LAVORO – La strategia della tensione

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DR MOTOR: Reintegrati due lavoratori: “licenziamenti illegittimi”

 

di Paolo De Chiara

Un atto di arroganza, sanato con una sentenza ‘in nome del popolo italiano’. I due lavoratori della DR Motor Company SpA licenziati (Filippo Esposito e Angelo Pinelli), per ingiusta causa, devono essere reintegrati. Lo ha deciso il Tribunale di Isernia con un’ordinanza lo scorso 6 agosto.

La vicenda risale al 7 giugno del 2013, quando diversi operai (senza stipendi e certezze lavorative) decisero di manifestare, con regolare autorizzazione, il proprio dissenso all’interno della villa comunale di Isernia. In un luogo pubblico. Di fronte l’abitazione del patron della Dr Massimo Di Risio. Un ‘picchetto’ per ricordare al padrone di rispettare gli impegni. Uno sciopero organizzato dalla Fiom Molise, con la presenza del segretario regionale Giuseppe Tarantino, “per protestare contro il mancato pagamento di numerose mensilità di retribuzione ai lavoratori”.

DR MOTOR foto villa isernia

Filippo e Angelo vengono accusati di “comportamenti offensivi nei confronti del presidente Massimo Di Risio” e di “aver danneggiato la società con dichiarazioni non veritiere fatte alla stampa in occasione di altre manifestazioni di protesta, sempre legittimamente organizzate dalla Fiom del Molise”. Gli operai non pagati non hanno nemmeno il diritto di parola e di critica. Devono solo buttare il sangue.

Presente allo sciopero anche uno 007, identificato dalla digos, armato di macchina fotografica e impegnato a immortalare ogni singolo partecipante. Cornuti e mazziati.

007

Ecco il video per ricordare meglio il ‘simpatico’ episodio. “I lavoratori – scrive in un nota il segretario Tarantino – hanno impugnato il licenziamento sostenendo la legittimità della partecipazione allo sciopero indetto dalla propria organizzazione sindacale, diritto costituzionalmente garantito, di non avere offeso il presidente e la sua famiglia, di avere fatto dichiarazioni veritiere e comunque prive di qualsiasi rilevanza di carattere disciplinare non essendo esse la causa della situazione di difficoltà dell’azienda”. E’ entusiasta il sindacalista della Fiom: “soddisfazione per una vicenda che rischiava di compromettere il fondamentale diritto costituzionale dei lavoratori di scioperare per la tutela e salvaguardia dei propri diritti in questi ultimi anni completamente calpestati in nome della tutela degli interessi imprenditoriali”. C’è ancora la vicenda di Emidio Berardi, un lavoratore della DR Motor licenziato e già reintegrato. Il prossimo 20 agosto, per l’opposizione fatta dall’azienda, si celebrerà l’udienza presso il Tribunale del capoluogo. dr

Dalla Dr Motor, contattati telefonicamente, nessun commento.

DA restoalsud.it

L’imprenditore che licenziò gli operai che protestarono sotto casa sua dovrà riassumerli

DR MOTOR. La FIOM Molise: “Licenziamenti illegittimi, ricattatori e senza alcun fondamento”

Lavoratori Dr in Prefettura
Lavoratori Dr in Prefettura

ISERNIA. “I lavoratori e le loro famiglie, senza il supporto delle istituzioni e della politica, hanno pazientato anche troppo. Adesso sono allo stremo ed hanno messo in atto le forme di mobilitazione contemplate dalla Costituzione Repubblicana e dalla legislazione vigente”. Continua la ‘lotta’ della Fiom Molise e dei lavoratori Dr Motor per rivendicare gli stipendi, “che non ricevono da vari mesi”. Dopo le forti polemiche della settimana scorsa (per il presidio nella villa comunale del capoluogo pentro e per lo striscione: “Dr Motor… Automobili per passione. E i nostri stipendi in Bolle di Sapone…”.), ieri, si è registrata la nuova puntata della lunga ‘telenovela’: tre operai licenziati. “La FIOM Cgil Molise – scrive Tarantino in una nota – ha proclamato lo sciopero nello stabilimento della DR Motor Company e comunica che il giorno 14 giugno 2013 dalle ore 8, terrà un Presidio in piazza della Repubblica nei pressi della Stazione Ferroviaria di Isernia”. Per sostenere “le giuste rivendicazioni dei lavoratori  della DR Motors Company, che non ricevono i salari da vari mesi”. Spiega Tarantino: “recentemente sono stati collocati, tutti, in cassa integrazione, per la quale sono state avviate da qualche mese le procedure e per la cui  approvazione ed erogazione si prevedono tempi non brevi”. Il Presidio di domani (14 giugno 2013) è stato indetto per “denunciare all’opinione pubblica e a tutte le autorità preposte che l’azienda, che non paga i lavoratori da vari mesi, ha messo in atto un’azione ritorsiva comunicando il licenziamento di  tre dei 59 lavoratori”. Per la Fiom Molise sono “licenziamenti illegittimi, ingiustamente ricattatori e non a caso, senza alcun fondamento. Le mobilitazioni sono state indette e gestite dalla FIOM Cgil regionale”. ‘Ricatto’, questo è il termine utilizzato dal segretario regionale Tarantino: “licenziare chi lotta per i propri diritti, e in stato di necessità, è un odioso ricatto. Per questo la FIOM Cgil chiama alla solidarietà tutti i lavoratori e i cittadini”. Della Dr Motor, della situazione dei lavoratori, del futuro di questa Azienda (che voleva rilevare anche Termini Imerese) si parla poco. Molti, in questa Regione, non hanno fatto il proprio dovere. Molti hanno fatto finta di non vedere, molti continuano a girare la testa dall’altra parte. Questo l’appello della Fiom: “chiediamo alla politica, alle Istituzioni democratiche e alle autorità preposte di farsi carico del problema dei salari non pagati e di intervenire perché questi licenziamenti ingiusti siano ritirati immediatamente”.

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DR MOTOR. Tre lavoratori licenziati dopo il presidio

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di Paolo De Chiara

ISERNIA. “E’ un fatto gravissimo. Dopo il presidio alla villa Comunale tre lavoratori sono stati licenziati con una raccomandata. Impugneremo i licenziamenti”. Queste le parole del combattivo  segretario regionale della FIOM Molise, Giuseppe Tarantino, dopo le lettere di licenziamento inviate, oggi (12 giugno), a tre lavoratori. Per Tarantino le motivazioni risiedono nella scelta del presidio, organizzato qualche giorno fa, a Isernia. Nella villa comunale. Per ‘contestare’ le scelte aziendali del proprietario della Dr Motor, Massimo Di Risio. Sono diversi anni che i lavoratori chiedono certezze, da diversi mesi sono in ‘lotta’ per i loro diritti. Per la loro retribuzione. “Abbiamo lavorato e vogliamo essere pagati”. Le richieste degli operai dell’azienda automobilistica sono sempre cadute nel vuoto, non ci sono mai state risposte. Solo annunci e proclami, mai andati a buon fine. Come l’acquisto di Termini Imerese, il progetto naufragato dopo mesi di trattative. Dopo mesi di propaganda. Si sono rivolti e hanno incontrato il Prefetto di Isernia, dove Di Risio non si è mai presentato. Hanno scioperato davanti ai cancelli dello stabilimento di Macchia d’Isernia, dove un operaio è stato anche investito, con la macchina, da un dipendente. Qualche giorno fa (venerdì 7) il presidio alla villa comunale: “la gente deve sapere”. Con uno striscione hanno informato i cittadini, i passanti (molti hanno invitato i lavoratori a non mollare): “Dr Motor… Automobili per passione. E i nostri stipendi in Bolle di Sapone…”. Oggi, la doccia fredda. Tre lavoratori licenziati con una raccomandata con ricevuta di ritorno. “Torneremo alla villa comunale per rivendicare i nostri diritti, non ci facciamo intimorire”. Venerdì (14 giugno) un nuovo Presidio.   

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DR MOTOR – Lavoratori in Prefettura: “SIAMO ESASPERATI” 

PRESIDIO DR MOTOR: “Non vogliamo essere fotografati” (dal ‘fotografo’ “che lavora con il Presidente” Di Risio)

Clicca QUI per il VIDEO originale

DR MOTOR – Lavoratori al presidio: “Non vogliamo essere fotografati”

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ISERNIA. Continua lo sciopero dei lavoratori della Dr Motor di Macchia di Isernia. Questa mattina un presidio alla villa comunale per sensibilizzare i cittadini del capoluogo pentro: “Dr Motor… Automobili per passione. E i nostri stipendi in Bolle di Sapone…”. Questo lo striscione realizzato dalla FIOM Molise, l’unico sindacato vicino agli operai. “Dopo l’incontro con il Prefetto di Isernia abbiamo deciso di posizionare il presidio nella villa comunale. Vogliamo i nostri soldi, la gente deve sapere”. IMG_1144Nel corso del presidio la presenza di un ‘fotografo’ aziendale ha fatto infuriare gli operai.

Ecco, nel video, la reazione dei lavoratori e dei sindacalisti della Fiom presenti:

— IMPORTANTE —

PER EVITARE LA CANCELLAZIONE DEL VIDEO DA PARTE DI YOUTUBE, DOPO LA SEGNALAZIONE FATTA DA ‘QUALCUNO’, SONO STATI OCCULTATI I VOLTI. ECCO PARTE DEL TESTO INVIATO DAL SERVIZIO ASSISTENZA: 
“…con questo messaggio la informiamo che abbiamo ricevuto un reclamo di violazione della privacy da parte di un privato in relazione ai suoi contenuti. […] …Vogliamo offrirle l’opportunità di rimuovere o modificare le informazioni private nei contenuti segnalati. Ha 48 ore per intraprendere un’azione riguardo al reclamo. Se rimuove la presunta violazione dal sito entro 48 ore, il reclamo presentato verrà chiuso. Se la potenziale violazione della privacy rimane sul sito dopo 48 ore, il team di YouTube esaminerà il reclamo e le informazioni potrebbero essere rimosse in base alle nostre Indicazioni sulla privacy…”.

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(VIDEO) – DR MOTOR – Lavoratori in Prefettura: “SIAMO ESASPERATI”

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I LAVORATORI DELLA DR MOTOR DI MACCHIA DI ISERNIA INCONTRANO IL PREFETTO.
Continua lo sciopero degli operai della Dr Motor. “Non ci ascolta nessuno, non sappiamo più cosa fare. Siamo stanchi, stufi, esasperati. Non sappiamo più come mantenere le nostre famiglie. La situazione non è bella”. All’incontro con il Prefetto, l’ennesimo e inutile, dove il titolare dell’azienda automobilistica molisana, Massimo Di Risio, non si è presentato (ha inviato una nota), hanno partecipato i lavoratori che da diversi giorni sono in sciopero: “la situazione è al limite della tollerabilità”. L’unica sindacato presente è la FIOM Molise, con il segretario regionale Giuseppe Tarantino: “a oggi la Dr non si è smentita. Attendiamo una risposta per un tavolo che loro possono convocare. Apprendiamo tutto tramite la stampa, attenderemo il concordato per vedere se l’azienda può mantenere le promesse fatte ai lavoratori e ad altri creditori. E’ difficile mantenere i lavoratori in questo momento di crisi”.

A Cura di Paolo De Chiara

DR Motor – SCIOPERO dei Lavoratori

Massimo Di Risio
Massimo Di Risio

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

MACCHIA DI ISERNIA (Is) –  Sono davanti ai cancelli. Dalle ore 14 di oggi (inizio del turno di lavoro) hanno deciso di incrociare le braccia per i loro diritti. Avanzano mesi e mesi di stipendi. Uno sciopero ad oltranza se non arriveranno le giuste risposte dall’azienda. Sono gli operai (stanchi) della Dr Motor di Macchia di Isernia, l’azienda automobilistica molisana di Massimo Di Risio. Dal 2011 la loro situazione è andata sempre più peggiorando. Annunci, proclami, promesse, Termini Imerese. Hanno ascoltato di tutto. Hanno cercato una mediazione, hanno protestato. Sono stufi: “oggi siamo molti di più. Si sono aggiunti i nuovi iscritti alla Fiom”. L’unico sindacato presente davanti ai cancelli. “Dov’è la politica, dove sono i rappresentanti istituzionali? Dobbiamo rimpiangere la Fusco Perrella (ex assessore di centro-destra)?”. Il segretario regionale Giuseppe Tarantino, impegnato in tante drammatiche vertenze regionali, vuole vederci chiaro. Vuole capire le intenzioni del proprietario della Dr Motor. “Oggi nell’azienda ci sono 7/8 macchine da aggiustare – spiegano i lavoratori -. Noi pretendiamo i nostri soldi”. Una situazione difficile che va a cozzare con il ‘lancio’ dell’Ansa del 9 maggio scorso: “La Dr Motor Company riparte dalla ‘Dr Zero’. Il prototipo della city car è in fase di lavorazione nel centro ricerche e sviluppo di Macchia d’Isernia e la vettura potrebbe essere già sul mercato alla fine del 2013. La notizia è trapelata nel corso di un incontro con i concessionari per la presentazione delle nuove versioni dei modelli della gamma Dr. […] Nel 2011 era a un passo dall’accordo per l’acquisizione dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese (Palermo), sfumato dopo mesi di trattative e il placet di Invitalia, Regione Sicilia e governo”. Gli operai non ci stanno e contestano l’annuncio: “Difficile produrre nuove macchine, se i vecchi stipendi ancora non sono stati pagati. Veniamo chiamati a lavorare quando arrivano quelle poche macchine da modificare”. E’ stato chiesto un tavolo di concertazione con il Prefetto di Isernia, l’ennesimo incontro. Gli altri sono andati a vuoto, per l’assenza di Massimo Di Risio. Nello stesso tempo è in piedi lo sciopero davanti allo stabilimento. Delle risposte dovranno arrivare, la corda è stata tirata e ora si è rotta. “Non capiamo, non riusciamo a capire le sue intenzioni. Aspetta soldi da qualcuno?”

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“E’ stato sbagliato dare aiuti agli Agnelli”

 

Intervista al direttore di Fleet&Mobility, Pierluigi del Viscovo

“E’ stato sbagliato dare aiuti agli Agnelli”

Mercato italiano dell’auto? “In Italia c’è solo la Fiat”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Il mercato di oggi, a 1 milione e 400 mila unità immatricolate, riflette una situazione di crisi, con sfiducia e prudenza che francamente sarebbe anche preoccupante se non ci fossero, perché vorrebbe dire che in Italia saremmo 60 milioni di teste di siluro che continuano a ballare sul Titanic. Detto questo, ritengo che il mercato italiano non possa essere previsto oltre 1,9-2 milioni di pezzi nel suo momento migliore”. Queste le parole del professor Pierluigi del Viscovo, direttore di Fleet&Mobility, la società che studia il mercato e le problematiche dell’auto in Italia. Per del Viscovo nel BelPaese c’è solo la presenza della Fiat e di altre piccole realtà. E la Dr Motor che voleva anche prelevare Termini Imerese? “Un fenomeno molto, molto piccolo. Stiamo parlando di un’azienda che fino ad agosto di quest’anno ha venduto 532 pezzi. E volevano acquistare Termini Imerese. L’hanno scorso avevano venduto 2350 pezzi. Hanno fatto registrare un calo del 77 per cento. Loro assemblano delle componentistiche che vengono prodotte in Cina, non è uno stabilimento come Pomigliano, Cassino. È un fenomeno molto circoscritto”. Con il presidente di Fleet&Mobility abbiamo analizzato la situazione italiana. Che spazi ci sono per la produzione automobilistica? Chi potrebbe produrre auto? “Il nostro non è un Paese molto attrattivo, per cui certamente se qualcuno volesse avviare delle piccole produzioni semi-artigianali nel settore della meccanica, così come in altri settori, per carità però per portare un grande insediamento in Italia… sappiamo bene che non abbiamo la fila. L’industria europea dell’automobile è sovradimensionata in termini di capacità produttiva”.

Perché?

Il mercato europeo ha immatricolato fino a 16 milioni di macchine ogni anno, fino a due o tre anni fa. Poi è intervenuta la crisi che ha modificato le cose.

Come mai si vendono meno macchine in Europa e nel nostro Paese?

La crisi ha un pochino accentuato, salvo gli interventi dei governi su tutti i grandi mercati a cominciare dalla Germania. In previsione di questa grande crisi hanno varato dei piani di incentivi. Questo ha funzionato molto e ha anche costituito una grossa opportunità di vendita in Italia e in Europa per i costruttori generalisti. Gli automobilisti europei stanno comprando meno macchine e ne compreranno sempre meno, anche con la crisi alle nostre spalle. Dal 2000 al 2009 gli italiani hanno messo sulle strade 23 milioni di macchine nuove, su un totale di macchine circolanti che sono 35/36 milioni. Il parco circolante è stato rinnovato nel decennio in cui sono state pompate macchine e l’industria automobilistica negli ultimi dieci anni ha fatto dei capolavori di macchine. Sia per quanto riguarda il confort e sia per la sicurezza.

Per Della Valle “gli Agnelli hanno preso tanto dall’Italia e hanno il dovere di tutelare chi lavora per loro”. Lei è d’accordo?

Quando è stato dato agli Agnelli è stato sbagliato. Non era economia di mercato. Tutti i governi aiutano l’industria pesante. Il punto è che l’industria dell’automobile è un’industria molto sociale. Lo si vede anche dal can-can di questi giorni, è evidente che per i mobilifici nessuno ha aperto bocca. Con il massimo rispetto per tutti i lavoratori, per chi va in cassa integrazione o che perde il posto. È una cosa brutta che non deve mai accadere, però bisogna anche interpretare il pensiero di quelli che non fanno parte di un impianto di 5mila persone, però magari fanno parte di 5mila bar o di 5mila negozi e lo perdono il posto. E son figli di un dio minore. È sempre difficile intervenire mantenendo una sorta di equità nell’intervento. Questo è alla base dell’intervento di Della Valle, credo che abbia dato voce a alla piccola e media impresa italiana che chiude e apre, apre e chiude e nessuno se ne frega.

Oggi Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo sulla Fiat, su Marchionne e sui 350 euro mensili pagati agli operai in Serbia. Una dura concorrenza…

Ho visitato lo stabilimento di Pomigliano, conosco lo stabilimento di Cassino e devo dire che quello che ho visto a Pomigliano è impressionante in positivo. Da napoletano ricordo lo stabilimento dell’Alfa Sud. Sono cose serie, reali. Non credo che ci sia un problema di produrre in Italia o di non produrre in Italia. Certamente la produzione è molto distribuita e questo non succede mai. Le macchine che vengono prodotte in Italia su cinque stabilimenti normalmente dai concorrenti vengono prodotte in uno o massimo due stabilimenti. Abbiamo uno studio sugli impianti produttivi Fiat e sugli impianti produttivi Chrysler, la produzione da loro è molto più ragionata. Non è questione se si possono fare in Italia, indubbiamente ci sono delle prospettive di un grande mercato. Quello americano che sta tirando da diversi anni. Anche quel mercato sta cominciando a considerare in termini di massa automobili un po’ più europee. In prospettiva c’è il grande brand mondiale che è Alfa Romeo, su cui tutti gli investimenti sono davanti a noi.

Resta o non resta la Fiat in Italia?

Certo che resta. Per restare in Italia la Fiat deve guadagnare soldi, deve fare di tutto per non trovarsi nella condizione di non poterci più lavorare. Deve essere cambiato il sistema Paese. Passera deve incontrare Marchionne non per fare il suo lavoro, ma per fare il Ministro. Gli aiuti alla Fiat in passato sono stati un danno, perché adesso ci si trova con una situazione drammatica. Era fallita, c’era già andata vicino negli anni ’70. Che tutta l’industria italiana abbia sempre vissuto un pochino protetta anche dal discorso delle svalutazioni è un dato di fatto. Non so se la Fiat resta in Italia con Pomigliano, Melfi, Cassino, Mirafiori più Val di Sangro. In un mercato libero uno deve anche considerare se si riesce a stare in piedi con questi impianti. Questo si dovrebbero chiedere anche i sindacati.

18 settembre 2012

 

 

(VIDEO) DR Motor – Per gli stipendi: “Nulla è cambiato”

DR Motor – Per gli stipendi: “Nulla è cambiato”

Isernia, 13 marzo 2012
Prefettura di Isernia

La FIOM, la CGIL e i lavoratori della DR Motor di Macchia di Isernia chiedono, per l’ennesima volta, un tavolo con Di Risio.

I Lavoratori avanzano 4 stipendi: dicembre 2011, Tredicesima, Gennaio e Febbraio 2012. E si resta in attesa di Termini Imerese.

 
A cura di Paolo De Chiara

Dr Motor, una voce dall’interno

Parla per la prima volta un impiegato dello stabilimento di Macchia d’Isernia

Dr Motor, una voce dall’interno

“Ci sono pochi soldi, l’azienda non ci dà notizie. Aspettiamo Termini”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“La situazione è quella che si sente in giro. Purtroppo non ci sono soldi e, ovviamente, siamo messi male. Stiamo aspettando”. Per la prima volta parla un impiegato della Dr Motor di Macchia di Isernia. Sino ad ora si erano registrate le lecite proteste degli operai, i loro presidi, le parole del sindacalista della Fiom licenziato. Mai, però, una voce diversa. L’abbiamo raccolta, in forma anonima (per proteggerla da eventuali “decisioni” aziendali), per unirla a quelle degli operai, della Fiom, dei lavoratori di Termini Imerese e del segretario della Fiom dello stabilimento siciliano.

Ma perché ritorna sempre l’ex stabilimento Fiat? Perché si continua ad associare l’acquisizione di Termini Imerese con i mancati pagamenti delle retribuzioni in Molise? E’ lo stesso impiegato a rispondere: “restiamo sempre in attesa di questo incontro definitivo per il destino dell’azienda molisana”. Cosa prevedo? L’azienda si deve ridimensionare o ingrandire”. Per il segretario regionale della Fiom Molise, Giuseppe Tarantino: “gli stipendi continuano ad essere fermi, è stato pagato solo novembre. Non abbiamo avuto risposte alle nostre richieste, ovvero conoscere il piano industriale. Un conto è sentire rassicurazioni, un conto è leggere i piani, per ragionare concretamente”. Per l’impiegato molisano “stiamo aspettando la buona notizia da giù  (Termini Imerese, ndr). Tutto è legato a quella decisione”.

Agli operai della Dr è stato pagato la mensilità novembre. Voi a che punto siete?

Siamo fermi ad agosto. Chi agosto, chi luglio, chi con qualche acconto in più e chi con qualche acconto in meno. Siamo indietro due o tre stipendi rispetto agli operai. Hanno privilegiato loro per mandare avanti la produzione.

Non è che hanno privilegiato loro perché hanno deciso di scioperare e di rivendicare i loro diritti?

Sicuramente anche questo. A mio avviso però hanno fatto una grande stronzata.

Perchè dice che gli operai hanno fatto “una grande stronzata”?

Uno che sta combinato così, che sta alla fine di una trattativa e ti metti a fare un casino del genere metti solo i bastoni tra le ruote. Hanno pure ottenuto qualcosa in più, ma secondo me se ci sta una buona prospettiva laggiù, mi auguro di sbagliarmi, sicuramente si è rallentato un po’ tutto. Un casino del genere ti rallenta tutto. Speriamo bene che vada avanti, ma hanno sbagliato modi e tempi.

Ma cosa c’entra Termini Imerese con i pagamenti in Molise? Se una persona lavora deve essere pagata, lei non crede?

E’ tutto un discorso globale.

E qual è il discorso globale?

Con i nostri piccoli numeri, evidentemente, non ce la facciamo più ad andare avanti. Secondo me è tutto collegato con quella situazione. Effettivamente stiamo in grosse difficoltà economiche e, quindi, non è che non ci pagano per sport.

Se la trattativa di Termini Imerese andrà in porto, secondo Lei, lo stabilimento di Macchia d’Isernia continuerà la sua attività?

Secondo me, si. A Macchia comunque fanno produzione della DR1, quelle piccoline, e quindi va avanti. Ma, onestamente, non siamo a conoscenza dei progetti e di quello che vuole fare in Sicilia l’azienda.

Non vi pagano e non siete informati.

Non conosciamo il programma dettagliato. Sappiamo quello che leggiamo sui giornali locali.

Ma la Dr come giustifica il mancato pagamento?

Ci dicono: ‘stiamo temporeggiano, un po’ di pazienza, stiamo risolvendo un po’ di problemi’. Chi sta dentro li vede i problemi. E’ inutile fare pressioni per avere i soldi, perchè ti rispondono ‘i soldi dove li prendo?’.

La vostra pazienza fino a quando potrà durare?

Penso che siamo alla fine. Credo che anche in Sicilia qualcosa si deve sapere, tra marzo e aprile se qualcosa si deve fare si farà. Se gli dicono di no amen e si rivolterà tutto da noi e vedremo quello che si potrà fare.

Secondo l’azienda: “l’acquisizione dello stabilimento siciliano è necessaria per la sopravvivenza”. Se salta Termini Imerese salta pure Macchia?

E’ tutta una questione di numeri e di soldi. L’ho sentita anche io questa frase del responsabile comunicazione della Dr: “Se salta là, la botta forte si prende pure qua”. Purtroppo serve quella boccata d’ossigeno, ci vuole una bella iniezione di soldi per riprendere un po’ tutto. Al momento se si va presso una banca a chiedere 10milioni, rispondono di no perché già ne avanzano troppi. In piccolo è quello che succede a me: se faccio richiesta per qualche finanziamento non mi da niente nessuno perché non pago una rata da cinque mesi.

Quali sono i problemi che voi toccate con mano quotidianamente?

Mancano le risorse economiche, si acquista poco e si vende poco. E’ tutta una catena.

Gli operai hanno problemi di stipendi, voi avete problemi di stipendi. Ma questi problemi sono gli stessi anche per i dirigenti?

Credo che anche per loro la situazione sia uguale. Non prende niente nessuno anzi, da quello che so, qualche dirigente sta pure più indietro di noi. Però prendendo di più e stando in una situazione economica più privilegiata si possono permettere di aspettare qualche mese in più. Noi poveri cristi che guadagniamo poco, stiamo tutti con le spalle al muro.

Ritorniamo sulla posizione della Fiom, l’unico sindacato che ha appoggiato gli operai.

Sono stati sbagliati i modi e i tempi. Punto e basta.

Se la sente di dire qualcosa sull’operaio della Fiom licenziato dalla Dr?

Non so perché è stato licenziato. Ho sentito che è iscritto al sindacato, però non conosco la motivazione.

da L’Indro.it di giovedì 8 Marzo 2012, ore 18:09

http://lindro.it/Dr-Motor-una-voce-dall-interno,7119#.T1sznXnwlB0

(VIDEO) DR Motor, la Firma per la Cassa Integrazione

DR Motor, la Firma per la Cassa Integrazione

Isernia, 23 febbraio 2012


LA FIRMA PER LA CASSA INTEGRAZIONE.
Intervista al segretario regionale della FIOM Molise, Giuseppe Tarantino.


E per gli stipendi? “Al momento non ci sono novità”.

A cura di Paolo De Chiara

(VIDEO) DR Motor – Parlano i Lavoratori

DR Motor – Parlano i Lavoratori

Isernia, 23 febbraio 2012
CASSA INTEGRAZIONE per 60 Lavoratori della DR Motor di Macchia d’Isernia…. arrivata “lo stesso giorno in cui i lavoratori hanno incrociato le braccia”.


INTERVISTE al sindacalista della FIOM Molise, Nicandro IANNARELLI e ai Lavoratori Dr in Sciopero: “non sappiamo più cosa fare”.

Il PRESIDIO davanti ai cancelli della Dr Motor continua…

A cura di Paolo De Chiara

Dr Motor, lavoratori in lotta

Gli operai non ricevono gli stipendi da ormai tre mesi

Dr Motor, lavoratori in lotta

Da Termini Imerese: “sulla serietà di Di Risio abbiamo avuto sempre forti dubbi”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Non sono problemi nostri se non ce la fate a pagare le assicurazioni delle auto”, “Prima di lavorare qui alla Dr non lavoravi e non potevi permetterti nemmeno un’automobile”. Queste alcune risposte che gli operai della Dr Motor avrebbero ricevuto da alcuni dirigenti dell’azienda automobilistica di Macchia di Isernia. La confidenza è di un lavoratore impegnato nella lotta, insieme agli altri suoi colleghi, per i propri diritti.

Per gli stipendi. Con oggi, sono cinque i giorni di sciopero e di presidio davanti ai cancelli della Dr Motor, interessata all’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. Avanzano tre mensilità (novembre, dicembre e la tredicesima), ma non si danno per vinti. Vogliamo i nostri soldi, vogliamo essere pagati per il nostro lavoro”. Sono rimasti da soli, dicono. L’unico appoggio proviene dal sindacato.

Sempre da cinque giorni il segretario regionale della Fiom, Giuseppe Tarantino, invia agli organi di informazione lo stesso comunicato: “vista la mancata risposta da parte della Direzione aziendale per la convocazione di un incontro, nonostante lo sciopero dei giorni 13, 14, 15 e 16 febbraio 2012, in ordine al mancato pagamento delle mensilità di novembre, dicembre e tredicesima del 2011, proclama ulteriori 8 ore di SCIOPERO, per ogni turno di lavoro, per il giorno 17 febbraio 2012, dalle ore 8, con presidio davanti ai cancelli principali della DR Motor Company. Restiamo in attesa di convocazione….”.

Ieri però anche il tavolo con il prefetto di Isernia non ha portato a nulla.Il prefetto – si legge nella nota dell’ufficio stampa – stante l’assenza dei rappresentanti del gruppo imprenditoriale per precedenti impegni, ha assicurato il suo intervento per individuare soluzioni idonee a superare la situazione rappresentata”. I ’precedenti impegni’ portati a giustificazione durano ormai da mesi. Gli operai in sciopero,anche in mezzo alla neve, non hanno visto nessun dirigente fermarsi e tantomeno il proprietario.

Solo martedì scorso (14 febbraio), quando erano impegnati nel primo incontro in Prefettura, è apparso Massimo Di Risio. Sceso dal suo ufficio e si è diretto davanti ai cancelli del suo stabilimento, ma non c’era nessuno. Non poteva esserci nessuno. Solo le bandiere rosse della Fiom. Il giorno dopo non è mancato il titolo sui giornali locali, con la foto in bella mostra dell’imprenditore accanto al presidio vuoto e con un titolo particolare “Di Risio vuole trattare, ma il sindacato non c’è”. Peccato che gli operai e il sindacato fossero, in quello stesso momento, impegnati in Prefettura. Ora si dice che siano diverse le testate giornalistiche che utilizzano le auto fornite dalla Dr Motor.

Resta un fatto che la Dr non corrisponde da mesi gli stipendi ai suoi lavoratori. E la politica? Dov’è la politica regionale che ha sempre sostenuto economicamente la Dr Motor?La Fiom e la Cgil – si legge in una nota del sindacato – denunciano la gravità del disinteresse della Regione Molise per la sorte delle lavoratrici e dei lavoratori della DR Motor”.

Nel 2006 la Regione Molise destinò 4,6 milioni di euro per la “realizzazione dell’iniziativa produttiva – si legge nel bollettino ufficiale – finanziata attraverso l’estensione con finanza regionale del contratto d’area Molise Interno”. Soldi presi anche dal fondo per l’emergenza alluvionale e sismica. “Dopo quel finanziamento pubblico – secondo il consigliere regionale Michele Petraroiaho sempre chiesto informazioni sul piano industriale dell’azienda, quali investimenti e livelli occupazionali garantissero per poter usufruire del contratto d’area, ma ho sempre ricevuto risposte parziali”.

Il disagio degli operai della Dr Motor, reparto produzione, comincia agli inizi del luglio scorso “quando – afferma un lavoratore – vengono a mancare gli accrediti degli stipendi di giugno. Questi ritardi vengono giustificati con degli avvisi in bacheca”. E si arriva ad oggi, al quinto giorno di presidio. “Arriviamo a febbraio 2012 – aggiunge il lavoratore – e all’ultimo accredito fatto il 2 dicembre. Non si sono più visti stipendi accreditati ma episodi lampanti, come la partecipazione della Dr al Motor Show di Bologna, il tentativo di acquisizione dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese, la bruttissima notizia ricevuta dagli operai Dr alla vigilia di Natale che non avrebbero ricevuto lo stipendio, il licenziamento in tronco dell’operaio iscritto alla Fiom, le lettere anonime ricevute dal segretario regionale della Fiom con richieste di aiuto per far pagare gli stipendi agli impiegati che non lo prendono addirittura da luglio. Ad oggi gli operai iscritti alla Fiom non sono più due ma 14, stanchi delle false promesse e non potendo più in alcun modo andare avanti per vivere e per mantenere la famiglia e pagare mutui, bollette e varie spese, si trovano ad affrontare il freddo gelido di questi giorni per rivendicare a testa alta gli stipendi che gli spettano di diritto”.

Ma la notizia questa volta non si è fermata in Molise. E’ uscita fuori ed è arrivata in Irpinia. Scrive il Ciriaco.it (14 febbraio 2012): “Già Di Risio, quello che secondo Marchionne & Co. avrebbe dovuto riportare il ’sole’ in Valle Ufita, rilevando la Iribus e salvando così con il suo capitale sociale, 140 mila euro, 700 posti di lavoro e magari anche i 1500 dell’indotto, e permettere la ripresa produttiva di pullman o altro in Irpinia. Forse le tute blu di Flumeri avevano ragione nel non voler aprire alcuna trattativa con il signor Di Risio e a considerarlo un “liquidatore” ingaggiato da Fiat. Forse la loro lungimiranza oggi si sta dimostrando realtà”.

La notizia del presidio dei lavoratori ha continuato a viaggiare ed è arrivata sino a Termini Imerese. Dove i lavoratori Fiat in cassa integrazione stanno cominciando ad interessarsi della vicenda. Abbiamo sentito il segretario provinciale Fiom, Roberto Mastrosimone: “ci sono dei problemi che riguardano la serietà di questo imprenditore. E’ chiaro che lui qui (a Termini Imerese, ndr) non fa impresa con i soldi suoi. Lui fa impresa con i soldi dello Stato e della Regione. Ma è in grado di fare impresa pur con i soldi dello Stato? Ha le caratteristiche per poter fare le cose che ha annunciato di fare? Noi abbiamo avuto sempre forti dubbi, fermo restando che i soldi che saranno investiti, se il progetto parte, non andranno mai nelle sue mani. Se dovesse partire il progetto, dovranno esserci controlli. Già in passato hanno preso soldi pubblici e poi se ne sono andati”.

da L’Indro.it di venerdì 17 Febbraio 2012, ore 19:29

http://lindro.it/RIVENDICHIAMO-A-TESTA-ALTA-I,6566#.T0I41oHwlB0

(VIDEO) DR Motor – I Lavoratori incontrano il Prefetto

DR Motor – I Lavoratori incontrano il Prefetto

Isernia, 16 febbraio 2012
I LAVORATORI della Dr Motor hanno incontrato in mattinata il Prefetto di Isernia, Filippo Piritori

Intervista al sindacalista Giovanni D’AGUANNO e ad un Lavoratore della Dr Motor di Macchia di Isernia.

A cura di Paolo De Chiara

IV GIORNO DI SCIOPERO ALLA DR. 
“…vista la mancata risposta da parte della Direzione aziendale per la convocazione di un incontro con la O.S., nonostante lo sciopero dei giorni 13,14 e 15 febbraio 2012, in ordine al mancato pagamento delle mensilità di novembre, dicembre e tredicesima del 2011, proclama ulteriori 8 (OTTO) ore di SCIOPERO, per ogni turno di lavoro, per il giorno 16 febbraio 2012, dalle ore 08, con presidio davanti ai cancelli principali della DR MOTOR COMPANY. Restiamo in attesa di convocazione…”. Giuseppe Tarantino, FIOM Molise

ECCO LA NOTA DELLA PREFETTURA DI ISERNIA

COMUNICATO STAMPA
Il Prefetto di Isernia, dott. Filippo Piritore, ha ricevuto stamane una delegazione di lavoratori del Gruppo DR di Macchia d’Isernia, a seguito della richiesta formulata dalla FIOM CGIL, anch’essa presente all’incontro.
I lavoratori hanno rappresentato la situazione di difficoltà in cui versano, a causa della mancata corresponsione di alcune mensilità delle retribuzioni spettanti, che li ha indotti a proclamare lo sciopero di otto ore negli scorsi giorni.
Il Prefetto, stante l’assenza dei rappresentanti del Gruppo imprenditoriale per precedenti impegni, ha assicurato il suo intervento per individuare soluzioni idonee a superare la situazione rappresentata.
Isernia, 16 febbraio 2012
L’ADDETTO STAMPA 
(dott. Stefano CONTI)

(VIDEO) – Isernia chiama Termini Imerese

DR Motor – Lavoratori in PREFETTURA

di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com
Non ricevono lo stipendio da novembre. Solo promesse da parte della Dr Motor di Macchia di Isernia. Gli operai dello stabilimento molisano hanno deciso di rivendicare i loro diritti. E da ieri hanno organizzato un presidio davanti i cancelli della loro fabbrica. Sono stanchi, ma pieni di dignità. Questa mattina (video) sono stati ricevuti dal Capo di Gabinetto della Prefettura di Isernia. “Passate giovedì, quando c’è il Prefetto”. Questo, in sintesi, il senso dell’incontro. Ma perchè dei lavoratori, che fanno il proprio dovere, devono attendere tre mensilità? Per la Di Risio: “l’iter per il rilevamento – si legge nella nota dell’ufficio stampa – dello stabilimento di Termini Imerese sta durando più di quello che avevamo ipotizzato inizialmente e quindi sta determinando una lunga fase di transizione, con conseguenti inefficienze produttive e commerciali”. E cosa se ne frega il lavoratore dei “rilevamenti”, delle “ipotesi” e delle scelte dell’Azienda? Se una persona lavora deve essere pagata. Perchè la Dr, invece di “investire” alla Fiera dell’Auto di Bologna (dove se non paghi non ti fanno nemmeno mettere piede negli stand), non ha pensato di utilizzare quei fondi per pagare i suoi operai? A che gioco sta giocando la Dr Motor? E cosa c’entra la questione Termini Imerese con gli stipendi (non pagati) di Macchia d’Isernia? Se il buongiorno si vede dal mattino in Sicilia dovrebbero cominciare a preoccuparsi. Dal Molise la lotta per i diritti continua. E si sta cominciando a creare anche quel necessario ponte di solidarietà tra gli operai molisani e siciliani.

da Malitalia.it

http://www.malitalia.it/2012/02/isernia-chiama-termini-imerese/

(VIDEO) – DR Motor – PRESIDIO Lavoratori

DR Motor – PRESIDIO Lavoratori

MACCHIA D’ISERNIA, lunedì 13 febbraio 2012.
I Lavoratori in PRESIDIO per i loro Diritti.

Hanno deciso di scioperare davanti i cancelli dello Stabilimento molisano per rivendicare il Pagamento degli Stipendi (novembre, dicembre e tredicesima).

INTERVISTE al Segretario regionale FIOM Giuseppe TARANTINO e ad un Lavoratore.

A cura di Paolo De Chiara

Dr Motor-Fiom, è ancora scontro

Parla un lavoratore, ’licenziato perchè iscritto al sindacato’

Dr Motor-Fiom, è ancora scontro

L’azienda automobilistica ha rilevato lo stabilimento di Termini Imerese, ma gli operai lamentano ritardi nei pagamenti degli stipendi e un clima troppo teso

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

La Dr Motor Company SpA di Macchia di Isernia (Molise, ndr) ha intimato il licenziamento ad un componente del direttivo sindacale che nei mesi scorsi aveva condotto, insieme ad altro delegato, una dura battaglia per ottenere il pagamento delle retribuzioni dei lavoratori impiegati nello stabilimento di Macchia di Isernia”. Queste le parole contenute nel comunicato dello scorso 20 gennaio 2012, a firma del segretario regionale della Fiom Molise Giuseppe Tarantino. Torna di attualità, dopo la ribalta nazionale per la questione Termini Imerese, l’Azienda molisana DR Motor.

All’epoca dell’accordo per lo stabilimento siciliano si registrò un’unica voce fuori dal coro. Quella dell’ex Ministro Antonio Di Pietro che, attraverso un nota, attaccò con queste parole: “l’imprenditore Di Risio, che ha promesso mari e monti e che è stato presentato dal Ministero dello sviluppo economico, non paga da mesi i suoi dipendenti d’azienda in Molise”. Oggi siamo al punto di partenza. Per il lavoratore licenziato e iscritto alla Fiom: “avanziamo la retribuzione di novembre, dicembre e la tredicesima”.

Cosa è cambiato dopo l’accordo? Per l’organizzazione sindacale molisana “la decisione della Dr Motor Company non facilita un rasserenamento nei rapporti sindacali all’interno dell’azienda”. Non è facile, in quest’ultimo periodo, la vita dei delegati sindacali Fiom all’interno delle fabbriche.

Ma perché il lavoratore molisano, delegato sindacale della Fiom, è stato licenziato? Abbiamo raccolto, con un’intervista, la versione del lavoratore, senza fare il suo nome (per rispettare il suo volere).Gli iscritti Fiom – ha tenuto subito a precisare – da due sono passati a 14. Sono tutti scontenti, delusi”. Con Matteo (useremo questo nome di fantasia) siamo partiti dalla sua storia. Dall’inizio. “Tutto è iniziato a giugno del 2010 – ha cominciato a raccontare Matteo – quando ci sono stati i primi ritardi di pagamento. Cominciai a chiamare per sapere degli stipendi e da quando ho iniziato a chiamare hanno cominciato a portare su di me, e su quelli che volevano sapere di più sugli stipendi, una certa pressione”.

Chi avevi contattato per avere informazioni sugli stipendi?
Chiamavo Mike Matticoli, il responsabile delle risorse umane dell’Azienda. Ho sempre fatto il magazziniere come lavoro e da quando ho iniziato a chiamare mi hanno cominciato a spostare al lavaggio o mi chiamavano in ufficio per lanciare delle accuse, sempre indirettamente. Portavano comunque una certa pressione psicologica. Essere chiamati frequentemente in ufficio, sotto interrogatorio porta una certa pressione. Da quando mi sono iscritto al sindacato…

Al giugno 2010 non eri ancora iscritto al sindacato?
In quel periodo ancora no. Da allora abbiamo cominciato a pressare un pò l’azienda, anche con il sindacato. Si sono visti un pò di risultati, infatti hanno pagato gli stipendi che avanzavamo, anche se in ritardo e dilazionati con anticipi.

Quali erano le motivazioni di questi pagamenti in ritardo e dilazionati?
Che l’azienda aveva dei problemi, che stavano quasi per risolvere. Che dovevano ricevere dei finanziamenti.

Le motivazioni venivano associate all’ingresso di Termini Imerese?
A volte è stato detto anche qualcosa del tipo “stiamo facendo una trattativa“. Ci davano delle speranze, dicendoci che non dovevamo preoccuparci. Termini Imerese è stata messa in mezzo per dire “noi abbiamo dei progetti futuri e quindi non vi preoccupate“.

Tu e i tuoi colleghi che idea vi siete fatti sui ritardi?
Suppongo che l’azienda non abbia soldi. Questo è il pensiero che ci siamo fatti tutti. L’azienda spera nei finanziamenti per l’acquisto di Termini Imerese. Oggi avanziamo novembre, dicembre e la tredicesima.

Tutti i dipendenti?
Si, tutti.

Come si arriva al tuo licenziamento?
Da quando mi sono iscritto alla Fiom ho dato abbastanza fastidio all’azienda. Mi hanno spostato nel lavaggio e tengo a precisare che il lavaggio è una ditta esterna e legalmente non potevano spostarmi a un lavaggio di un’altra ditta. E su questo stiamo facendo ricorso. Al mio licenziamento si è arrivati perchè davo fastidio all’azienda e loro hanno voluto trovare un appiglio nel fatto che andai in ferie nel periodo di Natale e capodanno.

Come è stato motivato il licenziamento?
Perché sono stato in ferie senza giustificazione, senza autorizzazione.

Com’è andata la storia delle ferie?
Ne parlai un mese prima con il mio responsabile del magazzino perché mia sorella aveva avuto un incidente. Lui mi disse che doveva parlarne con il direttore e che mi avrebbe fatto sapere. Qualche giorno prima delle ferie mi disse che il direttore Cefaratti le aveva revocate a tutti per fare l’inventario. Gli spiegai di nuovo la mia situazione familiare e lui mi disse che avrebbe riparlato con il direttore e aggiunse che per lui andava bene, potevo andare in ferie. Siamo rimasti così, con questa autorizzazione verbale. Con me c’era anche un collega che ha sentito tutto.

E poi che succede?
Mentre ero in ferie mi arriva una lettera, dove mi chiedevano di giustificare immediatamente le assenze ingiustificate. Ho fatto rispondere all’avvocato che le ferie erano giustificate, in quanto autorizzato verbalmente in presenza di un testimone. Alla fine siamo andati con i rappresentanti Fiom, compreso il segretario Tarantino, all’Associazione Industriale per incontrarci con Cefaratti, Matticoli e un’altra persona. Dopo mi è arrivata la lettera di licenziamento dove ho appreso che le mie giustificazioni erano infondate.

Cosa sta accadendo nello stabilimento di Macchia di Isernia?
Non siamo più in due ad essere iscritti al sindacato Fiom, bensì 14. Ho parlato con i miei colleghi, sono tutti scontenti, arrabbiati, delusi e non possono più andare avanti. A giorni ci saranno anche delle manifestazioni.

da L’Indro.it di venerdì 3 Febbraio 2012, ore 19:58

http://www.lindro.it/Dr-Motor-Fiom-e-ancora-scontro,6191#.Tzuza4Ga2p4

DR MOTOR NELLA TEMPESTA

I lavoratori in attesa di due mensilità

DR MOTOR NELLA TEMPESTA

La Fiom Molise ha richiesto un incontro per “valutare la situazione industriale”. Ma Di Risio minimizza

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

L’intesa per Termini Imerese, per adesso, sembra aver messo tutti d’accordo. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, il Governo, i sindacati (compresa la Fiom nazionale), la Fiat e l’imprenditore molisano Massimo Di Risio. L’ex pilota del campionato turismo, oggi presidente della Dr Motor Company.

L’unica stecca nel coro è quella di un altro molisano. L’ex pm e ministro Antonio Di Pietro che, attraverso un nota firmata insieme al responsabile Welfare e Lavoro dell’IdV Zipponi, ha attaccato con queste parole: “l’imprenditore Di Risio, che ha promesso mari e monti e che è stato presentato dal ministero dello sviluppo economico, non paga da mesi i suoi dipendenti d’azienda in Molise”. Suona strano: un imprenditore, da mesi interessato a rilevare lo stabilimento siciliano, lasci senza stipendio i suoi lavoratori, che assemblano pezzi di auto spediti, via mare, dalla Cina: eppure il problema degli stipendi va avanti da mesi.

Già dal settembre scorso, quando la Fiom Molise, attraverso una nota inviata all’Associazione Industriale e alla Dr Motor Company S.p.A. chiede “di discutere della situazione industriale”. Ma non è l’unica richiesta presentata dal sindacato. Dopo una settimana ecco cosa si legge nella seconda missiva, firmata dal segretario della Fiom regionale Giuseppe Tarantino (15 settembre): “si chiede un incontro urgente per esaminare la situazione aziendale della Dr Motor”. Ma le promesse a riguardo da parte dell’azienda non si sono maiconcretizzate. Ed ecco arrivare, il 26 settembre, una nuova nota per “discutere sul mancato pagamento delle retribuzioni e sui rapporti tra la parte datoriale e le maestranze”. Il 2 novembre la Fiom sollecita “la società al pagamento della mensilità del mese di settembre ai lavoratori della Dr che potrebbe sommarsi alla mensilità del mese di ottobre”. Questa la risposta dell’imprenditore, raccolta da ’Il Sole 24Ore’: “c’è stato al più qualche giorno di ritardo, ma tutti gli stipendi sono stati pagati”.

Abbiamo voluto sentire anche un lavoratore della Dr Motor, senza riportare il suo nome, che ha esordito così: “siamo messi in mezzo a un casino. Ci sono state telefonate da alcuni giornalisti”. Sul pagamento degli stipendi? “Oggi, forse, ci faranno finalmente l’accredito per gli stipendi arretrati (settembre e ottobre, ndr). In questi anni non era mai successa una cosa del genere”. Proprio qualche giorno fa, in un’assemblea, Massimo Di Risio avrebbe esternato la sua delusione per le notizie uscite fuori dall’Azienda e arrivate a coinvolgere il sindacato.

Ma chi è l’uomo chiamato a ridare un futuro agli ex stabilimenti Fiat di Termini Imerese? Dopo l’esperienza come pilota, ha iniziato la sua avventura con un concessionario Lancia a Macchia d’Isernia. Oggi sede del polo automobilistico La Città dell’Auto. Da concessionario è diventato assemblatore. Con la scommessa Termini Imerese (per molti una vera e propria ’pazzia’) punta a diventare produttore. Di Risio ha utilizzato per le sue ’pazzie’ diversi fondi regionali. Nel 2006 la Regione Molise destinò 4,6 milioni di euro per la “realizzazione dell’iniziativa produttiva – si legge nel bollettino ufficiale – finanziata attraverso l’estensione con finanza regionale del contratto d’area Molise InternoSoldi prelevati anche dal fondo per l’emergenza alluvionale e sismica. Come si può facilmente apprendere dalla delibera di giunta n. 698 del 2007, con oggetto: ’provvedimenti in favore della ripresa produttiva nel territorio della Regione Molise colpito da eccezionali eventi sismici e meteorologici’.

Ma Macchia di Isernia, sede dello stabilimento, non rientra né nelle zone terremotate né in quelle alluvionate. “Dopo quel finanziamento pubblico – affermò in una nota il consigliere regionale del Pd Michele Petraroia – ho sempre chiesto informazioni sul piano industriale dell’azienda, quali investimenti e livelli occupazionali garantissero per poter usufruire del contratto d’area, ma ho sempre ricevuto risposte parziali. E ancora oggi dopo quattro anni, in commissione non è mai arrivata una relazione sui risultati raggiunti”. Per l’ex segretario regionale della Cgil Molise: “non è chiaro qual è il progetto dell’impresa, che non ci ha neanche comunicato un investimento così importante a Termini Imerese”.

Ma oggi cosa viene prodotto nello stabilimento di Macchia di Isernia? E, soprattutto, come?Dopo aver stretto nel 2007 un accordo di fornitura con Chery Automobil (casa automobilistica cinese, in Italia è conosciuta per l’accordo stipulato con la Fiat per portare il prodotto italiano in Cina), la Dr Motor comincia ad assemblare le componenti dell’auto che arrivano a Macchia di Isernia. La prima creatura è stata la DR1, una tre porte a basso prezzo, tutta made in Cina, venduta inizialmente attraverso i supermercati Iper. Per superare il problema delle omologazioni dei propulsori secondo le norme dell’Unione Europea sono arrivati i motori Fiat. Si è ingrandita la rete dei concessionari e si sono aggiunti nuovi modelli. Oggi la Dr Motor ha tre modelli nel listino (DR1, DR2 e DR5) che vanno dagli 8 a 18 mila euro, tutti prodotti in Cina. Nel 2010 l’exploit delle vendite.

Ma nei primi mesi del 2011 si verifica una forte flessione, con una riduzione del 26%. Questi i dati: 2.700 vetture vendute contro le 3.600 dell’anno precedente. Il dato percentuale è peggiore di quello Fiat, Alfa Romeo e Lancia. Nel mese di ottobre la flessione è stata del 51%. Qual è oggi la situazione finanziaria della Dr Motor? E’ Andrea Malan su Il Sole 24Ore a fare i conti in tasca a Di Risio. “L’azienda molisana è da tempo in trattative con le banche creditrici per una ristrutturazione dei debiti e per l’ottenimento di nuovi fondi. Secondo fonti del ’Sole 24 Ore’, sul tavolo dello studio Solidoro di Milano c’è un piano che tecnicamente si definisce ’piano attestato di risanamento’, in base all’articolo 67 della legge fallimentare: una procedura introdotta dalla recente riforma che, con un accordo tra le parti validato da un professionista terzo, permette ai creditori e all’azienda una tutela in caso di difficoltà successive”.

Su questo punto è doveroso registrare la risposta di Di Risio: “abbiamo fatto predisporre allaErnst & Young un piano che abbiamo poi sottoposto alle banche, ma non c’è alcun articolo 67; credo che non ci arriveremo e anzi, con l’operazione Termini anche il piano precedente potrebbe essere superato”. Continua ’Il Sole 24Ore’: “la nota con cui il Ministero dello Sviluppo economico annunciava la scelta dei candidati per Termini Imerese parlava di aziende selezionate, tra l’altro, “sulla base della solidità finanziaria”. Dr Motor era gravata a fine 2009 da circa 74 milioni di debiti complessivi – di cui 34 con le banche –, con una posizione finanziaria netta negativa per 34 milioni a fronte di un patrimonio netto di poco meno di 10 milioni. L’approvazione del bilancio 2010 era stata rinviata dai revisori dellaKpmg in attesa di verificare il presupposto della continuità aziendale”. Anche sul bilancio DiRisio sembra essere tranquillo: il ritardo è dovuto alla definizione di alcune poste, e il bilancio è stato depositato nei giorni scorsi”. Bilancio o non bilancio, bisogna capire la logica della scelta di Termini Imerese. Secondo alcuni sindacalisti molisani: “lo stabilimento di Macchia non avrà più motivo di esistere”. 

da lindro.it di martedì 29 Novembre 2011

http://www.lindro.it/Dr-Motor-nella-tempesta,4739#.TvRntjXojpk