Carmine Mocerino deve dimettersi?

OPPORTUNITA’ POLITICA. L’Associazione “Caponnetto” ha chiesto le dimissioni del presidente della commissione regionale anticamorra della Campania. Abbiamo rivolto cinque domande al vicepresidente e a un componente dell’istituzione regionale.

Carmine Mocerino deve dimettersi?

di Paolo De Chiara

Dopo il clamore dell’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, condotta dai carabinieri di Castello di Cisterna e dai colleghi del Comando antifalsificazione monetaria di Roma, che ha portato alle ordinanze applicative delle misure cautelari personali, emesse dal Gip del Tribunale di Nola, di professionisti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, soppressione, distruzione e occultamento di atti pubblici, falsità in atti pubblici, uso di valori di bollo contraffatti e truffa ai danni dello Stato, è arrivata la forte presa di posizione dell’Associazione “Caponnetto”.

Per il segretario Elvio di Cesare le dimissioni, per Carmine Mocerino, sono necessarie. «L’attività giudiziaria vede coinvolta la moglie dell’on. Mocerino Carmine attuale presidente della commissione anticamorra regionale. Alla luce della gravità delle accuse formulate dall’Autorità Giudiziaria si chiede al presidente della commissione anticamorra regionale on.le Mocerino Carmine se non ritenga di dimettersi per ovvie ragioni di opportunità, ed al precipuo fine di eliminare ogni dubbio che la commissione regionale che presiede possa operare nella piena e regolare funzione di contrasto alle illegalità».

Abbiamo girato, con altre domande, la richiesta ad alcuni componenti della Commissione regionale Anticamorra della Campania. Ecco il loro pensiero sulla vicenda.

Le cinque domande:

  1. Che ne pensa degli arresti effettuati, nelle scorse ore, dalla Procura della Repubblica di Nola?
  2. Queste operazioni fanno bene alla politica?
  3. È a conoscenza che tra i soggetti implicati c’è anche la moglie dell’On. Mocerino, attuale presidente della commissione regionale Anticamorra della Campania?
  4. L’Associazione “Caponnetto” ha chiesto espressamente, con una nota, le dimissioni del presidente. Lei condivide questa linea?
  5. Il nome di Mocerino è anche legato alla questione “Rimborsi” presso il consiglio regionale e ad alcune intercettazioni, come riportato da Repubblica nel 2016, dove un certo Giovanni D’Avino (boss di camorra detenuto) fa riferimento proprio a Mocerino. È opportuno, politicamente, che un consigliere “chiacchierato” possa ricoprire questo incarico?  

Le risposte.

Vincenza Amato (Pd), vice presidente Commissione:

  1. «È una vicenda molto spiacevole. Intanto perché non è mai bello ascoltare certe cose, anche perché ledono la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Per il caso specifico la magistratura farà il suo percorso, ci saranno le indagini e quant’altro. Noi ci affidiamo, come sempre, a quello che è il lavoro della magistratura, degli organi inquirenti».
  2. «No, sicuramente non fa bene alla politica. Non capisco qual è la domanda».
  3. «Appunto, è la moglie del presidente della Commissione. Poi bisogna vedere come si rimetteranno le indagini. Il presidente Mocerino non c’entra nulla, noi ci affidiamo al lavoro della magistratura e poi faremo le valutazioni insieme al presidente della Commissione. Verificheremo l’opportunità rispetto al ruolo che lui ricopre, però Carmine è una persona che si è distinta in questi anni per il contrasto al crimine, alla criminalità organizzata. Abbiamo fatto un lavoro senza colore politico, per l’interesse dei cittadini, del territorio e per contrastare i poteri criminali. Quindi sull’integrità, sulla correttezza e sull’onorabilità di Mocerino non ho assolutamente dubbi. Ci sono vicende che interessano la sua consorte e sono affidate alle indagini della magistratura».
  4. «Assolutamente no. Intanto sono garantista, sono sempre fiduciosa nel lavoro che fanno i magistrati, sono rispettosa di questo. In questo momento, proprio perché non c’è ancora una definizione delle indagini, sono molto cauta nell’esprimere giudizi e credo nemmeno di essere nella posizione di potere esprimere. Stiamo parlando della moglie e non del presidente. E con il presidente valuteremo l’opportunità, insomma, rispetto alla situazione che ha interessato la sua famiglia, di ricoprire questo incarico. Bisogna avere grande grande rispetto e intelligenza in queste situazioni».
  5. «Chiacchierata l’ha detto lei. Carmine Mocerino è un consigliere regionale, è stato eletto, ricopre un ruolo. Io lo conosco per il modo in cui ha ricoperto quel ruolo, per l’impegno in questi anni. L’ho conosciuto in questa legislatura. Chiunque può parlare al telefono con ognuno di noi e dire cose. Diverso è appurarle certe cose».

Tommaso Malerba (M5s), Componente Commissione:

  1. «Da quello che ho appreso dai giornali si muovono accuse di processi, in qualche modo, truccati, di faldoni e fascicoli spariti. Questo è quello che ho appreso, non ho approfondito. È una notizia fresca. Ho appreso dai giornali, coinvolge un po’ di avvocati di quell’area che non conosco bene esattamente tutti quanti».
  2. «Certamente, il rispetto della legge fa bene non solo alla politica, fa bene ad ogni segmento produttivo e sociale. La legalità è un equilibrio tra diritti e doveri, quando la Procura indaga e accerta fatti acclarati è giusto che la giustizia faccia il suo corso».
  3. «Sì, con il quale abbiamo un rapporto istituzionale (Mocerino, ndr). È una persona equilibrata, squisita. Ho saputo che la moglie è coinvolta, però non mi esprimo finché non si avranno fatti acclarati. Conoscendo la serietà della persona saprà senz’altro prendere le distanze. La questione riguarda la moglie. Quando saranno acclarati i fatti e se ci saranno responsabilità ognuno dovrà trarre le proprie conclusioni. Ripeto conosco Mocerino, riconosco e ci riconosciamo rispetto istituzionale, persona di grande garbo e attento alle istituzioni e al ruolo che ricopre. La politica di attacco non mi appartiene. È troppo presto per addebitare un imbarazzo».
  4. «Sì, conosco l’Associazione. Questa richiesta non la conoscevo. Se i fatti saranno acclarati il presidente Mocerino dovrà levarsi dall’imbarazzo. Però vorrei aspettare i fatti, non conosco le indagini. Siamo nella fase iniziali, non vorrei gridare al lupo. Non vorrei fare corse in avanti, non lo trovo corretto sul piano politico. Il rispetto istituzionale si fonda anche su queste cose. Ma aspettiamo la magistratura che faccia il suo corso».
  5. «Con molta onestà non ricordo di queste vicende. Ma al di là delle persone, quando si ricopre un ruolo bisogna avere un’immagine specchiata, altrimenti non è credibile l’istituzione che rappresenti. Ma questi episodi non li ricordo, quindi emetterei un giudizio su cose a cui non sono a conoscenza».                          

Abbiamo provato a contattare gli altri membri della commissione regionale anticamorra, tra cui il segretario Vincenzo Viglione (M5s) e il componente Mario Casillo (Pd), ma non siamo stati fortunati.

Per approfondimenti:

ARRESTI. L’Associazione “Caponnetto” attacca: «Mocerino (presidente della Commissione anticamorra), dopo l’arresto della moglie, deve dimettersi»

da WordNews.it

LE MAFIE IN ITALIA E IN MOLISE… NESSUNO E’ ESCLUSO!!! #scuole

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CULTURA & LEGALITA’
Percorso formativo per gli studenti di Campobasso 

#insiemesipuò

 

LE MAFIE IN ITALIA E IN MOLISE… NESSUNO E’ ESCLUSO!!!
15 dicembre 2017, ore 10:30
2° appuntamento con gli STUDENTI del Liceo Scientifico “A. Romita”

 

“La mafia teme la scuola più della giustizia,
l’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”
Antonino CAPONNETTO

Cultura&Legalità secondo appuntamento al Liceo Romita di Campobasso

Secondo appuntamento con l’iniziativa ‘Cultura&Legalità‘, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso in collaborazione con il giornalista e scrittore Paolo De Chiara e l’Associazione ‘I Care‘. L’evento, dal titolo ‘Le mafie in Italia e in Molise… nessuno è escluso’, questa volta ha coinvolto gli alunni  delle classi quarte del liceo scientifico ‘Romita’ del capoluogo che, attenti, hanno ascoltato e interagito con gli ospiti che sono intervenuti.

A moderare l’incontro la giornalista Manuela Garofalo che ha subito dato la parola alla Preside dell’Istituto, la professoressa Anna Gloria Carlini che, ringraziando l’amministrazione per aver coinvolto la scuola in questa iniziativa, ha sottolineato che questi momenti si incarnano in quella che è l’offerta formativa del liceo.

L’Assessore alla Cultura al Comune di Campobasso, Emma de Capoa ha commentato che promuovere queste iniziative nelle scuole significa sottolineare sempre di più il ruolo della cultura e della legalità, aspetti fondamentali per lo sviluppo della persona e poi rivolgendosi ai ragazzi ha detto che “lo spirito critico e la libertà di pensiero sono fondamentali per analizzare la società in cui viviamo”.

Tra gli ospiti è intervenuta Palmina Giannino, testimone oculare e parente di vittime dei disastri ambientali di Venafro, che ha raccontato come si è trovata coinvolta, da testimone, nella questione dei rifiuti ambientali che da tempo coinvolge il territorio venafrano e che nel silenzio di tutti, comprese le istituzioni, ha trovato il coraggio per denunciare. “Ho visto e ho voluto raccontare e quando tutti mi dicevano che ero un eroe per quello che ho fatto ho detto che tutti averebbero dovuto farlo”. Rivolgendosi ai giovani studenti poi ha continuato che mafia, legalità ed ecologia sono tre parole che vanno insieme, se si vedono cose illegali  ha detto – si devono denunciare, io ho avuto il coraggio di farlo e se vedete qualcosa di illegale dovete dirlo”.

In merito a questa situazione la signora Palmina ha spiegato che il comune di Venafro ha fatto molto poco e ancora si sta aspettando il registro dei tumori e delle malattie rare e ha concluso categorica “chi ha rubato la nostra aria deve pagare”.

Tre anni fa dunque la testimone venafrana ha avuto il coraggio di smuovere una situazione che però dura da 30 anni e che coinvolge un territorio completamente inquinato, “un Molise nella mani della criminalità organizzata”, queste le parole del giornalista e scrittore Paolo De Chiara che nel suo libro ‘Il veleno del Molise – trent’anni di omertà sui rifiuti tossici’ racconta come sono andati i fatti e parlando quindi della nostra regione dice che chi la definisce isola felice “vuole nascondere sotto il tappeto problematiche che non si vogliono risolvere. Ancora oggi si parla di ipotetico traffico di rifiuti tra Pozzilli e Sesto Campano, ma ci sono fatti concreti e non ipotesi e già nel 2010  un’interrogazione parlamentare parlava di vero cimitero di veleni e ancora prima nel 2004 in un’altra  si parlava dell’arresto di Antonio Caturano che scaricava rifiuti tossici in quella zona. Dobbiamo sempre tenere i riflettori accesi, – ha continuato – solo così andiamo a risolvere il problema”.

Il giornalista ha sottolineato che è importante conoscere i fatti anche se molte volte su alcuni organi di informazione si leggono solo opinioni e i cittadini devono avere il coraggio di testimoniare ciò che di illegale vedono. I giovani – ha continuato De Chiara – devono invertire la rotta, tutti devono decidere da che parte stare, se essere schivi o uomini liberi e per essere uomini liberi bisogna sapere, avere la conoscenza e avere sempre la testa alta, per cambiare lo stato delle cose non dobbiamo girare la testa dall’altra parte, ma dobbiamo entrare in campo e fare il cittadino”. 

Il Tenente Colonnello dei Carabinieri Forestali di Isernia, Gianluca Grossi si è sempre occupato di ambiente e continua a occuparsi del problema delle ecomafie,“siamo una  specialità dell’Arma e ci occupiamo di proteggere l’ambiente e il nostro compito è quello, in caso di reati, di riferirlo alla magistratura. L’inquinamento ambientale – ha continuato – è qualcosa che riguarda ognuno di noi e nessuno può e deve sentirsi estraneo da questo. Ci vuole consapevolezza, l’inquinatore è un criminale e un ladro di futuro che compromette le generazioni future” e poi concludendo ha invitato i giovani a essere sempre impegnati e ha detto “ricordatevi che le strade corte non portano da nessuna parte, ma abbiate sempre fiducia,  coraggio e la forza di rialzarvi”.

Un incontro dunque formativo e pieno di riflessioni per i giovani studenti che hanno seguito con attenzione e interesse i diversi interventi e racconti che riguardano il nostro territorio, una terra non immune da situazioni che a volte ci sembrano troppo lontane.

MI

da Moliseweb.it

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Cassino, 22 marzo 2013

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CASSINO, 22 marzo 2013 – ore 16

L’Associazione contro le illegalità e le mafie“Antonino Caponnetto” e “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”, con il patrocinio del Comune di Cassino, presentano

“DONNE DI ANTIMAFIA: LA STORIA DI LEA GAROFALO”

SALUTI:

Giuseppe Gollini Petrarcone (Sindaco di Cassino)

Igor Fonte (Associazione “Peppino Impastato” di Cassino)

Elvio Di Cesare (Segretario nazionale “Associazione Caponnetto”)

Antonio Turri (Presidente Associazione “I cittadini contro le mafie”)

Michele Falco (Editore)

INTERVENTI:

Patrizia Menanno e Letizia Giancola (“Associazione Caponnetto”) con Paola Primicerj (Coordinatore  dell’Ufficio del Giudice di pace di Cassino)

Enrico Fierro (scrittore e giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, autore della Prefazione)

Armando D’Alterio (Proc. D.D.A. di Campobasso)

Federico Cafiero De Raho (Procuratore aggiunto e Coordinatore D.D.A. di Napoli)

Paolo De Chiara (Autore del libro)

MODERA: Nello Trocchia (scrittore e giornalista de “Il Fatto Quotidiano” e “L’Espresso”)

La presentazione si svolgerà a Cassino (FR) venerdì 22 marzo 2013 alle ore 16,00 presso la Biblioteca Comunale “Pietro Malatesta” – Centro “Arcobaleno” – Tribunale di Cassino in Via del Carmine

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