Molise: Veleni e Corruzione, una lezione con i ragazzi

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GRAZIE DI CUORE A TUTTI!
#insiemesipuò
1° appuntamento: Campobasso, Ist. Comp. “D’Ovidio” 
L’ITALIA DEI VELENI, SENZA DIMENTICARE IL MOLISE. 
#workinprogress #2appuntamento #dicembre #scuole #cultura&legalità #campobasso 
– fotografie Rossella De Rosa

 

È il primo di una serie di incontri quello che ieri si è svolto nell’auditorium dell’Istituto F. D’Ovidio di Campobasso, dove gli alunni delle classi terze della scuola secondaria hanno incontrato le mamme dell’Associazione Mamme per la salute e l’ambiente di Venafro, le mamme dell’Associazione Angeli Guerrieri della Terra dei Fuochi, don Aniello Manganiello e il giornalista e scrittore molisano Paolo De Chiara.

Cultura e legalità sono stati i temi affrontati durante l’incontro, organizzato dal comune di Campobasso e aperto con i saluti dell’assessore alla culturaEmma de Capoa, la quale ha spiegato che la scuola ha un ruolo sempre più importante nella diffusione dei valori della legalità e dei diritti civili. L’intento dell’amministrazione comunale di Campobasso – ha continuato – è quello di diffondere la cultura della legalità ed eventi come questo servono per potenziare dei percorsi culturali che aiutano i ragazzi a crescere liberi”.

Come rappresentante delle forze dell’ordine è intervenuta il capitano dei Carabinieri e Forestale Margherita Cretella che ha invitato gli alunni a prendere a cuore ciò è stato trasmesso durante l’incontro e di diventare sentinelle e tutori dell’ambiente.

Infatti proprio di ambiente si è parlato, di un territorio sempre di più contaminato e inquinato, quello della cosiddetta ‘terra dei fuochi’, ma anche quello della nostra regione che non esente da contaminazioni. A parlare della situazione della Campania sono intervenute le mamme dell’associazione ‘Angeli Guerrieri della Terra dei Fuochi’ nata il 6 aprile 2011 e che hanno spiegato la sofferenza della malattia, che colpisce sempre più bambini i quali non riescono a realizzare i loro sogni perché la loro vita viene spezzata. Sono mamme che hanno perso i loro figli, che non si sono date per vinte e insieme hanno deciso di combattere, denunciare quello che di marcio c’è nel sistema. “Ci siamo inventate qualsiasi cosa, abbiamo aiutato famiglie con bambini malati e ora stiamo mettendo dei punti fermi, ma dobbiamo fare qualcosa tutti insieme” e rivolgendosi ai ragazzi hanno detto “voi siete il futuro, voi potete cambiare le cose. È necessario capire dove sia il problema e partire da lì, anche se un piccolo gesto è una sola goccia nel mare, farà comunque tanto rumore”.

Della situazione molisana ha parlato Mariantonietta Di Nardo delle Mamme per la salute e l’ambiente di Venafro, che si sono battute affinchè venisse fuori quella verità celata per troppo tempo, che non doveva essere raccontata in un piccolo territorio visto come una terra sana, ma che risulta contaminata così come hanno evidenziato gli esami che loro stesse hanno portato avanti, studi taciuti dalle istituzioni e dagli enti preposti. L’invito rivolto agli studenti è stato quello di porre attenzione al proprio territorio e di imparare ad usare i social network per comunicare, segnalare, fotografare tutto ciò risulta anomalo, perché “i bambini non devono morire per queste cose” per cibi tossici e per l’aria inquinata della loro terra.

Situazione riportata anche dal giornalista e scrittore Paolo De Chiara nel libro ‘Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici’, raccolta in testimonianze e fatti legati alla nostra regione, “quello che troppo spesso manca è l’informazione e l’analisi approfondita dei problemi e per cominciare un percorso di legalità dobbiamo capire che nella nostra società, nella politica, nelle forze dell’ordine, nella chiesa, nel campo dell’informazione ci sono persone corrotte e vanno denunciate, solo così – ha continuato – si può iniziare un percorso di legalità”. Un intervento che ha visto fare nomi, riferimenti a vicende ancora presenti e il monito lanciato in chiusura ai ragazzi è chiaro. De Chiara ha citato don Lorenzo Milani ed ha invitato i ragazzi a imparare, a informarsi, a conoscere, perché “ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”.

La conclusione è stata affidata a don Aniello Manganiello, fondatore dell’associazione ‘Ultimi’, che ha spiegato come intorno agli anni ’80 “mentre eravamo ubriachi del benessere loro hanno fatto quello che hanno voluto”: sono stati sotterrati rifiuti, l’illegalità ha preso piede e sempre più persone hanno ceduto alla corruzione ed oggi ne paghiamo le conseguenze.

“Quello che tutto questo mi ha insegnato – ha continuato il prete di Scampia – sono due valori fondamentali, come la sobrietà e l’essenzialità. Possiamo vivere con poco e noi abbiamo molto più di quanto ci serve”. Anche don Aniello ha rivolto ai ragazzi un proprio pensiero motivandoli ad avere la capacità di guardare attentamente i pericoli che si corrono. “Interessatevi alla vita – ha detto – solo così potrete prendere coscienza dei problemi e chiedervi cosa potrete fare voi come cittadini”.

Un primo incontro che si è chiuso positivamente, che ha visto ragazzi attenti e partecipi. Domande taglienti sono state poste sull’attuale scenario italiano e molisano che hanno reso onore alle parole cardine del percorso formativo iniziato oggi: cultura e legalità. Perché come è stato ricordato più volte in ballo, dietro a due semplici parole, c’è il futuro e la costruzione di una società migliore. 

MI

FONTE: moliseweb.it

Autore: Paolo De Chiara

Fondatore e direttore WordNews.it www.wordnews.it Giornalista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore, sceneggiatore. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - Ha collaborato con Canal + per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019.

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