’LEGA, NON C’È RIVOLUZIONE SENZA TRASPARENZA’

Domani il passaggio di consegne da Bossi a Maroni

’LEGA, NON C’È RIVOLUZIONE SENZA TRASPARENZA’

L’ex Ministro Pagliarini pensa a una mossa gattopardesca: “prima pubblicare i conti”
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Per molti è la fine di un’era. Il passaggio di consegne da Maroni a Bossi, per la segreteria nazionale della Lega Nord, dopo gli scandali e le voci sui rapporti con la ‘ndrangheta, apre una nuova fase politica. 

Almeno questo è il messaggio che sta circolando in questi giorni: al congresso di domani l’ex Ministro degli Interni, che da par suo si vanta di aver combattuto le organizzazioni criminali, ufficializzerà la sua candidatura. E sono già partiti i proclami. Maroni ha infatti chiesto i “pieni poteri”, rifiutando di fare il “segretario dimezzato”. Perché il Carroccio, secondo il suo nuovo capo, è un’organizzazione “più complessa di quella degli altri partiti e gli organi statutari devono avere i pieni poteri sulla linea politica e sulla gestione del movimento”.

Ma è proprio così? Il cambio di guardia porterà ad una Lega diversa? Secondo Giancarlo Pagliarini, già Ministro della Lega nel 1994 e ‘Primo Ministro della Padania’, oggi fuori dal movimento politico del Nord, poco è cambiato. “Devono pubblicare il bilancio e devono spiegare quello che è successo in questi anni. Molti iscritti mi hanno chiesto di rientrare in Lega, ho ricevuto tante telefonate dagli ex compagni di partito. Potrei anche rientrare ma prima devono essere pubblicati i bilanci. Bisogna capire chi ha sottratto i soldiLa pubblicazione del bilancio – insiste – della Lega sarebbe la prova che non guardano in faccia a nessuno. Il rinnovamento non si ottiene con le scope verdi, ma con la trasparenza. Questo non è stato fatto, quindi niente è cambiato”.

Pagliarini non si fida del nuovo corso e non fa mistero dei suoi dubbi. Nei giorni scorsi ha anche inviato una lettera aperta al nuovo cassiere della Lega, Stefano Stefani, dove ha scritto: “Leggo che il tuo primo passo da nuovo tesoriere del Carroccio sarà portare le carte in Procura. Mi sembra giusto, ma questa potrebbe essere la seconda mossa. La prima dovrebbe chiamarsi ’trasparenza’. E’ necessaria la volontà politica, e spero che tu lo voglia fare, precedendo magistrati (che non possono certo impedirti di rendere pubblici dati contabili della Lega Nord), giornalisti, tutte le buone e le cattive lingue”.

L’ex Ministro dispensa altri, buoni consigli al nuovo tesoriere: “potresti cominciare con il saldo consolidato di tutti i conti direttamente, indirettamente o per interposta persona riconducibili al partito politico Lega Nord al 31 dicembre 2009. Più tutti i soldi incassati dal partito, divisi per categoria: rimorsi elettorali, contributi ecc., meno gli assegni di importo superiore a 5mila euro con i nomi dei beneficiari in un allegato (dopo aver preso le necessarie iniziative per la privacy). I bonifici con gli elenchi dei beneficiari in un altro allegato. Le spese effettuate con carte di credito (l’allegato delle carte di credito dovrà indicare tutti i nomi e tutti i prelievi, mese per mese. I prelievi in contanti (l’allegato dei prelievi in contanti sarà interessante: in un partito politico organizzato bene dovrebbero essere tassativamente vietati e spero che tu li proibirai. E gli investimenti in titoli fino ad arrivare al saldo del 31 marzo 2012”.

Ecco cosa scriveva già nel 2009, sempre attraverso delle lettere inviate ai vecchi tesorieri del suo ex partito: “Fin da piccolo mi hanno insegnato che i problemi non si risolvono mai con il silenzio e con i rinvii ma che è buona regola risolverli senza indugi con discussioni serie ed oneste. Per questo il suggerimento che mi permetto di darvi è di far circolare questo testo nelle vostre sezioni, eventualmente dopo averlo modificato ed integrato come ognuno di voiriterrà più opportuno”. E ancora: “Qualcuno di voi mi ha chiesto di spiegargli quale è il problema del bilancio della Lega. In realtà questa non è una mia domanda. E’ una domanda che mi hanno fatto dei militanti. La domanda per la precisione era ’cosa ce ne facciamo di tutti quei soldi? Perché non li usiamo per le sezioni o per altro?’ La domanda che mi hanno fatto però è stata ’molte sezioni sono in bolletta e fanno sacrifici. Questi soldi perché non vengono utilizzati ma restano lì in banca o in depositi postali?’”.

Ma al momento le esternazioni pubbliche di Pagliarini non sono mai state prese in considerazione dai nuovi dirigenti. Sul congresso è intervenuto anche il Senatur: “sarà il congresso dell’unità, non né uscirà male nessuno, non ci saranno colpi di rivoltella. La precisazione di Bossi (al centro di forti polemiche con la sua famiglia soprattutto per l’utilizzo privato dei soldi pubblici) è molto indicativa. ’Nessuno si farà male’ porterebbe subito a pensare a una ’non rivoluzione’, a un congresso fortemente gattopardesco: cambiare tutto, per non cambiare nulla. E’ di questo avviso Pagliarini: “sono uscito dalla Lega per il bilancio e dissi ‘ragazzi, il bilancio o è falso o noi siamo tutti scemi’. Non arrivavano i soldi alle sedi del partito. E questa cosa era inspiegabile. Oggi stiamo capendo il motivo di questa strategia”.

La ‘nuova’ Lega sarà in grado di raccogliere i voti dei delusi per gli scandali di questi ultimi mesi? “Credo di no”, scuote la testa l’ex militante, “se non dà una prova di cambiamento. E il vero cambiamento non si ottiene solo con gli annunci. La gente della Lega delusa da certi atteggiamenti vuole fatti concreti. Pretendono trasparenza leale. E io sono dalla loro parte”.

E sulle canotte di Bossi? Sui soldi pubblici utilizzati per l’abbigliamento del senatore-segretario? “Se pubblicano il bilancio possono dimostrare che tutte le notizie di questi ultimi mesi sono false. Hanno un giornale a disposizione, possono informare i propri elettori. Ma questo non accade. Con questa azione possono, se ne sono convinti, dimostrare che Bossi non faceva un uso privato dei soldi pubblici del partito”. Molti attendono sorprese, ma Pagliarini resta fermo sulle sue convinzioni“Fin quando non sarà fatta un’operazione verità non cambierà nulla”. 

da L’INDRO.IT di venerdì 29 Giugno 2012, ore 18:19

http://www.lindro.it/Lega-non-c-e-rivoluzione-senza,9301

LEGA, LA VERSIONE DEL DISSIDENTE

Intervista a Giancarlo Pagliarini, Ministro del bilancio nel 1994

LEGA, LA VERSIONE DEL DISSIDENTE

Su Bossi: “chi sbaglia paga”, i “probabili” collegamenti con la ‘ndrangheta

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Bossi si è dimesso e ha fatto bene, se si dimetteva cinque o sei anni fa era ancora meglio. Dopo la malattia non era più in grado di gestire un partito. Avevo già chiesto che sidimettesse o che dalla base si eleggessero delle persone che gli stessero intorno per dirgli cosa succedeva, cosa diceva la gente e cosa voleva. Molti di noi che eravamo in Lega in quei tempi avevamo fatto quella proposta, ma quel progetto non è andato a buon fine. Anzi ci hanno sbattuto fuori”.

E’ Giancarlo Pagliarini che parla e che racconta la sua esperienza. Leghista della prima ora, è stato anche Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica nel 1994, durante il primo governo Berlusconi. E’ stato senatore, presidente della commissione Bilancio e deputato. Il fautore della ’divisione consensuale’ tra Nord e Sud dell’Italia.

Nel 2006 finisce l’esperienza nella Lega per i dissidi con i vertici del partito. Nel marzo 2011 si è candidato come sindaco di Milano (raccogliendo lo 0,7% dei voti), oggi è segretario dell’Unione Federalista (associazione di ex leghisti). Lo abbiamo contattato per capire il suo punto di vista sui fatti che stanno travolgendo la Lega di Umberto Bossi. E siamo partiti proprio dal leader maximo del partito del Nord: “non ha avuto intorno gente che gli ha dato buoni consigli”. Come finirà la Lega? “Dopo tutto quello che è successo ha una grande opportunità. Può prendere tutti in contropiede facendo un progetto di trasparenza. Se tra gli assegni fatti ci sono cose che non dovevano esser fatte non fa niente. Tanto ci sono le indagini in corso. Si saprebbe lo stesso. Facendo così la Lega torna ad essere quello che era una volta”.

Cos’era la Lega?

Una cosa diversa dai partiti che ci sono.

Perché lei è stato, come dice, ‘sbattuto fuori’ dal partito?

Sbattuto fuori dal partito in realtà no, ce ne siamo andati. Probabilmente perché vedevano la nostra proposta come un attacco a Bossi. Noi dicevamo che Bossi non era in grado di gestire un partito. Nel novembre del 2006 avevo detto a lu e a tutti i consiglieri nazionali che c’erano delle cose che non funzionavano. Avevo tirato fuori una specie di decalogo, dove l’ottavo punto riguardava il bilancio. Dicevo “ragazzi, qui c’è qualcosa che non funziona“. Risultavano9milioni di euro di liquidità. O il bilancio era falso o noi eravamo scemi.

Perché?

Nelle sezioni non arrivava nemmeno un centesimo, non c’erano i soldi per comprare la carta, per fare le fotocopie. Ma c’erano quei soldi fermi e non aveva senso.

La responsabilità è stata sempre dei tesorieri o ci sono anche altre responsabilità?

L’attuale tesoriere (il dimissionario Francesco Belsito, ndr) era il braccio destro del tesoriere di prima (Maurizio Balocchi, ndr), tutti e due liguri, cioè la continuazione della politica di Balocchi. Se su questo tesoriere si dicono cento di cose cattive, su Balocchi se ne dicevano diecimila di cose cattive. Adesso, povero diavolo, è morto. Il tesoriere ha il potere di firma, quindi se sono usciti dei soldi la colpa è tutta del tesoriere.

La continuità tra il vecchio e il nuovo tesoriere non ha mai fatto scattare l’allarme?

Finchè ero lì c’era il vecchio tesoriere, ma avevo sollevato il problema. Sul tesoriere di prima se ne dicevano di tutti i colori.

E’ possibile che un partito politico affidi la cassa con i soldi a certi personaggi?

E’ possibilissimo. Se tutte le cose che dicono della Lega fossero vere in ogni caso il partito politico non sarebbe il peggiore degli altri partiti. La Lega, una volta, non era migliore degli altri partiti, ma era proprio un’altra cosa.

Cos’era?

Quando parlavo di federalismo non dicevo “il federalismo deve essere realizzato dalla Lega”.Se lo realizza il Movimento Sociale o Rifondazione Comunista son contento lo stesso. La Leganon era un partito, ma un insieme di idee che volevamo fossero realizzate non che fossimo noi a realizzarle. Nei miei incontri pubblici non parlavo mai bene della Lega, ma parlavo delle idee della Lega. Invece la Lega, purtroppo, è diventato un partito politico ed è entrata in questa drammatica logica degli uni contro gli altri. Il problema è nei partiti politici, che fanno guerra politica.

Che ricordo ha del famoso cappio in Parlamento nel 1993?

Me lo ricordo il cappio, ero al Senato. Ma quante cazzate, porca miseria. Si possono fare e dire gli stessi concetti senza fare tutte queste scene. Non aveva molto senso. I concetti che ci stavano sottoerano giusti. Era una Paese che stava andando alla rovina ed era necessario cambiare la Costituzione per avere più concorrenza, che genera efficienza.

Oggi il cappio del 1993 si è rivoltato contro la Lega.

Si, assolutamente. Si rivolta contro oggi, ma era una cazzata anche allora. Non è stata un’idea furba.

Come giudica le inchieste delle Procure italiane?

Sicuramente c’è qualcosa.

Crede ai collegamenti con la criminalità organizzata?

Questo lo sa il padreterno, spero di no. Dicono tutti di si, quindi è probabile… bisogna vedere come va a finire. Bossi ha detto una cosa giusta: ‘chi ha sbagliato paghi’.

Se ha sbagliato Bossi?

Chi sbaglia paga, in galera ci deve andare chi ha sbagliato. Nell’ipotesi che la Lega con i soldi pubblici abbia fatto spese che giuridicamente non poteva fare sicuramente ha sbagliato il tesoriere perché aveva il potere di firma. Hanno sbagliato Castelli e Schifoni perché facevano parte del comitato amministrativo federale che doveva controllare ed evidentemente non hanno controllato, anche se ho letto che non li lasciavano controllare. Anche il segretario federale ha la responsabilità.

Va cambiato l’attuale finanziamento pubblico ai partiti?

Al mille per mille. E’ chiaro che la legge l’hanno fatta i partiti, tutti insieme. Va cambiata, ma siccome non la cambiano lo chiedo a Monti. Porti in aula una proposta per cambiare questa legge assurda senza farla discutere. Chieda la fiducia.

Il 7 dicembre del 1993 venne arrestato Alessandro Patelli, ex braccio destro di Bossi per violazione della legge sul finanziamento. In questi giorni ha dichiarato: “il sogno è finito nel 2004”. Lei condivide?

Si, per me è finito anche un po’ prima.

E’ finita anche la Lega?

No, la Lega è un partito come gli altri. Anzi un filo migliore degli altri.

Quando legge sui giornali che i soldi della Lega sono stati utilizzati per la macchina di Renzo Bossi detto il ‘trota’, per due diplomi, per la famiglia Bossi a che cosa pensa?

Da ex militante e da cittadino mi incazzo come una belva, perché sono soldi pubblici che devono essere utilizzati per fare politica. Non mi sembra logico.

Che pensa di Renzo Bossi?

Non lo conosco, può essere un genio e può essere una bestia. Certamente se ero segretario del partito mai, poi mai e poi mai avrei candidato i miei figli.

Come ha vissuto il rapporto con Berlusconi?

Per anni Berlusconi si svegliava, metteva giù i piedini dal letto e steso a fare da tappeto c’era uno della Lega. La Lega ha fatto il tappetino da letto di Berlusconi. Nel 2006, quando ho scritto a Bossi che lasciavo la Lega, dicevo che il programma elettorale del Pdl era assurdo. Berlusconi politicamente è stata una tragedia.

L’Indro.it di venerdì 6 Aprile 2012, ore 18:14

http://www.lindro.it/Lega-la-versione-del-dissidente,7816#.T6UJ0Og9X3Q