Molise: nominata la nuova commissaria. Ma è già indagata

SANITA’ & NOMINE. Flori Degrassi arriva al posto di Giustini, dimissionario e indagato per omissione di atti d’ufficio e abuso d’ufficio dalla Procura di Campobasso. Abbiamo raccolto i pareri di Italo Testa (Forum Sanità Molise), Lucio Pastore (Uoc Isernia) e di alcuni consiglieri regionali.

di Paolo De Chiara (WordNews.it)

Molise: nominata la nuova commissaria. Ma è già indagata
Flori Degrassi (ph Sanità Informazione)

La nomina è arrivata. Dalla Lega (Giustini) si è passati a Leu (Degrassi). Con le dimissioni dell’ex generale della guardia di finanza è arrivata la sostituta, la dottoressa Flori Degrassi. Già direttrice dell’Asl Roma 2 e con un curriculum di tutto rispetto. Per il suo nuovo incarico avrebbe richiesto i pieni poteri. Una mossa quasi necessaria per difendersi dagli squali della politica molisana. Emerge, però, una questione non di poco conto: la Degrassi risulterebbe indagata per abuso d’ufficio. Uno dei reati contestati proprio all’ex commissario Giustini. Ovviamente sono due storie diverse.

La vicenda della Degrassi è legata all‘inchiesta che ha coinvolto il governatore Zingaretti e il suo assessore alla Sanità D’Amato (insieme ad altri soggetti, tra cui la nuova commissaria molisana). «In merito all’indagine, aperta a seguito di un esposto del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Aurigemma – si legge in una nota ufficiale della Regione Lazio dello scorso gennaio -, che riguarda il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore alla sanità Alessio D’Amato e dei funzionari regionali sui requisiti di idoneità per le direzioni amministrative, l’amministrazione regionale, convinta di aver operato nel rispetto della normativa vigente, esprime massima fiducia nel lavoro della magistratura certa che chiarirà la vicenda in tutti i suoi aspetti».    

Al posto della sub commissaria Ida Grossi (vicina al Movimento 5Stelle) subentrerà Annamaria Tomasella, direttore amministrativo Azienda ULSS N. 2 “Marca Trevigiana”​.

Non si vogliono mettere in dubbio le capacità professionali della Degrassi.

Ma perchè si continuano a scegliere persone vicine ai partiti politici?

Lo abbiamo chiesto al presidente del Forum in difesa della Sanità pubblica in MoliseItalo Testa: «Adesso quello che sta avvenendo qui è quello che è avvenuto in Sicilia. Da noi ancora non esce, nel filone di indagini c’è anche questo. Ma non credo che uscirà.» Sulla nuova nomina Testa è stato molto chiaro: «Bisogna scegliere chi ubbidisce e chi ubbidisce è sempre chi non ha i titoli o ha scheletri nell’armadio. La Degrassi è di Leu, io non la conosco, ma l’hanno presentata come un soggetto iscritta a Leu, parte integrante di quel partito. Sarà pure una brava persona, ma ha questo vizio di origine. Servono persone lontante dai partiti e professionalmente capaci. Hanno bisogno di certezze questi politici di mezza tacca. Sanno dei limiti che hanno. Le certezze arrivano dalle persone che si mettono accanto, disposte a dire sempre sì, altrimenti fanno ombra. Ma quello che è importante non è tanto la nomina che ha avuto questa signora, quanto l’incarico. Non ci dobbiamo scordare che quando fu mandato qua Giustini fu mandato con l’incarico di applicare il piano Frattura. E fu mandato dalla Grillo, ex ministro 5 stelle. Per rendere esecutivo quel progetto: chiusura della maternità di Termoli, chiusura della mammologia a Isernia. Nel momento in cui Giustini cercò di applicare il piano hanno cominciato a dire che le colpe erano di Giustini. Bisogna capire il mandato che daranno, così capiremo esattamente dove vogliono andare.» 

Per il consigliere regionale Vittorio Nola (Movimento 5Stelle): «Al di là dell’appartenenza politica dobbiamo vedere se il governo Draghi va in discontinuità con tutti i commissariamenti precedenti. Bisogna vedere se questa struttura commissariale ha dei poteri superiori rispetto a tutti gli altri commissariamenti che ci sono stati dal 2009 e se le due nomine sono complementari, senza le stesse funzioni. Non deve ripetersi ciò che è già accaduto in passato, Giustini presentava un piano e la Grassi ne presentava un altro». Ma perchè la politica non sceglie persone che devono risolvere i loro problemi giudiziari? «Noi abbiamo fatto di tutto per far nominare delle persone competenti e molisane. Alla luce di tutto quello che è accaduto abbiamo visto che questi commissari esterni non sono immuni da contaminazioni non corrette, poi non conoscono il territorio. Un merito solo hanno avuto, facendo emergere i debiti che nessuno conosceva. Se noi mettevamo un commissario molisano, affiancato da un subcommissario dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ndr), sarebbe stata una accoppiata vincente. Dobbiamo aspettare quello che accade, se le due figure non sono ben assemblate ricominciamo con le discussioni e questo non depone bene». Voi fate parte della maggioranza di Governo, perchè le vostre richieste non sono state prese in considerazione? «Noi abbiamo messo tutto per iscritto.» 

Abbiamo raccolto anche il parere dell’ex presidente della Regione Molise, Michele Iorio (responsabile politicamente, insieme ad altri, dello sfascio sanitario): «Il commissariamento mi sembra molto punitivo per la regione perchè sottrae molti compiti che prima erano riservati alla regione. Mi sembra esagerato rispetto alla situazione del Molise che può essere composta con piccoli accorgimenti. Non c’è bisogno di stravolgere il sistema sanitario. Il commissariamento è un obbrobbrio legislativo. E’ stato utilizzato dai vari Governi, penalizzando sicuramente le regioni del Sud e le regioni più in difficoltà, come il Molise che da oltre dieci non ha più autonomia nella gestione. Nonostante questo la situazione non si è risolta. I parametri del fondo sanitario vanno rivisti». Ma perchè la politica continua a “lottizzare” le varie nomine? «Credo che la scelta vada fatta sempre da persone estranee e valide. Che ci siano appartenenze è tutto da dimostrare. Sarebbe sbagliato, se fosse così». L’ex commissario Giustini si è dimesso perchè indagato anche per abuso d’ufficio, il nuovo commissario è già indagata per abuso d’ufficio. «Su questo argomento ho le idee chiare. Per me l’indagine è una forma di controllo che va gestita dalla magistratura e non significa colpevolezza». In Molise non esistono figure valide per occupare certi ruoli? «E’ un elemento che andrebbe approfondito. La decisione appartiene a chi le fa le cose, ci saranno dei motivi. Il Molise è pieno di giovani preparati.»     

«Il problema è quale mandato viene dato dalla politica – afferma Lucio Pastore, direttore unità operativa semplice del pronto soccorso di Isernia -. Giustini ha avuto il mandato dalla Grilli (ex ministro della Salute, ndr) per attuare due punti fondamentali. Doveva attuare quello che era scritto nel piano sanitario di Frattura, quindi fare la sintesi fra Cardarelli…». Ma politicamente cosa significa? «Ha un senso molto profondo, ci troviamo di fronte ad un pensiero unico e le schermaglie sono soltanto per vedere chi deve gestire il potere e non per cambiare linee. Questa è la cosa drammatica che esce fuori da questa esperienza. Una dipendenza da interessi di altri. I partiti sono degli inservienti degli interessi economici, finanziari di altri. Non abbiamo linee politiche differenti, abbiamo delle cose che si equivalgono. Una mancanza di alternativa, di pensiero che si può espletare in una linea che sia completamente diversa dalla realizzazione di alcune cose, tipo la sanità. Tutti ci sono stati e tutti hanno fatto le stesse politiche». Uno schema fisso che non si può rompere? «È un problema che riguarda tutti gli aspetti della realtà. Il pensiero unico è dominante in tutte le espressioni politiche. Non ci sono dei cambiamenti chiari e netti di rotta. Cominciava a intravedersi qualcosa, in maniera molto sfumata, nel secondo Governo Conte». Che hanno sostituito con l’attuale governo Draghi. «Infatti è stato sostituito. Quando hanno capito che ci poteva essere il minimo sospetto che da lì potesse nascere una esperienza di rottura con un certo mondo è stato fatto fuori. Spero di essere smentito, ma una speranza che io mi sbagli. Fino adesso non l’ho visto il cambiamento di rotta». In Molise da oltre dieci la sanità è commissariata. Questo è l’unico strumento per risolvere i problemi? «Il debito è il grimaldello per poter procedere a determinate scelte strutturali. Il debito si forma dalla spesa che la politica determinata, in quanto le scelte non sono volte ai bisogni reali della popolazione ma in rapporto alle clientele. Tutto questo determina uno sforamento delle spese. Lo Stato ripianava tutti i debiti. Dopo un certo momento questo non è stato più possibile. Quel debito è generato dalla volontà della gestione clientelare essenzialmente.

Questo debito viene utilizzato come scusa per rientrare dal debito e per fare determinate scelte, quindi chiudi gli ospedali, fa il blocco del turn over, rendi inefficienti le strutture pubbliche. E, contemporaneamente, sposti sul privato un insieme di fondi che sono i posti letto, i servizi. Anche se questo spostamento non è finalizzato ai bisogni reali. Alla fine si viene a creare la situazione drammatica che si è manifestata con la pandemia. E si va incontro ai 450 morti che abbiamo avuto e al caos che stiamo vivendo. Il debito è stato ed è usato come un grimaldello per privatizzare. Per fare questo hai dovuto distruggere un insieme di servizi. Non è un caso che le Regioni a più alto tasso di privatizzazione, la Lombardia e il Molise, hanno avuto un alto indice di mortalità. Il meccanismo del debito è qualcosa voluto per privatizzare la sanità. È assurdo che uno Stato faccia permanere nel commissariamento per dodici anni una Regione per rientrare dal debito. Un fatto cronico che ha altre finalità. Questo debito continua ad essere presente nonostante la distruzione del pubblico.»

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Mozione di sfiducia, 11 firme per mandare a casa Toma

IL FALLIMENTO POLITICO IN MOLISE. Abbiamo contattato diversi consiglieri regionali per capire il loro punto di vista: Angelo Primiani, M5S (“Il peggiore governo regionale che poteva avere la Regione Molise, inadeguato”), Aida Romagnuolo, Fratelli d’Italia (“Adesso basta. Questo consiglio regionale è arrivato al capolinea”) e Micaela Fanelli, Pd (“Torniamo al voto. Mi aspetto uno scatto d’orgoglio”). Ora si attende la conferma in aula. Sarà la volta buona? Resta una grave frattura all’interno della maggioranza, ormai insistente e dannosa per l’intero Molise.

di Paolo De Chiara (WordNews.it)

Una mozione a sorpresa che ha stordito la maggioranza di centro-destra in consiglio regionale. Era nell’aria, da tempo. Troppe le contraddizioni, le prese di posizione degli stessi appartenenti della coalizione governativa, le polemiche, le minacce (politiche). In Molise non si respira una bella aria. Al dramma del Covid si è unita una azione fallimentare di una intera classe dirigente.

Un Presidente (Donato Toma) scelto per guidare una Regione che si è rivelato totalmente inadeguato. Qualche giorno fa, proprio sul nostro giornale, la consigliera Calenda (eletta con la Lega) aveva espresso il suo punto di vista tagliente sulla sua stessa maggioranza. «Non ci informano di nulla, Non ci fanno leggere le carte». E la Calenda fa parte dei dissidenti, insieme a Michele Iorio (già sGovernatore del Molise) e Aida Romagnuolo.

Undici firme raccolte (nella foto): sei del Movimento 5 Stelle, due del Pd e tre dei dissidenti. Ovviamente, sulla carta queste firme non servono a niente. Bisognerà attendere il voto, entro 15 giorni, per la certificazione in aula. Qualcuno degli undici firmatari si tirerà indietro? Meglio non fare previsioni. La potente macchina si sta già muovendo. Toma lotterà con il coltello tra i denti. Ci riuscirà questa volta?

Abbiamo contattato diversi consiglieri regionali per capire il loro punto di vista. Siamo partiti da Angelo Primiani (M5S). «Siamo stanchi di questo teatrino che va avanti da più di un anno, siamo stanchi anche di queste diatribe all’interno della maggioranza. Una maggioranza che fa capo a Toma e una maggioranza che fa capo a Iorio. Si fanno la guerra intestina, trascinandoci per la giacchetta. Questa cosa non è più tollerabile, anche perché ci sono argomenti ben più importanti di cui parlare e trovare delle soluzioni.».

Ed è arrivata la mozione di sfiducia. In quindici giorni, però, potrebbe rientrare l’entusiasmo della firma. «Sicuramente va discussa. Quello che accadrà non lo sappiamo. Per noi era un atto dovuto. Lo abbiamo fatto un anno fa e ci è stata bocciata. In questo anno ci sono state più le volte che abbiamo registrato parole di dissenso da parte di questi tre della maggioranza e non le volte che hanno votato a favore. Loro l’hanno sottoscritta ma questo non vuol dire che la voteranno. Può accadere di tutto.» Come giudica l’operato della maggioranza? «Il peggiore governo regionale che poteva avere la Regione Molise, inadeguato perché è frutto di tante forze totalmente distanti da loro che si sono messe insieme per una competizione e che hanno mostrato tutti i limiti. Un continuo rimpallo di responsabilità, non più accettabile. È frustrante per l’opposizione lavorare in questo consiglio regionale.»

Pd da un lato e i tre dissidenti dall’altro. Di chi ci si può fidare di meno? «Sicuramente dei tre, lo hanno dimostrato già passato. Cambiano spesso posizione e visione.»

E allora abbiamo sentito Aida Romagnuolo (Fratelli d’Italia). Si precisa che sono stati contattati gli altri dissidenti (sia Michele Iorio che Filomena Calenda), ma nessuno dei due ha risposto alle nostre telefonate. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso – ha spiegato la consigliera Romagnuolo – è stato anche l’emendamento che abbiamo presentato noi alla mozione della maggioranza.»

Con la quale si chiedeva la revoca dell’incarico al commissario Giustini, già dimissionario (e indagato dai magistrati di Campobasso). «Noi abbiamo presentato questo emendamento con il quale chiedevamo la destituzione di tutti coloro che hanno avuto un potere decisione e una responsabilità politica. Quindi anche la subcommissaria Ida Grosso, tra l’altro si è dimessa, e i vertici dell’Asrem. Per l’assessore Niro (link alla fine dell’articolo) sembrerebbe quasi che abbiamo commesso un reato, in quanto nell’emendamento abbiamo chiesto che si riapra un dialogo con il governo nazionale per valutare l’ipotesi di sospendere la realizzazione del centro Covid presso la torre del Cardarelli e riattivare l’ipotesi del Vietri di Larino. Solo inciuci nel campo sanitario mentre stiamo vivendo una situazione drammatica. Come consigliere regionale non mi hanno mai consentito di condividere un’idea sulla sanità, non sono mai stata coinvolta in nulla.»

Molto grave ciò che sta dicendo. «Una situazione gravissima. Sono stati inadeguati perché non hanno consentito la possibilità di difendere il diritto alla salute dei cittadini. Adesso basta, non ce la facciamo più. Ho firmato con convinzione. Ho dichiarato che ero disponibile a dimettermi se questo mio gesto serviva per sciogliere questo consiglio regionale perché era arrivato al capolinea. Sono contenta che i miei colleghi hanno presentato in maniera repentina, perché nessuno si aspettava questa mattina questa mozione, e ho sentito il dovere di firmarla. Credo che sia il caso di tornare a casa. In tre anni non sono stati capaci di proporre nulla di concreto per il territorio e per i cittadini.»  

Con queste firme si può affermare che la maggioranza, di cui lei fa parte, ne esce politicamente disintegrata? «Certo, tranquillamente. La maggioranza deve essere una squadra. Con me e con altri non hanno condiviso nulla. Venivo a conoscenza di alcuni provvedimenti sulla stampa.»

Lei come definisce il suo governo capeggiato da Toma? «Non posso utilizzare un mio aggettivo preciso sulla scelta del Toma. Questo presidente non lo conoscevo personalmente. Avevamo riposto fiducia in lui pensando che potesse avere il ruolo del buon padre di famiglia, invece ci siamo dovuti ricredere.»

Come possiamo definirlo? «Non ho un termine ben preciso. Non voglio sconfinare, mi voglio mantenere.»

Tra gli undici firmatari ci sono anche due esponenti del Partito Democratico. «È evidente che la maggioranza politica ha fallito – ha affermato la consigliera Micaela Fanelli –. E ha fallito il presidente Toma. Undici firme su una mozione di sfiducia è un dato politico incontrovertibile. Hanno sbagliato la gestione della sanità, ha sbagliato Toma la gestione della sanità e, chiaramente, il dissenso dei molisani è fortissimo e, quindi, noi abbiamo raccolto il dramma di un popolo che chiede di avere più sicurezza, di avere più vicinanza e di avere risposte. In questo abbiamo trovato tre consensi, partendo da una mozione a firma dei 5 Stelle e nostra.» Queste firme saranno trasformate in voti? «Invitiamo loro a confermare il voto, invitiamo tutti gli altri consiglieri di maggioranza ad ascoltare con attenzione le voci dei molisani. Torniamo al voto. Mi aspetto uno scatto d’orgoglio.»     

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(VIDEO) Auditorium ISERNIA – Le Proteste

Auditorium ISERNIA – Le Proteste/1

Isernia, 31 marzo 2012, ore 20


Inaugurazione con Proteste

INTERVISTE: Emilio IZZO (segretario regionale UILBAC);
Tiziano DI CLEMENTE (coordinatore PCL Molise).

Prima parte… 

AUDITORIUM Isernia – Le proteste/2

Isernia, 31 marzo 2012, ore 20

INAUGURAZIONE CON PROTESTE

INTERVISTA: Celeste CARANCI (Arci Isernia).

SECONDA e Ultima Parte.

A cura di Paolo De Chiara