IERI & OGGI! #primolevi

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Ieri

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

Primo Levi, sopravvissuto ad Auschwitz, pubblicò “Se questo è un uomo” nel 1947.

Oggi

PORTELLA DELLA GINESTRA, la prima strage di Stato. 1° maggio 1947

portella

“Tutti sanno che i miei colloqui col bandito Giuliano sono stati pubblici e che preferivo parlargli da Portella della Ginestra nell’anniversario della strage. Nel 1949 dissi al bandito: “ma lo capisci che Scelba ti farà ammazzare? Perché non ti affidi alla giustizia, perché continui ad ammazzare i carabinieri che sono figli del popolo come te?”. Risposta autografa di Giuliano, allegata agli atti del processo di Viterbo: “Lo so che Scelba vuol farmi uccidere perché lo tengo nell’incubo di fargli gravare grandi responsabilità che possono distruggere la sua carriera politica e finirne la vita”. È Giuliano che parla. Il nome di Scelba circolava tra i banditi e Pisciotta ha preteso, per l’attestato di benemerenza, la firma di Scelba; questo nome doveva essere smerciato fra i banditi, da quegli uomini politici che hanno dato malleverie a Giuliano. C’è chi ha detto a Giuliano: sta tranquillo perché Scelba è con noi; Tanto è vero che Luca portava seco Pisciotta a Roma, non a Partinico, e poi magari ammiccava: hai visto che a Roma sono d’accordo con noi?”. Girolamo LI CAUSI, seduta Camera dei Deputati, 26 ottobre 1951

UNDICI VITTIME:

Margherita Clesceri

Giorgio Cusenza

Giovanni Megna, 18 anni

Francesco Vicari

Vito Allotta, 19 anni

Serafino Lascari, 15 anni

Filippo Di Salvo, 48 anni

Giuseppe Di Maggio, 13 anni

Castrense Intravaia, 18 anni

Giovanni Grifò, 12 anni

Vincenza La Fata, 8 anni

27 FERITI

la strage

L’ultima verità su Giuliano e la prima strage dell’Italia repubblicana nell’inchiesta di Casarrubea e Cereghino. Un intrigo internazionale lungo quasi 70 anni, che ha visto coinvolti apparati statali, mafia, ambienti nazifascisti, servizi italiani e americani, massoneria. Dagli archivi inglesi e statunitensi la documentazione di una ferita alla base della nostra democrazia, aperta ancora oggi.

da: Stato-mafia, l’origine del patto: Portella della Ginestra e Salvatore Giuliano

#25aprile RESISTENZA A ROMA: da via Rasella alle Fosse Ardeatine

 
 Lo avrai

camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Piero Calamandrei