AUGURI PA’

Bologna, 5 marzo 1922 “Non bisogna temere nulla, e soprattutto non bisogna temere quelle qualificazioni negative che possono essere ritorte all’infinito”.

Pier Paolo Pasolini

#poesia

Non è amore. Ma in che misura è mia

colpa il non fare dei miei affetti

Amore? Molta colpa, sia

pure, se potrei d’una pazza purezza,

d’una cieca pietà vivere giorno

per giorno… Dare scandalo di mitezza.

Ma la violenza in cui mi frastorno,

dei sensi, dell’intelletto, da anni,

era la sola strada. Intorno a me

alle origini c’era, degli inganni

istituiti, delle dovute illusioni,

solo la Lingua: che i primi affanni

di un bambino, le preumane passioni,

già impure, non esprimeva. E poi

quando adolescente nella nazione

conobbi altro che non fosse la gioia

del vivere infantile – in una patria

provinciale, ma per me assoluta, eroica

fu l’anarchia. Nella nuova e già grama

borghesia d’una provincia senza purezza,

il primo apparire dell’Europa

fu per me apprendistato all’uso più

puro dell’espressione, che la scarsezza

della fede d’una classe morente

risarcisse con la follia ed i tòpoi

dell’eleganza: fosse l’indecente

chiarezza d’una lingua che evidenzia

la volontà a non essere, incosciente,

e la cosciente volontà a sussistere

nel privilegio e nella libertà

che per Grazia appartengono allo stile.

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini #frasi

#ilcoraggiodidireNo

«I santi, gli eremiti, ma anche gli intellettuali, i pochi che hanno fatto la storia sono quelli che hanno detto di No.»
#ppp #pasolini #ilcoraggiodidireNo

IL MASSACRO DEL POETA, 2 novembre 1975

IL MASSACRO
#ppp #pasolini
Idroscalo di Ostia, 2 novembre 1975

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CHI HA UCCISO IL POETA?
#maledetti #omicidiodiStato
“L’ “Italietta” è piccolo-borghese, fascista, democristiana; è provinciale e ai margini della storia; la sua cultura è un umanesimo scolastico formale e volgare. Vuoi che rimpianga tutto questo? Per quel che mi riguarda personalmente, questa Italietta è stata un paese di gendarmi che mi ha arrestato, processato, perseguitato, tormentato, linciato per quasi due decenni. Questo un giovane può non saperlo. Ma tu no…”.
Lettera aperta a Italo Calvino (Paese Sera, 8 luglio 1974)

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