DR MOTOR NELLA TEMPESTA

I lavoratori in attesa di due mensilità

DR MOTOR NELLA TEMPESTA

La Fiom Molise ha richiesto un incontro per “valutare la situazione industriale”. Ma Di Risio minimizza

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

L’intesa per Termini Imerese, per adesso, sembra aver messo tutti d’accordo. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, il Governo, i sindacati (compresa la Fiom nazionale), la Fiat e l’imprenditore molisano Massimo Di Risio. L’ex pilota del campionato turismo, oggi presidente della Dr Motor Company.

L’unica stecca nel coro è quella di un altro molisano. L’ex pm e ministro Antonio Di Pietro che, attraverso un nota firmata insieme al responsabile Welfare e Lavoro dell’IdV Zipponi, ha attaccato con queste parole: “l’imprenditore Di Risio, che ha promesso mari e monti e che è stato presentato dal ministero dello sviluppo economico, non paga da mesi i suoi dipendenti d’azienda in Molise”. Suona strano: un imprenditore, da mesi interessato a rilevare lo stabilimento siciliano, lasci senza stipendio i suoi lavoratori, che assemblano pezzi di auto spediti, via mare, dalla Cina: eppure il problema degli stipendi va avanti da mesi.

Già dal settembre scorso, quando la Fiom Molise, attraverso una nota inviata all’Associazione Industriale e alla Dr Motor Company S.p.A. chiede “di discutere della situazione industriale”. Ma non è l’unica richiesta presentata dal sindacato. Dopo una settimana ecco cosa si legge nella seconda missiva, firmata dal segretario della Fiom regionale Giuseppe Tarantino (15 settembre): “si chiede un incontro urgente per esaminare la situazione aziendale della Dr Motor”. Ma le promesse a riguardo da parte dell’azienda non si sono maiconcretizzate. Ed ecco arrivare, il 26 settembre, una nuova nota per “discutere sul mancato pagamento delle retribuzioni e sui rapporti tra la parte datoriale e le maestranze”. Il 2 novembre la Fiom sollecita “la società al pagamento della mensilità del mese di settembre ai lavoratori della Dr che potrebbe sommarsi alla mensilità del mese di ottobre”. Questa la risposta dell’imprenditore, raccolta da ’Il Sole 24Ore’: “c’è stato al più qualche giorno di ritardo, ma tutti gli stipendi sono stati pagati”.

Abbiamo voluto sentire anche un lavoratore della Dr Motor, senza riportare il suo nome, che ha esordito così: “siamo messi in mezzo a un casino. Ci sono state telefonate da alcuni giornalisti”. Sul pagamento degli stipendi? “Oggi, forse, ci faranno finalmente l’accredito per gli stipendi arretrati (settembre e ottobre, ndr). In questi anni non era mai successa una cosa del genere”. Proprio qualche giorno fa, in un’assemblea, Massimo Di Risio avrebbe esternato la sua delusione per le notizie uscite fuori dall’Azienda e arrivate a coinvolgere il sindacato.

Ma chi è l’uomo chiamato a ridare un futuro agli ex stabilimenti Fiat di Termini Imerese? Dopo l’esperienza come pilota, ha iniziato la sua avventura con un concessionario Lancia a Macchia d’Isernia. Oggi sede del polo automobilistico La Città dell’Auto. Da concessionario è diventato assemblatore. Con la scommessa Termini Imerese (per molti una vera e propria ’pazzia’) punta a diventare produttore. Di Risio ha utilizzato per le sue ’pazzie’ diversi fondi regionali. Nel 2006 la Regione Molise destinò 4,6 milioni di euro per la “realizzazione dell’iniziativa produttiva – si legge nel bollettino ufficiale – finanziata attraverso l’estensione con finanza regionale del contratto d’area Molise InternoSoldi prelevati anche dal fondo per l’emergenza alluvionale e sismica. Come si può facilmente apprendere dalla delibera di giunta n. 698 del 2007, con oggetto: ’provvedimenti in favore della ripresa produttiva nel territorio della Regione Molise colpito da eccezionali eventi sismici e meteorologici’.

Ma Macchia di Isernia, sede dello stabilimento, non rientra né nelle zone terremotate né in quelle alluvionate. “Dopo quel finanziamento pubblico – affermò in una nota il consigliere regionale del Pd Michele Petraroia – ho sempre chiesto informazioni sul piano industriale dell’azienda, quali investimenti e livelli occupazionali garantissero per poter usufruire del contratto d’area, ma ho sempre ricevuto risposte parziali. E ancora oggi dopo quattro anni, in commissione non è mai arrivata una relazione sui risultati raggiunti”. Per l’ex segretario regionale della Cgil Molise: “non è chiaro qual è il progetto dell’impresa, che non ci ha neanche comunicato un investimento così importante a Termini Imerese”.

Ma oggi cosa viene prodotto nello stabilimento di Macchia di Isernia? E, soprattutto, come?Dopo aver stretto nel 2007 un accordo di fornitura con Chery Automobil (casa automobilistica cinese, in Italia è conosciuta per l’accordo stipulato con la Fiat per portare il prodotto italiano in Cina), la Dr Motor comincia ad assemblare le componenti dell’auto che arrivano a Macchia di Isernia. La prima creatura è stata la DR1, una tre porte a basso prezzo, tutta made in Cina, venduta inizialmente attraverso i supermercati Iper. Per superare il problema delle omologazioni dei propulsori secondo le norme dell’Unione Europea sono arrivati i motori Fiat. Si è ingrandita la rete dei concessionari e si sono aggiunti nuovi modelli. Oggi la Dr Motor ha tre modelli nel listino (DR1, DR2 e DR5) che vanno dagli 8 a 18 mila euro, tutti prodotti in Cina. Nel 2010 l’exploit delle vendite.

Ma nei primi mesi del 2011 si verifica una forte flessione, con una riduzione del 26%. Questi i dati: 2.700 vetture vendute contro le 3.600 dell’anno precedente. Il dato percentuale è peggiore di quello Fiat, Alfa Romeo e Lancia. Nel mese di ottobre la flessione è stata del 51%. Qual è oggi la situazione finanziaria della Dr Motor? E’ Andrea Malan su Il Sole 24Ore a fare i conti in tasca a Di Risio. “L’azienda molisana è da tempo in trattative con le banche creditrici per una ristrutturazione dei debiti e per l’ottenimento di nuovi fondi. Secondo fonti del ’Sole 24 Ore’, sul tavolo dello studio Solidoro di Milano c’è un piano che tecnicamente si definisce ’piano attestato di risanamento’, in base all’articolo 67 della legge fallimentare: una procedura introdotta dalla recente riforma che, con un accordo tra le parti validato da un professionista terzo, permette ai creditori e all’azienda una tutela in caso di difficoltà successive”.

Su questo punto è doveroso registrare la risposta di Di Risio: “abbiamo fatto predisporre allaErnst & Young un piano che abbiamo poi sottoposto alle banche, ma non c’è alcun articolo 67; credo che non ci arriveremo e anzi, con l’operazione Termini anche il piano precedente potrebbe essere superato”. Continua ’Il Sole 24Ore’: “la nota con cui il Ministero dello Sviluppo economico annunciava la scelta dei candidati per Termini Imerese parlava di aziende selezionate, tra l’altro, “sulla base della solidità finanziaria”. Dr Motor era gravata a fine 2009 da circa 74 milioni di debiti complessivi – di cui 34 con le banche –, con una posizione finanziaria netta negativa per 34 milioni a fronte di un patrimonio netto di poco meno di 10 milioni. L’approvazione del bilancio 2010 era stata rinviata dai revisori dellaKpmg in attesa di verificare il presupposto della continuità aziendale”. Anche sul bilancio DiRisio sembra essere tranquillo: il ritardo è dovuto alla definizione di alcune poste, e il bilancio è stato depositato nei giorni scorsi”. Bilancio o non bilancio, bisogna capire la logica della scelta di Termini Imerese. Secondo alcuni sindacalisti molisani: “lo stabilimento di Macchia non avrà più motivo di esistere”. 

da lindro.it di martedì 29 Novembre 2011

http://www.lindro.it/Dr-Motor-nella-tempesta,4739#.TvRntjXojpk

TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE

Mario Monti ufficializza la squadra del governo tecnico

TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE

Personalità di alto profilo con qualche trascorso. Per il ’Financial Times’ “è l’ultima chance”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

E’ l’ultima chance” per il ’Financial Times’, che spiega: “se un fallimento in Grecia sarebbe un semplice fastidio, in Italia sarebbe devastante. Quello che dovrà fare Monti sarà estremamente difficile”, gli servirà “una grossa dose di fortuna”. Ma non solo. Servirà impegno, serietà e coerenza per risollevare le sorti del Paese, gestito in questi ultimi anni in modo molto approssimativo.

La squadra di tecnici, composta dal nuovo Presidente del consiglio, è stata resa pubblica. Dopo diverse ore di colloquio con il Capo dello Stato, Monti ha ufficializzato i nomi dei nuovi ministri. Ecco la lista: Mario Monti, Presidente del consiglio con delega alle Economia e alle Finanze; Corrado Passera, allo Sviluppo e Infrastrutture; Giampaolo Di Paola, alla Difesa;Anna Maria Cancellieri, all’Interno; Paola Severino, alla Giustizia; Giulio Terzi di Santagata,agli Esteri; Elsa Fornero, al Lavoro e alle Politiche Sociali; Francesco Profumo, all’Istruzione, Università e Ricerca; Lorenzo Ornaghi, ai Beni culturali; Renato Balduzzi, alla Salute; Mario Catania, alle Politiche Agricole e forestali; Corrado Clini, all’Ambiente. Cinque ministri senzaportafoglio: Enzo Moavero Milanesi, Affari Europei; Piero Gnudi, Turismo e Sport; Fabrizio Barca, Coesione territoriale; Piero Giarda, Rapporti con il Parlamento; Andrea Riccardi, Cooperazione internazionale. Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, sottosegretariodella Presidenza del Consiglio.

Il programma di Governo sarà presentato domani. Ma chi sono gli uomini del presidenteMonti?

Partiamo dal banchiere Corrado Passera, ministro allo Sviluppo Economico e alle Infrastrutture. Uno dei protagonisti della privatizzazione dell’Alitalia, dove gli italiani si sono preoccupati delle perdite e la nuova cordata ha investito nella società sana. Durante la conferenza stampa lo stesso Monti ha tenuto a precisare: “ho considerato la sua storia come una importante premessa e promessa di una sua attività proficua senza che ci siano nelle sue nuove funzioni possibili intralci legati alla sua attività passata”. Ma chi è Passera e perché, anche dopo Berlusconi, si torna a parlare di conflitto di interessi? E’ l’amministratoredelegato di Intesa Sanpaolo. Membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università Bocconi e della Fondazione Teatro alla Scala, è consigliere e membro del comitato esecutivodell’Associazione Bancaria Italiana. E’ stato anche direttore generale di Cir, direttore generale di Arnoldo Mondadori Editore e del gruppo L’Espresso. Da ’Il Fatto Quotidiano’ del2 settembre 2010 si apprende: “la banca guidata da Passera, finanzia la compravendita di una società di cui lo stesso Passera è azionista. E i Fontana (industriali brianzoli, ndr),secondo quanto dichiarano all’epoca, sono pronti ad acquistare, oltre alla quota di controllo parcheggiata in una finanziaria lussemburghese, anche le azioni dei piccoli soci dell’Hotel. Quindi, in teoria, anche quelle dei Passera. Per togliersi dall’imbarazzo il banchiere avrebbe potuto rendere nota la sua posizione agli altri consiglieri di amministrazione di Intesa chiamati ad approvare il prestito. Ma Passera tace”. La stessa famiglia Fontana entrò nella cordata organizzata dal banchiere per rilevare Alitalia.

Giampaolo Di Paola, Ministro della Difesa, ammiraglio. Presidente del comitato militaredella Nato. E’ stato Capo di stato maggiore della Difesa e capo di gabinetto con il ministrodella Difesa Carlo Scognamiglio (centro-destra) e con Sergio Mattarella (centrosinistra).

Anna Maria Cancellieri, Ministro dell’Interno. Già commissario prefettizio a Bologna, dopo le dimissioni di Del Bono per il ’Cinziagate’. Nominata da poco commissario a Parma. Ha ricoperto anche il ruolo di commissario del teatro Bellini di Catania.

Paola Severino, Ministro della Giustizia. Vicina all’ex presidente del consiglio Romano Prodi. Avvocato penalista, ha difeso Cesare Geronzi, i Caltagirone, Roberto Formigoni, Romano Prodi, Gaetano Gifuni (ex segretario della presidenza della Repubblica) e Salvatore Buscemi, il capomandamento della famiglia mafiosa di Passo di Rigano. Ha assistito uno dei dirigenti di polizia imputati per l’irruzione nella scuola Diaz.

Giulio Terzi di Santagata, Ministro degli Esteri. Attuale ambasciatore italiano a Washington. Ha ricoperto la carica di consigliere politico della rappresentanza d’Italia presso la Nato. E’ di casa alla Farnesina, dove ha già ricoperto l’incarico di vice segretario generale, direttore generale per la cooperazione politica multilaterale e diritti umani e direttore politico. E’ stato ambasciatore d’Italia in Israele e rappresentante permanente d’Italia alle Nazioni Unite a New York. Giurerà domani.

Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Vicepresidente del Consiglio disorveglianza d’Intesa San Paolo, docente di Economia Politica (facoltà di Economia) all’Università di Torino e componente del Nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale presso il ministero del Lavoro. Ha fondato il Cerp, Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, a Moncalieri.

Il dopo Gelmini si chiama Francesco Profumo, Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca.Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. E’ stato Visiting Professor in USA, in Giappone, in Repubblica Ceca e in Argentina. Membro del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia.

Lorenzo Ornaghi, Ministro ai Beni Culturali. Rettore dell’Università Cattolica di Milano, al terzo mandato. Direttore dell’Aseri (Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali), dellarivista Vita e Pensiero. E’ vicepresidente di Avvenire e della Fondazione Vittorino Colombo di Milano. Membro del Cda della Fondazione Policlinico Irccs di Milano. Pochi anni fa ha ricevuto dal Comune di Milano “l’Ambrogino d’Oro”.

Renato Balduzzi, Ministro alla Salute. Professore di diritto costituzionale nell’Università delPiemonte Orientale. Ha presieduto la commissione ministeriale per la riforma sanitaria.Consigliere giuridico del Ministro delle politiche per la famiglia.

Mario Catania, Ministro alle Politiche Agricole e Forestali. Capo dipartimento delle politiche europee e internazionali del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Corrado Clini, all’Ambiente. Direttore generale del ministero dell’Ambiente. Indagato per l’inquinamento prodotto da un impianto di incenerimento di rifiuti della società svizzera Thermoselect, difeso dall’avvocato Carlo Taormina. Posizione archiviata. Clini rientra anche in una vicenda sollevata dai cambogiani e dal ’Corriere della Sera’, dopo una denuncia presentata da padre Alex Zanotelli. Che, nel corso di una conferenza stampa, aveva posto interrogativi legati al risanamento e trasferimento della più grande discarica di Dandora (Nairobi). Il neo ministro utilizzò queste parole per rispondere: “forse disturbiamo the lords of pauperty, i cosiddetti benefattori di professione, che vivono sulla miseria dei disperati”. La storia la racconta Gianni Ballarini sulla rivista ’Nigrizia’: “A gestire, direttamente da Roma, l’operazione è Corrado Clini. Sarà lui che il 14 e il 15 agosto del 2007 scenderà a Nairobi per incontrare le autorità locali e gli stessi comboniani, per convincerli della bontàdell’iniziativa e per garantire su Eurafrica (una società italiana con uffici in Kenya e 10mila euro di capitale sociale, ndr.). Perché, nel frattempo, compare questa società, con sedi a Napoli e Roma, alla quale è stato affidato lo studio di fattibilità. E qui i misteri iniziano a infittirsi. Innanzitutto, non è chiaro chi le abbia assegnato l’incarico. Clini, nei suoi documenti, scarica la responsabilità sui colleghi kenyani. I quali cascano dalle nuvole”. “Al dottor Clini – hanno commentato Greenpeace, Legambiente e Wwf – vanno le nostre congratulazioni per il prestigioso incarico che gli è stato conferito. Ci aspettiamo che il suo impegno nel gabinetto Monti possa segnare una svolta positiva e un cambio di direzione nelle politiche italiane sull’ambiente a partire da quelle sui cambiamenti climatici”.

Enzo Moavero Milanesi, Ministro per le Politiche Europee. Giudice del Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia della Ue. Collaboratore storico di Mario Monti.

Piero Gnudi, Ministro dello Sport e del Turismo. Consigliere di amministrazione di Unicredit, Astaldi e de ’Il Sole 24Ore’. Membro direttivo di Confindustria, della giunta direttiva di Assonime (associazione tra le società per azioni), del comitato esecutivo dell’Aspen Institute. E’ stato presidente di Iri e di Enel. Amico di bicicletta di Romano Prodi.

Fabrizio Barca, Ministro alla Coesione Territoriale. Direttore generale presso il ministerodell’Economia e delle Finanze. Un curriculum di studi internazionale. Figlio di Luciano Barca, partigiano, deputato nelle fila del Pci, direttore dell’Unità ed economista. Collaboratore diEnrico Berlinguer. E’ stato accolto da Calderoli (Lega) con queste parole: “se il buongiorno si vede dal mattino, allora è notte”. Il neo ministro è stato nominato presidente del comitato per le Politiche territoriali dell’Ocse.

Piero Giarda, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Responsabile del Laboratorio di Analisi Monetaria dell’Università Cattolica di Milano e componente del Comitato direttivodella scuola per il dottorato in Economia e finanza delle amministrazioni pubbliche. Ha insegnato all’Università Cattolica, all’Università degli Studi della Calabria all’Università di Harvard. Vice presidente della Fondazione Milano per la Scala, presidente della Fondazione Internazionale Monte Rosa, componente del Consiglio di amministrazione del Teatrodell’Opera di Roma. Così rispondeva ad una domanda, dello scorso 4 novembre, sulla famosa lettera inviata dal Governo italia all’Europa: “L’Italia ha bisogno di provvedimenti concreti e non di lettere. Nello specifico la lettera contiene pochissime indicazioni concrete ed è firmata da un personaggio che ha perso molta della sua credibilità”.

Andrea Riccardi, Ministro della Cooperazione Internazionale. Professore di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre. Ha fondato la Comunità di Sant’Egidio. Per molti è uno dei rappresentanti del Vaticano.

Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Presidente dell’Antitrust.Consigliere e presidente di sezione del Consiglio di Stato. Professore di Diritto Privato all’Università di Tor Vergata, insegna Diritto dei Consumatori alla Luiss. Capo di gabinettodel Ministro delle Poste Maccanico. Ha collaborato con Berlusconi come segretario generale di Palazzo Chigi.

Per il giornalista economico Claudio Kaufmann, vice direttore di Borsa e Finanza: “E’ l’ultima chance. E’ il migliore dei governi possibili. Viviamo una situazione peggiore di come veniva raccontata. L’unico rischio per questo governo è la politica”.

da lindro.it di mercoledì 16 Novembre 2011

http://www.lindro.it/Tutti-gli-uomini-del-Presidente,4481#.TuZAy7KXvq4