IO HO DENUNCIATO #dvd

#iohodenunciato
#workinprogress #tdg #cosanostra #mafiemontagnadimerda #pdc #cinema #mediometraggio

IO HO DENUNCIATO #Venafro

IO HO DENUNCIATO… a Venafro (Is), 31 maggio 2019
Grazie all’ associazione culturale ‘Città Nuova’, evento organizzato in collaborazione con il Comune di Venafro.
#iohodenunciato #maggiodeilibri #libri #storiavera #mafiemontagnadimerda

IO HO DENUNCIATO

GRAZIE DI CUORE MARCELLO.
#iohodenunciato
«Lo scrittore molisano Paolo De Chiara continua anche con questo libro ad interessarsi della lotta alla Mafia. Nel libro “Io ho denunciato” si parla di un imprenditore onesto, vessato e minacciato continuamente da clan mafiosi. 
A un certo punto trova il coraggio di denunciare gli uomini
che lo ricattano e vogliono costringerlo a pagare il pizzo. Decide di denunciare l’accaduto, entra così nel programma di protezione testimoni e diventa un bersaglio della mafia, per cui potrebbero uccidere lui o qualche elemento della famiglia. Trascorre diverso tempo in questa situazione difficile e rischiosa. Alla fine quando l’avvocato gli chiede se ne è valsa la pena di complicarsi la vita e lui risponde in modo affermativo perché bisogna far capire ai giovani che le mafie si possono sconfiggere. 
Con questo libro ci si rivolge a tutti per far capire che la criminalità organizzata è un male e si può sconfiggere anche con il coraggio di un cittadino.»

IO HO DENUNCIATO #recensione

IO HO DENUNCIATO #fotolettori


IO HO DENUNCIATO. 
La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano. 
di Paolo De Chiara
(Romanzi Italiani, 2019)

IO HO DENUNCIATO. 
La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano. 
di Paolo De Chiara
(Romanzi Italiani, 2019)

“Voglio fare un appello a tutte le persone perbene, ai tanti cittadini onesti: DENUNCIATE, DENUNCIATE, DENUNCIATE!!! Questi mostri non sono invincibili. Si possono sconfiggere!! Soltanto con la denuncia possiamo eliminare definitivamente questo cancro che, da secoli, appesta i nostri territori. Questo è il messaggio che deve passare. I cittadini devono denunciare e tenersi lontani dalla mentalità mafiosa! Noi siamo pronti a fare la nostra parte” tratto dal libro IO HO DENUNCIATO di @paolo_de_chiara
#romanziitaliani @iohodenunciato #fotolettore


IO HO DENUNCIATO. 
La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano. 
di Paolo De Chiara
(Romanzi Italiani, 2019)

“Io sono un servitore dello stato …ognuno di noi è padrone del proprio destino”


IO HO DENUNCIATO. 
La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano. 
di Paolo De Chiara
(Romanzi Italiani, 2019)

“Tu non devi sperare. La speranza è una cosa orrenda, inventata dal potere per tenere sotto controllo le masse. La GIUSTIZIA ha bisogno di certezze e noi siamo sulla buona strada….”

IO HO DENUNCIATO. 
La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano. 
di Paolo De Chiara
(Romanzi Italiani, 2019)

Un imprenditore italiano subisce, per tanti anni, l’arroganza criminale da parte di due clan di Cosa nostra. Dopo una crisi interiore e un profondo senso di smarrimento denuncia gli aguzzini mafiosi. L’uomo entra in un mondo totalmente sconosciuto: anni di privazioni, difficili da sopportare. Le accuse contro i clan sono devastanti: arresti, processi, condanne. L’imprenditore, a seguito della denuncia, entra nel programma provvisorio di protezione in qualità di testimone di giustizia, ma deve subire l’onta da parte della Commissione centrale. La storia narrata nel libro “Io ho denunciato”, liberamente ispirata a una vicenda realmente accaduta, è stata scritta per raccogliere il grido disperato d’aiuto, per far emergere le positività ma, soprattutto, le difficoltà che devono affrontare e subire i testimoni di giustizia italiani, assieme alle loro famiglie; per migliorare un sistema che presenta carenze significative nella salvaguardia di chi ha denunciato le mafie; per portare molte altre persone a denunciare. È un dovere testimoniare, ma è un diritto essere tutelati. Il protagonista ha vinto la sua battaglia, è riuscito a guadagnarsi la libertà. Ma quanti mancano ancora all’appello? 
iohodenunciato.it

[Disponibile online]
@iohodenunciato

IO HO DENUNCIATO #video

Lo scrittore Paolo De Chiara ha aperto il ciclo di incontri “OTIUM LETTERARIO” al centro AFRA di Larino

È stato lo scrittore molisano Paolo De Chiara ad aprire il nuovo ciclo di incontri culturali a cura del centro AFRA di Larino. Il titolo di quest’anno è “OTIUM LETTERARIO”. “L’ozio per Francesco Petrarca è l’otium litteratum (contrapposto al negotium) dei classici: l’appartarsi dal rumore mondano, il riposo consacrato al sapere e al ben agire, la lettura di molti e buoni libri, lontano dall’angustia e dalla fretta della società”, spiega Gianluca Venditti del centro culturale AFRA.

Il primo ospite, come dicevamo, è stato lo scrittore Paolo De Chiara che ha presentato il suo ultimo lavoro “io ho denunciato” romanzi italiani edizioni e racconta la storia di uno degli ottanta testimoni di giustizia del nostro Paese. “Il testimone di giustizia – dice De Chiara – non è come i collaboratori, i famosi pentiti, il testimone di giustizia solitamente è un imprenditore vessato per anni dal crimine organizzato e che arrivato a un certo punto non ce la fa più e denuncia, pagandone le conseguenze. A volte capita anche a semplici cittadini trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, diventando loro malgrado testimoni di fatti gravi e che invece di starsene zitti denunciano”.

da Germinamente.it

IO HO DENUNCIATO #lettori

GRAZIE di CUORE 
#lettori


“IO HO DENUNCIATO”
di Paolo De Chiara

Libro stupendo che racconta in maniera brillante e con verità, la drammatica storia di un Testimone di Giustizia, il quale vittima della mafia, decide di denunciare i suoi carnefici.
Da allora è stato un lungo e doloroso cammino contrassegnato da trepidazione ed incertezze, ma nonostante tutto non si arrende e con dignitoso coraggio prosegue il suo cammino anche se difficile e tortuoso.
Un racconto avvincente, vero, catturando così non solo la mia mente ma anche il cuore e la pancia, e rendendomi davvero partecipe di quanto leggevo.
Un libro in grado di catturarti come pochi.
Quando sapere, capire diviene una necessità.
Da leggere assolutamente
Personalmente l’ho letto tutto d’un fiato.
Consiglio di leggerlo a tutti!!
Un grazie allo scrittore e giornalista Paolo De Chiara per il suo prezioso lavoro.
#grazie#paolodechiara ✍📖
#iohodenunciato#storiavera#verità#sicilia#catania#testimonedigiustizia#tdg#pdc#libro#romanzo#romanziitaliani
@paolo_de_chiara @iohodenunciato


Ho sempre creduto che per difenderci dal male bisogna affrontarlo

Giovanni Falcone diceva “la mafia è un fenomeno umano e come tale ha avuto un inizio ed avrà una fine”

Se poi questa fine arriverà presto o tardi, dipende da noi. #insiemesipuò
#leggereperconoscere#leggerepercapire#leggereaprelamente#leggeresempre
#mafiamontagnadimerda

IO HO DENUNCIATO #lettori

Grazie di Cuore 
«Testimonianze di verità: “IO HO DENUNCIATO” di @paolo_de_chiara 

#lettureconsigliate #iohodenunciato #storiavera #testimonidigiustizia #libridaleggere #grazielettori»

Grazie di Cuore, dottoressa #buonalettura 
«La libertà di pensiero è più forte della tracotanza del potere.» Giordano Bruno.

#fotolettrice #graziedicuore #iohodenunciato #libridaleggere #romanziitaliani #lettureconsigliate #testimonidigiustizia

«Io ho denunciato» con gli #Studenti

«IO HO DENUNCIATO» 
incontro con gli studenti dell’IIS Patini Liberatore di Castel di Sangro (Aq), 6 marzo 2019
#scuola #incontri #ragazzi #studenti#sapere
#iohodenunciato #tdg #storiavera #paolodechiara
www.iohodenunciato.it

Caro Paolo… #AngelaNapoli

GRAZIE di Cuore On. Angela NAPOLI. 
#iohodenunciato
«Caro Paolo, ho letto tutto in un fiato il tuo libro. Complimenti vivissimi. Il racconto, che certamente descrive la realtà, a volte è molto duro, ma si conclude con l’invito, importante, alla denunzia. Chi segue la vita dei Testimoni di Giustizia, sa bene che purtroppo questo racconto è reale. Quest’ultimo tuo lavoro dovrebbe essere innanzitutto letto dagli addetti al ramo e poi nelle scuole, al fine di far comprendere ai giovani di come le mafie riescono ad impadronirsi del lavoro degli onesti e di quanta cattiveria regni nei cuori dei criminali. Con sincero affetto voglio dirti grazie e rinnovarti vivissimi complimenti. Angela.»
#angelanapoli già Componente della Commissione Parlamentare Antimafia, relatrice della prima Relazione sui Testimoni di giustizia, minacciata di morte dalla schifosa ‘ndrangheta #mafiemontagnadimerda

In attesa del nuovo libro…

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#ilcoraggiodidireno #testimonidigiustizia #tdg #ilvelenodelmolise #inattesadelnuovolibro #romanzo #iohodenunciato #libri #pdc #mafiemontagnadimerda #valangadimerda

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PRIVERNO

agendine rosse

”La verità vive”, campus della legalità e della cittadinanza attiva. Priverno, 25 e 26 maggio 2018
Sabato 26 maggio
Ore 9:30
Inaugurazione murales dedicato a Lea Garofalo e sua figlia Denise.
Momento musicale “La ballata di Lea”, a cura dei Canusia.
Ore 10:00
“Donne Coraggio. Storie di ndrangheta e violenza”
Incontro con l’autore Paolo De Chiara e presentazione del libro “Il coraggio di dire no” con la partecipazione di Marisa Garofalo.
Ballo “Maria Coraggio” a cura delle studentesse e delle docenti dell’ISISS T. Rossi.

Manifesto Priverno

 

“Sono una vittima di camorra”: parla Augusto Di Meo, testimone dell’omicidio di don Peppe Diana

agusto di meo

“Abbiamo superato le 4mila adesioni, pare che anche la Chiesa si stia cominciando a muovere per promuovere questa petizione. Potrebbe essere la volta buona, il percorso è lungo, la ferita è ancora aperta, io sono rimasto nel mio territorio, dove faccio la sentinella. Però sono scontento, è negativo non riconoscere un testimone per un territorio così ancora in fase di cambiamento”. È un fiume in piena Augusto Di Meo, il fotografo-amico e testimone oculare dell’omicidio del prete di Casal di Principe don Peppino Diana. L’unico a presentarsi, qualche minuto dopo il fatto delittuoso, in caserma per denunciare l’assassino del giovane parroco, impegnato contro la criminalità. In quegli anni imperversavano impunemente i sanguinari esponenti del clan dei casalesi. Sono passati 23 anni da quel maledetto 19 marzo del 1994, quando la camorra – schiaffeggiata quotidianamente dalle parole e dalle azioni di don Peppe – decise di entrare in sacrestia e sparare cinque colpi di arma da fuoco.

Di Meo non è mai diventato un testimone di giustizia, per il Tar Lazio e per il Consiglio di Stato, non rientra nella legge 45 del 2001 (la norma sui collaboratori e sui testimoni), ma sta combattendo la sua battaglia personale in un territorio ancora difficile. La raccolta delle firme – iniziativa promossa dal Comitato don Peppe Diana, da Libera e dall’amministrazione di Casal di Principe – è una spinta per far ottenere ad Augusto Di Meo il riconoscimento di vittima della criminalità organizzata (legge 302 del 1990). “C’è un processo di beatificazione in corso per don Peppino e non lo so come fanno ad avere un testimone non riconosciuto, con tutte le problematiche che ci stanno sotto. Per me rimane ancora aperta questa ferita, sono coinvolto in prima persona”.

Partiamo dalle condanne degli assassini di don Peppe.
Nel 2004 finisce il processo in Cassazione, mi attivo per i benefici di legge, ma la legge del 2001 non è retroattiva. Io lasciai il territorio nel 1994, non mi permettevano di stare tranquillo, avevo coinvolto anche i miei familiari, e lo lasciai a mie spese. Sono stato in Umbria per quattro anni, aprii un’attività, chiusi la mia e mi convinsi che dovevo ritornare. Non sono io il problema, io dovrei essere una risorsa per il territorio. Per non parlare del chiacchiericcio, della delegittimazione, “lo sbirro”, “l’infamone”, “lo spione”, queste parole ancora mi fanno male e mi hanno fatto perdere tanto anche professionalmente. Ma io resisto, ed è giusto che sia così.

C’è stata anche una causa presso il Tribunale civile di Napoli per questo riconoscimento.
Nel 2004, dopo la fine del processo in Cassazione. Il giudice del Tribunale di Napoli dice che sono un testimone di giustizia, però non è competenza del Tribunale civile, ma del Tar di Roma.

E cosa succede?
Spendo altri soldi, mi rivolgo al Tar, poi al Consiglio di Stato che aveva già sentenziato che la legge non era retroattiva, quindi mi fermo. Faccio fare l’interrogazione parlamentare e altre azioni in questi anni. Ora c’è questa petizione che sta dando buoni frutti, la gente si sta dimostrando abbastanza sensibile. Mi ritrovo con questa patologia, ma vado avanti e faccio resistenza tutti i giorni.

Lei ha denunciato spontaneamente un omicidio di camorra. Rifarebbe questa scelta?
Rifarei tutto da capo senza ‘se’ e senza ‘ma’. La scelta è stata giusta e io non ho fatto questa scelta per diventare un testimone di giustizia. A volte mi chiedo perché io, perché io stavo là in quel momento, evidentemente c’era un disegno. Quella mattina in quella chiesa c’era un sacco di gente, non dimentichiamo che era il giorno di San Giuseppe, tutti quanti erano lì per fare gli auguri a don Peppe e per ascoltare la messa che doveva celebrare alle sette e mezza. Mi ci trovo vicino, e vedo che quello lo spara. Ho fatto una cosa giusta, ho scelto di andare in caserma a denunciare.

Alle 7:20 del 19 marzo 1994 don Peppe Diana viene colpito con cinque colpi di pistola: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo. Qual è il suo ricordo?
Arrivo alle 7:00 in parrocchia e incontro il sacrestano e lui mi disse che don Peppe stava nello studio, lo raggiungo e ci abbracciammo. Commentammo le varie situazioni del tempo, niente lasciava presagire il peggio. Lui doveva dire messa. Io vidi una persona con i capelli lunghi e sentii quando questo disse chiaramente “chi è don Peppe?”, aveva visto due persone. Don Peppe fece un cenno con la testa e questo tizio tranquillamente sparò cinque colpi. Non ebbi la consapevolezza, non potevo mai immaginare, stavo in una Chiesa. Vivevo queste dinamiche, fotografavo i morti ammazzati, ma non si poteva arrivare a tanto. Don Peppe cade all’indietro, in una pozza di sangue. Cominciai a chiamarlo, ma non rispondeva, evidentemente morì sul colpo. Alzai gli occhi per guardare verso la luce e vidi l’assassino che si metteva la pistola dentro la cintura e sentii la sgommata della macchina, insieme al trambusto generale.

E lei va subito in caserma.
Ricordo la faccia del piantone che rimase gelido. Andai a casa e avvisai mia moglie, poi ritornai in parrocchia. Personalmente non mi ricordavo nemmeno che era morto, ebbi un blocco mentale. Dopo dieci giorni, al comando provinciale dei carabinieri di Caserta, conobbi Cafiero de Raho (oggi Procuratore nazionale della DNA, ndr), il magistrato che mi interrogò. Non riuscivo a stare tranquillo. Mi convinsi che dovevo lasciare il territorio, a spese mie. Trovai questo negozietto in Umbria e mi trasferii con la famiglia. Ho riscoperto dopo che sono stato definito un soggetto adamantino, ma io non ho fatto niente, non mi sento di essere un eroe. Ho fatto solo il mio dovere e questo ha portato a fare giustizia, dopo tutto quel fango che la camorra ha gettato su don Diana.

 

Con la morte di don Peppe si sveglia anche lo Stato?
Da quel momento arriva lo Stato e fa piazza pulita, con le varie operazioni. A volte dispiace dirlo, ma quella morte ha portato, con la mia testimonianza…

L’unica testimonianza?
Il sacrestano che arriva al processo dice che non sapeva niente e che non voleva sapere niente, esce di scena e rimango solo.

Una solitudine soltanto processuale?
Quello che mi fa soffrire è proprio la solitudine, mi sento solo. Sono passati 23 anni, ma la ferita non si è mai rimarginata. Ci sono delle situazioni interiori, dei malesseri, non faccio più vita sociale.

E i cittadini del suo territorio?
Faccio una mia riflessione, ed è la mia chiave di lettura: non ti ammazzano materialmente, perché non conviene e l’ala militare sta in galera e, quindi, c’è una parte della società civile che reagisce bene. E sotto questo aspetto si è registrato un cambiamento, però se qualcuno deve dire la parolina non perde occasione.

Che parolina?
Ad esempio “non andare a fare le fotografie dallo sbirro”. La battaglia io l’ho vinta, insieme alla mia famiglia, però professionalmente….

Ancora oggi accade, dopo 23 anni dall’omicidio?
È una mentalità, ma non è più possibile subire questi comportamenti. Sembra che stanno tutti vicini a te, ma nei miei confronti non è mai stato fatto un progetto.

Chi era don Peppe Diana?
Una grande persona, un giovane sacerdote che aveva rotto gli schemi di quella Chiesa assuefatta. Arriva con questo documento (“Per amore del mio popolo”, ndr), la sua vulcanicità ti coinvolgeva. Il segnale era fortissimo, scuoteva gli animi, le coscienze. Don Peppe è un martire di Dio.

E come si è comportata “quella Chiesa” dopo la sua morte?
Dopo l’omicidio abbiamo avuto un periodo buio, anche nel ricordo. La vera freschezza è stata con l’arrivo di questo vescovo che abbiamo adesso ad Aversa.

da Restoalsud.it

don peppe

TESTIMONI DI GIUSTIZIA a MODENA

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a MODENA
venerdì 17 marzo 2017, dalle ore 21:00 – 
Organizzato da Associazione culturale L’Asino che vola
presso La Tenda
viale Monza, angolo viale Monte Kosica

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO a Casoli&Altino

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UNA BELLISSIMA GIORNATA. Grazie a tutti!!!

11 novembre 2017

A CASOLI (Chieti) con gli straordinari ragazzi dell’Ist. Comprensivo ‘G. De Petra’ e dell’Ist. Superiore ‘A. Marino’.

Ad ALTINO (Chieti), incontro con la cittadinanza.

 

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STORIE DI ORDINARIO EROISMO con gli studenti Toscani, 6 giugno 2017

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…con i favolosi ragazzi di Barga (Lucca)

 

…con i ragazzi di Fornaci di Barga, Lucca

 

 

IL CORAGGIO DI RESISTERE… #leagarofalo e #feliciaimpastato Milano, 10 giugno 2017

 

locandina

IL CORAGGIO DI DIRE NO a MILANO, giugno 2017

Silvia Pinelli: “Il 10 giugno vi aspetto alla Cascina Cuccagna per parlare di due donne che hanno detto “NO” alla mafia: Felicia Impastato e Lea Garofalo.

Perchè la resistenza non è mai finita (con Giovanni Impastato, Paolo De Chiara, ANPI, Associazione Cascina Cuccagna, Pietro Colaprico, Paola Kerpam e tutti quelli che vorranno esserci)”.

 

 

L’EVENTO SU FB

Ci sono silenzi più forti dei muri: Il coraggio di Resistere

 

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IL CORAGGIO DI DIRE NO…

 

 

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IL COMMENTO DI UN LETTORE…

“La storia di Lea Garofalo…il suo libro, come una fiaccola accesa, mantiene viva la speranza in un futuro più luminoso, senza l’oscurità ed il grigiore della mafia.
Quando viene a presentare il suo libro qui da noi?”

#ilcoraggiodidireno#leagarofalo #libri #mafiemontagnadimerda

Presentazioni IL CORAGGIO DI DIRE NO & TESTIMONI DI GIUSTIZIA

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta.

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie.

– VIGARANO (Ferrara), 21 e 22 marzo 2017;
– LEINI (Torino), 23 marzo 2017;
– RHO (Milano), 24 marzo 2017 – rappresentazione teatrale Compagnia Ragli;

#leagarofalo #ilcoraggiodidireno #tdg #testimonidigiustizia
#ndranghetamontagnadimerda
#mafiemontagnadimerda 

— con Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie e Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

VIGARANO, Ferrara, 21 e 22 marzo 2017

 

LEINI, Torino, 23 marzo 2017

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RHO, Milano, 24 marzo 2017

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IO STO CON DI MATTEO!!!

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IO STO CON NINO DI MATTEO!
“…se ancora conserviamo l’aspirazione, nonostante tutto, ad essere cittadini e non sudditi, se ancora conserviamo la dignità di essere cittadini e non servi inconsapevoli di un potere che non ci appartiene e non ci rappresenta, non possiamo restare indifferenti. Abbiamo verso noi stessi e verso i nostri giovani, per la nostra dignità personale l’obbligo di reagire alla indifferenza all’apatia alla rassegnazione all’opportunismo, al sistematico nascondiménto dei fatti, alla superficialità che stanno dilagando fino a trasformare il nostro in un Paese senza memoria senza speranza e quindi senza futuro”. (Nino DI MATTEO). #dimatteo

#mafiemontagnadimerda

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a URBINO e PESARO 28 e 29 ottobre 2016

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a URBINO e PESARO
28 e 29 ottobre 2016

– Venerdì 28, ore 11:00 con gli Studenti dell’ I.I. Raffaello di Urbino
Ore 19.30 presso il Caffè del Sole (Urbino)
– Sabato 29, ore 9:00 con i ragazzi del Centro per l’impiego e la formazione di Pesaro


#insiemesipuò
#leagarofalo #lea #donnacoraggio #urbino #pesaro #noallamafia#sensibilizzareovunque #mafieMontagnadiMerda

rosa-gialla

CULTURA DELLA LEGALITA’… nelle SCUOLE.

SCUOLA

CULTURA DELLA LEGALITA’… nelle SCUOLE.
‪#‎Appuntamenti‬:
—29 gennaio 2016:
– Mattina: PONTINIA (Latina), Ist. Compr. “Manfredini”;
– Pomeriggio: PRIVERNO (Latina), Ist. Sup. “T. Rossi”;
—1 febbraio 2016:
– TEANO (Caserta).
‪#‎insiemesipuò‬ ‪#‎legalità‬ ‪#‎scuole‬ ‪#‎ragazzi‬ ‪#‎giovani‬ ‪#‎futuro‬ ‪#‎priverno‬‪#‎ilcoraggiodidireno‬ ‪#‎lea‬ ‪#‎leagarofalo‬ ‪#‎ilvelenodelmolise‬ ‪#‎testimonidigiustizia‬‪#‎mafiemontagnadimerda‬

GRAZIE Paola Senza Bavaglio Villa… I tuoi ragazzi sono favolosi. Sono stato benissimo con voi. ISTITUTO COMPRENSIVO ‘Manfredini’, QUARTACCIO (fraz. Pontinia), 29 gennaio 2016
‪#‎insiemesipuò‬ “La Scuola è sempre meglio della merda”.‪#‎mafieMontagnadiMerda‬

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GRAZIE Loretta Cardarelli. È sempre un piacere tornare nella tua favolosa scuola. I tuoi ragazzi sono eccezionali!!! ‪#‎insiemesipuò‬ ISTITUTO SUPERIORE ‘T. Rossi’, Priverno (Latina), 29 gennaio 2016.
“Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”.

SIAMO TUTTI NINO DI MATTEO, Roma 14 novembre 2015

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RESISTENZA!!!

FUORI LE MAFIE DALLO STATO!

#‎conDiMatteo‬ ‪#‎rompiamoilsilenzio‬ ‪#‎agenderosse‬‪#‎agendaRossa‬ ‪#‎PaoloBorsellino‬ ‪#‎SalvatoreBorsellino‬ ‪#‎mettercilafaccia‬‪#‎mafieMontagnadiMerda‬ ‪#‎insiemesipuò‬

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A TEATRO. La Bastarda. una vita coraggiosa (Lea Garofalo)

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la Bastarda. una vita coraggiosa

Venerdì 30 ottobre (h 21.00) al Teatro Centrale Preneste di Roma (via Alberto da Giussano 58) è in scena LA BASTARDA. UNA VITA CORAGGIOSA di Rosario Mastrota: in anteprima romana l’ultima proposta teatrale della Compagnia Ragli dedicata a Lea Garofalo, la donna che denunciò il compagno ‘ndranghetista, da lui assassinata il 24 novembre 2009.

Lo spettacolo è preceduto da un’introduzione dello scrittore Paolo De Chiara, che negli ultimi anni sta seguendo con molta passione le storie di chi dice no. Sul palcoscenico, Dalila Cozzolino, Andrea Cappadona,Francesco Figliomeni e lo stesso Rosario Mastrota, che firma anche la regia.

E’ bastato imbrattare la ‘ndrangheta per metterle paura.” – ci dice Lea – “Pensano di potersi mangiare il mondo in un solo boccone e poi si spagnanu ‘i ‘na fimmina. Hanno avuto paura. E ne hanno ancora. Bambini vigliacchi. E’ fatta così, la ‘ndrangheta. Gradassi superuomini armati, minacciano questo e quest’altro, ammazzano. Ma per che cosa? Per la paura che il gioco si interrompe. Il loro giocare ai banditi. La fimmina apre la bocca e azzoppa Golia. Ho vinto io, che vi piaccia o no. Fimmina batte masculi.”

Compagnia Ragli è stata fondata nel 2009 da Rosario Mastrota, Dalila Cozzolino e Andrea Cappadona. Il nome è stato scelto per determinare un punto di partenza: il raglio, suono evocativo di significati che si disegnano a partire dal rumore. Espressione dell’asinità astratta, prologo per volare verso la verità come fa Onorio, o come dimostra l’Asino cillenico di Giordano Bruno. In queste settimane, la compagnia – a cui si aggiungono gli attori Francesco Figliomeni e Gianni Spezzano – è impegnata a portare il suo repertorio in giro per l’Italia. FICCASOLDI è a Radicondoli (SI) il 6 novembre (ore 21.00 – Teatro dei Risorti) e a Milano l’8-9 novembre 2015 (ore 20.30 – Teatro PimOff). L’ITALIA S’È DESTA è a Verbania il 7 novembre (h 21.15 – Auditorium S.Anna).

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LA BASTARDA

30 ottobre 2015 – ore 21.00 

Biglietti: € 10.00 – € 8,00

Teatro Centrale Preneste – Via Alberto da Giussano 58 – Roma

INFO: www.compagniaragli.wix.com  – compagnia.ragli@gmail.com

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a Gaeta #campoantimafia2015

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GRAZIE DI CUORE Cooperativa Sociale “PROGRAMMA 101” Onlus Alessandra Arena Chiara De Conca

11 giugno 2015… LE MAFIE SONO UNA MONTAGNA DI MERDA!!!
Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie
Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

— a Gaeta.

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Tra Ecomafia e Mafie, 29 maggio 2015 #mafieunaMontagnadimerda

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venerdì 29 maggio 2015 ‪#‎insiemesipuò‬
ore 10:00MONTERODUNI (Isernia), Castello Pignatelli
ECOMAFIA

IL VELENO DEL MOLISE

con gli Studenti di MONTERODUNI (Is) e di S.ELIA A PIANISI (Cb), con la partecipazione di don Maurizio PATRICIELLO (parroco) e Federico SCIOLI (sost. Procuratore della Repubblica).Il veleno del Molise

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Paolo BORSELLINO e Agenda Rossa, Priverno, 29 maggio 2015

ore 16:00PRIVERNO (Latina), Isiss Teodosio Rossi

FUORI LE MAFIE DALLO STATO!!! Con Salvatore BORSELLINO e i favolosi ragazzi del “Teodosio Rossi”.

‪#‎mafieMontagnadiMerda‬

ANTIMAFIA – TESTIMONI DI GIUSTIZIA, Biblioteca della Camera dei Deputati

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Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie
ANTIMAFIA – Biblioteca della Camera dei Deputati.
Rassegna delle nuove accessioni per le Commissioni parlamentari
XVII Legislatura
Gennaio/Febbraio 2015

Antimafia Bìiblioteca Camera dei Deputati, gennaio 2015-page-002 Antimafia Bìiblioteca Camera dei Deputati, gennaio 2015-page-003 Antimafia Bìiblioteca Camera dei Deputati, gennaio 2015-page-004

“De Chiara ci racconta alcune storie di testimoni di giustizia attraverso gli atti processuali, intercettazioni e interviste, restituendo in modo efficace la difficile situazione di queste persone e del ruolo fondamentale che rivestono sia come armi contro la criminalità, sia come esempio di comportamento per la società civile”.

ANDREA BRESSA – Panorama.it

“De Chiara descrive la vita dei testimoni, la paura, le difficoltà, la morte (come con la storia di Noviello), ma cerca anche di analizzare le carenze del sistema. Un’analisi che non vuole solo registrare una sconfitta, ma tenta di essere un punto di partenza per migliorare il sistema giustizia”.

CRISTINA ZAGARIAREPUBBLICA.IT

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Testimoni di giustizia

Uomini e donne che hanno sfidato le mafie

di Paolo De Chiara

© 2014 GIULIO PERRONE EDITORE S.R.L., ROMA
I EDIZIONE OTTOBRE 2014
STAMPATO PRESSO CIMER, S.N.C., ROMA
ISBN 978-88-6004-326-9
HTTP://WWW.GIULIOPERRONEDITORE.COM

pp. 300 – Le Nuove Onde

formato 13X20

http://paolodechiara.com/tdg-ottobre-2014/