Ciccio Franco: il fascista che fa venire ancora i brividi

UNA MENTALITA’ ANCORA DA SCONFIGGERE. A Reggio Calabria una orrenda statua ricorda il senatore fascista dell’Msi protagonista dei Moti di Reggio. Qualche mese fa (novembre 2021) un minuto di silenzio, da parte dell’intero consiglio comunale di Reggio Calabria, in ricordo del “boia”.

di Paolo De Chiara, WordNews.it

Ciccio Franco: il fascista che fa venire ancora i brividi

“È vero che il fascismo in senso assoluto non è ancora morto: anzi è ben vivo e operante: e tale resterà fin che la nostra  società sarà una società capitalista e clericale: un partito di sicari, di ‘arditi’ sarà sempre necessario ai padroni, sarà sempre un fatto tipico, in una società come la nostra, malgrado le diverse forme che può assumere. In questo periodo, l’abbiamo visto, è più pericoloso che mai. Attraverso la potenza clericale, è la polizia stessa che pare essersi assunta il compito che si assumevano un tempo le organizzazioni armate fasciste. Ma ‘quel’ fascismo è morto. È veramente finito a Piazzale Loreto, travolto dalla Resistenza.”

“Dialoghi con Pasolini”, Vie nuove, agosto 1960

Questo strano Paese non ha mai fatto i conti con la sua (vergognosa) storia. Il fascimo, un’orrenda pagina di storia, non è stato mai sconfitto. Il vecchio fascismo, come diceva il poeta ammazzato nel 1975 presso l’Idroscalo di Ostia, è stato sostiuito da un nuovo fascismo. Più violento, più pericoloso. Un fascismo che ha omologato tutto e tutti, comprese le coscienze della gente. 

La Resistenza, una pagina di libertà per questa Nazione (insieme al “brigantaggio”, fatto passare vergognosamente come un episodio negativo della nostrastoria), non è stata condotta fino in fondo. Ci si è fermati un attimo prima. Per la inutile e dannosa “pacificazione” politica. Bisognava fare piazza pulita dei responsabili del ventennio. Gli assassini, i delinquenti, i gerarchi con la camicia nera sono stati lasciati pascolare in libertà. Solo lui (insieme a pochi altri), il più boia di tutti, è stato appeso a Milano, nella piazza più bella d’Italia, a testa in giù. Per molti altri le porte di questo Paese si sono spalancate. Nemmeno una norma costituzionale è stata fatta mai rispettare. I partiti, legati a quella melma puzzolente, sono entrati in Parlamento. Queste formazioni di estrema destra sono state utilizzate, insieme ad altre forze estremiste, per mettere le bombe nella lunga strategia della tensione che, in Italia, non è mai terminata.

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Ed oggi ancora scontiamo questa assurda situazione. Il ventennio, la violenza, le deportazioni, gli omicidi, l’arroganza non hanno insegnato nulla. Ancora ci trasciniamo quel pezzo di storia. Ancora siamo costretti a fare i conti con i fascisti del nuovo millennio. Poco cervello e molta arroganza. Ancora oggi siamo costretti a leggere per le strade le intitolazioni dedicate a farabutti e delinquenti con la camicia nera

Tutto questo accade quando i conti non si fanno con la storia.

Tutto il Paese è pieno di questi orrendi “cimeli”. Nessuno ha il coraggio di eliminarli, nessuno riesce a prendere posizione. Tutto questo accade senza un cenno da parte di chi dovrebbe far rispettare la legalità (una parola, ormai, senza alcun significato). Dove sono i magistrati? Dove sono i custodi della Carta Costituzionale scritta con il sangue dei giovani Partigiani che hanno combattuto (e sono morti) per sconfiggere il nazi-fascismo? Perchè vengono colpiti con processi farsa e accuse idiote gruppi di persone che cantano Bella Ciao (il vero Inno nazionale) e nessuno procede seriamente e definitivamente contro l’arroganza criminale di derivazione fascista? 

E’ orrendo leggere certe targhe commemorative. Fa ribrezzo vedere, addirittura, delle statue erette in onore (per soggetti senza alcun onore) di personaggi che dovrebbero trovare l’oblio della storia. E’ scandaloso passeggiare, ad esempio, per il bellissimo lungomare di Reggio Calabria e imbattersi nel busto di Ciccio Franco

Una vergogna senza soluzione di continuità. Stiamo parlando del sindacalista della Cisnal, già senatore missino (Movimento Sociale italiano), neofascista e leader dei “boia chi molla”. Capo della rivolta scoppiata a Reggio Calabria negli anni Settanta. I famosi moti per Reggio capoluogo.

Nel novembre scorso un minuto di silenzio è stato richiesto dal consigliere del centrodestra Minicuci. Una richiesta accolta dall’intero consiglio comunale di Reggio Calabria. Tutti in silenzio per un minuto, tutti in piedi per applaudire l’ex collaboratore di Avanguardia Nazionale.

Il passato nero ritorna prepotentemente di attualità. Nel Paese senza memoria è distruttivo continuare a giocare con la storia. 

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Ansa 

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