da Libero Quotidiano #lea

IL CORAGGIO DI DIRE NO
#leagarofalo #ilcoraggiodidireno #10annidopo
Libero, 20 novembre 2019
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LEA è stata lasciata sola, è stata abbandonata dallo Stato e dalle Istituzioni (e dalle Associazioni) di questo Paese.
Nessuno ha mosso un dito, prima. Nonostante la drammatica lettera dell’aprile 2009, indirizzata al presidente della Repubblica Napolitano e agli organi di informazione.
Viviamo in un Paese strano… succede sempre tutto dopo. Le persone si tutelano in vita, non si aspetta la morte per ricordare.
Nulla è stato fatto per salvare Lea dalla Schifosa ‘ndrangheta.
Anzi, è stata ritenuta ‘poco credibile’, una ‘pentita’, una ‘tossica’.
Questi i termini utilizzati da chi doveva proteggerla. Vergogna!!!
#10annidopo
#leagarofalo #fimmina #sfidato #ndranghetaMontagnadiMerda #leavive
Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

Liberi sulla Carta, Rieti #Lsc18

liberi sula carta tavolino

“La è la organizzazione criminale più forte al mondo. Bada la sua forza sul sangue, sulle parentela. Le uniche che possono alzare la testa sono le a

“l’Italia è una Repubblica fondata sulla . È iniziata con la strage della e continua fino ad oggi” a

“Nessun giornale pubblicò le lettere di Lea Garofalo. Nessuna indagine si aprì prima della sua morte. Iniziò tutto dopo la sua morte. Come diceva in Italia per essere credibili bisogna essere ammazzati”

Una storia terribile da conoscere e ricordare quella di Lea Garofalo. Il libro di ci aiuta a ripercorrere la vita della donna con documenti inediti, storia processuali e dettagli della vita di Lea

“È dal 1600 che combattiamo contro mafiosi, malavitosi e criminali di ogni genere. Se non li sconfiggiamo è perché in fondo non vogliamo”

“La forza della è ormai pervasiva. Voi mi dovete dire come faccio io a distinguere i soldi dell’economia reale da quelli dell’economia criminale” a

“Un paese senza memoria è un paese senza storia. Noi purtroppo siamo spesso un paese senza memoria”

da LIBERI SULLA CARTA

https://twitter.com/fiera_LSC

#civuolecoraggio Lea Garofalo, anteprima nazionale

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#civuolecoraggio è il leit motiv di quest’anno, ben rappresentato dal libro inchiesta di Paolo De Chiara “Il coraggio di dire no” dedicato a Lea Garofalo ‘la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta’ edizione nuova, aggiornata fino alla sentenza di Cassazione.

“Lea Garofalo è stata uccisa più volte nell’indifferenza totale. Falcone e Borsellino sono stati ammazzati perché tutti noi abbiamo girato la testa dall’altra parte. Non bastano le commemorazioni se non cambiamo individualmente ogni giorno i nostri comportamenti.- ha concluso l’autore, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo Ilaria Rambaldi nel 2014 –  La mentalità mafiosa è quella che ci spinge a non avere rispetto per gli altri pensando di essere migliori. Prendo in prestito le parole di don Milani che si interessò dei ragazzi esclusi, giudicati miseri anche intellettualmente ‘Ogni parola che non imparerete oggi è un calcio in culo che prenderete domani.’ Quanti ancora ne stiamo prendendo? Abbiamo timore di acquistare prodotti di una determinata area del sud pensando sia lì la ‘terra dei fuochi’ e non ci rendiamo conto che tutta Italia è coinvolta dal ‘business della monnezza’, vale più dello spaccio! Hanno iniziato al Nord e pian piano sono scesi fino al Sud. Ci vogliono far credere che Ilaria Alpi  e Miran Hrovatin siano andati in vacanza a Mogadiscio! No, Ilaria Alpi viene ammazzata perchè capisce che c’è un traffico internazionale che riguarda armi e rifiuti tossici. Le mafie ci sono, anche se alla guerra oggi preferiscono gli affari.”

da FORMAT RIETI.it

Una storia coraggiosa, oscura e brutale: un libro che è anche un’inchiesta su #LeaGarofalo, la donna coraggiosa che sfidò la #ndrangheta e che, per questo, fu condannata a morte e braccata fino a che non venne tolta di mezzo. Solo dopo la morte fu possibile dare seguito alle sue denunce ignorate e alle sue richieste d’aiuto, lasciate cadere da istituzioni e forze dell’ordine. Paolo De Chiara scrive un libro difficile: #IlcoraggiodidireNo per Treditre Editori. Intervista di Tommaso Caldarelli, video di Maurizio Rossi #civuolecoraggio

https://www.facebook.com/liberisullacarta/videos/2188981868005087/

 

libro antonia garofalo

 

 

 

 

 

 

UN FUNERALE PER LEA GAROFALO, Milano 19 ottobre 2013

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LEA GAROFALO

“…la donna-coraggio che si è ribellata alla ’ndrangheta, che ha tagliato i ponti con la criminalità organizzata. Nata in una famiglia mafiosa, ha visto morire suo padre, suo fratello, i suoi cugini, i suoi amici. Un vero e proprio sterminio compiuto da uomini senza cuore, attaccati al potere e illusi dal falso rispetto della prepotenza criminale. Lea ha conosciuto la ’ndrangheta da vicino: come tante donne, ha subito la violenza brutale della mafia calabrese. Ha denunciato quello che ha visto, quello che ha sentito: una lunga serie di omicidi, droga, usura, minacce, violenze di ogni tipo. Ha raccontato la ’ndrangheta che uccide, che fa affari, che fa schifo!

È stata uccisa perché si è ribellata alla cultura mafiosa, che non perdona il tradimento – soprattutto – di una donna e non è guidata da sentimenti di benevolenza umana. A 35 anni è stata rapita a Milano per ordine del suo ex compagno, dopo un precedente fallito tentativo di sequestro in Molise (a Campobasso). […]”. 

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Milano, 14 ottobre 2013 –  Una giornata dedicata alla memoria di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘Ndrangheta nel 2009. Il 19 ottobre non solo il funerale civile a quasi quattro anni dalla morte, ma anche una serie di iniziative per la lotta alla mafia. Come chiesto espressamente da Denise, figlia della testimone di giustizia uccisa dalla ‘Ndrangheta nel 2009, si svolgeranno infatti sabato a Milano (al momento confermata piazza Beccaria, ore 10.30) i funerali di Lea Garofalo, alla presenza di personalità esempio della lotta alla mafia. Prenderanno la parola in quell’occasione, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti.

Circoleranno 3mila bandiere per sensibilizzare sull’accaduto e sara’ stampato in migliaia di copie un segnalibro con una frase scritta da Denise: “in ricordo della mia giovane mamma, uccisa per il suo coraggio”. “L’invito a partecipare che deve arrivare ai cittadini – ha detto Don Ciotti – proviene direttamente da Denise. Tutti noi abbiamo un debito con chi e’ stato ucciso e con chi e’ rimasto solo, come Denise. In piazza leggeremo alcuni passaggi del diario di Lea. E’ importante esserci, partecipare; ed e’ importante che la gente sappia”.

Mentre ci vorra’ ancora qualche giorno per definire i dettagli del funerale, per il pomeriggio l’appuntamento e’ dalle 14 alle 19 ai giardinetti di via Montello 6, aperti al pubblico dopo che, nella stessa giornata, saranno dedicati a Lea Garofalo con una targa. Non e’ un luogo casuale: in via Montello 6, infatti, si trova il fortino delle cosche, oggi sgomberato. Dei pannelli informativi, spiegheranno cosa e’ successo alla testimone di giustizia. “Milano – ha detto Pisapia – ha voluto dimostrare con concretezza il proprio impegno di lotta alla mafia, anche costituendosi parte civile in tutti i processi. Non si puo’ dire che la citta’ sia immune alla mafia, ma oggi sono stati creati degli argini”.

da ilGiorno.it

PER NON DIMENTICARE. Pagliarelle (Petilia Policastro, Crotone)… la casa di Lea GAROFALO, la donna coraggio che sfidò la maledetta e schifosa ‘ndrangheta.

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LEA TESTIMONE