L’Italia che crolla. Il testimone di giustizia lancia l’allarme

Parla il testimone: «Le opere sono pericolose, ci saranno altri disastri»

“Sull’A1 è sparita la cartellonistica. Una cosa gravissima”

cartellone2

di Paolo De Chiara

Non è stata colpa del forte vento. Ne è convinto il testimone di giustizia Gennaro Ciliberto. Il portale è crollato, il caso non è isolato. È già successo in passato, nonostante le denunce e i vari esposti fatti presso le DDA, gli organi preposti e il Ministero delle Infrastrutture. Nulla è cambiato, nulla è successo. “Ho denunciato la criminalità, la corruzione e le infiltrazioni in appalti pubblici. La criminalità che si mescola con i colletti bianchi, che viaggia sulla linea occulta delle coperture e delle tante convivenze che la rendono sempre più invisibile. Oggi il risultato è stato quello di perdere tutto”. Ciliberto, testimone attendibile secondo le Procure, da anni denuncia i lavori e gli appalti gestiti dalle mafie. Ma non solo: nelle sue denunce indica i lavori pericolosi: “Tutti i cavalcavia fatti dai Vuolo, nel tratto che va da Barra a Nocera Inferiore, sono a rischio crollo”; “L’appalto di Cinisello Balsamo è l’espressione della corruzione”, nella perizia del settembre 2011 gli esperti scrivono di “saldature mal eseguite”; “intervento criminale”; “certificati falsi”; “porcherie che si celavano all’interno della struttura”. E ancora: “Sto gridando da anni che il ponte di Tufino sulla A16, gemello di quello di Ferentino sull’A1, è un ponte molto pericoloso con diverse anomalie”. Nel 2008 crolla il casello di Cherasco (Cuneo), nel 2013 viene posto sotto sequestro il ponte di Ferentino, due anni prima, il 25 dicembre del 2011, sull’autostrada Napoli-Roma, collassa la segnaletica sulla carreggiata. Ed è successo di nuovo qualche giorno fa. Il pesante portale con le indicazioni stradali è crollato sulla Nola-Villa Literno. “E non è stato il forte vento”. La tragedia del ponte Morandi non ha insegnato nulla, i controlli sono un optional in questo Paese orribilmente sporco. E proprio sul nuovo crollo abbiamo intervistato il testimone Ciliberto per raccogliere il suo punto di vista. Siamo partiti dalle sue osservazioni.

“La prima cosa che ho fatto, appena mi hanno girato le fotografie, è stato ingrandire l’angolo retto e ho avuto di nuovo la conferma che la saldatura, oggetto dei tanti crolli, era collassata. Inoltre mi sono opposto al fatto, tesi sostenuta da alcuni organi di informazione, che fosse stato il vento. Io ribadisco con forza che se anche ci fosse stato il vento quel portale a bandiera non sarebbe dovuto crollare in maniera verticale, ma si sarebbe dovuto piegare verso l’alto”.

Ecco, soffermiamoci sull’oggetto dei tanti crolli: le saldature.

Da molti anni denuncio non solo un modus operandi delle saldature ma la mancanza di certificazioni e di verifiche. Bisogna stabilire con forza e con serietà che anche una saldatura fatta male, e l’ho sempre detto in questi anni, se accertata non idonea può essere recuperata prima che il portale o qualche altro elemento venga montato. Il vero problema è che i controlli non ci sono e chi esegue queste opere spesso ha delle certificazioni fasulle e della manodopera non idonea.

Ritorniamo al 25 dicembre del 2011: sull’autostrada Napoli-Roma collassa, sulla carreggiata, la segnaletica. Lei ci vede delle analogie con l’ultimo crollo?

È proprio un doppione, anche se le dimensioni dei portali sono differenti perché quello autostradale era più grande, ma si può dire che l’episodio è simile, perché dopo le mie denunce in molti portali è stato aggiunto un angolo di acciaio che va a sostegno di questi elementi. In molte vicende che si sono registrate, spesso, sia Anas che Autostrade quasi hanno vergogna ad ammettere che ci sono delle anomalie. Anche sul ponte Morandi di Genova stanno uscendo documentazioni in cui si evidenzia che Autostrade era a conoscenza di anomalie critiche della struttura.

Lei ha sempre dichiarato che «i lavori, in regime di monopolio per tutte le strutture metalliche delle autostrade, sono stati fatti in fretta e male». Cosa è successo dopo le sue innumerevoli denunce?

Abbiamo una rete autostradale che può sembrare nuova, ma è datata. La mia rabbia è che tuttora, nonostante i solleciti, le verifiche non sono state fatte. Sto gridando da anni che il ponte di Tufino sulla A16, fatto dai Vuolo, gemello di quello di Ferentino sull’A1, già sequestrato da Pignatone e riscontrato con anomalie, è molto pericoloso. Perché questo ponte non viene verificato? Perché i pannelli fonoassorbenti sulla tangenziale di Napoli non vengono verificati? Perché i cavalcavia dal tratto di San Giorgio a Cremano fino a Castellammare non vengono verificati? Ci sta un doppio problema: non solo il lucro e il modo criminale di chi ha seguito queste opere, ma anche la mancanza di volere intervenire. Il portale che è caduto è l’ennesimo miracolo.

Perchè?

Perché non ci sono state vittime. Guardando le foto non si ha la percezione di quanto può essere pesante tutto l’assemblaggio del cartello e del portale. In questo Paese industrializzato possiamo sempre sperare nei miracoli? Il portale si è spezzato nell’angolo dove la saldatura deve essere fatta a regola d’arte e, anche in questo caso, la saldatura non è stata eseguita a regola d’arte.

Adesso cosa succederà?

La ditta che ha eseguito questo benedetto portale dichiarerà che lo ha dato in subappalto e, sicuramente, la ditta in subappalto risulterà chiusa e tutto finirà nell’ennesima bolla di sapone. E dopo qualche giorno la vicenda sarà dimenticata. Ma quanti portali ci sono in queste condizioni, quante pensiline, quanti cavalcavia? Il sottoscritto, ritenuto attendibile perché tutto ciò che ha denunciato è stato riscontrato, perché deve ancora sgolarsi con l’Anac, con il Ministero, con le Procure? Perché deve passare per un ossessionato giustizialista? Assumendomi la piena responsabilità, posso aggiungere che non sarà l’ultimo a cadere. Ed è successa una cosa gravissima nelle ultime ore.

A cosa si riferisce?

I cartelloni sull’A1, con l’indicazione uscita Santa Maria Capua Vetere-Roma, lato Nord e uscita Santa Maria Capua Vetere-Napoli, lato Sud, prodotti dalla Carpenfer Roma (ditta legata ai Vuolo, nda), in subappalto Piccolo Costruzioni Srl, già oggetto di crollo, sono spariti. La cartellonistica è sparita, una cosa gravissima.

Lei ha denunciato la famiglia Vuolo, legata ad un clan di camorra, dirigenti Anas, Impregilo, Autostrade per l’Italia. A cosa hanno portato le sue denunce?

Ci sono due processi molto importanti, dove sono state riscontrate le anomalie. Ma tutta questa situazione ha portato alla distruzione e all’esclusione di Ciliberto Gennaro. Io vengo visto, nell’ambito dei lavori e appalti pubblici, come un nemico. Sono necessarie delle persone incorruttibili all’interno delle strutture. La camorra e la corruzione sono il collante, se non vi fosse stata la partecipazione e la benevolenza di funzionari, i camorristi non avrebbero mai avuto i lavori. Questo è il vero problema, la predisposizione di certi esseri umani che permettono che tutto questo avvenga.

Vogliamo spendere qualche parola sui processi..

Purtroppo non posso approfondire, posso però dire che tra gli imputati, oltre ad elementi della criminalità organizzata, ci sono alti funzionari che tuttora ricoprono ruoli importanti. La mia preoccupazione è che questi processi che tardano a partire, e non capisco il motivo, possano finire in una bolla di sapone, come spesso succede. Un uomo solo ha sfidato l’impero Autostrade, non dimentichiamo che in un’intercettazione del processo di Monza viene detto “dobbiamo farlo passare per pazzo, nessuno lo crederà” e quella frase grave di quel dirigente di Autostrade che dice: “anche se cade un ponte, quanti morti può fare?”. Il ponte è caduto e ha fatto 45 vittime. Ci saranno altri crolli, perché le opere sono pericolose. Spero tanto che il ministro Toninelli mantenga le promesse: gli esperti devono intervenire subito sulle opere, ma il problema è a monte, molte opere che vengono consegnate non sono collaudate e, troppo spesso, le carte sono fasulle. I Governi cambiano, ma i funzionari e i dirigenti restano. Serve una vera e propria rigenerazione della classe dirigenziale o dei manager all’interno di queste società partecipate o che hanno la gestione pubblica. Stiamo parlando di persone che hanno fatto la loro carriera su una spinta politica.

Perché le opere non vengono verificate?

Oggi le persone imputate nei miei processi ricoprono ancora ruoli di vertice, qualcuno è imputato nel crollo del ponte Morandi. Questi sono i personaggi di cui parliamo. Con le verifiche uscirebbero molte anomalie e le posizioni di queste persone, che occupano ruoli di comando, andrebbero a peggiorarsi. Autostrade, Arpi e Anas vogliono quotidianamente tranquillizzare l’utenza che è tutto a posto, ma non è vero. I controlli innesterebbero nell’opinione pubblica quel dubbio, perché i controlli delle opere che ho denunciato non si possono fare di nascosto, bisogna interrompere i tratti autostradali, vanno fatte le prove invasive. Non si fanno i controlli perché loro sanno che c’è stato il dolo, perché affidare in monopolio i lavori ai Vuolo o ad altre persone, significava dare del lavoro, con manodopera non specializzata, a delle ditte in odore di camorra, già interdette per camorra, ditte con certificazioni fasulle. Come può nascere un qualcosa di buono se a priori le SOA erano taroccate, se il ferro non era di prima qualità. I funzionari sanno, Autostrade sa, Anas sa, tutti sanno, ma tutti mentono.       

Secondo lei cosa bisognerebbe fare?

Bisogna iniziare dal basso, cambiare tutte le procedure di accertamento. Iniziare dalle SOA, una certificazione importante che permette alla ditta di poter partecipare agli appalti pubblici. Se le SOA sono false, come dichiarato e accertato nel mio processo di Monza, dove è stato anche condannato uno della ItalSoa, quante SOA false ci sono ancora in giro? Queste ditte, che non potrebbero lavorare perché non hanno i requisiti, come fanno a lavorare?

Oggi come vive il testimone di giustizia Ciliberto?

Mi sono dovuto rivalutare lavorativamente, ma vivo con un dolore interno. Questo dolore mi rende quasi inutile. Oggi vivo con una scorta in località protetta, però mi sento impotente. Le mie denunce, fatte di spontanea volontà all’apice della mia carriera, sono state inutili. Perché ho dovuto sacrificare la mia vita, quella della mia famiglia, il mio lavoro, la mia carriera? Per quale motivo? Per ricevere continue minacce, come i sette proiettili che mi hanno fatto ritrovare sulla macchina? Per vedere ancora crollare delle opere e vedere gli imputati o i condannati fare carriera? Io a questo non ci sto e lo griderò sino alla fine. Il testimone di giustizia deve essere tutelato, deve essere protetto. Invece ancora stiamo a lesinare sulla protezione. Il sottoscritto ha denunciato la camorra, ha bloccato appalti per milioni di euro. Ma uno che rompe le uova nel paniere alla camorra e ai colletti bianchi è un uomo che può vivere senza protezione? Può vivere una vita tranquilla? Se allora è così me lo scrivessero su un pezzo di carta, così me ne farò una ragione.    

 

La gestione del POTERE

gennaro-c

Testimone di giustizia pericoloso per Anas e Ministero delle infrastrutture?

“Dopo aver denunciato anomalie costruttive e infiltrazioni della camorra in appalti pubblici autostradali mi sono meritato l’esilio e l’esclusione dal mondo del lavoro nelle grandi opere.

Dopo aver inoltrato varie domande di lavoro, mi sono visto rispondere “Ma lei e quello dei ponti dell’autostrada?Quello della denuncia?”

Quasi come se il colpevole dei crolli e della corruzzione fossi io?

Da circa un anno chiedo un incontro con il ministro delle infrastrutture Del Rio ma nulla.

Un dato e’ certo: nella P.A. e nei lavori pubblici nessuno vuole Ciliberto, troppo peticoloso o forse altro?

Nemmeno l’Anac ha risposto alle mie istanze.

E dire che lavorerei anche a titolo gratuito.

Una legge assunzione tdg che resta ferma tra la burocrazia e l’ineffivacia della stessa.

Purtroppo non essendo ne’ amico dei politici ne’ marito di qualche segretaria o di qualche mafioso restero’ disoccupato a vita.

Che brutto esempio dott Ministro Del Rio che diamo al popolo italiano”.

Ciliberto Gennaro

Testimone di giustizia

foto-anas-tdg

LA LETTERA del Testimone: “Non ho mollato”

Gennaro C.

“Ho denunciato la criminalità, la corruzione e le infiltrazioni in appalti pubblici. La criminalità che si mescola con i colletti bianchi, che viaggia sulla linea occulta delle coperture e delle tante convivenze che la rendono sempre più invisibile. Oggi il risultato è stato quello di perdere tutto” (Testimoni di Giustizia, Giulio Perrone Editore, 2014, Gennaro C., pagg. 34-68).

“Ho subito l’infamia del potere criminale”

Scappavo lontano dalla mia terra, dai miei affetti, dalle miei gioie, lasciando tutto in un attimo. Percorrevo quella strada in direzione nord con la consapevolezza che mai più sarei potuto rientrare a vivere nella mia terra, quella terra dove avevo costruito la mia vita, dove avevo una famiglia e forse qualche amico sincero.
Ero solo a scappare, nella mia mente passavano indelebili le scene di una vita che ormai avevo perso.
Ho cambiato tante regioni, tanti luoghi. Vivendo da fuggiasco, da emarginato, con una ferita nel cuore che mai potrà essere rimarginata. Avevo il mio cuore spezzato dal dolore, ma in me c’era tanta forza. Quella forza che mi ha fatto sopravvivere.

Non ho mollato, anche quando da testimone mi sono trovato a lottare contro una burocrazia che mi stritolava, ero lì a lottare contro un nemico spietato e criminale: le minacce, le pallottole, la paura, la consapevolezza di poter essere ucciso. Di non potercela fare.

Ma non ho mollato mai.

Ho subito l’infamia del potere criminale che quando non riesce ad ucciderti ti annienta facendoti il vuoto intorno.  Un silenzio atroce.

Ma oggi io sono vivo e alcuni dei miei nemici in galera. Ed altri a darmi battaglia…
La differenza tra il bene ed il male.

Che Dio possa darmi la forza di poter vedere un giorno la parola fine.

Gennaro  C.Testimone di Giustizia

Gennaro C.
Gennaro C.

IL PROCESSO DI MONZA. Tutti gli articoli del blog:

APPALTO ALLA CAMORRA. Parla il perito: “Mai visto nulla del genere in tanti anni di lavoro”

APPALTI ALLA CAMORRA. CONTINUA IL PROCESSO DI MONZA. 

LA PASSERELLA DI CINISELLO BALSAMO, LA NUOVA UDIENZA DI MONZA.

APPALTI & CAMORRA: il Processo di Monza 

APPALTI PUBBLICI ALLA CAMORRA, PARLA IL TESTIMONE 

TdG – Gennaro C. e il Processo contro la Camorra. La prima udienza di Monza 

APPALTI ALLA CAMORRA. CONTINUA IL PROCESSO DI MONZA

IMG_7958[1]
Tribunale di Monza

“Molte sono le opere costruite dai Vuolo che ancora non sono state verificate. Opere pubbliche che potrebbero crollare”.

di Paolo De Chiara

MONZA. Quinta udienza per il processo sulla Passerella Ciclopedonale ss 36 di Cinisello Balsamo (Milano). L’opera, appalto Anas-Impregilo, è costata oltre 13 milioni di euro ed è ancora chiusa al pubblico. Presente in aula anche il supertestimone Gennaro C., nonostante il malore e il ricovero ospedaliero, per coma diabetico, di qualche giorno fa. “Seguirò sino alla fine questo processo”, ha affermato il testimone di giustizia, ex dipendente della ditta dei Vuolo di Castellammare di Stabia, famiglia legata al clan della camorra D’Alessandro. Tutto è partito grazie alle puntuali denunce dell’ex responsabile sicurezza del cantiere di Cinisello Balsamo. Nell’udienza di questa mattina sono stati sentiti, come testimoni, il direttore dei lavori, l’ingegner Marzi e l’ex colonnello dei Carabinieri della Dia di Milano, Roberto Masi. Il primo ha ricostruito il rapporto tra i due imputati, Mario Vuolo (il ‘re delle autostrade’, legato alla criminalità organizzata) e Alfio Cirami (il contract manager dell’Impregilo), classe 1951 di Cesarò (Messina). “Il punto di riferimento – secondo Gennaro C. – per le aziende dei Vuolo, il trait d’union”. Il 9 novembre del 1985 la Corte di Appello di Roma lo ha condannato, con sentenza irrevocabile, a sei mesi di reclusione per ricettazione. “Va in cerca dei vari Vuolo, il suo potere è immenso, dettava legge. Lui indirizzava Vuolo su cosa e come chiedere altri soldi. Gestiva un lotto sulla Salerno-Reggio Calabria di un miliardo e 700 mila euro, io ho denunciato le infiltrazioni dei Vuolo nel tratto di Palmi”. La testimonianza dell’ingegner Marzi è stata fondamentale. Davanti al giudice Barbara del Tribunale di Monza ha parlato del collaudo statico, con esito positivo, effettuato dall’Anas e della successiva ispezione delle saldature con il consulente tecnico: “non potevo credere ai miei occhi”. Errori progettuali, anomalie delle saldature. Anche Marzi ha parlato di rischio cedimento per la struttura. Nel corso dell’udienza è stato sentito anche l’altro testimone, l’ex colonnello della Dia. Masi, oggi in congedo, ha tenuto a sottolineare l’importanza della testimonianza di Gennaro C. (concetto espresso anche dal pubblico ministero Macchia), senza dimenticare le preoccupazioni legate allo spessore criminale della famiglia Vuolo. Ero preoccupato  dal primo momento, fui io a dirgli di andare via da Napoli, proposi subito il piano di protezione, ma la procura di Milano non diede corso alla richiesta”. Solo nel 2014 il testimone è riuscito ad entrare nel programma di protezione. Quattro anni dopo la prima denuncia. Anni vissuti tra stenti, minacce ed isolamenti. “Molte sono le opere costruite dai Vuolo – continua a denunciare Gennaro C. – che ancora non sono state verificate. Opere pubbliche che potrebbero crollare”. Un altro tassello si aggiunge alla storia infinita dei Vuolo. Dalla banca dati della Dia di Roma è emerso che il ‘re delle autostrade’ ha prelevato, dalla filiale di una Banca di Gragnano (Napoli), 2 milioni e 700 mila euro in contanti. Da un conto intestato alla Carpenfer Roma srl, la ditta che ha eseguito diversi cavalcavia autostradali, “falsificando le schede materiali, le prove dei collaudi”. La prossima udienza è stata fissata per l’8 giugno.

 11 maggio 2015

IMG_6519

IL PROCESSO DI MONZA. Tutti gli articoli del blog:

LA PASSERELLA DI CINISELLO BALSAMO, LA NUOVA UDIENZA DI MONZA. http://paolodechiara.com/2015/04/20/la-passerella-dei-vuolo-la-terza-udienza-di-monza/

APPALTI & CAMORRA: il Processo di Monza http://paolodechiara.com/2015/03/24/appalti-camorra-il-processo-di-monza/

APPALTI PUBBLICI ALLA CAMORRA, PARLA IL TESTIMONE http://paolodechiara.com/2015/03/21/appalti-pubblici-alla-camorra-parla-il-testimone/

TdG – Gennaro C. e il Processo contro la Camorra. La prima udienza di Monza http://paolodechiara.com/2015/01/29/tdg-gennaro-c-e-il-processo-contro-la-camorra-la-prima-udienza-di-monza/

Gennaro C.
Gennaro C.

La Passerella di Cinisello Balsamo, la nuova Udienza di Monza.

MONZA. È la terza volta che il testimone di giustizia Gennaro C. si trova  ad affrontare  il controesame a Monza, nel processo  per la Passarella Ciclopedonale di Cinisello Balsamo (Milano), che vede 5 imputati per vari reati: tra cui Mario Vuolo (dominus della Carpenfer Roma) ed il figlio Pasquale, già condannato per reati di mafia.

Secondo l’accusa avrebbero minacciato, in concorso con Cirami (manager della Impregilo), il super testimone, per far ritrattare le sue dichiarazioni, messe nero su bianco dalla Dia di Milano. Tutte, ad oggi, confermate  dal pubblico ministero Franca Macchia.

I quattro avvocati degli imputati non hanno dato tregua al testimone, in tutti i modi hanno tentato di far cadere l’ex carabiniere in contraddizione. Quattro ore é durato il controesame, interrotto solo per il malore che ha colpito Gennaro C., legato alla patologia causata dalla sua lunga ‘latitanza’, durata più di tre anni. Una continua fuga per vivere, per riuscire ad arrivare a questo fondamentale processo.

Una trentina i testi citati, tra cui il presidente dimissionario di ANAS, Ciucci.

La prossima udienza è stata fissata l’11 maggio. Un processo molto lungo e pieno di colpi di scena. La passerella di Cinisello, costata oltre 13 milioni di euro, resta chiusa ed il testimone di giustizia ha chiesto di incontrare  l’attuale Ministro delle Infrastrutture Delrio.

 

IL PROCESSO DI MONZA. Tutti gli articoli del blog:

APPALTI & CAMORRA: il Processo di Monza http://paolodechiara.com/2015/03/24/appalti-camorra-il-processo-di-monza/

APPALTI PUBBLICI ALLA CAMORRA, PARLA IL TESTIMONE http://paolodechiara.com/2015/03/21/appalti-pubblici-alla-camorra-parla-il-testimone/

TdG – Gennaro C. e il Processo contro la Camorra. La prima udienza di Monza http://paolodechiara.com/2015/01/29/tdg-gennaro-c-e-il-processo-contro-la-camorra-la-prima-udienza-di-monza/

 

 

CROLLO VIADOTTO SCORCIAVACCHE (Palermo-Agrigento). Parla il tdg Gennaro C.

tdg perrone

CROLLO VIADOTTO SCORCIAVACCHE (Palermo-Agrigento)
— dal Testimone di Giustizia GENNARO C. —

– Al Presidente del Consiglio MATTEO RENZI
– Al Ministro delle Infrastrutture On. LUPI
– Al Presidente dell’Autorità di Vigilanza LL.PP.

“Questo ennesimo crollo, dimostra purtroppo come c’è scarso controllo nelle verifiche dei lavori eseguiti, nei collaudi.
Lo denunciavo già nel 2011, ero dirigente di una azienda che ha costruito la maggior parte delle uscite autostradali e molti cavalcavia volgarmente chiamati ponti, nel ruolo di dirigente non esitai a denunciare anomalie costruttive in particolare nell’opera della Passerella Ciclopedonale della SS 36 nel comune di Cinisello Balsamo (Milano), un appalto ANAS poi subappaltato ad Impregilo spa e poi ceduto alla ditta Romana Carpenfer Roma srl, facente capo al pregiudicato Vuolo Mario, oggi a processo e agli arresti per una presunta bancarotta fraudolenta della stessa ditta Carpefer Roma srl. Un appalto da 5 milioni di euro quello della passerella, poi lievitato ad oltre 13 milioni di euro, ma con un triste risultato: la passarella dopo 5 anni resta ancora chiusa e non utilizzabile dagli utenti.
Rilevante anche nel caso della passerella il collaudo della commissione ANAS che diete parere favorevole, quindi attesta che l’opera era stata eseguita correttamente, cosa non vera, anzi la perizia commissionata dal P.M. dottoressa Macchia della Procura di Monza ha attestato un concreto rischio crollo e con una dicitura che parla di esecuzione criminale.
Solo grazie alla mia denuncia si è potuto evitare una tragedia, la passarella è un’opera che sovrasta una delle arterie più trafficata di europa lass 36 e solo grazie al rifacimento di tutte le anomalie rinvenute oggi l’opera sembrerebbe idonea, ma non sono mancate altre anomalie riscontrate anche dopo gli interventi commissionati dalla A.G., e quindi l’ennesimo stop all’apertura dell’opera che resta a data da stabilire.
Oggi come nel 2011 io parlo di un “modus operandi” che fa venire i brividi, molte delle opere eseguite non vengono collaudate prima dell’apertura al pubblico ma solo dopo molti mesi dopo o a volte anni o in molti casi mai. Quindi chi controlla che tale opere siano state eseguite in maniera corretta??? Nessuno!!!!!
Come nessuno controlla le certificazioni dei materiali usati e le attestazioni SOA e la mano d’opera specializzata, controlli solo sulla carta, quindi un vero e proprio buco nella macchina dei controlli ANAS distraratta dai tanti subappalti.

Ho più volte scritto al presidente dell’Autorità di Vigilanza degli appalti e al Ministro Lupi, non solo comunicazioni ma vere e proprie denunce con Nomi e Cognomi e dettaglio delle opere anomale.
Non possono passare in secondo piano i crolli del casello Autostradale di Cherasco, quello del portale della Autostrada A1 (all’altezza di Santa Maria Capua Vetere) e non ultimo il crollo della tettoia del casello di Rosignano, sempre sulla rete autostradale.

Ora grido a voce alta che bisogna spazzare via il marcio e chiedo premier Renzi che non basta un messaggio su twitter. Ci vuole la certezza che tutto ciò che è accaduto non accadrà più e che i responsabili paghino.

Oggi le mie denunce hanno avviato vari procedimenti penali, ma per ora l’unico a pagare sono stato io che ho perso tutto: LAVORO, FAMIGLIA e la SALUTE”.

5 gennaio 2015

VIADOTTO

FOTO inst perrone