Intervista esclusiva al magistrato Nino Di Matteo

ANTEPRIMA. Ecco le parole del Consigliere togato, impegnato da anni sul fronte Antimafia. Lo abbiamo incontrato presso il CSM (a Roma) per capire il suo punto di vista su diversi temi fondamentali.

Trattative, decisioni strane che “puzzano di bruciato”, mancate nomine, attacchi ai magistrati che fanno il proprio dovere, scelte risibili e pericolose, entità misteriose che continuano a decidere il nostro futuro. Ma è talmente forte quel “potere” (massonico, economico, finanziario, criminale) che non può essere scalfito? Il passato ci riporta alle stragi e alle strategie (della tensione) stragiste terroristiche e mafiose. I “misteri” continuano a caratterizzare la nostra storia. Ma cosa è cambiato dalle bombe degli anni Novanta? Non è servito a nulla il sangue di innocenti versato per le strade?  

Per comprendere meglio determinate questioni abbiamo deciso di coinvolgere un magistrato che, per il suo impegno, da anni vive isolato e sotto scorta.

«Abbiamo bisogno di una magistratura che non abbia nessun timore di affrontare le inchieste scomode che riguardano la gestione del potere anche attuale o che riguardano le forme con le quali le grandi mafie stanno tentando di ripulire i loro denari, anche attraverso una finta legalizzazione delle loro attività.  

Ben vengano le critiche, ben vengano le operazioni verità sulle patologie della magistratura. Ma questo non può travolgere il concetto e la necessità di una magistratura indipendente e, soprattutto, autorevole nei confronti dei cittadini. Sono i cittadini che devono sentire i magistrati come baluardo delle loro libertà. Non dobbiamo avere paura nemmeno di uscire dalle nostre stanze per confrontarci con loro, soprattutto con i più giovani, con quelli che hanno bisogno di capire meglio determinati fenomeni del passato e di capire che nello Stato ci sono, per fortuna, ancora molti, non soltanto magistrati, che credono in quello che fanno e lo fanno con entusiasmo. Abbiamo bisogno di questo nel nostro Paese.»        

INTERVISTA ESCLUSIVA AL DOTTOR NINO DI MATTEO realizzata da Paolo De Chiara e Alessandra Ruffini.

SCUOLATTIVA. Per Amore del mio Popolo…

DON PEPPE DIANA, un martire per la libertà. Incontro con i ragazzi dell’I.C. Chiarelli di Martina Franca (Taranto).

«Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare.»

 don Peppe Diana

Continua il nostro impegno con i ragazzi delle scuole. Questa volta, grazie all‘IC Chiarelli di Martina Franca, ricorderemo il prete di Casal di Principe, ammazzato dalla schifosa camorra il 19 marzo del 1994.

Don Peppe Diana è diventato un esempio, un simbolo di legalità.

Ne parleremo con:

– Marisa Diana, sorella del sacerdote
 Francesco Diana, Comitato Don Peppe Diana 
– Vincenzo Viglione, attivista Libera Caserta

con la partecipazione di 
– Don Beppe Frugis, Parrocchia S. Antonio da Padova di Alberobello 
– Maria Donata Cotoloni, Parrocchia S. Andrea di Gorizia

MODERA: Paolo De Chiara, direttore WordNews.it

Ringraziamo la dirigente scolastica Roberta Leporati e la professoressa Maria Pia Pugliese per l’immensa disponibilità.

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– La camorra uccide don Peppe Diana

INTERVISTA. Parla il testimone oculare Augusto Di Meo: «mi hanno lasciato da solo. Pure la Chiesa mi ha abbandonato. Oggi non sono riconosciuto nemmeno come un testimone di giustizia». “Per amore del mio popolo” è il titolo del manifesto del 1991 dei parroci contro la camorra.