MONZA, PROCESSO ALLA CAMORRA: SI RIPARTE IL 24 SETTEMBRE

La passerella di Cinisello Balsamo (Milano)
La passerella di Cinisello Balsamo (Milano), costata 13 milioni di euro.

“A Monza si sta svolgendo un processo nel processo,

stanno uscendo fuori tante altre cose.

Voglio fare il mio dovere, fino alla fine”.

Gennaro C.

Il prossimo 24  settembre riprende il processo di Monza, nato grazie alle denunce del testimone di giustizia Gennaro C.
Sul banco degli imputati: Mario Vuolo e il figlio Pasquale, Alfio Cirami (Impregilo), Edmondo Troisi e Ernesto Valente (Italsoa).
Pasquale Vuolo, detto capastorta, esponente di spicco del potente clan di camorra D’Alessandro (Castellammare di Stabia), è attualmente detenuto, già con una condanna di 13 anni per associazione mafiosa con l’aggravante dell’art. 7 (reato commesso per avvantaggiare l’organizzazione criminale), traffico di armi ed estorsione.
I capi di imputazione sono pesanti: disastro colposo, falsità, minaccia in associazione, minacce nei confronti del testimone di giustizia Gennaro C., prima per indurre a ritrattare e poi per non farlo presentare al processo.
Gennaro non ha mollato, in cinque anni ha percorso tutta la Penisola per denunciare, con prove dettagliate, il modus operandi dei Vuolo e delle loro imprese.
Da Trento a Palmi, sino a Campobasso. Ha bloccato appalti milionari, soldi sottratti alla camorra imprenditrice.
Tutte le  denunce hanno trovato riscontro. Gennaro è stato costretto a nascondersi, perchè braccato. Ridotto a vivere da fuggiasco e abbandonato da tutti. Solo nel 2014, dopo anni di isolamento, è stato inserito nel programma speciale di protezione per i testimoni di giustizia.
Anche l’ANAC è intervenuta, bloccando le certificazioni delle ditte dei Vuolo. Facendo luce sulle responsabilità degli organi che hanno rilasciato certificazioni false, ma utili per l’assegnazione di appalti milionari.
Fiumi di denaro sporco e gravi anomalie costruttive. Accertate dall’autorità giudiziaria. Come, ad esempio, il sequestro del ponte autostradale di Ferentino, dove la Procura di Roma ha ordinato il totale rifacimento dell’intera opera metallica.
“Attendo giustizia – ripete Gennaro -, ho fatto semplicemente il mio dovere”.
La sentenza è prevista per luglio 2016.
ciclopedonale
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TdG – Gennaro C. e il Processo contro la Camorra. La prima udienza di Monza 

Autore: Paolo De Chiara

Fondatore e direttore WordNews.it www.wordnews.it Giornalista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore, sceneggiatore. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - Ha collaborato con Canal + per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019.

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