Dr Motor, una voce dall’interno

Parla per la prima volta un impiegato dello stabilimento di Macchia d’Isernia

Dr Motor, una voce dall’interno

“Ci sono pochi soldi, l’azienda non ci dà notizie. Aspettiamo Termini”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“La situazione è quella che si sente in giro. Purtroppo non ci sono soldi e, ovviamente, siamo messi male. Stiamo aspettando”. Per la prima volta parla un impiegato della Dr Motor di Macchia di Isernia. Sino ad ora si erano registrate le lecite proteste degli operai, i loro presidi, le parole del sindacalista della Fiom licenziato. Mai, però, una voce diversa. L’abbiamo raccolta, in forma anonima (per proteggerla da eventuali “decisioni” aziendali), per unirla a quelle degli operai, della Fiom, dei lavoratori di Termini Imerese e del segretario della Fiom dello stabilimento siciliano.

Ma perché ritorna sempre l’ex stabilimento Fiat? Perché si continua ad associare l’acquisizione di Termini Imerese con i mancati pagamenti delle retribuzioni in Molise? E’ lo stesso impiegato a rispondere: “restiamo sempre in attesa di questo incontro definitivo per il destino dell’azienda molisana”. Cosa prevedo? L’azienda si deve ridimensionare o ingrandire”. Per il segretario regionale della Fiom Molise, Giuseppe Tarantino: “gli stipendi continuano ad essere fermi, è stato pagato solo novembre. Non abbiamo avuto risposte alle nostre richieste, ovvero conoscere il piano industriale. Un conto è sentire rassicurazioni, un conto è leggere i piani, per ragionare concretamente”. Per l’impiegato molisano “stiamo aspettando la buona notizia da giù  (Termini Imerese, ndr). Tutto è legato a quella decisione”.

Agli operai della Dr è stato pagato la mensilità novembre. Voi a che punto siete?

Siamo fermi ad agosto. Chi agosto, chi luglio, chi con qualche acconto in più e chi con qualche acconto in meno. Siamo indietro due o tre stipendi rispetto agli operai. Hanno privilegiato loro per mandare avanti la produzione.

Non è che hanno privilegiato loro perché hanno deciso di scioperare e di rivendicare i loro diritti?

Sicuramente anche questo. A mio avviso però hanno fatto una grande stronzata.

Perchè dice che gli operai hanno fatto “una grande stronzata”?

Uno che sta combinato così, che sta alla fine di una trattativa e ti metti a fare un casino del genere metti solo i bastoni tra le ruote. Hanno pure ottenuto qualcosa in più, ma secondo me se ci sta una buona prospettiva laggiù, mi auguro di sbagliarmi, sicuramente si è rallentato un po’ tutto. Un casino del genere ti rallenta tutto. Speriamo bene che vada avanti, ma hanno sbagliato modi e tempi.

Ma cosa c’entra Termini Imerese con i pagamenti in Molise? Se una persona lavora deve essere pagata, lei non crede?

E’ tutto un discorso globale.

E qual è il discorso globale?

Con i nostri piccoli numeri, evidentemente, non ce la facciamo più ad andare avanti. Secondo me è tutto collegato con quella situazione. Effettivamente stiamo in grosse difficoltà economiche e, quindi, non è che non ci pagano per sport.

Se la trattativa di Termini Imerese andrà in porto, secondo Lei, lo stabilimento di Macchia d’Isernia continuerà la sua attività?

Secondo me, si. A Macchia comunque fanno produzione della DR1, quelle piccoline, e quindi va avanti. Ma, onestamente, non siamo a conoscenza dei progetti e di quello che vuole fare in Sicilia l’azienda.

Non vi pagano e non siete informati.

Non conosciamo il programma dettagliato. Sappiamo quello che leggiamo sui giornali locali.

Ma la Dr come giustifica il mancato pagamento?

Ci dicono: ‘stiamo temporeggiano, un po’ di pazienza, stiamo risolvendo un po’ di problemi’. Chi sta dentro li vede i problemi. E’ inutile fare pressioni per avere i soldi, perchè ti rispondono ‘i soldi dove li prendo?’.

La vostra pazienza fino a quando potrà durare?

Penso che siamo alla fine. Credo che anche in Sicilia qualcosa si deve sapere, tra marzo e aprile se qualcosa si deve fare si farà. Se gli dicono di no amen e si rivolterà tutto da noi e vedremo quello che si potrà fare.

Secondo l’azienda: “l’acquisizione dello stabilimento siciliano è necessaria per la sopravvivenza”. Se salta Termini Imerese salta pure Macchia?

E’ tutta una questione di numeri e di soldi. L’ho sentita anche io questa frase del responsabile comunicazione della Dr: “Se salta là, la botta forte si prende pure qua”. Purtroppo serve quella boccata d’ossigeno, ci vuole una bella iniezione di soldi per riprendere un po’ tutto. Al momento se si va presso una banca a chiedere 10milioni, rispondono di no perché già ne avanzano troppi. In piccolo è quello che succede a me: se faccio richiesta per qualche finanziamento non mi da niente nessuno perché non pago una rata da cinque mesi.

Quali sono i problemi che voi toccate con mano quotidianamente?

Mancano le risorse economiche, si acquista poco e si vende poco. E’ tutta una catena.

Gli operai hanno problemi di stipendi, voi avete problemi di stipendi. Ma questi problemi sono gli stessi anche per i dirigenti?

Credo che anche per loro la situazione sia uguale. Non prende niente nessuno anzi, da quello che so, qualche dirigente sta pure più indietro di noi. Però prendendo di più e stando in una situazione economica più privilegiata si possono permettere di aspettare qualche mese in più. Noi poveri cristi che guadagniamo poco, stiamo tutti con le spalle al muro.

Ritorniamo sulla posizione della Fiom, l’unico sindacato che ha appoggiato gli operai.

Sono stati sbagliati i modi e i tempi. Punto e basta.

Se la sente di dire qualcosa sull’operaio della Fiom licenziato dalla Dr?

Non so perché è stato licenziato. Ho sentito che è iscritto al sindacato, però non conosco la motivazione.

da L’Indro.it di giovedì 8 Marzo 2012, ore 18:09

http://lindro.it/Dr-Motor-una-voce-dall-interno,7119#.T1sznXnwlB0

Dr Motor-Fiom, è ancora scontro

Parla un lavoratore, ’licenziato perchè iscritto al sindacato’

Dr Motor-Fiom, è ancora scontro

L’azienda automobilistica ha rilevato lo stabilimento di Termini Imerese, ma gli operai lamentano ritardi nei pagamenti degli stipendi e un clima troppo teso

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

La Dr Motor Company SpA di Macchia di Isernia (Molise, ndr) ha intimato il licenziamento ad un componente del direttivo sindacale che nei mesi scorsi aveva condotto, insieme ad altro delegato, una dura battaglia per ottenere il pagamento delle retribuzioni dei lavoratori impiegati nello stabilimento di Macchia di Isernia”. Queste le parole contenute nel comunicato dello scorso 20 gennaio 2012, a firma del segretario regionale della Fiom Molise Giuseppe Tarantino. Torna di attualità, dopo la ribalta nazionale per la questione Termini Imerese, l’Azienda molisana DR Motor.

All’epoca dell’accordo per lo stabilimento siciliano si registrò un’unica voce fuori dal coro. Quella dell’ex Ministro Antonio Di Pietro che, attraverso un nota, attaccò con queste parole: “l’imprenditore Di Risio, che ha promesso mari e monti e che è stato presentato dal Ministero dello sviluppo economico, non paga da mesi i suoi dipendenti d’azienda in Molise”. Oggi siamo al punto di partenza. Per il lavoratore licenziato e iscritto alla Fiom: “avanziamo la retribuzione di novembre, dicembre e la tredicesima”.

Cosa è cambiato dopo l’accordo? Per l’organizzazione sindacale molisana “la decisione della Dr Motor Company non facilita un rasserenamento nei rapporti sindacali all’interno dell’azienda”. Non è facile, in quest’ultimo periodo, la vita dei delegati sindacali Fiom all’interno delle fabbriche.

Ma perché il lavoratore molisano, delegato sindacale della Fiom, è stato licenziato? Abbiamo raccolto, con un’intervista, la versione del lavoratore, senza fare il suo nome (per rispettare il suo volere).Gli iscritti Fiom – ha tenuto subito a precisare – da due sono passati a 14. Sono tutti scontenti, delusi”. Con Matteo (useremo questo nome di fantasia) siamo partiti dalla sua storia. Dall’inizio. “Tutto è iniziato a giugno del 2010 – ha cominciato a raccontare Matteo – quando ci sono stati i primi ritardi di pagamento. Cominciai a chiamare per sapere degli stipendi e da quando ho iniziato a chiamare hanno cominciato a portare su di me, e su quelli che volevano sapere di più sugli stipendi, una certa pressione”.

Chi avevi contattato per avere informazioni sugli stipendi?
Chiamavo Mike Matticoli, il responsabile delle risorse umane dell’Azienda. Ho sempre fatto il magazziniere come lavoro e da quando ho iniziato a chiamare mi hanno cominciato a spostare al lavaggio o mi chiamavano in ufficio per lanciare delle accuse, sempre indirettamente. Portavano comunque una certa pressione psicologica. Essere chiamati frequentemente in ufficio, sotto interrogatorio porta una certa pressione. Da quando mi sono iscritto al sindacato…

Al giugno 2010 non eri ancora iscritto al sindacato?
In quel periodo ancora no. Da allora abbiamo cominciato a pressare un pò l’azienda, anche con il sindacato. Si sono visti un pò di risultati, infatti hanno pagato gli stipendi che avanzavamo, anche se in ritardo e dilazionati con anticipi.

Quali erano le motivazioni di questi pagamenti in ritardo e dilazionati?
Che l’azienda aveva dei problemi, che stavano quasi per risolvere. Che dovevano ricevere dei finanziamenti.

Le motivazioni venivano associate all’ingresso di Termini Imerese?
A volte è stato detto anche qualcosa del tipo “stiamo facendo una trattativa“. Ci davano delle speranze, dicendoci che non dovevamo preoccuparci. Termini Imerese è stata messa in mezzo per dire “noi abbiamo dei progetti futuri e quindi non vi preoccupate“.

Tu e i tuoi colleghi che idea vi siete fatti sui ritardi?
Suppongo che l’azienda non abbia soldi. Questo è il pensiero che ci siamo fatti tutti. L’azienda spera nei finanziamenti per l’acquisto di Termini Imerese. Oggi avanziamo novembre, dicembre e la tredicesima.

Tutti i dipendenti?
Si, tutti.

Come si arriva al tuo licenziamento?
Da quando mi sono iscritto alla Fiom ho dato abbastanza fastidio all’azienda. Mi hanno spostato nel lavaggio e tengo a precisare che il lavaggio è una ditta esterna e legalmente non potevano spostarmi a un lavaggio di un’altra ditta. E su questo stiamo facendo ricorso. Al mio licenziamento si è arrivati perchè davo fastidio all’azienda e loro hanno voluto trovare un appiglio nel fatto che andai in ferie nel periodo di Natale e capodanno.

Come è stato motivato il licenziamento?
Perché sono stato in ferie senza giustificazione, senza autorizzazione.

Com’è andata la storia delle ferie?
Ne parlai un mese prima con il mio responsabile del magazzino perché mia sorella aveva avuto un incidente. Lui mi disse che doveva parlarne con il direttore e che mi avrebbe fatto sapere. Qualche giorno prima delle ferie mi disse che il direttore Cefaratti le aveva revocate a tutti per fare l’inventario. Gli spiegai di nuovo la mia situazione familiare e lui mi disse che avrebbe riparlato con il direttore e aggiunse che per lui andava bene, potevo andare in ferie. Siamo rimasti così, con questa autorizzazione verbale. Con me c’era anche un collega che ha sentito tutto.

E poi che succede?
Mentre ero in ferie mi arriva una lettera, dove mi chiedevano di giustificare immediatamente le assenze ingiustificate. Ho fatto rispondere all’avvocato che le ferie erano giustificate, in quanto autorizzato verbalmente in presenza di un testimone. Alla fine siamo andati con i rappresentanti Fiom, compreso il segretario Tarantino, all’Associazione Industriale per incontrarci con Cefaratti, Matticoli e un’altra persona. Dopo mi è arrivata la lettera di licenziamento dove ho appreso che le mie giustificazioni erano infondate.

Cosa sta accadendo nello stabilimento di Macchia di Isernia?
Non siamo più in due ad essere iscritti al sindacato Fiom, bensì 14. Ho parlato con i miei colleghi, sono tutti scontenti, arrabbiati, delusi e non possono più andare avanti. A giorni ci saranno anche delle manifestazioni.

da L’Indro.it di venerdì 3 Febbraio 2012, ore 19:58

http://www.lindro.it/Dr-Motor-Fiom-e-ancora-scontro,6191#.Tzuza4Ga2p4