Attacco frontale al testimone di giustizia

NOI FACCIAMO IL NOSTRO DOVERE, NOI. Pubblichiamo la rabbiosa reazione di un assessore uscente di Somma Vesuviana. Il post dell’architetto Salvatore Esposito è apparso sulla sua bacheca qualche ora fa, dopo la pubblicazione dell’articolo firmato dal nostro collaboratore Gennaro Ciliberto. Lo stesso soggetto, prima della pubblicazione dell’articolo, è stato ascoltato. Perchè noi facciamo questo mestiere con correttezza.

di Paolo De Chiara (WordNews.it)

Attacco frontale al testimone di giustizia

L’assessore Esposito, ph fonte ilmediano.it

Bisogna avere pietà anche dei miserabili, dei sedicenti TESTIMONI (probabilmente solo del fallimento della propria esistenza) che, disperatamente, cercano di mettere a repentaglio il successo della vita altrui.

Come sempre, a testa alta, si procede in difesa di un nuovo forte ideale: il riscatto sociale degli abitanti di un quartiere da sempre ghettizzato e che, per la prima volta, preannuncia un voto libero e pulito.

Andremo avanti fino in fondo per vincere, ancora una volta, contro la cattiveria di una nullità!
Buon sabato amici cari, dal portavoce di EUROPA VERDE di Somma Vesuviana.

Questo “pippone” che avete letto è la risposta rabbiosa e pericolosa di un assessore uscente di Somma Vesuviana. Il post dell’architetto Salvatore Esposito è apparso sulla sua bacheca qualche ora fa, dopo la pubblicazione dell’articolo firmato dal nostro collaboratore Gennaro Ciliberto

Ecco l’articolo: 

Somma Vesuviana, i pregiudicati del parco Fiordaliso e i figli dei condannati per camorra hanno il loro candidato?  

Lo stesso soggetto, prima della pubblicazione dell’articolo, è stato ascoltato telefonicamente. Perchè noi facciamo questo mestiere con correttezza. A noi ha risposto in questo modo:

«Non rilascio nessuna dichiarazione». 

«Quello che so io riguarda me. Se lo sai lei… Non devo dare spiegazioni a lei, sicuramente». 

«Senta, ho detto già. Non le devo nessuna spiegazione.»

Non ha voluto dare spiegazioni, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Non è entrato nel merito delle questioni riportate dal nostro collaboratore Gennaro Ciliberto. Però, poi, si è “sfogato” attraverso la sua bacheca di Facebook, scagliando una attacco frontale. Un modo veramente strano per un amministratore pubblico di affrontare le questioni. E come ha risposto? Con parole banali, senza senso. Con parole pesanti, a tratti vergognose. Attaccando frontalmente un nostro collaboratore che è anche un testimone di giustizia (ritenuto credibile dalle Procure). I termini utilizzati da un assessore esterno di Somma Vesuviana (oggi ricandidato ed impegnato nella campagna elettorale per le amministrative del prossimo 12 giugno) devono far riflettere. “Miserabile”“Sedicente testimone”“Fallimento della propria esistenza”“Mettere a repentaglio il successo altrui”“Le cattiverie di una nullità”.

E’ questo un assessore?

Ognuno potrà valutare come meglio crede le esternazioni, le offese e il linguaggio puerile e pericoloso di un amministratore uscente che punta alla sua rielezione. Un personaggio del genere, che usa un linguaggio così violento, può amministrare la cosa pubblica? Noi siamo convinti di no, ma saranno i cittadini di quel territorio a decidere se affidarsi o meno a certi personaggi. 

Ma la cosa ancora più grave è non affrontare le questioni, non scendere nel merito. Non rispondere alle domande. Non basta, per un candidato (già assessore), rispondere: «Non devo dare spiegazioni a lei». E a chi le deve dare? I cittadini non hanno il diritto di sapere? O basta lo sfogatoio pubblico di Facebook per attaccare con parole a vanvera e senza senso?

Un rappresentante delle Istituzioni che non offre il suo punto di vista, che attacca sui social, che tenta di delegittimare e mettere in pericolo l’esistenza di un testimone di giustizia può rappresentare la cosa pubblica? 

Con diversi articoli abbiamo posto un quesito: è opportuno che i parenti di soggetti condannati, anche se incensurati, possano candidarsi? Abbiamo posto questo ed altri interrogativi. Ma nessuno risponde. Il livello della politica, oggi, è molto basso, quasi inesistente. Molti non sanno nemmeno cosa vuol dire amministrare per il bene pubblico. Il problema serio è che vengono anche eletti. E vanno avanti con le solite promesse, i soliti slogan, i soliti proclami. Le solite puttanate fritte e rifritte. Pensano di essere degli statisti. Ma resta un dato drammatico: molti di loro non hanno nulla a che fare con la politica con la P maiuscola. 

Il rappresentante delle istituzioni, l’aspirante amministratore ha il dovere di rispondere alle domande. In questi anni sono stati abituati troppo male: le domande sono state sostituite da altri annunci e leccatine di culo. Ma non tutta l’informazione è composta da personaggetti che dovrebbero fare un altro mestiere.

Noi le facciamo le domande, soprattutto quelle che danno fastidio, e pretendiamo delle risposte. A noi non bastano gli inutili post propagandistici su Facebook dove chi scrive non ha nessuno che lo contesta. Anzi, solo commenti favorevoli, applausi e battute di mano. A noi questo modo di fare non piace.   

Andremo avanti fino in fondo scrive l’architetto Esposito. Anche noi. Solo per raccontare i fatti e per informare i nostri lettori senza filtri e senza padroni e padrini. E continueremo a fare le domande, perchè è il nostro dovere. Mentre il vostro qual è?

Riproponiamo le domande a cui non abbiamo ancora ricevuto una risposta:

 Architetto Esposito, lei sa che va in abbinata con Grumiro?

 Lei sa che la Grumiro ha un cognato condannato per camorra per duplice omicidio? 

– Lei sa che che dei pregiudicati del Parco Fiordaliso stanno pubblicizzando il suo “santino” elettorale?

 Lei prende una posizione contro la camorra su Somma Vesuviana?

 Come mai questa scelta di candidare una parente di Eugenio D’Atri?

Caro assessore uscente e candidato per le prossima tornata elettorale restiamo in attesa delle sue risposte. Mancano sette giorni al prossimo 12 giugno. Riuscirà, con spirito crititco, a non offendere e a rispondere in maniera approfondita? 

Chi è la Grumiro? Chi è Eugenio D’Atri? Leggi l’articolo: Somma Vesuviana, i pregiudicati del parco Fiordaliso e i figli dei condannati per camorra hanno il loro candidato? 

L’attacco al testimone di giustizia

Ma in tutto questo, politica e mancate risposte a parte, è normale attaccare frontalmente una persona che ha messo in pericolo la sua esistenza per denunciare fatti di camorra, appalti pubblici, personaggi legati al crimine organizzato, legami tra mafie e istituzioni, crolli di opere pubbliche?

Una persona che ha rinunciato alla sua libertà può essere definita con questa vergognosa terminologia: “miserabile”“sedicente testimone”“fallimento della propria esistenza”“le cattiverie di una nullità”. 

Noi condanniamo senza mezze misure questo attacco. E, in attesa delle risposte, dell’architetto Salvatore Esposito riproponiamo la storia del nostro collaboratore Gennaro Ciliberto

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