penne pulite. Paolo De Chiara, molisano; Michele Falco, cosentino: un giornalista ed un editore del Sud insieme per la legalità.

Pubblicazioni che lasciano il segno e ricevono autorevoli consensi. Dal successo del libro che racconta la terribile vicenda di Lea Garofalo, la donna che ha infranto il muro dell’omertà delle famiglie mafiose calabresi, al “Il Veleno del Molise”, che apre squarci inquietanti sulla realtà nascosta di una piccola regione meridionale. Quest’ultimo “dossier-verità” è già alla seconda edizione e la settimana scorsa ha ottenuto a Lanciano il “Premio Ilaria Rambaldi “, intitolato ad una giovane universitaria morta nel terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. 

Ma come è nato il rapporto di intensa collaborazione tra il giornalista e l’editore?

Ho cercato, ho voluto un editore calabrese – ci dice De Chiara – per raccontare la drammatica storia di Lea Garofalo, la ‘fimmina’ che ha sfidato la schifosa ‘ndrangheta. La donna coraggio, nata in una famiglia di ‘ndrangheta, che non ha girato la testa dall’altra parte e ha denunciato, diventando ‘testimone di giustizia’. La mamma di Denise, la figlia concepita con lo ‘ndranghetista Carlo Cosco (definito dai magistrati una ‘bestia’ e un ‘vigliacco’, insieme ai suoi amici delinquenti), che ha avuto lo stesso coraggio di sua madre, che ha indicato con il dito gli assassini di Lea: il padre, gli zii, il suo ex fidanzatino, il falso tecnico della lavatrice. Lea Garofalo è stata nella mia regione, ha subito in Molise il primo tentativo di sequestro (Campobasso, 5 maggio 2009). Le indagini, il processo, le condanne, l’articolo 7 ovvero l’aggravante mafiosa (che manca a Milano). Ho voluto legare il mio racconto al territorio della protagonista con un editore del posto. Michele Falco, il proprietario della casa editrice di Cosenza, che si era già occupato di temi importanti. Libri sulla politica, sulla chiesa, sulla ‘nave dei veleni’, altro tema ‘silenziato’, come le dichiarazioni del pentito-“tradito” di camorra Carmine Schiavone. Verbale chiuso in un cassetto dal 1997.

Oggi queste dichiarazioni hanno creato un forte dibattito su questo tema, ma nella mia Regione si è registrato solo un inutile polverone mediatico. Con il secondo libro “Il Veleno del Molise, Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” ho voluto elencare tutto quello che è successo in passato: le inchieste dei magistrati, gli arresti, le operazioni delle forze dell’ordine, la presenze delle mafie, le aziende utilizzate per il riciclaggio e per gli affari schifosi delle mafie, i rifiuti interrati, l’eolico reso selvaggio dalla politica. Una politica che non ha voluto e non ha saputo fare il suo dovere. Ed oggi, in Molise, si muore di malattie rare. Ci si ammala, c’è la diossina nel latte materno, nella carne. Sono aumentate le patologie tumorali, senza un registro dei tumori. Uno strumento necessario, istituito solo sulla carta, finanziato quattro volte ma mai partito. In una foglia di fico prelevata nei pressi di una nota azienda sono state riscontrate tre sostanze tossiche, mentre nella polvere di cemento sono stati trovati due elementi radioattivi. Devo ringraziare l’editore Falco per aver creduto anche nel secondo lavoro, un tema che apparentemente non coinvolge il suo territorio, investendo e diffondendo l’opera nella mia regione.

La cultura della legalità irrobustita dalle intelligenti e libere scelte di meridionali illuminati. Un altro esempio positivo. Cosa bisogna fare per rafforzare il fronte anti-illegalità?

Mi piace utilizzare le parole di Padre Pino Puglisi, il prete che insegnava la legalità, ucciso dalla mafia, dai fratelli Graviano a Brancaccio il 15 settembre del 1993. “È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per i soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore, ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti”. Ognuno può fare molto, bisogna partire dalle piccole cose. Dalla cultura della legalità, dobbiamo capire che è fondamentale il rispetto delle regole, delle leggi. Possiamo fare molto, ognuno nel proprio settore. Ognuno il suo. Concretamente, non a parole.

Il riconoscimento ricevuto a Lanciano cosa rappresenta per lei?

Certamente un motivo in più per continuare a svolgere questo bellissimo mestiere. Semplicemente per raccontare, per dare voce a chi non ha voce.

A chi dedica questo premio?

Alle vittime del terremoto dell’Aquila e agli angeli di San Giuliano di Puglia, i 27 bambini morti sotto una scuola pubblica. Nel Paese con la memoria corta è doveroso ricordare tutte le vittime, le responsabilità e anche le risate di chi, in quella famosa notte, rideva. Voglio però dedicare questo Premio anche alle Mamme per la Salute e l’Ambiente di Venafro, un gruppo di donne agguerrite, insieme hanno deciso di non piegare la testa, di tutelare il territorio molisano per i propri figli. Grazie al lavoro instancabile delle Mamme di Venafro si è scoperta la diossina nel latte materno, nella carne, le sostanze trovate nella foglia di fico e nella polvere di cemento. Continuano a porre interrogativi, scrivono alle Istituzioni, presentano esposti in Procura. Le loro istanze sono arrivate in Europa. Per il loro impegno sono state denunciate per diffamazione a mezzo stampa. Infine, una dedica per tutti i molisani perbene, che credono nel riscatto.

Lei è autore di due libri molto scottanti. Invito a ribellarsi e dire no all’omertà. Quali risposte concrete ci sono state?

Si sono accesi i riflettori su due vicende importanti. La storia di Lea è stata raccontata dalla collega Barbara Conforti in Francia, insieme abbiamo toccato i luoghi percorsi dalla testimone di giustizia. Il documentario è andato in onda il 17 gennaio scorso su Canal+. Ma sui testimoni di giustizia (esiste una netta differenza con i collaboratori, i cosiddetti ‘pentiti’) la situazione, in Italia, è vergognosa. Sono persone trattate malissimo, utilizzate e abbandonate. Lo stesso trattamento ricevuto da Lea Garofalo. Con il ‘Veleno del Molise’ è iniziato un dibattito, se ne comincia a parlare. Ancora è troppo poco.

C’è tanto bisogno del giornalismo d’inchiesta, per frenare l’avanzata sempre più pericolosa della criminalità organizzata anche nelle cosiddette “isole felici” come il Molise e per scardinare il potere politico-mafioso che oramai ha infestato l’intera Penisola. Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato nel realizzare i suoi libri-denuncia?

In Molise, ad esempio, per avere delle sentenze di condanna, sul discusso passato di alcuni amministratori pubblici, bisogna attendere la proclamazione degli eletti. Prima non si possono informare i cittadini, solo dopo le elezioni. Anzi dopo la proclamazione. Per Giuseppe D’Avanzo: “chi fa questo mestiere non può non aver nemici. Se non ne ha vuol dire che qualcosa non va”. Con dei ‘nemici’ ci saranno sempre delle difficoltà.

Ha ricevuto minacce ?

In passato si sono divertiti con le ruote della mia macchina, hanno lasciato una busta di plastica con dei pesci morti. Ma con questi due libri nessuna minaccia. Solo silenzio.

Lei ha presentato i suoi due libri in moltissime parti d’Italia, ha incontrato anche i giovani delle scuole. Sono sufficientemente informati sull’emergenza criminale?

Sono pronti, nei loro occhi si vede la speranza, la voglia di un futuro migliore. Bisogna lavorare quotidianamente per la cultura della legalità. Don Lorenzo Milani diceva ai suoi ragazzi: “ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”. Partiamo dal sapere, dalla conoscenza. Dalla bellezza, dai diritti. (aprile 2014)

di Domenico Logozzo 

da VIVEREPESCARA 

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LE PECORE SUL TERRENO A RIPOSO… “Masseria Lucenteforte”, Venafro

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LE PECORE SUL TERRENO A RIPOSO

“Masseria Lucenteforte”

Venafro, 15 aprile 2014 

VIDEO… https://www.youtube.com/watch?v=8olqKs5eSEI


COSA E’ STATO INTERRATO IN PASSATO?


L’INCHIESTA. “La melma nera che può essere una bomba ecologica”
da RestoalSud.it: http://www.restoalsud.it/2013/10/24/la-melma-nera-che-puo-essere-una-bomba-ecologica/


dal BLOG (con foto): http://paolodechiara.com/2013/10/23/linchiesta-una-discarica-abusiva-ancora-pericolosa/


PARLA LA TESTIMONE OCULARE: “Ho visto tutto, nei terreni di Venafro hanno sepolto rifiuti industriali…” – http://www.restoalsud.it/2013/11/01/ho-visto-tutto-nei-terreni-di-venafro-hanno-sepolto-rifiuti-industriali/

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PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE per IL VELENO DEL MOLISE, Lanciano (Chieti), 11 aprile 2014

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PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE

‘Ilaria RAMBALDI’, II Edizione 2014

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La Premiazione de IL VELENO DEL MOLISE (Falco Editore, Cosenza).

Nella foto con il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo Stefano PALLOTTA

con la collega di Rai3 Maria Rosaria LA MORGIA

con il collega de L’Espresso Primo DI NICOLA

e con l’avv. Maria Grazia PICCININI, madre di ILARIA.

Grazie di Cuore a tutti!!!

Il Premio è DEDICATO alle MAMME per la Salute e l’Ambiente di Venafro e a tutti i MOLISANI perbene.

INSIEME SI PUO’!!!

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IL VELENO DEL MOLISE VINCE IL PREMIO GIORNALISTICO “ILARIA RAMBALDI”

Il Libro Di Paolo De Chiara. Proprio nel giorno in cui il Molise viene coinvolto nella maxi operazione “Black Land” sullo smaltimento di rifiuti illeciti, Paolo De Chiara con il suo “Il veleno del Molise” si aggiudica il premio giornalistico nazionale ‘Ilaria Rambaldi’ 2014. «Sono molto felice di questo riconoscimento – afferma il giornalista – ma allo stesso tempo rammaricato per quel che la mia Regione ha tenuto nascosto in tutti questi anni».

Paolo De Chiara, giornalista da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, con il suo “Il Veleno del Molise”, che nel frattempo è arrivato alla seconda edizione, ricostruisce trent’anni di omertà partendo da quella parte di territorio che gli è più cara, il venafrano, per finire sulle coste termolesi. Un dossier che oltre a ripercorrere cronologicamente i fatti accaduti è impreziosito anche dalle tante interrogazioni parlamentari presentate negli anni, dallo studio epidemiologico fatto dalla Fondazione Milani e, in questa seconda ristampa, da un’intervista a Ferdinando Imposimato presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione e da sempre impegnato nella lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l’attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione.

La premiazione è avvenuta, nella serata di oggi, nello splendido scenario dell’Auditorium Diocleziano di Lanciano in provincia di Chieti. Il premio, arrivato alla sua seconda edizione, è dedicato alla giovane studentessa di ingegneria morta durante il terremo del L’Aquila di cinque anni fa. «Colgo questa occasione – chiosa De Chiara – per ricordare non solo le vittime del terremoto aquilano ma anche quello di San Giuliano di Puglia. Bisogna non dimenticare e ricordare sempre il passato, i suoi errori, le sue omissioni e suoi silenzi attraverso un’informazione puntuale e libera»:

A decretare la vittoria di Paola De Chiara è sta una giuria composta dal Presidente Stefano Pallotta (Ordine Giornalisti Abruzzo), Primo Di Nicola (Espresso), Giuseppe Caporale (La Repubblica), Maria Rosaria La Morgia (RaiTre), Maria Grazia Piccinini (presidente Ilaria Rambaldi Onlus).

Alessandro Corroppoli

http://www.primonumero.it/attualita/news/1397237711_il-libro-di-paolo-de-chiara-il-veleno-del-molise-vince-il-premio-giornalistico-ilaria-rimbaldi.html#.U0go68UIavg.twitter

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IL VELENO DEL MOLISE… a ROMA, 9 aprile 2014

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IL VELENO DEL MOLISE

ROMA, 9 aprile 2014

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IL VELENO DEL MOLISE CONQUISTA IL PREMIO NAZIONALE ‘ILARIA RAMBALDI’, edizione 2014

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PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE ‘Ilaria RAMBALDI’

II Edizione 2014. 

PRIMO Premio per “IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” (Falco Editore, Cosenza). 

Il veleno del Molise.

PREMIAZIONE venerdì 11 aprile 2014 a LANCIANO (Chieti).

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Premio Giornalistico Ilaria Rambaldi
Sezione A – Vincitore: PAOLO DE CHIARA, Il veleno del Molise (Isernia, IS)
Sezione B – Vincitore: DAIANA PAOLI, Servizio trasmesso su Rai News 24 il 27/12/2013 (ore 20:45) dal titolo ‘Sardegna, i perchè di un’alluvione’ (Roma, RM)

Giuria concorso giornalistico
Presidente commissione dott. Stefano Pallotta (Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo), Primo Di Nicola (Espresso), Giuseppe Caporale (La Repubblica), Maria Rosaria La Morgia (Rai Tre), Maria Grazia Piccinini (presidente Ilaria Rambaldi Onlus)

PREMIO

Grazie di Cuore Domenico Logozzo
Il giornalismo d’inchiesta premiato in Abruzzo.Il coraggio di raccontare e denunciare ,contro il silenzio dell’omertà in terre infestate dalla mafia ma anche nelle cosiddette “isole felici “,che oggi non esistono più.Il giornalista e scrittore Paolo De Chiara con il libro-inchiesta “IL VELENO DEL MOLISE” (ed.Falco) si è aggiudicato il PREMIO ILARIA RAMBALDI PER IL GIORNALISMO, intitolato alla memoria della giovane studentessa universitaria morta con il fidanzato nel terremoto che 5 anni fa ha devastato L’Aquila..La giuria presieduta da Stefano Pallotta (Presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo) era composta da Primo Di Nicola ,(il giornalista dell’Espresso, che con la sua inchiesta costrinse il Presidente della Repubblica Leone a dimettersi ), Giuseppe Caporale ( autore di una serie di scoop giornalisti su La Repubblica), Maria Rosaria La Morgia ( giornalista Rai , che è stata alla Redazione Cronaca del Tg2 quando nel 1992 andava in onda il settimanale “Lezioni di mafia” che Giovanni Falcone aveva ideato che con il direttore del Tg2 Alberto La Volpe ) e Maria Grazia Piccinini (presidente Ilaria Rambaldi Onlus) . Una commissione di alto profilo.La premiazione avverrà a Lanciano venerdì 11 aprile. Complimenti al bravissimo collega che ha anche realizzato un altro libro-inchiesta sull’atroce morte di Lea Garofalo, uccisa per avere “tradito” la famiglia mafiosa (Nelle foto Paolo De Chiara ospite della trasmissione Caffè UnoMattina )
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Terremoto, Premio Rambaldi venerdi’ a Lanciano, i vincitori

lunedì 07 aprile 2014, 16:07

Lavori Arrivati ​​da OGNI altera parte d’Italia e dall’estero also per la Seconda edizione dei Premi Ilaria Rambaldi, la studentessa di Ingegneria Edile dell’Universita ‘dell’Aquila morta in Seguito al terremoto del 6 aprile 2009.

L’omonima associazione ha presentato this Mattina in Una Conferenza stampa la giornata di chiusura del Premio, il Che SI terra ‘il Prossimo 11 aprile nell’auditorio Paone della Bper di Lanciano e il Che sara’ divisa in causa Momenti: La Mattina, Dalle 10, Incontro Dibattito su Prevenzione venuto strumento per difendere il Territorio dall’emergenza, con illustri relatori e la Presentazione di ONU Brevetto innovativo la cellula antisismica; Nel Pomeriggio, Dalle ore 17.30, la premiazione dei vincitori dei concorsi 2014: giornalismo, urbanistica in rosa, Composizione Musicale e MIGLIORE Tesi di Ingegneria.

I Premiati della sezione giornalistica Sono Paolo De Chiara, di Isernia, autore del Libro Il veleno del Molise e Daiana Paoli di Roma, per il Servizio trasmesso da Rainews il 27 dicembre scorso Dal titolo Sardegna, i perche ‘di alluvione delle Nazioni Unite; per la SEZIONE Urbanistica in rosa, Claudia Maranella di Teramo e Menzione speciale per Eleonora Di Nardo di Ortona, Raissa Pluchino di Modica, Flavia Sinisi di Roma, Fanny Ballotti di Castelvetro di Modena e Valentina Gradellini di Modena.

Per il concorso Migliore Tesi di laurea magistrale il premio e ‘andato a Giovanni Accili di Sulmona (L’Aquila) per la Tesi “Progettazione in acciaio dell’Auditorium del Parco a L’Aquila, con e Senza Isolamento sismico alla base. Per la Composizione musicale, Il Primo premio e ‘andato a Pietro Magnani di Parma, con la Composizione In suspensa expectatione per quintetto di fiati, il Secondo un Yue Wu di Canton (Cina) con la Composizione Luna d’Aprile per Flauto e clarinetto in si bemolle; Il Terzo un Daniel Espen di Brescia con la Composizione Preghiera Antica per quintetto di fiati.

Lo scopo dell’associazione Ilaria Rambaldi – ha spiegato la mamma, Maria Grazia Piccinini, Durante la Conferenza Stampa il Che SI e ‘tenuta this Mattina Nella sala consiliare di Lanciano Insieme al sindaco Mario Pupillo e all’assessore Marcello D Ovidio – e’ quello di sensibilizzare l’Opinione pubblica perche ‘ci renda SI Conto Che rispettare il Territorio e la natura, cosi’ vieni rispettare le Norme previste in materia di costruzioni e Sicurezza, Sono Una esigenza Primaria di OGNI Cittadino e non delle Nazioni Unite Lusso Eventuale di Pochi.Solo cosi Possibile ‘potremo cercare di EVITARE il piu’ il ripetersi di sciagure e lutti.

da http://m.abruzzo24ore.tv/news/Terremoto-Premio-Rambaldi-venerdi-a-Lanciano-i-vincitori/137233.htm

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PIACENZA, 5 aprile 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PIACENZA

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SEZZE (Latina)… IL CORAGGIO DI DIRE NO e IL VELENO DEL MOLISE, 29 marzo 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO e IL VELENO DEL MOLISE

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AGNONE (Is), presentazione de IL VELENO DEL MOLISE, 28 marzo 2014

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AGNONE (Is), presentazione de IL VELENO DEL MOLISE

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