“Sono stanco. Basta!!!”. DA UN TESTIMONE DI GIUSTIZIA… Riceviamo (la mail) e Pubblichiamo.

cop giulio perrone inst

Oggetto: L’ennesima negazione, l’ennesimo No!!! Voglio vivere da uomo libero!!!! Abbandono questo programma di protezione

Forse sarebbe stata una giornata diversa, un emozione, ma questo a me non è concesso, ad un TDG.
Non mi è concesso essere “vivo”, vivere il presente programmando il futuro, il mio futuro, non mi è permesso vivere quelle piccole emozioni che sono cosa naturale e seguire le mie passioni.
Io non sono più… trasformatomi in un numero, una pratica , un impegno acquisito,ma reso nullo e inefficace.
Quel contratto che ti protegge ma ti distrugge.
Non c è cosa più brutta della limitazione della libertà personale, aggravata dal fatto che da cittadino incensurato mi viene limitata la libertà a recarmi ad un evento che si svolge ogni tre anni .
Evento che è forza e dimostrazione vivente che c’è un esercito del bene, fatto di uomini e donne che in vari ruoli contrastano le mafie: magistrati, giornalisti, politici e gente comune uniti a dire no al dilagare delle mafie .
Tutti presenti, ma IO NO!!!!!!!!
Troppo pericoloso… questo è quanto dovutomi in relazione alla mia educata comunicazione .
Lei è in pericolo lo vuole capire ?????
Lei metterebbe in pericolo altre vite umane !!!!!
Parole e frasi comunicate in modo veloce via telefono che lasciano intendere esemplari punizioni, diffide se no ottempero a questo “comando”.
Oggi aver avuto un comportamento esemplare e corretto non ha portato a nulla .
Aver rispettato le regole del programma di protezione mi ha portato solo a molteplici negazioni.
Una serie di contraddizioni da parte di chi dovrebbe attenersi alla legge ad un protocollo ma che troppo spesso viene messo in atto a modus interpretazione e decisione Last minut.
Ora mi resta il nulla ………
Quel nulla che mi rende sempre più debole , inerme nei confronti di un sistema che ti rende fantasma , un vegetale, lasciato vivo o meglio tenuto in vita per un solo ed unico scopo arrivare a testimoniare nei processi.
A cosa servirà mai vivere in tal modo senza poter programmare un futuro?
Non ha senso vivere così!
Come non ha senso soffrire ogni volta , arrabbiarsi , vivere un disagio psicologico che si accumula sulla già grande sofferenza degli anni passati, abbandonato .
In 4 lunghi anni ho sentito di tutto, tante promesse e tanti proclami , ma resta nella mente quella frase detta da chi è dalla parte dei “buoni” …’CHI TE LO HA FATTO FARE HAI PERSO TUTTO E NON FINISCE QUI’…
Vero non finisce qui, in 4 anni sono diventato una “bestia” ho provato le peggiori umiliazioni, le peggiori negazioni, ho visto pian piano sgretolare una vita, inabissare una famiglia normale in un baratro, ho vissuto l’isolamento, la malattia, la paura e l’angoscia, ho dormito per strada in auto , ho mangiato alla caritas, sono stato rinchiuso per mesi in un alloggio senza corrente nè gas, ho provato il freddo ed il gelo, la fame, ma ho resistito.
Ho resistito per vivere, per chi mi ama nonostante tutto ciò, ma voglio vivere, vivere libero di scegliere dove andare cosa fare e con chi stare, la mia scelta resta una scelta di legalità, un atto normale, le mie denunce sono la prova che un sistema corrotto e colluso può e deve essere scardinato.
Se coloro che ho denunciato vivono attualmente liberi e nel lusso mentre chi scrive non vive “libero” e stenta ad arrivare a fine mese qualcosa non funziona .
Sono certo che in molti leggeranno questo mio scritto .
Io mi fermo, in questo preciso momento mi fermo, credo di aver dato 4 anni della mia vita allo Stato alle istituzioni e che il debito contratto con chi mi ama è troppo alto, non c’è prezzo che possa ripagare questo mio attuale stato di sofferenza.
Io ritorno a vivere e anche se dovessero uccidermi morirò da uomo libero perché questa mia condanna del non vivere non è un prezzo da pagare. Ero un giusto e lo sarò per il tempo che mi resta da vivere e che il mio esempio e l’esempio di chi mi ha preceduto resti nella memoria di un popolo onesto .

Un uomo che ha denunciato la camorra SPA

Autore: Paolo De Chiara

Fondatore e direttore WordNews.it www.wordnews.it Giornalista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore, sceneggiatore. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - Ha collaborato con Canal + per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019.

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