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Luigi de Magistris: «Si è aperta la strada in maniera pericolosa ad una diffusa ed arbitraria criminalizzazione del dissenso»

IL NUOVO REATO. Abbiamo letto il nuovo Decreto del Governo di destra della Meloni, dove è contenuta la norma anti Rave (questa parola non è nemmeno contenuta nel decreto) e abbiamo deciso di ascoltare il parere degli esperti per dare la possibilità ai nostri lettori di comprendere meglio ciò che sta accadendo.

di Paolo De Chiara, WordNews.it

«La rivendico. Ma non negheremo a nessuno di esprimere dissenso.»

Giorgia Meloni, Presidenta del Consiglio dei Ministri, Corriere della Sera, 2 novembre 2022

IL DECRETO CONTESTATO. Dopo le innumerevoli polemiche di questi giorni abbiamo deciso di ascoltare gli esperti, gli studiosi della materia. Continuiamo questo nostro percorso, per fornire qualche elemento in più ai nostri lettori, con l’intervista a Luigi de Magistris, già magistrato (fermato dai poteri forti di questo Paese maledettamente sporco), europarlamentare e per dieci anni Sindaco di Napoli

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Cosa pensa del primo atto dell’esecutivo guidato dal Presidente Giorgia Meloni, che inserisce nel codice penale l’articolo 434-bis. Una norma in materia di “occupazioni abusive e organizzazione di raduni illegali”. Era così necessaria ed urgente?

«Viene utilizzato il pretesto del rave party, per affrontare il quale non era necessaria alcuna normativa aggiuntiva, per creare una fattispecie di reato nuova aberrante perché applicabile, con una discrezionalità senza limiti, ad ogni assemblea, riunione, adunanza, manifestazione, con più di 50 persone in cui l’autorità costituita ritenga che vi siano pericoli per ordine e sicurezza pubblica o sanità pubblica. Nessun presupposto, quindi, di urgenza e necessità».

Per qualcuno la norma è poco chiara nell’individuazione della fattispecie. Potrebbe essere interpretata in maniera estensiva?

«Le norme penali, pena la loro illegittimità, debbono essere caratterizzate dai requisiti di tassatività e determinatezza. Non possono essere oltremodo generiche. In questa fattispecie, a maglie larghissime, possono rientrare tantissime manifestazioni pacifiche, come quelle di protesta davanti un Comune, quanto le occupazioni degli studenti nelle scuole e nelle università, così come cortei di proteste di cittadini o imprenditori per il caro bollette».

Alcuni esponenti dell’opposizione temono che questo nuovo reato possa mettere a rischio la libertà di manifestazione. Secondo lei è così?

«E’ una probabilità altissima, direi una certezza. Questa norma apre la strada in maniera pericolosa ad una diffusa ed arbitraria criminalizzazione del dissenso».

L’articolo 17 della Costituzione Italiana recita: “I Cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”. C’è incompatibilità?

«La nuova fattispecie di reato è in violazione dell’art. 17 della Costituzione perché affida alle forze di polizia prima e alla magistratura poi una discrezionalità abnorme, non solo per vietare, ma per arrestare persone che non hanno fatto nulla e applicare loro anche misure di prevenzione previste per mafiosi».

Nel testo si utilizza il termine “invasione”. Lo trova esagerato?

«Il termine invasione è già usato in un altro articolo del codice penale, che ricordo fu approvato durante il fascismo. Anche nella terminologia utilizzata oggi si mostra incapacità e inadeguatezza giuridica dei neo governanti».

È stato detto che viene messa a rischio la libertà dei cittadini. Lei vede questo rischio a seguito del nuovo reato?

«I cittadini si sentono minacciati da questa norma che si presenta istituzionalmente violenta, oppressiva e oscurantista. Il Governo ha voluto far capire subito l’impronta autoritaria che lo contraddistingue sino a spingersi a colpire le più elementari libertà civili messe in discussione solo nei Paesi non democratici».

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di Paolo De Chiara, WordNews.it

Comma 1, articolo 5 del decreto legge numero 162 del 31 ottobre 2022:

«Art. 434-bis (Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica). – L’invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica consiste nell’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica. Chiunque organizza o promuove l’invasione di cui al primo comma è punito con la pena della reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 10.000. Per il solo fatto di partecipare all’invasione la pena è diminuita».

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di Paolo De Chiara, WordNews.it