‘Ndrangheta stragista: il PM Lombardo non è solo

MAFIE & STATO. Parla Alfia Milazzo (Agende Rosse “Francesca Morvillo”, Scorta Civica Catania, La città invisibile), presente – insieme a tanti cittadini onesti – davanti all’aula bunker di Reggio Calabria per sostenere il magistrato calabrese: «Lombardo è un PM coraggioso. Anche nelle sue esposizioni, nei passaggi della sua requisitoria, si espone personalmente, sfidando i gruppi di potere. Attraverso Lombardo, la magistratura – quella forte, onesta, che difende e piace ai cittadini -, sta alzando la testa».

‘Ndrangheta stragista: il PM Lombardo non è solo

di Paolo De Chiara

Questa volta è toccato al PM di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo. Il coraggioso magistrato che sta portando avanti un processo importantissimo sulla schifosa ‘ndrangheta stragista. L’organizzazione criminale calabrese (una delle mafie più potenti e più ricca al mondo) che, insieme a Cosa nostra, in questo Paese, metteva le bombe e uccideva innocenti. Per conto di altri soggetti, di elevato spessore criminale. Le famose “menti raffinatissime”, individuate da Giovanni Falcone.

Istituzioni deviate, servizi segreti, massoneria. Personaggi indegni che hanno gestito e continuano a gestire il potere nel Paese impregnato dalle mafie e sotto ricatto. E per mantenere il potere nelle loro mani sono disposti, ancora oggi, a tutto.

Addirittura volevano avvelenare l’acquedotto di Firenze. Nei loro progetti pazzoidi-criminali c’era finita anche la Torre di Pisa, doveva saltare in aria. Addirittura avrebbero voluto disseminare di siringhe infette di Aids la spiaggia di Rimini.

Pazzi criminali più pericolosi dei mafiosi.

Personaggi che, invece di contrastarli, si permettevano e si permettono il lusso di minacciare di morte i mammasantissima. Per ottenere il loro silenzio. Corsi e ricorsi storici. Dal bandito Salvatore Giuliano a Gaspare Pisciotta. Un elenco lunghissimo. Sempre lo stesso metodo. Oggi più raffinato. Per fare meno rumore.

Era capitato a Cutolo, il fondatore della NCO. È capitato a Provenzano, il capo dei capi. Anche Totò ‘u curtu (una pecorella – in senso metaforico – in confronto a questi criminali di Stato) è stato minacciato di morte dalla «Falange Armata». (“Devi stare zitto, hai familiari fuori. Al resto ci pensiamo noi”).

«Dietro la sigla ci sono persone che operano, che eseguono, che programmano, che stabiliscono» ha spiegato il PM Lombardo. «L’organizzazione utilizzava le stragi per mandare messaggi a chi doveva capire».

Questi stessi soggetti (istituzionali) hanno decretato e pianificato la morte di personaggi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Senza dimenticare l’urologo Attilio Manca (che operò Bernardo Provenzano), Luigi Ilardo (stava facendo saltare lo scellerato accordo tra Stato e Cosa nostra) e tanti altri.

Chi tocca certi fili, in questo Paese «orribilmente sporco», muore.

Non di morte naturale o di suicidio. Nemmeno i poeti hanno lasciato in pace. Povero Pasolini. Massacrato e eternamente infangato da chi è fatto di questa sostanza.  

E proprio su questi temi, lo stragismo mafioso di Stato, si sta svolgendo un processo in Calabria. Tenuto sotto silenzio dalla maggior parte dei media nazionali. Impegnati a raccontare le solite e inutili cazzate ai cittadini. Si sta ripetendo tutto quello che è già accaduto in passato.

Ed anche questa volta, come è già capitato a Nino Di Matteo (il PM del processo sulla Trattiva Stato-mafia, condannato a morte non solo da Cosa nostra) e a Nicola Gratteri (procuratore di Catanzaro e nemico numero uno dei mafiosi calabresi, ma non solo), i cittadini con la schiena dritta hanno deciso da che parte stare, schierandosi con il PM Giuseppe Lombardo.

Durante la requisitoria di ieri, davanti all’aula bunker di Reggio Calabria, i rappresentanti del movimento Scorta Civica, delle Agende Rosse e di altre sigle, hanno manifestato la loro vicinanza per non fare sentire solo un magistrato che, al contrario di altri suoi squallidi colleghi, ha deciso di fare questo mestiere con passione, lealtà ed onestà.

«Rappresento lo Stato» ha tuonato il PM Lombardo in aula, durante la sua lunga e devastante requisitoria. Dove ha elencato fatti, episodi, legami. Collusioni tra pezzi dello Stato (molti personaggi ancora le rappresentano indegnamente) e mafie. Strategie e affari. Legami politici e istituzionali. Disegni strategici da far accapponare la pelle. Non ha fatto mancare, il pubblico ministero, messaggi di sfida nei confronti dei mafiosi e di chi li gestisce.

«Ci siamo resi conto – spiega Alfia Milazzo (Agende Rosse “Francesca Morvillo”, Scorta Civica Catania, La città invisibile) presente – insieme a tanti cittadini onesti – davanti all’aula bunker di Reggio Calabria per sostenere il magistrato calabrese – che questo processo è molto importante. Da questa requisitoria fiume, pronunciata da Lombardo, è emersa una correlazione chiara tra diverse entità. Rapporti che hanno condizionato la stagione stragista degli anni Novanta».

Perché è necessario supportare il PM Lombardo?

«Lombardo è un magistrato coraggioso. Anche nelle sue esposizioni, nei passaggi della sua requisitoria, si espone personalmente, sfidando i gruppi di potere. Attraverso Lombardo, la magistratura – quella forte, onesta, che difende e piace ai cittadini -, sta alzando la testa. Stare insieme a lui significa accompagnarlo in questa sfida. Non bisogna lasciare soli questi magistrati. A noi non piacciono le corone e le celebrazioni piene di retorica. C’è stato un momento molto toccante. Durante una pausa dell’udienza abbiamo approfittato per mandare il nostro sostegno a Lombardo, esponendo le nostre magliette. Lui ci ha ringraziati e noi lo abbiamo applaudito. Addirittura, con il microfono, ci ha detto: “mi state facendo emozionare”. Questo applauso è risuonato e spero che questa cosa abbia fatto piacere. Il nostro messaggio è arrivato anche alle tante orecchie che erano disseminate in quei luoghi».

Quale sensazione ha provato mentre ascoltava le parole del pubblico ministero?

«Come cittadina mi sono sentita molto fiera. Soprattutto di questo magistrato. Nello stesso tempo è sconfortante ascoltare questi legami tra politica, affari, gruppi finanziari, gruppi segreti eversivi, massoneria, servizi segreti. Sentire questo fresco profumo è una grandissima soddisfazione.

Già nel processo Trattativa Stato-mafia avevamo capito che c’era stata questa trattativa tra pezzi deviati dello Stato e Cosa nostra. Qui abbiamo appreso di personaggi che hanno gestito la vita politica in questo Paese. I loro rapporti con i Piromalli e con i mafiosi calabresi e siciliani, pericolosi e potenti».

Quali saranno i vostri prossimi impegni?

«Abbiamo appreso che è stato chiesto l’ergastolo per gli imputati. Ora aspettiamo il giudizio. Sarà importante divulgare questa requisitoria. La considero come un libro di storia. Mi auguro che ci siano degli sviluppi, sono state indicate delle responsabilità e dovranno essere perseguite. Un altro processo da seguire è quello di Gratteri. Oggi abbiamo toccato con mano la storia di questo Paese».

Per approfondimenti:

– La «Falange Armata» ha minacciato Totò Riina

– Stato e mafie: parla Ravidà, ex ufficiale della DIA

da WordNews.it

Al fianco di Gratteri

La redazione di WordNews.it esprime la sua vicinanza al Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri

Il sistema masso-mafioso non riuscirà a fermare l’azione di un magistrato, dei suoi uomini e di uno Stato serio, impegnato a debellare questo cancro secolare. 

Noi faremo la nostra parte. Sosterremo uomini e donne impegnati in questa quotidiana battaglia, senza restare a guardare, con le mani in tasca. Useremo il nostro bellissimo mestieraccio per svelare i fatti, per far emergere  situazioni sapientemente nascoste. Per portarle all’attenzione dei nostri lettori. 

Questo è il modo che conosciamo per fare al meglio il nostro mestiere. Questo è il modo per “proteggere” il Procuratore Nicola Gratteri. 

E questa è la nostra sfida. Noi sfidiamo questo sistema marcio, noi sfidiamo questi piccoli uomini (massoni e mafiosi) che pensano di fare il bello e il cattivo tempo. Noi sfidiamo queste “menti raffinatissime”. In passato hanno colpito. In passato siamo stati distratti. In passato abbiamo girato la testa dall’altra parte. 

Mettetevelo nella testa (marcia di potere,  avidità e sangue). Gratteri non è solo!

Il direttore

La redazione 

da WordNews.it

Link: https://www.wordnews.it/al-fianco-di-gratteri

Il Coraggio di dire No… in Abruzzo #Lea

GRAZIE DI CUORE A TUTTI!!! Ma proprio a tutti!

Una giornata intensa per ricordare #LeaGarofalo, una donna straordinaria.
#casoli con gli straordinari ragazzi, docenti e dirigenti; a #guardiagrele con la cittadinanza.

Insieme a Marisa, Tonino, Carlo e Massimiliano 📕 e tante, tantissime altre persone. Ancora grazie per questi momenti straordinari.
📕📕📕 AGENDE ROSSE 📕📕📕

Casoli, 7 dicembre 2019

Guardiagrele, 8 dicembre 2019

Lea, #10annidopo

Milano, 24 novembre 2009

Sono le 18:39 del 24 novembre 2009. E’ sera, c’è poca gente per strada. All’Arco della Pace, una telecamera di sorveglianza riprende una donna che cammina sul marciapiedi. Questo è l’ultimo momento in cui è documentata l’esistenza in vita di Lea Garofalo.

#leagarofalo #ilcoraggiodidireNo

Per non dimenticare la fimmina calabrese che sfidò la schifosa ‘ndrangheta

#Milano, 24 novembre 2009.
La sequenza è stata trasmessa da tutti i telegiornali, la videocamera piazzata nei pressi dell’Arco della Pace riprende gli ultimi istanti di vita di Lea Garofalo. È possibile vedere l’arrivo del Suv di Carlo Cosco e le due donne che salgono.
“Mio padre propose di andare a salutare i fratelli in viale Montello. Mia madre, dopo aver ascoltato la proposta, scese dalla macchina”.
Lo scudo di Lea, Denise, viene allontanato. Con una scusa Cosco accompagna la figlia dai suoi fratelli. Lea resta da sola. Continua a passeggiare, alle 18:30 telefona alla sorella Marisa, che non risponde. È a casa di un’amica, il telefono non prende. Alle 18:37 Cosco ritorna con la sua macchina. Lea sale e sparisce per sempre. Ore 18:39, è l’ultimo momento dell’esistenza di Lea che viene registrato. Dalle 20:00 il suo cellulare risulta irraggiungibile, spento. Morto.

LEA, 10 anni dopo…

A DIECI ANNI DALLA MORTE…
…per non dimenticare LEA GAROFALO 
Milano, novembre 2009-2019
#workinprogress #ilcoraggiodidireno
https://paolodechiara.blog/leagarofalo/

#MilaNOmafie

Lea Garofalo a #milano
#fumetto#ilcoraggiodidireno
#agenderossemilano 📕


DIECI ANNI DOPO #leagarofalo
Campobasso, 5 maggio 2009
Tentativo di sequestro organizzato dallo Schifoso clan ‘ndranghetista dei COSCO #mafiemontagnadimerda

#bombedistato#pernondimenticare#bancanazionaledellagricoltura#milano#giuseppepinelli#omicidiodistato

BUONA LETTURA Pino 
#iohodenunciato

UN MORTO OGNI TANTO
#agenderossemilano
#milaNOmafie

Piazzale Loreto, Milano
#resistenza#partigiani#antifascismo

Museo del fumetto, Milano
#mostra#milaNOmafie#agenderosse

Il Coraggio di dire No in #Puglia


IL CORAGGIO DI DIRE NO
Martina Franca
Cisternino

#ilcoraggiodidireno #leagarofalo
#scuola #incontri #ragazzi #studenti #sapere
9 marzo 2019



IL CORAGGIO DI DIRE NO a Petilia Policastro (Crotone)

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IL CORAGGIO DI DIRE NO a Petilia Policastro (Crotone)
24 novembre 2018

– NOVE ANNI DOPO –

 
#ilcoraggiodidireno #leagarofalo 

#paolodechiara #ndrangheta #calabria #milano 

#ilsanguesilavaconilsangue

IL CORAGGIO DI DIRE NO a Petilia Policastro (Crotone) 24 novembre 2018

manifesto lea petilia, nov 2018

IL CORAGGIO DI DIRE NO a Petilia Policastro (Crotone)
24 novembre 2018

– NOVE ANNI DOPO –

 
#ilcoraggiodidireno #leagarofalo 

#paolodechiara #ndrangheta #calabria #milano #molise #italia #tdg #ilsanguesilavaconilsangue

(TrediTre Editori, 2018)
Nuova Edizione Aggiornata

 

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++++ presto nelle librerie ++++

“LO STATO HA SBAGLIATO CON LEA GAROFALO”

Salvatore Dolce, DNA, 28sett2018, Firenze foto e frase.jpg

“LO STATO HA SBAGLIATO CON LEA GAROFALO”
Salvatore DOLCE, Procura Nazionale Antimafia, FirenzeLIBROAperto, 28 settembre 2018 

#ilcoraggiodidireno #secondaversionememoriale #leagarofalo#ndranghetamontagnadimerda #firenze

Salvatore Dolce, DNA, 28sett2018, Firenze

IL CORAGGIO DI DIRE NO, Firenze Libro Aperto, 28 settembre 2018

libro antonia garofalo

treditre editori –  STAND 10

FIRENZE LIBRO APERTO

Fortezza da Basso – Padiglione Spadolini

Presentazione del libro


Il Coraggio di dire NO. Lea Garofalo

 la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta

di Paolo De Chiara

nell’ambito della II edizione del Festival del libro FIRENZE LIBRO APERTO, venerdì 28 settembre alle 17:00 Paolo De Chiara presenterà il suo libro Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta (Treditre Editori, 2018, Nuova Edizione Aggiornata).

L’autore esporrà tutte le novità contenute in questa edizione aggiornata, a partire da una seconda lettera autografa di Lea di cui è venuto in possesso in esclusiva e di cui nessuno era a conoscenza, e molti altri documenti, foto e interviste inediti.

Insieme all’autore avranno il piacere di dialogare con i lettori anche il magistrato Salvatore DOLCE (Procura Nazionale Antimafia) che per primo raccolse la testimonianza di Lea, e l’editrice Rita Genovesi.

 

«È la drammatica storia di una fimmina ribelle calabrese che ha alzato la testa, non girandola dall’altra parte. Nata in un contesto di ‘ndrangheta, ha sentito il puzzo della criminalità organizzata sin dalla culla. Però la giovane Lea è diversa, capisce che l’unica strada da seguire è quella della Legalità e si affida allo Stato, diventa Testimone di Giustizia consapevole che pagherà con la vita la scelta di sfidare la ‘ndrangheta:“….arriverà la morte! Inaspettata, indegna e inesorabile”

 

Alla fine di questo racconto tragico, rimane una grande amarezza.

Siamo stati distratti, indifferenti, sordi, Lea ci chiedeva aiuto e noi – che pure ci riempiamo la bocca di parole e l’animo di indignazione nei convegni antimafia – non abbiamo voluto capire. “Ho bisogno di aiuto, qualcuno ci aiuti, please”. Si concludeva così la lettera che Lea inviò al Sig. Presidente della Repubblica il 28 aprile 2009. Lettera che però “non risulta essere pervenuta”, sul Colle più importante della Repubblica. Forse è così, ma un dato è certo: quelle parole non sono mai arrivate al nostro cuore, e della solitudine di Lea, della sua orrenda morte, siamo tutti un po’ responsabili.

L’Italia civile, democratica, l’Italia che chiama Falcone e Borsellino “Giovanni e Paolo”, l’Italia dello Stato che “sconfiggeremo le mafie”, nella vicenda tragica di Lea ha consentito che a vincere fosse la ‘ndrangheta.

dalla postfazione di Enrico Fierro

 

 

Paolo DE CHIARA: giornalista, scrittore, sceneggiatore. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole.

Nel 2012 ha pubblicato Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta (Falco Ed., Cosenza); nel 2103 Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici (Falco Ed., Cosenza), vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’; nel 2014 Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie (Perrone Ed., Roma); nel 2018 Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano (Sceneggiatura) e Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa ‘ndrangheta (nuova edizione aggiornata, Treditre Editori).

Ha collaborato con Canal + per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014.

 

Treditre Editori: casa editrice abruzzese indipendente NOEAP. Da anni pubblica narrativa, poesia e saggistica selezionando solo autori di indiscusso valore, sia conosciuti e apprezzati che esordienti. Molte delle opere sono state presentate con patrocini di spessore in importanti eventi letterari. Alcune vantano pre e postfazioni importanti (Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Antonio Petrocelli, Andrea Di Consoli, Enrico Fierro, Massimiliano Bruno, …) ed hanno ricevuto importanti premi e riconoscimenti.

Treditre editori:  https://goo.gl/zv311Z         0863070986 – 3492523295

http://firenzelibroaperto2018.it/   – 

http://firenzelibroaperto2018.it/wp-content/uploads/2018/09/programma-fla-2018.pdf

locandina

ESCLUSIVA #leagarofalo

la seconda versione inedita del memoriale

+++ LA SECONDA VERSIONE INEDITA DEL MEMORIALE +++ 
dalla nuova edizione aggiornata del libro IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta (TrediTre Editori, 2018)

Qual è il memoriale originale? 
Lea Garofalo ha scritto due lettere? 


Per acquistare l’opera: https://goo.gl/zv311Z
#leagarofalo #memoriale #lasecondaversione

libro antonia garofalo

IL CORAGGIO DI DIRE NO al Libro Aperto, Firenze

locandina

FIRENZE LIBRO APERTO
28 settembre 2018
Presentazione del libro “Il coraggio di dire NO – Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta” con l’autore Paolo De Chiara e Salvatore Dolce, Procura nazionale Antimafia e l’editrice Rita Genovesi. 
#leagarofalo #ilcoraggiodidireNo

#civuolecoraggio Lea Garofalo, anteprima nazionale

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#civuolecoraggio è il leit motiv di quest’anno, ben rappresentato dal libro inchiesta di Paolo De Chiara “Il coraggio di dire no” dedicato a Lea Garofalo ‘la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta’ edizione nuova, aggiornata fino alla sentenza di Cassazione.

“Lea Garofalo è stata uccisa più volte nell’indifferenza totale. Falcone e Borsellino sono stati ammazzati perché tutti noi abbiamo girato la testa dall’altra parte. Non bastano le commemorazioni se non cambiamo individualmente ogni giorno i nostri comportamenti.- ha concluso l’autore, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo Ilaria Rambaldi nel 2014 –  La mentalità mafiosa è quella che ci spinge a non avere rispetto per gli altri pensando di essere migliori. Prendo in prestito le parole di don Milani che si interessò dei ragazzi esclusi, giudicati miseri anche intellettualmente ‘Ogni parola che non imparerete oggi è un calcio in culo che prenderete domani.’ Quanti ancora ne stiamo prendendo? Abbiamo timore di acquistare prodotti di una determinata area del sud pensando sia lì la ‘terra dei fuochi’ e non ci rendiamo conto che tutta Italia è coinvolta dal ‘business della monnezza’, vale più dello spaccio! Hanno iniziato al Nord e pian piano sono scesi fino al Sud. Ci vogliono far credere che Ilaria Alpi  e Miran Hrovatin siano andati in vacanza a Mogadiscio! No, Ilaria Alpi viene ammazzata perchè capisce che c’è un traffico internazionale che riguarda armi e rifiuti tossici. Le mafie ci sono, anche se alla guerra oggi preferiscono gli affari.”

da FORMAT RIETI.it

Una storia coraggiosa, oscura e brutale: un libro che è anche un’inchiesta su #LeaGarofalo, la donna coraggiosa che sfidò la #ndrangheta e che, per questo, fu condannata a morte e braccata fino a che non venne tolta di mezzo. Solo dopo la morte fu possibile dare seguito alle sue denunce ignorate e alle sue richieste d’aiuto, lasciate cadere da istituzioni e forze dell’ordine. Paolo De Chiara scrive un libro difficile: #IlcoraggiodidireNo per Treditre Editori. Intervista di Tommaso Caldarelli, video di Maurizio Rossi #civuolecoraggio

https://www.facebook.com/liberisullacarta/videos/2188981868005087/

 

libro antonia garofalo

 

 

 

 

 

 

LA STORIA DI LEA GAROFALO arriva alla Fiera dei Libri ‘LIBERI SULLA CARTA’ #coraggio

libro antonia garofalo.jpg

IL CORAGGIO DI DIRE NO

Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta

(Treditre Editori, 2018)

NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA

fieraANTEPRIMA NAZIONALE

‘LIBERI SULLA CARTA’

X Edizione

FIERA DELL’EDITORIA INDIPENDENTE

Rieti, 14 settembre 2018

il coraggio di dire no

Venerdì 14 settembre 2018, alle ore 17.30, durante la rassegna letteraria LIBERI SULLA CARTA, la Fiera dell’editoria indipendente giunta alla X Edizione, verrà presentata, in anteprima nazionale, la nuova edizione aggiornata del libro IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta (Treditre Ed., 2018). La drammatica storia di una donna ribelle calabrese che ha alzato la testa, non girandola dall’altra parte. Nata in un contesto di ‘ndrangheta, ha sentito il puzzo della criminalità organizzata sin dalla culla. Ma la giovane Lea è diversa, non è fatta di quella pasta. Capisce che l’unica strada da seguire è quella della Giustizia e si affida allo Stato.

Il 5 maggio 2009 il clan Cosco mette in pratica il piano preparato qualche anno prima. Un falso tecnico della lavatrice si presenta nell’abitazione molisana. A Campobasso. Il piano fallisce. Miseramente. Lea e Denise riescono ad avere la meglio. Ma l’appuntamento con la morte è solo rinviato.

Il 24 novembre 2009, a Milano, dopo altri innumerevoli tentativi falliti, sei uomini si scagliano vigliaccamente contro una donna. La uccidono brutalmente in un appartamento. Ma per questi vigliacchi non basta, devono cancellare anche il suo corpo, che viene bruciato in un bidone in provincia di Monza. Però non riusciranno a cancellare la memoria di una eroina che ha avuto la forza e il coraggio di dire No. La fimmina calabrese ha vinto la sua battaglia: il clan è stato annientato con gli ergastoli.

Oggi, Lea Garofalo, è ricordata in molte piazze, in molte città, in molte scuole. Perché la memoria, nel Paese senza memoria, è di vitale importanza.

L’autore, vincitore del premio nazionale di giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ nel 2014, oltre a riportare puntualmente tutti gli avvenimenti, ne documenta autenticità e drammaticità con documenti inediti, foto e testimonianze. La versione aggiornata del testo è arricchita di quattro nuovi capitoli, dal secondo memoriale inedito scritto da Lea, da un album fotografico composta da 36 fotografie e da interviste esclusive.  

 

Per ORDINI (TrediTre Editori.it) clicca qui.

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IL CORAGGIO DI DIRE NO a ROSSANO

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IL CORAGGIO DI DIRE NO con i ragazzi di ROSSANO (Calabria) 
23 maggio 2018
#stragediCapaci #GiovanniFalcone #23maggio1992 
#leagarofalo #ilcoraggiodidireno #calabria #ndranghetamontagnadimerda

IL CORAGGIO DI DIRE NO a VARESE

rosa-gialla

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO a VARESE, 14 marzo 2018
#leagarofalo #ilcoraggiodidireno 

#ndranghetaMontagnadiMerda

stamparegionale

‘Lea Garofalo. Il Coraggio di dire No’: Paolo De Chiara fa tappa a Varese‘Lea Garofalo. Il Coraggio di dire No’: Paolo De Chiara fa tappa a Varese

2 primo incontro BContinuano gli incontri di Paolo De Chiara con gli studenti delle scuole, dopo l’iniziativa che si è tenuta lo scorso 12 marzo presso l’Istituto di Petrella Tifernina, dove ha presentato il libro ‘Il Veleno Del Molise’ oggi, 14 marzo, il giornalista molisano ha fatto tappa a Varese. Nella cittadina lombarda De Chiara ha parlato di Lea Garofalo una donna, testimone di giustizia italiana, vittima della ‘ndrangheta e lo ha fatto presentando il suo libro ‘Lea Garofalo. Il Coraggio di dire No’.

 

…CONTINUA

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a ROMA

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ROMA, 23 novembre 2017
IL CORAGGIO DI DIRE NO… con i favolosi ragazzi 
#leagarofalo #Scuole #ilcoraggiodidireno #roma
Grazie di Cuore a tutti!

IL CORAGGIO DI DIRE NO in ABRUZZO, 11 novembre 2017

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa ‘ndrangheta

CASOLI e ALTINO (Chieti), 11 novembre 2017

I APPUNTAMENTO: ore 9,45 Sala polivalente c/o palazzetto dello sport CASOLI (Chieti)

Introduce: Anna Di Marino, Dirigente scolastico “G. De Petra”

Saluti: Massimo Tiberini, Sindaco di Casoli

Relatori: Paolo De Chiara, giornalista e scrittore

Marisa Garofalo, sorella di Lea

Interventi/domande degli Alunni e loro letture

Modera: Massimiliano Travaglini, Agende Rosse

Casoli (CH) sabato 11 novembre 2017

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II APPUNTAMENTO: ore 17,00 c/o Comune sala consiliare “A. Clementino” ALTINO (Chieti)

Introduce: Anna Di Marino, Dirigente scolastico “G. De Petra”

Saluti: Vincenzo Muratelli, Sindaco di Altino

Relatori: Paolo De Chiara, giornalista e scrittore

Marisa Garofalo, sorella di Lea

Dibattito e lettura degli Alunni

Modera: Massimiliano Travaglini, Agende Rosse

Altino (CH) sabato 11 novembre 2017

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