LA LEGA BIFRONTE: “Avete salvato un camorrista”

Bufera nel partito del Carroccio

LA LEGA BIFRONTE

E’ polemica nella base elettorale dopo il voto per Cosentino: “avete salvato un camorrista”
Nicola Cosentino, foto ilgiornaledelsud.net
Nicola Cosentino, foto ilgiornaledelsud.net

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Avete salvato un camorrista. Questo l’amaro commento degli iscritti e dei simpatizzanti del Carroccio. La vicenda Cosentino, il voto espresso ieri alla Camera contro la richiesta di arresto dei giudici (“consapevole volontà – si legge nell’ordinanza – di contribuire alla realizzazione di un progetto facente capo alla famiglia camorrista Russo-Schiavone (e al clan dei Casalesi), un progetto nel quale sono stati impiegati capitali mafiosi e che avrebbe dovuto consentire il riciclaggio di ulteriori capitali mafiosi”) sta creando serie preoccupazioni alla Lega Nord.

Due sono i fronti (dirigenti ed elettori) che stanno mettendo a dura prova il cosiddetto ’cerchio magico’. Quel gruppo di persone vicine al padre-padrone Umberto Bossi. Le prime avvisaglie si sono registrate dopo l’articolo del ’Secolo XIX’ sui fondi (i rimborsi elettorali) investiti all’estero. Proteste riaccese dopo la decisione di salvare l’ex coordinatore del Pdl in Campania Nicola Cosentino, ritenuto dai magistrati come il referente nazionale di un’organizzazione criminale.

Un vero e proprio terremoto interno sta mettendo alla prova la tenuta del partito del Nord. Pronto a “ingoiare molti rospi” (definizione dell’ex Ministro degli Interni Maroni) durante il Governo Berlusconi. Per restare più a lungo possibile alla guida del Paese. Ora il partito di opposizione del Governo Monti (attualmente l’unico) è impegnato nella guerra per la leadership. Da una parte i ’bossiani’, che difendono le scelte del Senatur e dall’altra i ’maroniani’. Non è andata giù la storia dei soldi in Tanzania. “Il punto – si legge in uno dei commenti apparsi sulla pagina Facebook dell’ex segretario provinciale Stefano Candiani –non è valutare la bontà dell’investimento (attenzione: sono più o meno gli stessi che hanno fatto affondare la Banca della Padania); il punto è che la cassa di un partito (e sono parecchi soldi) è tenuta dalla famiglia Bossi come meglio crede! Altro che casa a Montecarlo!”.

Ma nemmeno il voto per salvare dal carcere Cosentino è stato condiviso. Basta ascoltare qualche minuto Radio Padania per accorgersi delle feroci critiche. Gli iscritti e i simpatizzanti non si riconoscono più nel partito che fino a qualche tempo fa criticava la casta, le rendite di posizione, che definiva la capitale “Roma ladrona. Che, ai tempi di Tangentopoli, faceva il tifo per i magistrati. Oggi la Lega Nord non è più quel partito. Utilizzando gli spazi lasciati vuoti da una politica poco attenta ai bisogni e alle richieste dei cittadini. Oggi la Lega è un partito in declino. Continua a perdere consensi nel Nord del Paese. Dove ha promesso mari e monti ed è riuscita a portare solo un paio di uffici ministeriali. Un’operazione inutile e controproducente.

E’ palpabile il conflitto interno. “Maroni – ha affermato Bossi – è scontento per il voto su Cosentino? Non piangeremo”. E il web sembra essere diventato il termometro della Lega. La gente trova il suo sfogo attraverso diversi social network. Su facebook Maroni, a caldo, esterna uno dei suoi primi commenti: “La Camera non deve giudicare se un deputato è colpevole o innocente, ma solo se l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è un atto persecutorio o no. In altre parole: l’ONOREVOLE Cosentino sarebbe stato arrestato anche se era solo il SIGNOR Cosentino? La mia risposta (letti gli atti) è stata SÌ e quindi ho votato a favore dell’autorizzazione all’arresto. Non possiamo salvare un parlamentare solo perchè è parlamentare (come è avvenuto oggi), perchè cosi non è giustizia, ma un’intollerabile favore ad una casta di privilegiati. E ha ragione la gente a incazzarsi”.

E la gente è parecchio ’incazzata’. Come Annalisa Bravi, che in questo modo commenta sulla pagina di Maroni: “Sono militante e avvocatessa. La penso come te Roberto, il signor Cosentino sarebbe stato arrestato. L’onorevole è stato protetto. È una violazione dell’art.3 della Costituzione. Non tutti i cittadini sono uguali. Il punto è che la custodia cautelare è per legge, anche se abusata, deve valere per tutti”. Flavio Goffi è ancora più esplicito: “E’ dal 1990 che sono tesserato alla Lega Nord, pensavo di avere trovato una famiglia con le stesse mie idee. Non lascerò che quei quattro “ruba galline” del cerchio magico distruggano quanto abbiamo lavorato per far capire alla gente che noi eravamo diversi dagli altri. Questi, hanno sete del potere, ecco perchè leccano il c… al Berlusca, questa non è la Lega che io ho amato.Bobo vai avanti, facciamo il congresso e in quella sede gli facciamo vedere cosa vuol dire essere Leghista”. Per Massimo Cozzi: “siamo veramente stanchi di andare sul territorio e dover difendere l’indifendibile come quello accaduto oggi (ieri pomeriggio, ndr) in Parlamento!!! La Lega ha sempre messo al primo posto l’onestà e simili episodi non riusciamo proprio a capirli… la Lega è una cosa e il Pdl l’opposto!!! Ma poi nei gazebo, nelle strade e nei bar ogni giorno ci andiamo noi a fare figuracce… ma la dirigenza ascolta o no la base leghista??? Va bene tutto ma essere presi in giro no!”.

E’ lampante che tra la base e il partito qualcosa si è rotto. La guerra è appena all’inizio. Per il presidente dell’Istituto di Ricerca Tecnè, Carlo Buttarini: “La Lega sta giocando una doppia partita. Con il voto di ieri ha voluto evitare un danno al Pd e, nello stesso tempo, ha rilanciato il Pdl. Creando un forte disorientamento tra i suoi elettori. Ma la stessa cosa è successa nel 1994, anche in quel periodo si registrò una spaccatura tra Bossi e Maroni. Ma non credo possano esserci degli effetti”. L’analisi del presidente Buttarini parte da lontano. “La crisi è vecchia. La Lega sta perdendo consensi al Nord, il malcontento è legato alla politica del partito”.

Alle aspettative dei suoi elettori e alle promesse mai mantenute quando era forza di Governo. Ma quali sono le intenzioni politiche della Lega? “Sta giocando su due fronti, ma potrà anche correre da sola”. Per Buttarini la Lega non tralascia nemmeno la strada di un possibile accordo con il centro-sinistra. “Ma l’elettorato potrebbe prendere molto male questa ipotetica alleanza. Molto dipenderà anche dalla legge elettorale”. E la futura leadership? “Bossi è un’icona della Lega, senza di lui la Lega non esiste. L’elettorato sta con Bossi, anche se Maroni riesce ad avvicinarsi molto alla pancia della gente. Bisogna anche aggiungere però che Bossi sta perdendo la partita della successione”.

E i dirigenti cosa ne pensano di questa situazione? Abbiamo voluto ascoltare il segretario provinciale della Lega a Milano. E siamo partiti proprio dal caso Cosentino. “I nostri elettori – ha affermato Igor Iezzi – non hanno capito. Ma devo anche aggiungere che ci sono state molte strumentalizzazioni, anche da parte dei giornalisti. E’ necessario che queste decisioni vengano spiegate. Si sono registrati anche problemi di comunicazione”. E sul rapporto conflittuale tra Bossi e Maroni, per Iezzi non esiste alcun conflitto. “E’ una divergenza di opinioni. Maroni è un amico di Bossi. Nell’immediato non vedo un partito senza Bossi e non credo ci saranno successioni dinastiche”.

Il riferimento è abbastanza chiaro. Ma il rapporto con Berlusconi? “Ha finito il suo percorso politico. E’ cotto. Per il futuro la Lega dovrà dialogare con tutti, molto dipenderà dalla legge elettorale”. Per l’assessore leghista della Provincia di Milano, Stefano Bolognini: “la Lega ha in mente solo l’indipendenza della Padania. C’è qualcuno che strumentalizza anche fuori dal partito. Non esiste nessuna distanza con la base. L’esperienza con Berlusconi è finita e magari si riprenderà. Oggi è molto improbabile. Devo anche aggiungere, però, che l’attività di Berlusconi volge al termine, lo dicono i fatti”. E quella di Bossi? “No, non credo. E’ ancora capace di guidare il partito”. I maroniani sono avvisati.

da lindro.it di venerdì 13 Gennaio 2012

http://www.lindro.it/La-Lega-bifronte,5619#.TxWvSKXojpk

UN POSTO AL SOLE PER LA LEGA

Gli investimenti del partito in Africa, la base insorge

UN POSTO AL SOLE PER LA LEGA

La delusione dell’elettorato e i dubbi disseminati dalla stampa

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Altro che la casa di Montecarlo”, questo l’amaro commento de quella gente che, sino a poco tempo fa, si identificava nella Lega. La vicenda dei soldi, dei tanti soldi (i rimborsi elettorali del Carroccio) investiti all’estero fa allontanare ancor di più la base dai vertici del partito.

La vicenda legata al presidente della Camera, Gianfranco Fini era un argomento portato ad esempio soprattutto da Bossi (il padre-padrone della Lega) nei suoi comizi elettorali. Ma oggi quella storia è diventata un boomerang e l’elettorato della Lega vuol vederci chiaro. Per l’eurodeputato Matteo Salvini: “ci sono diverse sezioni che chiedono 100euro ai militanti per pagare l’affitto a fine mese. La Padania, il nostro quotidiano, versa in difficoltà economiche che tutti conoscono. E poi leggiamo della Tanzania. Spero, per rispetto dei militanti, che ci sarà una spiegazione per ogni quattrino speso”.

Nel partito c’è maretta. Ieri a Milano è stato convocato un consiglio federale sull’argomento. Per Bossi: “A maneggiare i soldi bisogna stare attenti, ma lui (il tesoriere Francesco Belsito, ndr) ha fatto bene, è un investimento che va bene”. L’ex Ministro dell’Interno Roberto Maroni, che si è detto anche favorevole all’arresto di Cosentino per concorso esterno in associazione camorristica (“non esiste alcun fumus persecutionis nei confronti del parlamentare”) sulla vicenda dei milioni di euro investiti all’estero ha dichiarato di essere rimasto all’oscuro.

Di tutt’altro avviso il tesoriere del partito lombardo Francesco Belsito, molto vicino a Umberto Bossi, che su ’Il Fatto Quotidiano’ ha dichiarato: “queste informazioni sono una grave violazione della privacy e delle regole bancarie”, aggiungendo “noi ci affidiamo a banche e promotori di cui ci fidiamo. Non sono operazioni in paradisi fiscali ma investimenti alla luce del sole. Noi investiamo con concretezza, ci fidiamo dei nostri consulenti e scegliamo le cose migliori”.

Ma quali sono le cose migliore contestate dalla base? E’ il ’Secolo XIX’ a far emergere la vicenda. Si legge nell’edizione di domenica 8 gennaio: “Nell’ultima settimana di dicembre, tra il 23 e il 30, da un solo conto bancario, sono partiti una decina di milioni, almeno sette verso l’estero. E’ proprio il tesoriere Belsito, che parla di privacy (con i soldi pubblici), ad essere indicato come il motore dell’intera operazione. “È un movimento vorticoso di denaro quello che gestisce il segretario amministrativo federale Francesco Belsito, appena sceso dalla poltrona di sottosegretario alla Semplificazione. Il respiro delle operazioni è nazionale, ma la centrale operativa è Genova, dove Belsito vive”.

Ma ecco il dettaglio dei movimenti. Secondo il ’Secolo XIX’: “un investimento in 7,7 milioni di corone norvegesi (poco più di un milione di euro) vincolato per sei mesi a un interesse del 3,5%. Il fatto curioso è che in quegli stessi giorni investire in Bot o Btp era più conveniente. Il primo, in ordine di tempo, porta a Cipro: 1,2 milioni di euro dalla Lega Nord per l’acquisto di quote del fondo Krispa Enterprise ltd. Il fondo è basato a Larnaca, città turistica della costa meridionale, vicina al confine con Cipro Nord. Più coraggioso, senza dubbi, il collocamento dei 4,5 milioni di euro per un’operazione in Tanzania”.

In Africa. E’ possibile che un partito politico, sempre molto critico nei confronti degli extra-comunitari, investa i propri soldi in quei Paesi? Un partito, secondo l’analisi del giornalista Philippe Ridet, ’Le Monde’, che negli ultimi anni ha moltiplicato le provocazioni razziste. “Verona, 260mila abitanti, nel ricco Veneto, mille chilometri a nord da Rosarno. Qui regna – ha scritto nel suo reportage Ridet – il partito anti-immigrati della Lega Nord. Flavio Tosi, il giovane sindaco leghista è stato da poco condannato in via definitiva per istigazione all’odio razziale. Sospensione per tre anni dai pubblici comizi”. Dello stesso avviso anche il sociologo dell’Università La Sapienza di Roma Enrico Pugliese: “Per la prima volta in Italia dopo il fascismo, forme di razzismo vengono assunte al vertice delle istituzioni. Questa legittimazione della xenofobia porta a condotte violente sempre più esplicite”.

Il giornalista francese rincara la dose, ricordando alcuni comportamenti della Lega Nord durante i suoi anni di Governo:”forte di quattro ministri tra cui quello dell’Interno, è proprio questo il partito che moltiplica le provocazioni razziste. La ’criminalizzazione’ dell’immigrazione clandestina, passibile oggi di sei mesi di galera? Opera della Lega. La legalizzazione delle ’ronde cittadine’ per far regnare l’ordine e la tranquillità? Ancora la Lega. L’operazione ’Bianco Natale’ in una piccola città della Lombardia per recensire ed espellere gli immigrati clandestini prima delle feste? La Lega, sempre lei”. E proprio la Lega, attraverso il suo tesoriere e il suo padrone (la famiglia Bossi: padre, madre e figlio), sfrutta gli investimenti finanziari in un Paese africano. I soldi non obbediscono ad alcuna forma di razzismo. Servono alla causa. Ma qual è il tesoro della Lega? E’ una firma de Il Giornale, Paolo Bracalini, attraverso il suo libro ’Partiti SPA’ a rendere l’idea.

Nel libro c’è proprio un capitolo dedicato alle finanze della Lega, “dagli esordi a oggi: milioni di euro in banca, terreni, case e tante Srl leghiste”. Partiamo dalla domanda del giornalistaBracalini: “Ma a quanto ammontano i soldi pubblici ricevuti dalla Lega Nord, in rimborsi elettorali? Abbiamo tentato, per la prima volta, di ricostruire lo storico del finanziamento pubblico al movimento di Umberto Bossi (presumendo il totale sulla base delle rate annuali disposte dai presidenti delle Camere). Solo negli ultimi dieci anni (2001-2011) la Lega ha ricevuto circa 140 milioni di euro di fondi pubblici (anche escludendo i soldi destinati alla Padania e tutti gli stipendi che lo Stato versa ai suoi parlamentari). (…). La Lega (dal 1989,l’nizio della sua storia) ha quindi incassato dallo Stato quasi 170 milioni di euro in rimborsi elettorali. Ce l’avessero anche certe piccole e medie imprese del Nord un aiuto del genere(…)”.

E gli iscritti? I simpatizzanti? Ora cosa pensano delle strategie leghiste? Ecco alcuni commenti sul profilo facebook di Stefano Candiani, ex segretario provinciale del partito e molto vicino a Maroni. “Incredibile! La cassa del partito usata come patrimonio della famiglia Bossi! Mentre i militanti (e gli italiani/padani) hanno dovuto risarcire le casse della Banca della Padania. Cosa dobbiamo ancora scoprire?”,

Il punto non è valutare la bontà dell’investimento (attenzione: sono più o meno gli stessi che hanno fatto affondare la Banca della Padania); il punto è che la cassa di un partito (e sono parecchi soldi) è tenuta dalla famiglia Bossi come meglio crede! Altro che casa a Montecarlo!”, “Se un giorno si dovesse sciogliere il partito Lega Nord, dove finirebbe quei soldi? Con che criterio sarebbero ripartiti? Penso che partendo da questa domanda si possano capire molte cose”, “La notizia fa venire a galla uno scandalo del sistema: come vengono gestiti i soldi dei partiti. E scopriamo che non c’è nessun controllo. Nel caso Lega c’è da capire perchè la famiglia Bossi avesse interesse a spostare il denaro all’estero”, “E’ il caso di continuare a far finta di nulla? La società in questione ha come soci Umberto Bossi,Manuela Marrone, Giuseppe Leoni e un altro paio di esponenti. Ergo, se un giorno la Lega Nord dovesse liquefarsi oppure passare sotto il controllo di un altro gruppo di potere, i beni contenuti nella Pontidafin a chi resterebbero?, “In venti anni di governo cosa ha portato a casa la lega… un pugno di mosche”, “Penso alla grande fatica che fanno i nostri militanti, privandosi della pensione o dei risparmi, per tenere aperte le sedi o per sostenere l’attività politica del movimento…”.

Lo Statuto della Lega Nord (art. 25) parla chiaro. Le operazioni finanziarie devono essere autorizzate dal comitato amministrativo del partito. Peccato che nessuno, tranne Bossi e Belsito (e magari altri intimi), ne sapesse nulla. O facevano finta di non sapere?

da lindro.it di martedì 10 Gennaio 2012

http://www.lindro.it/Un-posto-al-sole-per-la-Lega,5526#.Tw3L6aXojpk