Vergogna leghista

PAROLE A VANVERA. Questi sono gli eletti della Lega? Quale posizione ha assunto il partito di Salvini? Questo clima d’odio nei confronti di chi ha subìto violenza e terrore per quanto tempo ancora deve continuare? 

di Paolo De Chiara, WordNews.it

Vergogna leghista

«In questo clima d’odio purtroppo anch’io mi sono lasciato coinvolgere e in modo totalmente sbagliato ho cercato di esprimere il mio pensiero — ha riportato il Corriere della Sera —. Voglio chiedere scusa alla senatrice Segre, che non intendevo in nessun modo offendere e se un giorno avrò l’onore di poterle parlare spiegherò personalmente il mio pensiero».

Queste parole sono state utilizzate da un leghista, ora consigliere provinciale e parlamentare. Questo soggetto per due volte (addirittura) è stato anche primo cittadino di Lissone. Lui si chiama Fabio Meroni. Aveva, nei giorni scorsi, attaccato la senatrice Liliana Segre, deportata nei campi di concentramento. Il leghista non aveva nemmeno citato il nome della Segre ma aveva utilizzato il suo numero tatuato sul braccio dai nazisti

Questi sono gli eletti della Lega? Quale posizione ha assunto il partito di Salvini? Questo clima d’odio nei confronti di chi ha subìto violenza e terrore per quanto tempo ancora deve continuare? 

Una vergogna continua. Una vergogna che in un Paese civile dovrebbe portare alle dimissioni da tutte le cariche elettive. Questi soggetti non fanno bene alla democrazia. Questi soggetti devono essere cacciati dalle istituzioni democratiche nate dalla lotta al nazifascismo. Nate dal sangue di chi ha combattuto per la libertà. 

Le scuse del leghista non cancellano le stronzate e le cattiverie di chi ha basato la sua esistenza sull’odio.    

Ecccolo nella foto (ph FanPage) insieme al soggetto che da anni si schiera contro gli ultimi e gli indifesi. Il Paese senza memoria (“prima il Nord…”; “senti che puzza… sono arrivati i napoletani”; ect, ect.) merita questa classe dirigente indegna? 

L’intervento dell’Anpi:

Fabio Meroni, consigliere leghista di Lissone, si è scagliato contro Liliana Segre, lo ha fatto nel modo peggiore, il più infame, il più vigliacco: ha utilizzato il numero che Le è stato impresso durante la sua prigionia ad Auschwitz. Un fatto di una gravità assoluta, commesso solo perché la Senatrice Segre ha invitato a vaccinarsi, mentre Meroni è un No Vax. Cara Liliana, ti chiediamo scusa per la cattiveria e la miseria umana che stai subendo. Nonostante il tuo passato, la tua sofferenza, ci sono esseri vergognosi, indegni di sedere nelle sedi istituzionali, luoghi simbolo della nostra Costituzione i cui diritti vengono stravolti da questi meschini che si permettono di offenderti, menzionando uno degli aspetti più dolorosi della deportazione: il numero di matricola.

Scusaci Liliana!