Il Paese dove falliscono i testimoni di giustizia – da blog di GiulioCAVALLI

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Paolo De Chiara (sempre attento al tema) propone su restoalsud.it un’intervista a Cosimo Maggiore, testimone di giustizia di San Pancrazio (provincia di Brindisi) che ha denunciato i suoi estorsori ed oggi si ritrova fallito. Il fallimento di un’azienda di un testimone di giustizia (succede anche per Ignazio Cutrò e molti altri) è il segnale migliore che si possa inviare alla mafia. Al di là della retorica.

Ecco l’intervista:

http://www.giuliocavalli.net/2015/01/12/paese-dove-falliscono-testimoni-giustizia/

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ROSSANO (Cosenza). Una strada per Lea Garofalo

Tutti insieme possiamo fare molto. Non molliamo!

«A Rossano una strada per Lea»

La notizia data dal vicesindaco Guglielmo Caputo durante la presentazione del libro di De Chiara edito da Falco. Marisa Garofalo: la storia di mia sorella sta cambiando qualcosa. E la figlia Denise avrà un altro cognome

 
«A Rossano una strada per Lea»

Paolo De Chiara e Marisa Garofalo

ROSSANO Una strada per Lea Garofalo, la testimone di giustizia che ha pagato con la vita la sua ribellione alla ‘ndrangheta. La notizia arriva da Rossano, portata dal vicesindaco Guglielmo Caputo sabato sera nel corso della presentazione del libro “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta” (Falco Editore) del giornalista molisano Paolo De Chiara.
«Penso che Lea sta cambiando qualcosa – spiega Marisa Garofalo, sorella di Lea – questa sera abbiamo avuto la bella notizia che il comune di Rossano si prenderà l’impegno di ricordare Lea con l’intitolazione di una via. L’altro giorno sono stata a Lamezia dove ho incontrato il ministro Barca ed è stato presentato un progetto “Miur” in cui si parla di Lea e di legalità. Ho preso l’impegno di dare voce a mia sorella, una voce che probabilmente non ha mai avuto e quelle poche volte che l’ha avuta nessuno l’ha mai ascoltata. Ho preso l’impegno con il mio avvocato di istituire una fondazione che aiutasse i testimoni di giustizia in difficoltà, perché ora Denise non deve stare sola».
E proprio la ventunenne Denise, figlia di Lea Garofalo, presto cambierà cognome attraverso un’istanza presso il tribunale civile: «Si trattava di una volontà di mia sorella – spiega Marisa Garofalo – era lei che voleva cambiare il cognome alla figlia visto che il tribunale ha tolto anche la patria potestà al padre. Denise userà il cognome di mia sorella, si chiamerà Garofalo, anche perché lei non vuole portare questo cognome, il padre le ha distrutto la vita».
Il ringraziamento della sorella di Lea Garofalo va al comune di Rossano Calabro e soprattutto «a quei giornalisti come Paolo De Chiara si occupano di ‘ndrangheta, che si occupano di mafia e sono quelli più a rischio. Parecchi giornalisti in passato sono stati uccisi dalla mafia, subiscono violenze e minacce e molto spesso anche loro sono costretti a stare sotto scorta come Giulio Cavalli, che ha curato l’introduzione di questo libro. È stato minacciato dai Cosco al processo di Lea Garofalo».

dal Corriere della Calabria, 18 marzo 2013

(Video) IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Petilia Policastro

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Petilia Policastro 

L’intervento di Marisa Garofalo (sorella di Lea)
CALABRIA, Petilia Policastro (Crotone), 16 marzo 2013

Presentazione del libro IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta (Falco Editore, 2012)
http://www.falcoeditore.com

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Il Coraggio di dire No… in ristampa!!!

Esaurita la prima edizione, siamo in ristampa!

IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la 'ndrangheta
IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO
Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta
con Prefazione di Enrico FIERRO
con Introduzione di Giulio CAVALLI

[…] la storia di Lea Garofalo, di 
questo ci parla. Di una vita violenta vissuta in un clima di perenne e quotidiana violenza. Un’esistenza dove la tenerezza, l’affetto, la comprensione non hanno mai trovato spazio. Forse, ma questo lo si avverte leggendo il libro e soffermandosi a riflettere sulle pagine più dense, alla fine della sua vicenda umana.
Lea aveva capito che una vita violenta non è più vita e per questo aveva chiesto aiuto. Allo Stato, a questa cosa incomprensibile e troppo lontana per una ragazza di Calabria, allo Stato come unica entità cui aggrapparsi in quel momento. Perché quando rompi con la famiglia, quando vuoi venirne fuori, diventi una infame, una cosa lorda, la vergogna per il padre, i fratelli, il marito. E la vergogna si lava con il sangue.
dalla Prefazione di Enrico Fierro, giornalista de Il Fatto Quotidiano

 

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta

IL CORAGGIO DI DIRE NO.

Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta
di Paolo De Chiara
(Falco Editore)


con prefazione di Enrico FIERRO
con introduzione di Giulio CAVALLI

[…] la storia di Lea Garofalo, di questo ci parla. Di una vita violenta vissuta in un clima di perenne e quotidiana violenza. Un’esistenza dove la tenerezza, l’affetto, la comprensione non hanno mai trovato spazio. Forse, ma questo lo si avverte leggendo il libro e soffermandosi a riflettere sulle pagine più dense, alla fine della sua vicenda umana.
Lea aveva capito che una vita violenta non è più vita e per questo aveva chiesto aiuto. Allo Stato, a questa cosa incomprensibile e troppo lontana per una ragazza di Calabria, allo Stato come unica entità cui aggrapparsi in quel momento. Perché quando rompi con la famiglia, quando vuoi venirne fuori, diventi una infame, una cosa lorda, la vergogna per il padre, i fratelli, il marito. E la vergogna si lava con il sangue.
dalla Prefazione di Enrico Fierro

[…] Ma il processo a Carlo Cosco e la sua banda è anche la foto di una Lombardia che ha deciso di svegliarsi dal lungo sonno della ragione sulle mafie e abbracciare un lutto senza scavalcarlo ma piuttosto caricandoselo sulle spalle. L’aula del tribunale di Milano dove si celebrò il processo è stata la meta di giovani e meno giovani che hanno deciso di esserci, di stare lì, di metterci la faccia, di non permettere che si derubricasse quel processo ad un litigio coniugale finito male. Il giorno della sentenza, gli occhi lucidi del pubblico che affollava l’aula sono stati la condanna più feroce per gli assassini: qui non c’è posto per voi, dicevano quegli occhi, non c’è più l’indifferenza che vi ha permesso di pascolare impuniti, boriosi e fieri della vostra bassezza criminale. Ecco perché Lea Garofalo e sua figlia Denise vanno raccontate con impegno costante nelle scuole, nelle piazze, sui libri: l’eroismo in penombra di chi crede nel dovere della verità è l’arma migliore contro le mafie, la partigianeria che profuma di «quel fresco profumo di libertà».

(dall’Introduzione di Giulio CAVALLI)

Paolo De Chiara

Il coraggio di dire no
Lea Garofalo
la donna che sfidò la ’ndrangheta 
Editore FALCO
Pagine: 224
Prezzo: € 14,00
ISBN: 978-88-96895-93-1
Formato: 15,5×21,5

http://www.falcoeditore.com/il_coraggio_di_dire_no.html

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