TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a UnoMattina Caffè

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a UnoMattina Caffè

Saxa Rubra, Roma

IN ONDA venerdì 31 ottobre 2014, ore 6.08, RaiUno

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1 giulio perrone inst in onda 31 ott 2014 prossimamente RaiUno

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da Restoalsud.it – Il ministro Alfano aiuti subito i testimoni di giustizia

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di Paolo De Chiara

“Il Ministro Alfano garantisca la partecipazione dei Testimoni di Giustizia agli Stati Generali dell’Antimafia. A due TdG che hanno chiesto di partecipare alla manifestazione organizzata da Libera in questi giorni a Roma è stato risposto che non si può, per motivi di sicurezza”.

È Davide Mattiello, deputato indipendente del Pd e componente della commissione antimafia, che parla, che denuncia la situazione paradossale deiTestimoni di giustizia in Italia.

“Ci sentiamo soli, abbandonati. Isolati”, spiega uno dei due testimoni.

Presente, nonostante tutto, all’evento ‘ControMafie’ organizzato da Libera, da solo, senza alcuna protezione. Con una diffida del Servizio Centrale di Protezione,“per motivi di sicurezza”, “per l’esposizione al rischio a cui andrebbe incontro” per la “la natura pubblica dell’evento” e per la “rilevanza mediatica”.

I Testimoni di giustizia, cittadini onesti che hanno semplicemente fatto il loro dovere, vanno chiusi in ‘campane di vetro’. Una situazione paradossale: i mafiosi possono fare quello che vogliono, sul ‘loro’ territorio, mentre i testimoni, le persone che hanno denunciato e testimoniato contro i mafiosi, devono scappare. Nascondersi. Per ‘motivi di sicurezza’ devono stare isolati. Il sistema di protezione non ammette repliche.

Il convegno antimafia organizzato da Libera, che si sta tenendo a Roma, è off limits. Sulla carta. Il Testimone diffidato, ‘esposto a rischi’, ha raggiunto da solo la Capitale per partecipare all’evento. “Non c’è cosa più brutta – scrive in una mail l’uomo che ha ‘sfidato’ la camorra – della limitazione della libertà personale, aggravata dal fatto che da cittadino incensurato mi viene limitata la libertà a recarmi ad un evento che si svolge ogni tre anni. Evento che è forza e dimostrazione vivente che c’è un esercito del bene, fatto di uomini e donne che in vari ruoli contrastano le mafie. Troppo pericoloso… questo è quanto dovutomi in relazione alla mia educata comunicazione”.

Cosa ne pensa il ministro dell’Interno Alfano interrogato sul punto da un componente della commissione antimafia? Nessuna risposta pervenuta. ContinuaMattiello, relatore della fresca relazione, approvata all’unanimità, sui testimoni di giustizia: “Lo Stato ha senz’altro il prioritario obiettivo di garantire l’incolumità di queste persone, ma lo Stato ha anche il dovere di garantire a queste persone libertà e autonomia. Queste persone non sono delinquenti da gestire con severità, sono cittadini che hanno contribuito alla giustizia, dei quali lo Stato dovrebbe andare orgoglioso. Per altro questi testimoni, che hanno fatto formale richiesta nei modi dovuti, non hanno il cambio di generalità e quindi non c’è il bisogno di mantenerne celata l’identità. Lo Stato ha certamente le risorse per garantire a due Testimoni di giustizia che vogliano partecipare ad una iniziativa anti-mafia, di farlo in sicurezza, se così non fosse, sarebbero ben altri gli interrogativi cui rispondere”.

Sono tanti gli interrogativi posti in questi anni dai pochi Testimoni. In Italia sono circa 80, la maggior parte con esperienze pessime. Per colpa di uno Stato, quello con la ‘s’ minuscola, silente. Poco attento, che gira la testa dall’altra parte. “In quattro lunghi anni – sfoga la sua rabbia il testimone con la diffida – ho sentito di tutto, tante promesse e tanti proclami, ma resta nella  mente quella frase detta da chi è dalla parte dei ‘buoni’: “chi te lo ha fatto fare, hai perso tutto e non finisce qui”. Vero non finisce qui, in quattro anni sono diventato una ‘bestia’, ho provato le peggiori umiliazioni, le peggiori negazioni, ho visto pian piano sgretolare una vita, inabissare una famiglia normale in un baratro. Ho vissuto l’isolamento, la malattia, la paura e l’angoscia, ho dormito per strada, in auto. Ho mangiato alla Caritas, sono stato rinchiuso per mesi in un alloggio senza corrente nè gas, ho provato il freddo, il gelo, la fame. Ma ho resistito. Ho resistito per vivere, per chi mi ama, nonostante tutto ciò. Voglio vivere, vivere libero di scegliere dove andare cosa fare e con chi stare. La mia scelta resta una scelta di legalità, un atto normale, le mie denunce sono la prova che un sistema corrotto e colluso può e deve essere scardinato. Se coloro che ho denunciato vivono attualmente liberi e nel lusso mentre chi scrive non vive ‘libero’ e stenta ad arrivare a fine mese qualcosa non funziona”.

L’ultima legge sui Testimoni di giustizia risale al 2001, nella precedente (quella del 1991) non c’era nemmeno la distinzione tra collaboratori e testimoni. “Il legislatore del 2001 – si legge nella relazione approvata pochi giorni fa – non colse che la legge sui pentiti non aveva spazio per altri, ma, principalmente, non colse che la differenza tra collaboratori e testimoni era tale da andare oltre la diversa posizione processuale e che, anzi, quell’opera di diversificazione tra le due figure […] significava invece accostare e contaminare entità tanto lontane e tanto dissimili da non dovere essere nemmeno paragonate”.

I Testimoni di giustizia hanno bisogno di un’altra legge, della loro legge. “Io mi fermo – conclude il testimone -, credo di aver dato quattro anni della mia vita allo Stato, alle istituzioni e che il debito contratto con chi mi ama è troppo alto. Non c’è prezzo che possa ripagare questo mio attuale stato di sofferenza. Io ritorno a vivere e anche se dovessero uccidermi morirò da uomo libero perché questa mia condanna del non vivere non è un prezzo da pagare”.  

“Sono stanco. Basta!!!”. DA UN TESTIMONE DI GIUSTIZIA… Riceviamo (la mail) e Pubblichiamo.

cop giulio perrone inst

Oggetto: L’ennesima negazione, l’ennesimo No!!! Voglio vivere da uomo libero!!!! Abbandono questo programma di protezione

Forse sarebbe stata una giornata diversa, un emozione, ma questo a me non è concesso, ad un TDG.
Non mi è concesso essere “vivo”, vivere il presente programmando il futuro, il mio futuro, non mi è permesso vivere quelle piccole emozioni che sono cosa naturale e seguire le mie passioni.
Io non sono più… trasformatomi in un numero, una pratica , un impegno acquisito,ma reso nullo e inefficace.
Quel contratto che ti protegge ma ti distrugge.
Non c è cosa più brutta della limitazione della libertà personale, aggravata dal fatto che da cittadino incensurato mi viene limitata la libertà a recarmi ad un evento che si svolge ogni tre anni .
Evento che è forza e dimostrazione vivente che c’è un esercito del bene, fatto di uomini e donne che in vari ruoli contrastano le mafie: magistrati, giornalisti, politici e gente comune uniti a dire no al dilagare delle mafie .
Tutti presenti, ma IO NO!!!!!!!!
Troppo pericoloso… questo è quanto dovutomi in relazione alla mia educata comunicazione .
Lei è in pericolo lo vuole capire ?????
Lei metterebbe in pericolo altre vite umane !!!!!
Parole e frasi comunicate in modo veloce via telefono che lasciano intendere esemplari punizioni, diffide se no ottempero a questo “comando”.
Oggi aver avuto un comportamento esemplare e corretto non ha portato a nulla .
Aver rispettato le regole del programma di protezione mi ha portato solo a molteplici negazioni.
Una serie di contraddizioni da parte di chi dovrebbe attenersi alla legge ad un protocollo ma che troppo spesso viene messo in atto a modus interpretazione e decisione Last minut.
Ora mi resta il nulla ………
Quel nulla che mi rende sempre più debole , inerme nei confronti di un sistema che ti rende fantasma , un vegetale, lasciato vivo o meglio tenuto in vita per un solo ed unico scopo arrivare a testimoniare nei processi.
A cosa servirà mai vivere in tal modo senza poter programmare un futuro?
Non ha senso vivere così!
Come non ha senso soffrire ogni volta , arrabbiarsi , vivere un disagio psicologico che si accumula sulla già grande sofferenza degli anni passati, abbandonato .
In 4 lunghi anni ho sentito di tutto, tante promesse e tanti proclami , ma resta nella mente quella frase detta da chi è dalla parte dei “buoni” …’CHI TE LO HA FATTO FARE HAI PERSO TUTTO E NON FINISCE QUI’…
Vero non finisce qui, in 4 anni sono diventato una “bestia” ho provato le peggiori umiliazioni, le peggiori negazioni, ho visto pian piano sgretolare una vita, inabissare una famiglia normale in un baratro, ho vissuto l’isolamento, la malattia, la paura e l’angoscia, ho dormito per strada in auto , ho mangiato alla caritas, sono stato rinchiuso per mesi in un alloggio senza corrente nè gas, ho provato il freddo ed il gelo, la fame, ma ho resistito.
Ho resistito per vivere, per chi mi ama nonostante tutto ciò, ma voglio vivere, vivere libero di scegliere dove andare cosa fare e con chi stare, la mia scelta resta una scelta di legalità, un atto normale, le mie denunce sono la prova che un sistema corrotto e colluso può e deve essere scardinato.
Se coloro che ho denunciato vivono attualmente liberi e nel lusso mentre chi scrive non vive “libero” e stenta ad arrivare a fine mese qualcosa non funziona .
Sono certo che in molti leggeranno questo mio scritto .
Io mi fermo, in questo preciso momento mi fermo, credo di aver dato 4 anni della mia vita allo Stato alle istituzioni e che il debito contratto con chi mi ama è troppo alto, non c’è prezzo che possa ripagare questo mio attuale stato di sofferenza.
Io ritorno a vivere e anche se dovessero uccidermi morirò da uomo libero perché questa mia condanna del non vivere non è un prezzo da pagare. Ero un giusto e lo sarò per il tempo che mi resta da vivere e che il mio esempio e l’esempio di chi mi ha preceduto resti nella memoria di un popolo onesto .

Un uomo che ha denunciato la camorra SPA

MOLISE: E’ TUTTO UN CONFLITTO DI INTERESSI?

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MOLISE: E’ TUTTO UN CONFLITTO DI INTERESSI?

di Paolo De Chiara

“Nel Comune di Campochiaro, in provincia di Campobasso (dove volevano far sorgere anche l’inutile aeroporto del Molise), verrà costruito un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse legnose della potenza di 0.99 MWe. L’autorizzazione unica, contenuta nella determina dirigenziale n. 45 del 2012, porta la data del 4 maggio. A distanza di quasi due mesi continua il silenzio intorno a questa vicenda. Che vede tre società interessate, secondo le visure camerali, tra cui una che fa capo direttamente al leader dell’opposizione in Molise, Paolo Di Laura Frattura. L’imprenditore prestato alla politica […]. Il 20 luglio del 2010 la società Gap Consulting srl “ha chiesto l’autorizzazione unica per la realizzazione e l’esercizio, nella zona del Consorzio per lo sviluppo Industriale Campobasso-Bojano del Comune di Campochiaro, di un impianto di produzione di energia elettrica da biomasse”, si legge nella determina, “utilizzante biomassa legnosa ed assimilati”. [… ]. Potrebbe configurarsi la fattispecie di conflitto di interessi per il capo dell’opposizione Frattura? A questa domanda, i suoi colleghi di centro-sinistra, non hanno risposto. Non hanno saputo rispondere, non hanno voluto rispondere. Devono leggere prima le carte”.

Biomasse in Molise, Conflitto di interessi?, 2 luglio 2012. In quella data lo sGovernatore del Molise era Michele Iorio (centro-destra).

 

Non ne so nulla, non ho notizie. Prima dovrei vedere le carte. Sull’impianto specifico non ho nessun documento. Sono stato l’unico a mettermi contro la centrale ad olio vegetali a Trivento e Montefalcone. Il mio parere è scontato su questi argomenti. Se mi devo mettere a battibeccare con questi personaggi di nuova generazione, scelgo io il terreno. […] le centrali a biomasse sono semplicemente degli espedienti. Nascono per le biomasse e alla fine diventano potenziali destinatari, diciamo, di rifiuti”.

Michele Petraroia, cons. regionale Pd, Biomasse in Molise, Conflitto di interessi?, 2 luglio 2012

 

Non ho letto la determina. Mi serve il tempo per leggerla. Devo capire meglio, devo approfondire l’argomento. Se dovesse essere vera la notizia bisogna capire se Frattura è ancora socio. Se dovesse essere socio chiederemo spiegazioni di questa situazione. Devo capire come stanno le cose”. 

Cristiano Di Pietro, cons. regionale IdV,  Biomasse in Molise, Conflitto di interessi?, 2 luglio 2012

 

“[…] è sufficiente vedere quando questo iter autorizzativo è partito, così si rende conto della data in cui è partito. Data nella quale non avevo nessun impegno politico di nessuna natura. Ci sono gli atti ufficiali, le cose si fanno con la tracciabilità, non si fanno con l’obiettivo di nascondere le questioni. Tenga presente, per dovere di cronaca, che io come professionista e come imprenditore il campo dell’energia l’ho sempre seguito. Sono stato un fermo assertore della bontà dell’iniziativa biomasse come fonte di energia. Ma se si dovesse considerare speculativa la mia posizione, di un lavoro di sviluppo prima che mi impegnassi politicamente, non mi sembra corrispondente al vero”.

Paolo Di Laura Frattura, capo opposizione ‘centro-sinistra’ Regione Molise, 2 luglio 2012

 

“[…] in una logica organizzata sul territorio poteva essere una buona iniziativa considerando l’incentivo che c’era rispetto a queste centrali. E’ chiaro però che devono nascere sulla base dell’esigenze del territorio. Se diventano mere operazioni speculative, finalizzate esclusivamente all’importazione da altre Regioni o da altri Paesi di biomasse, è chiaro che non mi vede d’accordo”.

Paolo Di Laura Frattura, capo opposizione ‘centro-sinistra’ Regione Molise, 2 luglio 2012

 

“Dal giorno in cui ho deciso di partecipare alle Primarie per l’individuazione del candidato presidente del centrosinistra, è iniziata la caccia allo scoop … ultima di una lunga ed inutile serie la questione attinente l’impianto di biomasse da realizzarsi a Campochiaro … per questo motivo, con la forza degli atti pubblici, ritengo di dover replicare alle recenti indiscrezioni giornalistiche con la trasparenza: la documentazione evidenzia la cessione a titolo gratuito – effettuata dalla Gap Consulting alla Civitas srl – dell’intera procedura relativa all’iter autorizzativo dell’impianto di Campochiaro. L’atto è datato 28 gennaio 2012. Per completezza delle informazioni, è possibile anche visionare gli assetti societari della Civitas, della Proter e della Gap. Per qualsiasi delucidazione, come sapete, sono sempre a disposizione”.

Paolo Di Laura Frattura, capo opposizione ‘centro-sinistra’ Regione Molise, facebook, 4 luglio 2012

 

“Con le biomasse non ho nulla a che fare. Quando l’iter autorizzativo è partito non avevo nessun impegno politico. Se faccio politica non posso fare l’imprenditore», taglia corto. Passa un anno e diventa governatore, ventotto anni dopo suo padre Ferdinando, democristiano. Ma qui cominciano i problemi. Perché quando si hanno tanti interessi già è difficile guidare l’opposizione, figuriamoci la giunta”.

Compagne e cognati, relazioni e parentele. Vecchie Parentopoli nel «nuovo» Molise, Corriere.it. Sergio Rizzo, Corriere.it, 14 maggio 2013

“L’ok della Giunta regionale nonostante la pronuncia del Tar il giorno prima l’approvazione di una moratoria che prevede per un anno la sospensione di autorizzazioni per la realizzazione di impianti fotovoltaici eolici e da altre strutture per la produzione di energia. Ovviamente il sì alle centrali ha fatto andare su tutte le furie amministratori e associazioni e cittadini dell’intero comprensorio matesino che da qui in avanti hanno promesso al governo regionale battaglia legale e mobilitazione generale. L’avvocato Alfono Mainelli ala dura del movimento ambientalista di Bojano precisa: «La nostra regione è sotto assedio, qui siamo di fronte a superamenti della legge. Chiediamo, perciò, agli organi di Sato e giudiziari di intervenire. Abbiamo una documentazione ampia e chiara delle irregolarità e delle illegalità. La Regione Molise a nostro avviso prevedendo impianti del genere viola la legge sui controlli obbligatori degli inquinanti classificati cancerogeni dall’Oms»”.

Cresce il fronte del no alle centrali a biomasse, Il Tempo Molise, 3 luglio 2014

 

“Tanto per esercitare la memoria prima mia e poi degli altri, nel 2011 proprio Iorio approvava, con i suoi assessori, compresa la consigliera Angiolina Fusco Perrella, altra estemporanea paladina della difesa dell’aria matesina, l’incremento di dotazione finanziaria con contestuale approvazione di graduatoria per progetti di impresa innovativa, tra questi la società Di Zio Costruzioni Meccaniche per la realizzazione di una centrale a biomasse da 10 megawatt. Il megaimpianto che, misteri di una informazione che ricerca in ogni dove presunti conflitti di interessi, oggi fa molto meno notizia del ben più piccolo impianto da 0,999″

Paolo Di Laura Frattura, Governatore Molise, Ansa.it, 2 ottobre 2014

“I sindaci dei comuni matesini mi chiedono di bloccare le autorizzazioni per la realizzazione di una centrale a biomassa di 0.999 MWe rilasciate a seguito del parere favorevole espresso in Conferenza dei servizi dalla Provincia di Campobasso, dall’Arpa Molise e dai Servizi regionali di valutazione ambientale, biodiversità e sviluppo sostenibile e tutela ambientale. Questi soggetti, tutti, hanno espresso parere favorevole all’impianto. Malgrado questo, ora si prova ad ignorare che un minuto dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale della mozione che mi impegnava a provvedere per l’annullamento delle autorizzazioni ho interpellato il dirigente del Servizio energia della Regione Molise affinché si attivasse sulla vicenda. Dando atto al dirigente della tempestività e della professionalità dimostrate, la risposta è arrivata in tempi altrettanto, anzi, straordinariamente celeri. Noi per primi, anche e forse soprattutto come padri di figli che si vorrebbe veder crescere e diventare adulti a casa propria, perseguiamo l’idea di uno sviluppo compatibile con il nostro ambiente, patrimonio che intendiamo tutelare e valorizzare con i fatti non con i divieti a prescindere”.

Paolo Di Laura Frattura, Governatore Molise, comunicato stampa, 2 ottobre 2014

 

Oltre 3 mila firme in poco meno di una settimana. L’opposizione di ben 12 consigli comunali con relativo ricorso al Tar. Il NO del consiglio provinciale. E ancora, il NO del consiglio regionale che ha richiesto l’annullamento delle autorizzazioni. Le mamme coraggio, che da due settimane insieme a cittadini comuni, associazioni, movimenti, amministratori locali, presidiano il nucleo industriale di Campochiaro, giorno e notte, per contrastare e impedire la realizzazione delle tanto discusse centrali a biomasse a valle del Matese. Gli artisti e le 5mila persone che ieri hanno animato e reso possibile la maratona musicale “Matese in Musica”.

‘Matese in Musica’: l’esercito dei 5 mila per la battaglia a difesa della natura e della salute, cblive.it, 12 ottobre 2014

ottobre 2014

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NO BIOMASSE a CAMPOCHIARO (Cb)

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IL MOLISE DICE NO

ALLE CENTRALI A BIOMASSE

cane no biomasse

DUE ANNI DOPO…

Una delle tre società, la Proter srl, fa capo a Paolo Di Laura Frattura

BIOMASSE IN MOLISE, CONFLITTO DI INTERESSI?

Il capo dell’opposizione: ‘Faccio politica, non posso fare l’imprenditore’

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TESTIMONI di GIUSTIZIA. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie (Giulio Perrone Editore, 2014)

In LIBRERIA dal 24 ottobre

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Testimoni di giustizia

Uomini e donne che hanno sfidato le mafie

di Paolo De Chiara

© 2014 Giulio Perrone Editore, Roma
I edizione Ottobre 2014
stampato presso Cimer, Roma
ISBN 978-88-6004-326-9
http://www.giulioperroneditore.com

libro bagnato rosso

TESTIMONI di GIUSTIZIA. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie

di Paolo De Chiara

© 2014 Giulio Perrone Editore, Roma
I edizione Ottobre 2014

Pagine: 297
stampato presso Cimer, Roma
ISBN 978-88-6004-326-9

http://www.giulioperroneditore.com

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