“Fermi-Mattei” di Isernia: un secondo diploma per la figlia della preside. Titolo conseguito nella scuola diretta dalla madre

ESAMI DI STATO. Il 9 settembre scorso la candidata – con residenza a Napoli – ha ottenuto il suo secondo titolo, dopo quello già conseguito, in passato, presso il Liceo Scientifico e dopo la triennale in Scienze infermieristiche. «Adesso sta facendo la magistrale», ha puntualizzato la madre-preside. Per Marialuisa Forte, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale: «Non c’è nessuna illegittimità. Nessuna incompatibilità.»

“Fermi-Mattei” di Isernia: un secondo diploma per la figlia della preside. Titolo conseguito nella scuola diretta dalla madre
La sede provvisoria del «Fermi» di Isernia

di Paolo De Chiara, WordNews.it

ISERNIA. Come si ottiene un diploma di maturità senza frequentare i canonici 5 anni? È possibile farlo da candidato esterno? Quali sono le modalità? Ma, soprattutto, quali sono i requisiti per partecipare all’esame di Stato? Domande lecite sottoposte a chi di dovere.

Ma prima di leggere le risposte è necessario conoscere una storia che vede protagonista la prof. Emilia Sacco, dirigente scolastica dell’ISISS “Fermi-Mattei” di Isernia (domani – in esclusiva – la sua intervista). La pandemia ha stravolto la vita degli abitanti di questo pianeta, modificando anche le modalità per l’esame di Stato. Quest’anno la novità è apparsa evidente anche agli studenti dell’ultimo anno: commissioni interne ed esami orali. E per i privatisti? Anche per loro sono cambiate le modalità.

Ma cosa c’entra la figlia della preside del “Fermi-Mattei” di Isernia che ha partecipato all’esame di Stato, conseguendo il titolo di Ragioniera (articolazione Sistemi informativi aziendali)? Il 9 settembre scorso, nella scuola diretta da sua madre, la candidata – con residenza a Napoli – ha ottenuto il suo secondo diploma, dopo quello già conseguito, in passato, presso il Liceo Scientifico e dopo la triennale in Scienze infermieristiche. «Adesso sta facendo la magistrale», ha puntualizzato la madre. La stessa dirigente scolastica dell’Istituto isernino ha aggiunto: «Però mia figlia non era assegnata qua, era assegnata a Venafro». Ma si è ritrovata a farlo nella sua scuola. Non si poteva scegliere un altro Istituto per togliere tutti dall’imbarazzo? Ma, soprattutto, perché recarsi nel Molise per conseguire un secondo diploma? Come se a Napoli non ci fossero istituti tecnici di ragioneria. La città partenopea ne ospita a decine di scuole con indirizzo di Sistema Informatico Aziendale, perché invece di Napoli si sceglie la Provincia di Isernia?

Parrebbe che già in passato ci sia stato, presso lo stesso Istituto, un esempio simile. Un assistente ATA, come ci hanno riferito da più parti, avrebbe conseguito il diploma nella scuola dove lavorava.

Nell’Istituto scolastico, momentaneamente trasferito in una struttura privata per i lavori partiti da qualche mese, si è verificato questo strano episodio. Ma prima di approfondire la questione figlia-candidata e madre-dirigente scolastica una domanda è necessaria. Non c’era nessuna struttura pubblica disponibile per ospitare lo storico Istituto isernino?

Dopo tanti anni gli attenti amministratori (un eufemismo per non dire altro) si sono accorti della pericolosità del terzo piano, quello che ospitava i “geometri”. Un Istituto che negli “anni d’oro” accoglieva migliaia di studenti. Ora, che non supera le trecento unità, è risultato poco sicuro. Ma questa è un’altra storia, tutta da approfondire.

Ritorniamo al fatto. La figlia della prof. Emilia Sacco, dirigente scolastica dell’istituito isernino ha conseguito, da privatista, il (secondo) diploma di ragioniera presso il “Fermi-Mattei”. Presso la scuola diretta dalla madre.

Il diritto all’istruzione deve essere garantito a tutti e la Repubblica, come recita la Costituzione (questa sconosciuta, scritta con il sangue dei Liberatori), ha il dovere di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

In questo caso il diritto all’istruzione può essere richiamato?

Nulla da obiettare se una ragazza di talento manifesti la volontà di arricchire il proprio bagaglio culturale. L’alunna in questione, però, pur avendo ampia scelta nella propria città di origine (Napoli) ha deciso di sostenere gli esami in Molise e, precisamente, presso la scuola diretta dalla madre, mettendo – immaginiamo – tutti in estremo imbarazzo. Lo stesso ragionamento è valido per i commissari, tutti interni (tranne il Presidente), che l’hanno esaminata, prima con un esame di idoneità e poi con l’esame di Stato.

Per queste ragioni abbiamo contattato la prof. Anna Ferrara, presidente della commissione Esami di Stato. «Mi sono informata, l’esame di Stato si può fare in qualsiasi Istituto. Ci sentiamo tra un po’, che dice?»

Certo, verso che ora possiamo sentirci?

Una domanda inutile. La risposta non è mai arrivata. La breve conversazione si è interrotta improvvisamente. Abbiamo tentato e ritentato. Fino allo sfinimento. Non siamo stati fortunati. Per tutta la giornata (venerdì 16 ottobre) il telefono è risultato “non raggiungibile”. Per scrupolo abbiamo riprovato lunedì 19 e, inaspettatamente, il telefono ha squillato. Ma inutilmente. Non abbiamo ricevuto risposta. E non siamo stati mai ricontattati.   

«L’esame si può fare in qualsiasi Istituto» ha affermato la Presidente della commissione d’esame. Ma è proprio così? Quali sono i requisiti? È opportuno farlo anche nell’Istituto diretto da un parente? Chi ha accertato i requisiti necessari all’ammissione della domanda da parte della giovane figlia, compreso quello della residenza?

La ragazza è residente in Molise? Ha il domicilio in provincia di Isernia? La nota del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca) numero 22110 del 28 ottobre 2019 parla chiaro: è necessaria la residenza. Al punto 2.A (modalità di presentazione delle domande di partecipazione all’esame) si può facilmente leggere: “I candidati esterni debbono presentare domanda di ammissione agli esami di Stato all’Ufficio scolastico regionale territorialmente competente…”. Anche i candidati esterni devono rispettare dei requisiti di ammissione all’esame. Compreso quello della residenza.      

E allora abbiamo coinvolto l’Ufficio scolastico regionale del Molise, contattando la dirigente Marialuisa Forte. E siamo partiti dalla procedura, per conoscere l’iter per il conseguimento di un diploma, ovviamente per un candidato esterno.«Bisogna presentare la domanda qui da noi (presso l’USR Molise, nda).»

Una volta presentata la domanda da voi, cosa succede?  

«Noi vediamo se ci sono tutti i requisiti e, a seconda del diploma che si vuole conseguire noi lo assegniamo a una scuola.»

Quindi siete voi che assegnate la scuola?  

«Sì.»  

Quali sono i requisiti da rispettare?

«Per conseguire un diploma di scuola superiore deve avere un diploma di scuola media.»

Nella nota del MIUR (prot. 22110 del 28 ottobre 2019) si parla anche di residenza?

«Sì, sì. Per poterlo fare fuori Regione ci vuole il nulla osta dell’Ufficio scolastico della Regione di residenza. La richiesta deve essere motivata, ovviamente.»

Nel settembre 2020 la figlia della dirigente scolastica dell’ISISS “Fermi-Mattei” di Isernia ha conseguito il secondo diploma nell’Istituto diretto da sua madre…

«So a cosa si riferisce, non c’è niente di…»

Perciò la sto chiamando, per capire cosa è successo?

«Niente, quello che le sto dicendo. Secondo quelle che sono le regole.»

Può spiegare meglio?

«Quello che ho detto.»

Ma cosa ha detto? Che significa secondo le regole?

«Le regole sono queste. Presento la domanda per fare l’esame di Stato in una Regione, in una scuola e si assegna la scuola secondo l’indirizzo degli studi.»

Quindi in questo caso c’è stato il nulla osta da parte della Regione di provenienza?

«Sì, certo che c’è stato.»

È opportuno assegnare una candidata ad un Istituto dove la madre fa la dirigente scolastica?

«Sì, perché non c’è nessuna illegittimità. Nessuna incompatibilità.»

Lei prima ha detto: “So a cosa si riferisce”. Come faceva a saperlo?

«Io sono il dirigente, so tutto quello che succede nelle scuole molisane.» 

Senta, ma una situazione del genere non potrebbe imbarazzare la commissione interna, composta dai professori che lavorano in quella stessa scuola?

«Assolutamente no.»

Ma è stata la candidata ad indicare la scuola?

«Assolutamente no.»

Quindi la decisione è stata presa dall’Ufficio scolastico del Molise?

«Sì.»

“Nessuna illegittimità, nessuna incompatibilità” dice la dirigente. Il Codice di comportamento dei dipendenti delle P.A. (D.P.R. 62/13) stabilisce all’art. 7 dei limiti per combattere il conflitto di interessi: «Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possono coinvolgere interessi propri, ovvero dei suoi parenti, affini entro il II grado, …”. In questo caso è possibile parlare di conflitto di interessi? Lo abbiamo chiesto alla dirigente Emilia Sacco, le sue risposte sono contenute nell’intervista che sarà pubblicata domani.

Lo stesso discorso vale per il “nulla osta”. Per il suo rilascio è necessaria una motivazione valida. Siamo in attesa di leggere le carte, dove espressamente si spiega (immaginiamo) il motivo che ha portato l’Ufficio regionale della Campania ad autorizzare una candidata – con la residenza a Napoli – ad effettuare l’esame di Stato ad Isernia, in Molise. E c’è ancora qualcuno che dice che questa Regione non esiste. Per adesso abbiamo il punto di vista della dirigente scolastica. «Non c’è incompatibilità. Se ci fosse stata non avrei potuto fare una cosa del genere. Guardi, ci sono casi in cui i docenti hanno i figli dove insegnano». Tra qualche ora potrete leggere la lunga ed interessante intervista.

Non si vuole certo mettere in discussione la preparazione della figlia della preside. La candidata in questione si sarà preparata coscienziosamente, pur provenendo da un diploma conseguito presso un Liceo Scientifico. Un percorso di studi estraneo a quello di un istituto tecnico. Sicuramente ha brillantemente superato gli esami preliminari per essere ammessa agli esami di Stato. Ha integrato con apposite prove scritte discipline impegnative come economia aziendale, informatica, diritto ed economia politica ed anche il francese.

Un esame di Stato superato con una valutazione che è andata oltre i limiti della stentata sufficienza. Noi le inviamo i nostri sinceri auguri per il suo secondo diploma.  

Cinque lunghi anni recuperati con tre pomeriggi di prove appare eccessivo? «Ha studiato da sola. Il percorso è durato parecchio. Già da quando ha fatto la domanda ha cominciato a studiare», ha puntualizzato la dirigente scolastica. Ma da quando ha iniziato a studiare? Quando si presentano le domande? Entro novembre, quindi 6/7 mesi prima.

Non stiamo mettendo in discussione l’impegno della candidata e l’indiscutibile zelo di una commissione esaminatrice che ha svolto sicuramente con coscienza il proprio lavoro.

Ma la scuola è il luogo dello studio, della formazione e dell’impegno dei giovani a cui vanno trasmessi messaggi rassicuranti e scevri da ogni considerazione equivoca. A loro va detto con convinzione che vale la pena affrontare sacrifici per formarsi e per essere all’altezza dei compiti da svolgere in una società disponibile a riconoscere il merito e la qualità delle competenze acquisite.

Per queste considerazioni, probabilmente, la scelta appare doppiamente inopportuna. Alimenta ipotesi non del tutto lusinghiere sia nei confronti della dirigente ma, soprattutto, nei confronti di una candidata che ha, con merito, superato le prove integrative e che per questo avrebbe potuto svolgere con più serenità il proprio esame in una sede scolastica diversa da quella diretta dalla madre.

«Ho guardato a una studentessa che, diciamo, andava tutelata. Lo avrei fatto per qualsiasi altro ragazzo, lo avrei fatto per qualsiasi altro studente della mia scuola», ci tiene a sottolineare la dirigente madre del’ISISS “Fermi-Mattei” di Isernia.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright WordNews

Domani pubblicheremo l’INTERVISTA – in esclusiva – della dirigente scolastica dell’ISISS “Fermi-Mattei” di Isernia.

Auguri #Totò

AUGURI Totò
#principedellarisata
«Io odio i capi, odio le dittature… Durante la guerra rischiai guai seri perché in teatro feci una feroce parodia di Hitler. Non me ne sono mai pentito perché il ridicolo era l’unico mezzo a mia disposizione per contestare quel mostro. Grazie a me, per una sera almeno, la gente rise di lui. Gli feci un gran dispetto, perché il potere odia le risate, se ne sente sminuito».
Oggi nel 1898 nasceva il “principe della risata” Antonio De Curtis, in arte Totò.

La tenacia dei colori vivaci

Una bellissima iniziativa… con grandi persone.

Una bella mattinata, una bella iniziativa a #Napoli
Con Paolo Siani
#onorevole
#fratello
#GiancarloSiani

#noninvano

GIANCARLO SIANI
“Potrai cadere anche infinite volte nel percorso della tua vita, ma se sei realmente libero nei pensieri, nel cuore e se possiedi l’animo del saggio, non cadrai mai in ginocchio, ma sempre in piedi!”.
#giancarlosiani

Promozione e sostegno della lettura

L’Onorevole Paolo Siani (fratello di Giancarlo, ucciso dalla camorra), in occasione della presentazione del libro di Cristina Salvio (La tenacia dei colori vivaci), illustra il suo punto di vista sulla nuova legge.

I punti fondamentali della legge, approvata definitivamente dal Senato, all’unanimità, il 5 febbraio 2020: tetto sconti (5%), carta per la cultura, tax credit (librerie), Piano nazionale lettura, Capitale italiana del libro, albo librerie di qualità, biblioteche scolastiche.

Questo il link per approfondire il testo: 

Fai clic per accedere a 01142506.pdf

da WordNews.it

Link: https://www.wordnews.it/promozione-e-sostegno-della-lettura

LA CAMORRA è una MONTAGNA di MERDA!!!

INCONTRO PUBBLICO
#camorravalangadimerda

manifesto 19 ottobre 2018

PER IL BENE COMUNE CONTRO LA CAMORRA!!!

#camorravalangadimerda

Somma Vesuviana (Napoli), 19 ottobre 2018

manifesto

 

TESTIMONI di GIUSTIZIA… a NAPOLI, 4 dicembre 2014

logo università napoli

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa

Facoltà di Giurisprudenza

Master in Criminologia

Dialoghi sulle Mafie

Giulio Perrone Editore

 

GIOVEDÌ 4 DICEMBRE ORE 16.30

Presentazione del libro di Paolo De Chiara

 manifestos

Testimoni di Giustizia

Uomini e donne che hanno sfidato le mafie

 Biblioteca Pagliara

Università Suor Orsola Benincasa

C.so V. Emanuele 292, Napoli

Comunicato Stampa

 

Dieci storie che raccontano un esempio concreto di lotta alle mafie: la denuncia. Dieci storie di semplici cittadini che hanno fronteggiato le mafie. Sono i racconti del volume di Paolo De Chiara, “Testimoni di Giustizia” (Giulio Perrone Editore), che ha scelto di affrontare un argomento delicato e poco esplorato, quello dei Testimoni di Giustizia: uomini e donne che hanno alzato la testa con civiltà e coraggio contro tutte le mafie.

De Chiara racconta con uno stile asciutto e deciso le storie di Gennaro C, ex carabiniere ausiliario, che diventa addetto alla sicurezza di una società edile legata alla famiglia camorrista Vuolo e che scoperchia le anomalie nella costruzione e nella manutenzione di strutture pubbliche. Di Giuseppe e Domenico Verbano, fornai calabresi, che non cedono alle pressioni della ‘Ndrangheta e contribuiscono alle indagini per l’arresto di Pietro Labate, e ancora, di Domenico Noviello, il leone anti-camorra, giustiziato con oltre trenta colpi di arma da fuoco, di Cetta Cacciola, costretta a ingerire dell’acido dopo essere stata costretta a ritrattare le precedenti deposizioni. Storie di morte, di denuncia, di coraggio per accendere i riflettori sui Testimoni di Giustizia, uomini e donne che nonostante il coraggio, sono costretti a vivere una vita complessa e isolata.

Oggi questo libro vuole essere la loro voce.

 

Il volume verrà presentato giovedì 4 Dicembre alle ore 16.30 presso la Sala Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, nell’ambito del ciclo di incontri “Dialoghi sulle mafie” e delle attività didattiche del corso di Diritto Penale della Facoltà di Giurisprudenza e del Master in Scienze criminologiche dell’Ateneo napoletano.

All’incontro, introdotto dal Rettore del Suor Orsola, Lucio d’Alessandro e coordinato dalla giornalista Vincenza Alfano, prenderanno parte, insieme con l’autore, Silvio Lugnano, direttore scientifico del Master in Scienze criminologiche del Suor Orsola, Isaia Sales, docente di Storia della criminalità nel Mezzogiorno al Suor Orsola.

 

All’incontro sarà presente anche uno dei testimoni di giustizia che ha raccontato nel libro la sua storia.

 

L’autore

Paolo De Chiara, giornalista, è nato a Isernia nel 1979. Ha collaborato alla realizzazione di un documentario su Lea Garofalo, girato in Italia e trasmesso in Francia, su Canal +. Tra le sue pubblicazioni, nel 2012 Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ’ndrangheta e nel 2013 Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici. Con quest’ultimo ha vinto, nel 2014, il Premio giornalistico nazionale Ilaria Rambaldi.

 

Le storie dei Testimoni di Giustizia:

Gennaro Ciliberto, Giuseppe e Domenico Verbaro, Rocco Mangiardi, Luigi Coppola, Valeria Grasso, Carmelina Prisco, Lea Garofalo, Maria Concetta Cacciola, Domenico Noviello, Ignazio Aloisi.

 

Le interviste a:

Angela Napoli, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia

Ignazio Cutrò, pres. Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia

Guido Lo Forte, Procuratore della Repubblica di Messina

Giuseppe Creazzo, Procuratore della Repubblica di Firenze

Nadia Fernari, Associazione antimafie ‘Rita Atria’

libro

 

corriere del mezzogiorno, 3 dic 2014 il roma, 3dic2014

 

Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
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IL VELENO DEL MOLISE a POGGIOMARINO (Napoli), 23 maggio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a Poggiomarino (NAPOLI)

23 maggio 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. Il lavoro dei ragazzi di Quarto (Scuola ‘Gadda’)

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. La storia drammatica di Lea GAROFALO a QUARTO (Na)… il lavoro dei Ragazzi (straordinari) della Scuola ‘Gadda’, progetto “Il Coraggio di dire No”.

Grazie per il vostro impegno, grazie a tutti voi… NON MOLLATE, NON TEMETE I VIGLIACCHI DEL CLAN POLVERINO, SIETE VOI IL FUTURO!!!

Paolo De Chiara

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Quarto (Na). L’intervento di Angela Procaccini

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. La drammatica storia di Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta (Falco Editore – http://www.falcoeditore.com) a QUARTO (Napoli)
16 maggio 2013

L’intervento di Angela Procaccini, madre di Simonetta LAMBERTI (Vittima di Camorra)

Simonetta Lamberti
Data dell’accaduto: 29/05/1982 – Luogo di morte: CAVA DÈ TIRRENI (SA)
Anni: 10
Movente omicidio: casuale

SIMONETTA_LAMBERTI

Breve storia dell’accaduto:
Simonetta Lamberti è stata uccisa all’età di 10 anni, da un killer della camorra nel corso di un attentato, il cui obiettivo era il padre, il giudice Alfonso Lamberti, procuratore di Sala Consilina, con il quale stava rincasando a Cava de’ Tirreni.
L’uccisione è avvenuta per pura casualità, una coincidenza sinistra: uno dei proiettili indirizzati al padre rimbalza sulla testa della piccola, uccidendola.
Simonetta Lamberti è ricordata come la prima di una serie di bambini vittime innocenti, uccisi per caso o per particolare crudeltà durante le guerre di camorra degli anni ’80.
A Simonetta è stato subito intitolato un monumento eretto in suo onore a Cava, monumento in seguito rimosso a causa dei lavori per alcune opere pubbliche e che solo dopo circa dieci anni è stato ripristinato.
A Simonetta Lamberti è intitolato lo stadio di Cava de’ Tirreni e sono state dedicate diverse iniziative.
da Fondazione Polis

A cura di Paolo De Chiara
paolodechiara.com

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VIDEO – Il Coraggio di dire No a QUARTO (Napoli), 16 maggio 2013

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Aula Magna S.S.S. ‘GADDA’ – via De Gasperi, 26

INTERVENTI:
Paolo DE CHIARA (autore)
Marianna COLACI e Nunzia GENTILE (Cooperativa IL GIRASOLE)
Daniela LAI e Maria DI COSTANZO (docenti)
Ciro BIONDI (giornalista)
Carmen DEL CORE (LIBERA Campi Flegrei)
Susy CIMMINIELLO (Coord. campano Familiari Vittime Innocenti delle mafie)
Angela PROCACCINI (Napoli nel Mediterraneo del Comune di Napoli)
Luigi SACCENTI (Equamente – Consorzio Coop Sociali)
Gianfranco GALLO (attore)
Luigi CUOMO (Nuovo Quarto Calcio)
QUESTA INIZIATIVA E’ CONTRO IL SISTEMA DELLA CAMORRA
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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a QUARTO (Na) – Scuola ‘GADDA’

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GRAZIE DI CUORE per la bellissima iniziativa organizzata dall’Istituto ‘Gadda’ di Quarto… Ragazzi, Insegnanti e dirigenti scolastici eccezionali.

Voi siete la speranza, non dobbiamo e non possiamo mollare. Non è facile parlare di Legalità in territori difficili, dove i clan offuscano qualsiasi speranza di futuro. A Quarto (Na) per tre volte il consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche. L’iniziativa di giovedì (16 maggio 2013) è uno schiaffo in pieno viso al maledetto clan Polverino… siete voi vigliacchi a dover lasciare queste terre bellissime. Andate via, a testa bassa.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI I PRESENTI e ai tanti COLLEGHI che hanno filmato e registrato l’impegno di questi favolosi ragazzi.

Insieme siamo una forza, non ci fermeranno.

Paolo De Chiara

Aula Magna S.S.S. ‘GADDA’ – via De Gasperi, 26
INTERVENTI:
Paolo DE CHIARA (autore)
Marianna COLACI e Nunzia GENTILE (Cooperativa IL GIRASOLE)
Daniela LAI Maria DI COSTANZO (docenti)
Ciro BIONDI (giornalista)
Carmen DEL CORE (LIBERA Campi Flegrei)
Susy CIMMINIELLO (Coord. campano Familiari Vittime Innocenti delle mafie)
Angela PROCACCINI (Napoli nel Mediterraneo del Comune di Napoli)
Luigi SACCENTI (Equamente – Consorzio Coop Sociali)
Gianfranco GALLO (attore)
Luigi CUOMO (Nuovo Quarto Calcio)
QUESTA INIZIATIVA E’ CONTRO IL SISTEMA DELLA CAMORRA
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da Il Roma, 24 maggio 2013
da Il Roma, 24 maggio 2013

LA RISCOSSA CONTRO EQUITALIA

Parte da Napoli il movimento nazionale. Testimonial Maradona

LA RISCOSSA CONTRO EQUITALIA

Il fiscalista Silvio Ceci: “lo Stato non può pretendere le tasse se non paga i debiti”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Parte da Napoli la ‘riscossa’ contro Equitalia. “Non siamo un partito – ha tenuto subito a precisare il fiscalista milanese Silvio Ceci  ma un movimento nazionale. Con testimonial Diego Armando Maradona, che ha un’annosa questione con il fisco italiano”.

L’ex campione del Napoli e della nazionale Argentina è intenzionato a portare avanti questa ‘battaglia’ ed è in compagnia di Sergio Paganelli, figlio dell’uomo che ha tentato il suicidio a Napoli per una cartella pazza. Scrive ‘Lettera43.it: “Doveva 15 mila euro a Equitalia, che aveva provveduto al fermo amministrativo della sua auto, una vecchia 600, e aveva iscritto un’ipoteca su una casa di sua proprietà a Giugliano (Na). Per questo Pietro Paganelli, artigiano napoletano 72enne, ha tentato di suicidarsi il 5 maggio sparandosi un colpo di pistola alla testa”.

Casi di suicidi si sono verificati in molte realtà del Paese. Molte anche le proteste dei cittadini che ormai vedono in Equitalia un nemico: “sono degli usurai e fanno più vittime della camorra”. Il movimento è stato presentato questa mattina nel capoluogo campano. Ne abbiamo parlato con Cerci, il commercialista di Milano che ha illustrato le motivazioni e gli obiettivi.

“Oggi è nato il movimento. Erano presenti a Napoli l’avvocato Angelo Pisani, l’avvocato Scala e il figlio del signor Paganelli, il signore che ha tentato il suicidio e che è in fin di vita all’ospedale di Napoli per aver ricevuto una cartella sbagliata, uno di tanti errori. Il movimento nasce da Napoli, ma penso che molto facilmente avrà una diffusione nazionale. Il problema è ormai nazionale”.

Basta leggere le cronache quotidiane per accorgersi dell’indignazione nei confronti diEquitalia che, in questi ultimi tempi, sta rendendo la vita difficile a molti cittadini. Nei giorni scorsi è stato aperto lo sportello Codici Sos debiti: difenditi da Equitalia. In poche ore centinaia le segnalazioni. “Molte le testimonianze sconcertanti, come quella di un cittadino che, per un debito residuo di 0,58 centesimi, si è visto recapitare una cartella Equitalia di ben 218,50 euro. Ma spesso le storie sono ancora più drammatiche”.

Come quella di un cittadino che per tanti anni ha dovuto condurre una battaglia personale contro la criminalità. Un negoziante lotta duramente per tutta la vita contro la mafia che minaccia di bruciare il suo negozio – precisa il Codici – per anni riesce a salvare la sua attività, non senza paura di ritorsioni. Oggi, ormai anziano, è costretto a temere Equitalia. L’Agenzia, per poche migliaia di euro, gli ha ipotecato tutto quello che fino a quel momento aveva salvato dalla criminalità. Ancora: “una ragazza madre, con uno stipendio di mille euro al mese, di cui 400 per l’affitto, a causa di multe non pagate si ritrova con un debitorateizzato di 800 euro al mese con Equitalia. Ma la rateizzazione proposta dall’agenzia non le permette di continuare a pagare il suo debito, che crescerà inesorabilmente. Tre anni fa riceve dall’Agenzia delle Entrate un avviso di pagamento di 3 mila euro non versate a causa di un errore relativo al modello unico”.

“L’obiettivo del movimento – ha spiegato il commercialista Ceci – non è contro Equitalia, ma per riformare la legge di riscossione dei tributi e colmare questa assenza politica.Un’assenza in Parlamento fuori dalla realtà, che non tiene conto di queste situazioni dei contribuenti. Il nostro obiettivo è colmare questa assenza e portare avanti le istanze dei cittadini. Ogni italiano ha un problema con Equitalia. Non siamo contro Equitalia che fa il suo lavoro, ma è una legge datata, che va riformata e va portata al giusto equilibrio tra il contribuente e lo Stato che deve riscuotere le sue tasse. Sono delle cose assurde. Lo Stato non paga i suoi debiti, non paga i suoi fornitori però pretende poi le tasse”.

Quali sono le proposte del movimento nato a Napoli? “Proporre dove c’è un credito da parte di un’azienda o di un contribuente che si possa compensare con il debito di Equitalia. Non vedo perché se lo Stato non paga i suoi debiti, il contribuente dovrebbe pagare le tasse. E’ una cosa ovvia, così ovvia che la politica non ne prende atto perché la politica è distratta e non si occupa dei reali problemi del Paese. Ci sono tante proposte di cui la politica oggi non tiene conto. Noi vogliamo riformare Equitalia per renderla più equa. Si chiama Equitalia, ma non è abbastanza equa. E’ giusto che ci sia un agente della riscossione, perché le tasse è giusto che si pagano, è giusto che vengano incassate tramite un agente della riscossione, però va riformato il sistema. E’ la legge che è superata. Ma la politica non se ne è accorta, e come tutte le cose iniziano dal basso”.

Perché è stato scelto ‘El pibe de oro’ come testimonial? Anche Maradona è stato vittima di questo sistema. L’ha molto scosso, è rimasto molto sorpreso e in qualche modo ha appoggiato questa iniziativa. Il suo sarà un impegno informativo per far conoscere ai media quali sono le cose che si potrebbero fare, rendere edotti anche i contribuenti e i cittadini per quello che si può fare avendo una valenza psicologica. Per evitare di gettare nello sconforto i contribuenti, per non arrivare all’estremo. Maradona è rimasto molto scosso da questi suicidi che avvengono in Italia. In nessun Paese, nemmeno in Argentina, succedono queste cose”. 

da L’INDRO.IT di martedì 15 Maggio 2012, ore 19:17

http://lindro.it/La-riscossa-contro-Equitalia,8469#.T-iGWxedBbc

Il VIDEO – LEPORE interviene sulla latitanza di Michele ZAGARIA: “ha il fiato sul collo”.


SE NON FOSSIMO IL PAESE CHE SIAMO…

il Procuratore della Repubblica di Napoli LEPORE interviene sulla latitanza di Michele ZAGARIA: “ha il fiato sul collo”.


Isernia, 17 novembre 2011
PRESENTI ALL’INIZIATIVA PUBBLICA:
Lorenzo DIANA (Coord. Nazionale RETE PER LA LEGALITA’);
Enrico TEDESCO (Fondazione POLIS);
Vincenzo SINISCALCHI (già Componente CSM);
Rossana VENDITTI (Sost. Procuratore della Repubblica di Campobasso);
Armando D’ALTERIO (Procuratore DDA Campobasso).

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