Carmine Mocerino deve dimettersi?

OPPORTUNITA’ POLITICA. L’Associazione “Caponnetto” ha chiesto le dimissioni del presidente della commissione regionale anticamorra della Campania. Abbiamo rivolto cinque domande al vicepresidente e a un componente dell’istituzione regionale.

Carmine Mocerino deve dimettersi?

di Paolo De Chiara

Dopo il clamore dell’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, condotta dai carabinieri di Castello di Cisterna e dai colleghi del Comando antifalsificazione monetaria di Roma, che ha portato alle ordinanze applicative delle misure cautelari personali, emesse dal Gip del Tribunale di Nola, di professionisti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, soppressione, distruzione e occultamento di atti pubblici, falsità in atti pubblici, uso di valori di bollo contraffatti e truffa ai danni dello Stato, è arrivata la forte presa di posizione dell’Associazione “Caponnetto”.

Per il segretario Elvio di Cesare le dimissioni, per Carmine Mocerino, sono necessarie. «L’attività giudiziaria vede coinvolta la moglie dell’on. Mocerino Carmine attuale presidente della commissione anticamorra regionale. Alla luce della gravità delle accuse formulate dall’Autorità Giudiziaria si chiede al presidente della commissione anticamorra regionale on.le Mocerino Carmine se non ritenga di dimettersi per ovvie ragioni di opportunità, ed al precipuo fine di eliminare ogni dubbio che la commissione regionale che presiede possa operare nella piena e regolare funzione di contrasto alle illegalità».

Abbiamo girato, con altre domande, la richiesta ad alcuni componenti della Commissione regionale Anticamorra della Campania. Ecco il loro pensiero sulla vicenda.

Le cinque domande:

  1. Che ne pensa degli arresti effettuati, nelle scorse ore, dalla Procura della Repubblica di Nola?
  2. Queste operazioni fanno bene alla politica?
  3. È a conoscenza che tra i soggetti implicati c’è anche la moglie dell’On. Mocerino, attuale presidente della commissione regionale Anticamorra della Campania?
  4. L’Associazione “Caponnetto” ha chiesto espressamente, con una nota, le dimissioni del presidente. Lei condivide questa linea?
  5. Il nome di Mocerino è anche legato alla questione “Rimborsi” presso il consiglio regionale e ad alcune intercettazioni, come riportato da Repubblica nel 2016, dove un certo Giovanni D’Avino (boss di camorra detenuto) fa riferimento proprio a Mocerino. È opportuno, politicamente, che un consigliere “chiacchierato” possa ricoprire questo incarico?  

Le risposte.

Vincenza Amato (Pd), vice presidente Commissione:

  1. «È una vicenda molto spiacevole. Intanto perché non è mai bello ascoltare certe cose, anche perché ledono la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Per il caso specifico la magistratura farà il suo percorso, ci saranno le indagini e quant’altro. Noi ci affidiamo, come sempre, a quello che è il lavoro della magistratura, degli organi inquirenti».
  2. «No, sicuramente non fa bene alla politica. Non capisco qual è la domanda».
  3. «Appunto, è la moglie del presidente della Commissione. Poi bisogna vedere come si rimetteranno le indagini. Il presidente Mocerino non c’entra nulla, noi ci affidiamo al lavoro della magistratura e poi faremo le valutazioni insieme al presidente della Commissione. Verificheremo l’opportunità rispetto al ruolo che lui ricopre, però Carmine è una persona che si è distinta in questi anni per il contrasto al crimine, alla criminalità organizzata. Abbiamo fatto un lavoro senza colore politico, per l’interesse dei cittadini, del territorio e per contrastare i poteri criminali. Quindi sull’integrità, sulla correttezza e sull’onorabilità di Mocerino non ho assolutamente dubbi. Ci sono vicende che interessano la sua consorte e sono affidate alle indagini della magistratura».
  4. «Assolutamente no. Intanto sono garantista, sono sempre fiduciosa nel lavoro che fanno i magistrati, sono rispettosa di questo. In questo momento, proprio perché non c’è ancora una definizione delle indagini, sono molto cauta nell’esprimere giudizi e credo nemmeno di essere nella posizione di potere esprimere. Stiamo parlando della moglie e non del presidente. E con il presidente valuteremo l’opportunità, insomma, rispetto alla situazione che ha interessato la sua famiglia, di ricoprire questo incarico. Bisogna avere grande grande rispetto e intelligenza in queste situazioni».
  5. «Chiacchierata l’ha detto lei. Carmine Mocerino è un consigliere regionale, è stato eletto, ricopre un ruolo. Io lo conosco per il modo in cui ha ricoperto quel ruolo, per l’impegno in questi anni. L’ho conosciuto in questa legislatura. Chiunque può parlare al telefono con ognuno di noi e dire cose. Diverso è appurarle certe cose».

Tommaso Malerba (M5s), Componente Commissione:

  1. «Da quello che ho appreso dai giornali si muovono accuse di processi, in qualche modo, truccati, di faldoni e fascicoli spariti. Questo è quello che ho appreso, non ho approfondito. È una notizia fresca. Ho appreso dai giornali, coinvolge un po’ di avvocati di quell’area che non conosco bene esattamente tutti quanti».
  2. «Certamente, il rispetto della legge fa bene non solo alla politica, fa bene ad ogni segmento produttivo e sociale. La legalità è un equilibrio tra diritti e doveri, quando la Procura indaga e accerta fatti acclarati è giusto che la giustizia faccia il suo corso».
  3. «Sì, con il quale abbiamo un rapporto istituzionale (Mocerino, ndr). È una persona equilibrata, squisita. Ho saputo che la moglie è coinvolta, però non mi esprimo finché non si avranno fatti acclarati. Conoscendo la serietà della persona saprà senz’altro prendere le distanze. La questione riguarda la moglie. Quando saranno acclarati i fatti e se ci saranno responsabilità ognuno dovrà trarre le proprie conclusioni. Ripeto conosco Mocerino, riconosco e ci riconosciamo rispetto istituzionale, persona di grande garbo e attento alle istituzioni e al ruolo che ricopre. La politica di attacco non mi appartiene. È troppo presto per addebitare un imbarazzo».
  4. «Sì, conosco l’Associazione. Questa richiesta non la conoscevo. Se i fatti saranno acclarati il presidente Mocerino dovrà levarsi dall’imbarazzo. Però vorrei aspettare i fatti, non conosco le indagini. Siamo nella fase iniziali, non vorrei gridare al lupo. Non vorrei fare corse in avanti, non lo trovo corretto sul piano politico. Il rispetto istituzionale si fonda anche su queste cose. Ma aspettiamo la magistratura che faccia il suo corso».
  5. «Con molta onestà non ricordo di queste vicende. Ma al di là delle persone, quando si ricopre un ruolo bisogna avere un’immagine specchiata, altrimenti non è credibile l’istituzione che rappresenti. Ma questi episodi non li ricordo, quindi emetterei un giudizio su cose a cui non sono a conoscenza».                          

Abbiamo provato a contattare gli altri membri della commissione regionale anticamorra, tra cui il segretario Vincenzo Viglione (M5s) e il componente Mario Casillo (Pd), ma non siamo stati fortunati.

Per approfondimenti:

ARRESTI. L’Associazione “Caponnetto” attacca: «Mocerino (presidente della Commissione anticamorra), dopo l’arresto della moglie, deve dimettersi»

da WordNews.it

CORRIERE.IT – Compagne e cognati, relazioni e parentele Vecchie Parentopoli nel «nuovo» Molise

da Corriere.it

I CONFLITTI D’INTERESSE DEL PD DI LAURA FRATTURA

Compagne e cognati, relazioni e parentele

Vecchie Parentopoli nel «nuovo» Molise

La Regione e le società del governatore: intreccio di interessi privati, relazioni politiche, parentele e coincidenze

P. FRATTURA
P. FRATTURA

ROMA – «Che cosa vi ha uniti?», le chiede http://www.primapaginamolise.it. E lei, risoluta: «Una fortissima sintonia di pensiero». Senza sintonia con il governatore Paolo Di Laura Frattura, uomo che dovrebbe incarnare il rinnovamento dopo 12 anni di regno di Michele Iorio, l’ingegner Mariolga Mogavero non sarebbe certo arrivata fin qui. Ovvero, nella stanza dei bottoni della piccola Regione Molise, capo di gabinetto e segretario generale della nuova giunta di centrosinistra. Così da attirarsi le invidiose attenzioni di chi l’ha già acidamente battezzata «la governatrice».

Mariolga, però, è qualcosa di più. Tanto che per dipanare l’incredibile intreccio di interessi privati, relazioni politiche, parentele e coincidenze che si addensa intorno alla figura del governatore, non si può che cominciare da lei, sua factotum. E da una società di consulenza, la Gap consulting di Campobasso, di cui l’ingegner Mogavero ha il 50%. Non è una società qualunque: si è candidata a fare un impianto a biomasse, per cui ha presentato apposita richiesta alla Regione. Ma nemmeno la titolare del restante 50% è una persona qualsiasi. Si tratta infatti della compagna del futuro governatore, Gilda Maria Antonelli.

Il 10 marzo del 2011 entrambe le signore escono di scena vendendo ai mariti. La quota di Mariolga Mogavero finisce alla società (Civitas) del suo consorte Luca Di Domenico. Quella di Gilda Maria Antonelli, invece, alla società (Proter) del suo compagno. Il 30 gennaio 2012 la Gap regala quindi il progetto della centrale alla Civitas di Di Domenico. In quel momento Di Laura Frattura è il capo dell’opposizione regionale: alle elezioni di novembre 2011 è stato sconfitto da Iorio, di cui a lungo era stato il braccio destro prima di passare al centrosinistra. Intervistato dal giornalista Paolo De Chiara respinge ogni sospetto di conflitto d’interessi. «Con le biomasse non ho nulla a che fare. Quando l’iter autorizzativo è partito non avevo nessun impegno politico. Se faccio politica non posso fare l’imprenditore», taglia corto. Passa un anno e diventa governatore, ventotto anni dopo suo padre Ferdinando, democristiano. Ma qui cominciano i problemi. Perché quando si hanno tanti interessi già è difficile guidare l’opposizione, figuriamoci la giunta. Soprattutto in una città piccola, dove le voci, talvolta insieme alle maldicenze, si rincorrono. E tutti si conoscono.

Luca Di Domenico, per esempio, conosce di sicuro l’ex sindaco Giuseppe Di Fabio. Non fosse altro perché sua sorella Marilina Di Domenico, candidata con Fratelli d’Italia alle ultime politiche, è stata assessore comunale. Inoltre la società delle biomasse ha lo stesso indirizzo di una onlus, la Seconda ala, che fa capo all’ex primo cittadino. Anni d’oro, per Campobasso, quelli di Di Fabio: anni in cui partiva il progetto delle Due torri, iniziativa edile milionaria della società Immobiliare le torri, controllata al 51% dall’attuale governatore. Iniziativa pensata per ospitare nientemeno che la nuova sede della Regione. Anche qui fra mille coincidenze.

Il costruttore, nonché socio di Di Laura Frattura alla partenza dell’operazione, è l’impresa Nidaco. I proprietari? Cotugno Nicandro, figlio di Cotugno Vincenzo, attuale consigliere regionale, e Giuseppina Patriciello, moglie di Vincenzo Cotugno e sorella dell’europarlamentare Pdl Aldo Patriciello. Vincenzo Cotugno, dettaglio, è in attesa di nomina ad assessore regionale: sarebbe il quinto, ma le norme dicono non più di quattro. Si dovranno quindi cambiare legge e statuto.
Coincidenze e intrecci però non finiscono qua. La società della centrale a biomasse del marito di Mariolga Mogavero, ricordate? Il 15 aprile scorso se la compra quasi tutta (il 99,5 per cento delle azioni) la C&t spa, nonostante un ricorso pendente al Tar. Si tratta di una società del settore energetico che controlla pure il 20% della Biocom. Che cos’è? Un’altra ditta del settore biomasse il cui restante 80 per cento era in mano allo stesso Paolo Di Laura Frattura, e che ha avuto dalla Regione Molise un finanziamento di 300 mila euro per realizzare un impianto a Termoli. Ma siccome il Comune non dà i permessi il contributo viene revocato, con immediato ricorso al Tar contro la Regione da parte del futuro governatore. Il progetto si scioglie, la società va in liquidazione e il 7 marzo 2013, due settimane dopo il voto, Di Laura Frattura si libera di quell’ingombrante pacchetto dell’80%.

A comprarlo è il liquidatore Vittorio Del Cioppo,sfortunato candidato alle regionali per l’Idv. Partito che ovviamente sostiene la giunta, come anche Sinistra ecologia e libertà. Unico consigliere vendoliano e capogruppo di se stesso, in un’assemblea regionale con 21 seggi e ben 14 gruppi dei quali addirittura nove composti da una sola persona, è Nico Ioffredi, cognato di Paolo Di Laura Frattura. È il marito di sua sorella Giuliana Di Laura Frattura, capo di gabinetto del questore di Campobasso.

14 maggio 2013 | 10:20

PER LEGGERE L’ARTICOLO ORIGINALE CLICCA SU CORRIERE.IT

—–

LA REPLICA di Frattura… La lettera al direttore del Corriere della Sera

http://www3.regione.molise.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8367

——

La risposta di Sergio Rizzo

Voglio tranquillizzare il nuovo governatore del molise: non ho suggeritori. Fonti invece si’, ne ho, e affidabili. Soprattutto pero’ ci sono i documenti, come le carte societarie e le delibere, che sono abituato a leggere sempre prima di scrivere. Detto questo, non mi sfugge affatto che Paolo Frattura e’ stato scelto dagli elettori. Nemmeno a lui pero’ dovrebbe sfuggire l’obbligo di trasparenza assoluta che tocca a chi ricopre simili incarichi pubblici. Lo si deve a quegli elettori che l’hanno votato. E noi crediamo di aver fatto un po’ di luce. Niente altro.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

da L’INDRO.IT di lunedì 2 Luglio 2012, ore 19:28

BIOMASSE IN MOLISE, CONFLITTO DI INTERESSI?

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Nel Comune di Campochiaro, in provincia di Campobasso (dove volevano far sorgere anche l’inutile aeroporto del Molise), verrà costruito un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse legnose della potenza di 0.99 MWe.

L’autorizzazione unica, contenuta nella determina dirigenziale n. 45 del 2012, porta la data del 4 maggio. A distanza di quasi due mesi continua il silenzio intorno a questa vicenda. Che vede tre società interessate, secondo le visure camerali, tra cui una che fa capo direttamente al leader dell’opposizione in Molise, Paolo Di Laura Frattura.L’imprenditore prestato alla politica che, qualche mese fa, ha messo in seria difficoltà il presidente-condannato (a un anno e sei mesi, in primo grado, per aver favorito uno dei figli) della Regione Molise, Angelo Michele Iorio. Rieletto per la terza volta. Per la vicenda elettorale bisognerà attendere la sentenza del Consiglio di Stato, dopo quella favorevole del Tar Molise. Ma questa è un’altra storia.

E’ importante tenere a mente il nome del primo firmatario del ricorso andato a buon fine: Mogavero Mariolga. Che ritroveremo in una delle società (la prima proponente) legata alla costruzione della centrale biomasse di Campochiaro. Meglio andare con ordine. Il 20 luglio del 2010 la società Gap Consulting srl “ha chiesto l’autorizzazione unica per la realizzazione e l’esercizio, nella zona del Consorzio per lo sviluppo Industriale Campobasso-Bojano del Comune di Campochiaro, di un impianto di produzione di energia elettrica da biomasse”, si legge nella determina, “utilizzante biomassa legnosa ed assimilati”.

Partiamo dalla Gap Consulting srl. Dalla visura camerale, del 5 giugno 2012, si apprende che è stata costituita il 14 luglio del 2005, con un capitale sociale di 10 mila euro. La Gap è composta da altre due società, con pari quote: la Proter e la Civitas. Entrambe a responsabilità limitata. L’amministratore unico della Gap è Mogavero Mariolga, la prima firmataria del ricorso elettorale al Tar Molise. La Civitas e la Proter hanno altri due amministratori. Per la prima (costituita il 6 aprile del 2009) risulta essere l’ing. Di Domenico Luca, marito della Mogavero; mentre per la seconda (costituita il 1 giugno del 1991) è il capo dell’opposizione in consiglio regionale, Di Laura Frattura Paolo. Il 30 gennaio 2012 viene protocollata la richiesta dell’amministratore unico della società Gap Consulting (Mogavero Mariolga, già collaboratrice di Frattura) e dell’amministratore unico della società Civitas (Di Domenico Luca, marito della Mogavero). Per far subentrare la Civitas nel procedimento attivato da Gap. In poche parole, Gap cede gratuitamente a Civitas il progetto per la realizzazione dell’impianto di Campochiaro.

Potrebbe configurarsi la fattispecie di conflitto di interessi per il capo dell’opposizione Frattura? A questa domanda, i suoi colleghi di centro-sinistra, non hanno risposto. Non hanno saputo rispondere, non hanno voluto rispondere. Devono leggere prima le carte. Non ne so nulla – ha dichiarato il consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia – non ho notizie. Prima dovrei vedere le carte. Sull’impianto specifico non ho nessun documento. Sono stato l’unico a mettermi contro la centrale ad olio vegetali a Trivento e Montefalcone. Il mio parere è scontato su questi argomenti. Se mi devo mettere a battibeccare con questi personaggi di nuova generazione, scelgo io il terreno”. Ma almeno siamo riusciti a strappare un parere sul tipo di impianto: “le centrali a biomasse sono semplicemente degli espedienti. Nascono per le biomasse e alla fine diventano potenziali destinatari, diciamo, di rifiuti”.Nemmeno Cristiano Di Pietro (consigliere regionale Idv) è a conoscenza dell’autorizzazione firmata il 4 maggio scorso dall’istruttore Giuseppina Baranello. “Non ho letto la determina. Mi serve il tempo per leggerla. Devo capire meglio, devo approfondire l’argomento. Se dovesse essere vera la notizia bisogna capire se Frattura è ancora socio. Se dovesse essere socio chiederemo spiegazioni di questa situazione. Devo capire come stanno le cose”. Che Frattura sia amministratore e socio unico della Proter srl è un dato di fatto. Altro dato di fatto, rinvenibile nelle visure camerali, è che la società di Frattura, insieme a quella dell’ing. Di Domenico, si trovano in un’unica società: la Gap Consulting srl (con l’amministratore Mogavero). La prima società proponente, sostituita dalla Civitas il 30 gennaio 2012. Tre mesi dopo le elezioni regionali (ottobre 2011) perse per pochi voti da Frattura. Abbiamo contattato proprio l’ing. Di Domenico: “con Gap abbiamo sviluppato l’idea progettuale. Però non bisogna personalizzare le società. Io ho una società, Paolo partecipa in Gap attraverso la Proter. Nell’ambito delle attività che fa Gap, fa anche sviluppo di progetti e qualche anno fa siamo partiti con un progetto di valorizzazione delle biomasse legnose”.Autorizzato lo scorso 4 maggio. “In questo progetto c’è l’impegno della Gap e della Civitas in termini di costruzione di idea progettuale e poi è stata portata avanti anche con tecnici esterni. In questo momento non c’è un impegno di Paolo Di Laura Frattura, che non ha interessi, in quanto Gap ha ceduto a Civitas il progetto”. Però la Proter, che fa capo a Paolo Di Laura Frattura, ha rapporti con Civitas, con una quota in Gap. “Si, ma Gap è in chiusura. Paolo (Frattura, ndr) si occupa di politica e io di rinnovabili, ognuno fa il suo mestiere. L’iniziativa è al 100% Civitas. Il tentativo di collegare Paolo Di Laura Frattura è una speculazione giornalistica. Ma il suo obiettivo qual è?”.

L’obiettivo è capire se il capo dell’opposizione molisana, Paolo Di Laura Frattura, ha interessi diretti o indiretti nel campo energetico. E lo abbiamo chiesto direttamente al leader del centro-sinistra in consiglio regionale. Siamo partiti dalle centrali a biomasse“in una logica organizzata sul territorio poteva essere una buona iniziativa considerando l’incentivo che c’era rispetto a queste centrali. E’ chiaro però che devono nascere sulla base dell’esigenze del territorio. Se diventano mere operazioni speculative, finalizzate esclusivamente all’importazione da altre Regioni o da altri Paesi di biomasse, è chiaro che non mi vede d’accordo”.

Lei conosce la società proponente, la Civitas srl?

Si, mi sono documentato. Conosco bene l’amministratore (l’ing. Luca Di Domenico, ndr).

E la Civitas srl, insieme alla Proter srl, formano la Gap Consulting srl.

Si, però la Gap Consulting è una società che verrà messa in liquidazione. La Civitas è subentrata alla Gap nell’iter autorizzativo. La Gap era nata come società di sviluppo.

Poi c’è un’altra società, la Proter srl. La conosce?

Come no, la Proter è una società di ingegneria che fa capo proprio a me.

Questo non è un conflitto di interessi?

In che senso?

Lei fa politica, è il capo dell’opposizione in consiglio regionale…

Un momento, è sufficiente vedere quando questo iter autorizzativo è partito, così si rende conto della data in cui è partito. Data nella quale non avevo nessun impegno politico di nessuna natura. Ci sono gli atti ufficiali, le cose si fanno con la tracciabilità, non si fanno con l’obiettivo di nascondere le questioni. Tenga presente, per dovere di cronaca, che io come professionista e come imprenditore il campo dell’energia l’ho sempre seguito. Sono stato un fermo assertore della bontà dell’iniziativa biomasse come fonte di energia. Ma se si dovesse considerare speculativa la mia posizione, di un lavoro di sviluppo prima che mi impegnassi politicamente, non mi sembra corrispondente al vero.

Lei ha conflitti di interessi?

Se fossi socio di Civitas le direi … comunque non lo sarebbe un conflitto di interessi. A scanso di equivoci, mi rendo conto che in una realtà come questa qualsiasi cosa può diventare un problema rispetto alle varie attività, le dico che non ci sono e anzi mi sono tirato completamente fuori da questa situazione. In questo momento mi sto impegnando in politica e se considera le mie attività imprenditoriali non hanno nessun punto di contatto con la politica. Nella conferenza di servizio non c’è un politico che interviene. Sentite i tecnici e vedete se io mi sono permesso di parlare con uno solo di loro.

I suoi affari nell’energia sono distanti dalla sua attività politica?

Le garantisco che non ho nessun interesse né diretto né indiretto nelle attività imprenditoriali che hanno a che fare con l’energia. Le uniche attività imprenditoriali dal valore aggiunto certo.

Nelle visure camerali ci sono queste due società e una fa capo a lei…

Paolo Di Laura Frattura è socio di Proter, Proter è socia di due società: una è Civitas e l’altra è una società immobiliare. Civitas è socia di Gap. Gap è una società che fa consulenza, fa promozione. Proter è socia di Civitas.

Il proponente per questa autorizzazione è Civitas.

Inizialmente il proponente è Gap, dopodiché Gap cede le sue attività con atto trascritto a costo zero. Gap si chiama fuori e Civitas porta avanti la sua iniziativa e ottiene l’autorizzazione unica. Penso che farà imprenditorialmente quello che ritiene giusto.

Lei non ha alcun tipo di interesse nella costruzione di questa Centrale a biomasse?

Assolutamente no. Il giorno in cui dovessi rilevare delle quote di Citivas o di altra società impegnata stia tranquillo che lo farei sapere con la massima trasparenza. Se faccio politica, purtroppo, non posso continuare a fare l’imprenditore.

Quindi lei, oggi, fa solo politica?

Ho iniziative imprenditoriali legate al settore immobiliare privato.

Se fosse vera una cosa del genere…

Le dico di più, per dovere di cronaca. Un’altra iniziativa che avevo seguito, sempre in ambito di lavorazione di questo tipo, era un impianto di biodiesel a Termoli.

Se fosse reale il suo coinvolgimento nella costruzione di questa centrale…

Sarebbe un fatto gravissimo.

In questo modo si conclude l’intervista all’imprenditore, prestato alla politica, Paolo Di Laura Frattura. Che continua ad avere interessi, come ha affermato, nell’imprenditoria locale. Il centro-sinistra molisano ha bisogno di imprenditori per vincere le elezioni? Siamo in presenza di un conflitto di interessi? Perché dal 4 maggio scorso nessuno ha sollevato il caso? Frattura ha mai avvisato i suoi colleghi dei suoi affari? Diversi consiglieri di centro-sinistra (Petraroia, Di Pietro e Romano) sono rimasti a bocca aperta. “Sono cose che non passano in consiglio”, ma sulla testa dei cittadini si. Queste notizie non sono apparse su nessun organo di informazione regionale. Chi fa il cane da guardia e chi il cane da compagnia in Molise? Nessuno dice niente e nessuno sa niente.

Bisogna registrare anche un altro fatto accaduto in consiglio regionale qualche giorno fa. Sulla delibera per il concordato preventivo sullo Zuccherificio c’è stato un passaggio sul quale si è divisa l’opposizione. L’argomento era la tassativa esclusione di ogni ipotesi di riconversione energetica dello stabilimento a biomasse, a biogas o a turbogas. L’emendamento, che prevedeva la tassativa esclusione, è stato bocciato dalla maggioranza in consiglio e il centro-sinistra (tranne pochi consiglieri) ha votato a favore della delibera che prevede la non esclusione della riconversione. Sul tema dell’energia e sul tema dell’ambiente non sembra esserci una sensibilità diversa tra una parte del centro-sinistra e il centro-destra. Come dimostrano molti casi, queste centrali nascono con buoni propositi e poi diventano inceneritori. Il Molise correrà questo rischio? Le centrali a biomasse sono sempre utili all’ambiente e all’economia? I cittadini di quella zona sono stati coinvolti? Se l’opposizione molisana è presente, batta un colpo. Questo è il momento.

da L’INDRO.IT di lunedì 2 Luglio 2012, ore 19:28

http://www.lindro.it/Conflitto-di-interessi-per-la,9319

LA REPLICA DI PAOLO DI LAURA FRATTURA SU FACEBOOK (4 luglio 2012, ore 19)

“Dal giorno in cui ho deciso di partecipare alle Primarie per l’individuazione del candidato presidente del centrosinistra, è iniziata la caccia allo scoop … ultima di una lunga ed inutile serie la questione attinente l’impianto di biomasse da realizzarsi a Campochiaro … per questo motivo, con la forza degli atti pubblici, ritengo di dover replicare alle recenti indiscrezioni giornalistiche con la trasparenza: la documentazione evidenzia la cessione a titolo gratuito – effettuata dalla Gap Consulting alla Civitas srl – dell’intera procedura relativa all’iter autorizzativo dell’impianto di Campochiaro. L’atto è datato 28 gennaio 2012. Per completezza delle informazioni, è possibile anche visionare gli assetti societari della Civitas, della Proter e della Gap. Per qualsiasi delucidazione, come sapete, sono sempre a disposizione”.
LA MIA RISPOSTA SU FACEBOOK (4 luglio 2012, ore 19.15)
“Avevo già letto questa risposta, ma (per me) non spiega nulla… Ho riportato semplicemente i fatti (che in questa Regione vengono magistralmente sostituiti dalle opinioni, anche di molti colleghi ‘passacarte’ e ‘trombettieri’ del potere) e ho posto un interrogativo. Questo è il mio dovere di giornalista. Fare il cane da guardia del potere, anche se molti preferiscono fare i cani da compagnia o da riporto… Il dovere di un politico è spiegare, soprattutto se il politico ha interessi nell’imprenditoria locale. Per gli assetti societari basta leggere l’articolo. La cosa grave, a mio avviso, è che su questo tema nessuno ha niente da dire. Posso garantire una cosa: non c’è nessuna caccia allo “scoop” (almeno per come intendo io questo mestiere). Faccio mie le parole di V. Cuoco: ‘Scrivo per i miei concittadini, che non debbo, che non posso ingannare’. In poche parole: cerco di fare il mio dovere, senza guardare in faccia a nessuno!”.
LA CONTROREPLICA DI PAOLO DI LAURA FRATTURA, SEMPRE, SU FACEBOOK (4 luglio 2012, ore 19.20)

“Capisco ma come si fa a dire che io sarei socio di Civitas? I fatti riportati semplicemente dovrebbero essere fedelmente veritieri, tutto qui. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento, disponibile su tutte le questioni, personali, professionali, imprenditoriali e politiche, convinto come sono, mi perdonerà la presunzione, di aver agito sempre in buona fede, senza mai utilizzare situazioni di privilegio per ottenere risultati non meritati. 
Per dovere di cronaca devo però aggiungere che non condivido la comunicazione del “sospetto” su fantomatiche ipotesi di riconversione energetica dello zuccherificio sulle quali sarebbe fondato il voto di una parte del centro-sinistra, come non credo sia giusto parlare di una diversa sensibilità sui temi dell’energia e dell’ambiente senza mai aver avuto la possibilità di confrontarsi. Mi auguro, se le farà piacere, di incontrarla presto così da poter scambiare qualche idea, de visu”.

LA MIA CONTRORISPOSTA, SEMPRE, SU FACEBOOK (4 luglio 2012, 19.30)

“Basta leggere con attenzione il pezzo… non ho scritto da nessuna parte che lei è socio di Civitas! Nell’intervista, registrata, lei afferma che “Proter (la sua società) è socia di Civitas”. E ho riportato, come da visure camerali, che Gap Consulting srl è composta da Civitas srl e Proter srl. Nulla di più. Ripeto: non metto in dubbio la sua buona fede, ho semplicemente riportato dei fatti e posto un interrogativo. Sentendo, telefonicamente, anche i vari protagonisti. Lei parla di “comunicazione del sospetto” …ho semplicemente raccontato quello che è accaduto in consiglio regionale. Ho scritto il falso? Ho ‘diffamato’ qualcuno? Sono pronto ad assumermi le mie responsabilità! Sono aperto al confronto con tutti, anche ‘de visu’ “.

 

CARTA CANTA – Molise, l’ORGIA del Potere

CARTA CANTA, febbraio 2013

 

Copertina maggio 2010, Pd Partito Disastrato
Copertina maggio 2010, Pd Partito Disastrato

Molise, l’orgia del potere

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Lascio un partito radicato sul territorio con centinaia di amministratori locali, dirigenti e migliaia di iscritti e militanti. Ho realizzato il sogno della mia vita, quello di fare politica ai massimi livelli. Oggi prendo atto della sconfitta e mi faccio da parte”.

Roberto Ruta, “addio” alla politica, 16 aprile 2008, candidato al SENATO per le politiche 2013 e presidente del Pd Molise

 

“Prendo le distanze dal Partito Democratico. Tale scelta è diventata obbligatoria alla luce delle situazioni che si sono verificate in quest’ultimo periodo durante il quale sono stato sovente oggetto di attacchi sia di natura personale che politica, provenienti soprattutto da esponenti che militano nel Partito Democratico.

Massimiliano Scarabeo, 30 aprile 2008, oggi vice-segretario Pd Molise

“Caro Presidente, l’occasione del Suo compleanno mi offre la possibilità di inviarLe i miei migliori auguri e di rinnovarLe l’affetto e la stima che i molisani e i cittadini del Mezzogiorno d’Italia nutrono per Lei.
Il lavoro che sta portando avanti per far rinascere l’Italia sta premiando il Suo governo con consensi sempre crescenti e, cosa più importante, con risultati via via più tangibili, che incidono sull’economia e sulla società italiana. Il nostro Paese sta tornando al ruolo da protagonista che gli compete sullo scacchiere internazionale e sull’importante ed influente scenario europeo. Caro Presidente, grazie a Lei, dopo bui periodi caratterizzati da una scialba politica internazionale condotta dal centro sinistra, l´Italia è tornata a brillare nel firmamento delle potenze europee, recuperando credibilità e ponendosi sempre più quale principale interlocutore degli Stati Uniti. […]”.

Aldo Patriciello, europarlamentare, ufficio stampa, lettera di auguri a Berlusconi, 29 settembre 2008

“A loro degli elettori non gliene frega niente. Gli elettori vengono utilizzati solo e soltanto quando devono votare. Presi in giro a modi vecchia democrazia cristiana: “ne sistemiamo uno così creiamo aspettative per mille”. E’ un mix di clientelismo, ricatti più o meno velati e di pacche sulle spalle. Gli ingredienti di sempre della Dc, che ha devastato la nostra Regione per cinquant’anni. E che adesso, in questa fase, è nella PdL. Però in una fase appena precedente è stata con il centro-sinistra. Non dobbiamo dimenticare che Don Michele Iorio ha governato la Regione Molise con Rifondazione Comunista, con presidente Marcello Veneziale. Questi cambiano partito come se fossero spazzolini da denti”.

Giovancarmine Mancini, intervista pubblicata sul mensile molisano il Ponte, agosto-settembre 2009

Prendete, ad esempio, Roberto Ruta. Qualcuno è in grado di segnalare documenti che disvelino un Ruta pensiero? Per l’ex deputato si potrebbe benissimo fare a meno dei media: non parla, non scrive, non rilascia interviste. E’ un mistero mediatico, vive di politica ma ne è l’ectoplasma. Del Pd molisano è la sfinge e l’oracolo, il tessitore oscuro e il timoniere ombra”.

Giuseppe Tabasso, Altromolise.it, 2 ottobre 2009

Ti esprimo le mie più vive congratulazioni per la recente elezione al vertice della segreteria regionale del Partito Democratico in Molise. L’investitura popolare arrivata attraverso le Primarie darà certamente vigore alla tua attività politica in seno al PD. Con il partito che coordinerai in qualità di segretario regionale auspico per il futuro un confronto sereno e costruttivo  […].

Aldo Patriciello, ufficio stampa, 27 ottobre 2009

La verità è che logiche camorristiche si sono impadronite dei vertici locali di questo finto, fasullo centro-destra… questi non hanno la libertà nemmeno di decidere che tipo di sigaretta fumare… è evidente che qui il Rais (Michele Iorio, ndr) è uno solo, è ben individuato, lo conoscono tutti, è evidente che è una decisione che ha preso lui. Ormai lo conoscono in tutt’Italia, siamo diventati la barzelletta dell’Italia. All’iper condannato, all’iper rinviato a giudizio e a chi ha devastato il nostro territorio risponderemo che siamo ancora qui e che non molliamo!”.

Giovancarmine Mancini, 11 giugno 2012, dopo le dimissioni dei consiglieri di centro-destra al Comune di Isernia, Alleato di Michele Iorio per le Regionali 2013, http://www.youtube.com/watch?v=4wwLxV_lGBk

Un’operazione non così difficile per Frattura, candidato in passato (nel 2001 e nel 2005) nelle liste di Forza Italia, a sostegno dell’oggi ‘odiato’ Iorio. E se alla prossima tornata elettorale ad appoggiarlo sarà un pezzo da novanta della politica molisana come l’europarlamentare del Pdl, nonché ras della sanità privata, Aldo Patriciello, il gioco di prestigio di trasformare l’elettorato di centrodestra in votanti del Pd non potrà che riuscirgli. Anche se non sarà l’eurodeputato azzurro – condannato in via definitiva per aver finanziato illecitamente la campagna elettorale proprio di quel Michele Iorio al quale oggi ha deciso di voltare le spalle – a spostare in prima persona la mole di voti su cui può contare verso Frattura.

Il Fatto Quotidiano, Elezioni 2013  in Molise il centrodestra si traveste da centrosinistra per battere Iorio, di Gabriele Paglino, 25 gennaio 2013

Sono sicuro che le storie di molti elettori del CS sono diverse da quelle di Iorio e Pietracupa. Tuttavia l’errore che molti di voi state commettendo è credere che cacciato Iorio si cambi. Invece, se osservi bene, un gruppo di potere sta tutelando i propri interessi, posizionando nella vostra area garanti che continuano ad avere solidi rapporti, anche di parentela, con Iorio e Patriciello. Poiché Iorio non è più presentabile e Patriciello non può immediatamente comparire in questo nuovo schieramento, si mettono le teste di ponte sotto la regia di Ruta e Leva, affinchè loro possano “andare a Roma” e tutti gli interessi veri consolidati non vengano toccati. E voi sarete contenti di aver cacciato, forse, Iorio, e di trovarvi Patriciello come garante. Operazione stupenda… L’assenza di Pietracupa dal listino e l’assenza dello stesso e di Bizzarro dalla lista di appoggio, dove sono presenti altri prestanomi, è, probabilmente, legato ai tanti mal di pancia dell’elettorato di CS. Tuttavia il blocco di potere che si spalma sia nel CD che nel CS per tutelare i propri interessi questo non cambia affatto con queste azioni. Nel momento in cui lo iorismo è in crisi, non comprendo la necessità di questi nuovi innesti nella coalizione che la snaturano completamente. Gli elettori continuano ad essere trattati come un parco buoi che segue pedissequamente il capomandria. Si continua a far politica con un’ipotetica matematica di spostamento di numeri come se nulla cambiasse anche in questa realtà liquida. Se chi è responsabile, può ancora aggiustare il tiro, lo faccia. Non snaturi la coalizione e faccia in modo che la vittoria significhi vero cambiamento e non continuità con il passato

Lucio Pastore, già resp. Informazione Ds, Facebook, 25 gennaio 2013

A sostenere Frattura infine ci sarà probabilmente anche l’Udeur di Mastella, capitanato in Molise da Vincenzo Niro, che porterà in dote gli oltre 6mila voti conquistati nell’ottobre del 2011. Ma a chi chiede spiegazioni per questa commistione – “come potranno ad esempio Sel e Idv stare con Patriciello?” – Frattura paragona la fase attuale al Dopoguerra: “Quando sinistra estrema e moderati si unirono per ricostruire un Paese distrutto”. La fine di Iorio dunque sta per arrivare. Quella dello ‘iorismo’ forse no. Anche perché oltre ai vari Patriciello, Pietracupa, Niro, ci sono altri transfughi del regno dello storico governatore, come l’ex coordinatore dei giovani del Pdl, Stefano Maggiani, passato però con lo schieramento dell’altro sfidante del governatore uscente, Massimo Romano, leader del movimento civico Costruire Democrazia.

Il Fatto Quotidiano, Elezioni 2013  in Molise il centrodestra si traveste da centrosinistra per battere Iorio, di Gabriele Paglino, 25 gennaio 2013

LEGGE ELETTORALE? “NON SI FARÀ NULLA”

Intervista al responsabile Giustizia di Rifondazione Comunista

LEGGE ELETTORALE? “NON SI FARÀ NULLA”

Russo Spena: “Siamo in un pasticcio istituzionale gravissimo, Pd e Pdl non la cambieranno”
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Una legge che deve essere cambiata al più presto”, “con il bipolarismo e il porcellum si è distrutto ogni prestigio della politica”, “la legge porcata del 2006 è contro i cittadini”, “non cambiare la legge elettorale è un suicidio per i partiti”. Tutti sembrano d’accordo. Ma la legge elettorale è sempre la stessa. Sembra di rileggere ‘Il Gattopardo’ di Tomasi di Lampedusa. Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. “Non la cambieranno nemmeno per il 2013” ha affermato il responsabile giustizia di Rifondazione Comunista, Giovanni Russo Spena. La legge elettorale va bene così. Per loro. Per i segretari di partito che possono scegliersi meglio i loro uomini di fiducia. Senza dar conto a nessuno. Per puro calcolo personalistico. L’ex senatore Russo Spena è convinto della sua posizione.“Per l’immediato purtroppo, nonostante il porcellum sia veramente una legge che degrada la politica e la rappresentanza, temo che non si farà nulla. Perché i partiti stanno pensando più ai propri interessi di partito. Il problema del Parlamento e della politica italiana è la crisi di rappresentanza. Si stanno registrando solo pasticci nella Commissione Affari Costituzionali, pasticci che rispondono a calcoli di bottega”.

A nessuno piace la legge elettorale vigente, ma tutti se la tengono.

Piace ai grossi partiti, questa è la verità. Questa è l’unica legge che ha insieme una soglia di sbarramento alta e un premio di maggioranza altissimo. Con il 27-30% si può verificare che governi una coalizione al posto dell’altra. La centralità del Parlamento non esiste più, ma con questa soglia e con questo premio si formano coalizioni intorno al grosso partito, creando il voto utile. Ecco perché il Pd e il Pdl non vogliono sostanzialmente cambiare la legge. Sperano di costringere i partiti piccoli e medi a mettersi in coalizione con loro. Di programmi non si parla, non si parla di alternative e Monti resterà a vita. Se non Monti, il montismo in quanto tale con il fiscal compact. Non cambia nulla, le coalizioni si fanno intorno ai grandi partiti che oggi appoggiano questo governo. Siamo in un pasticcio istituzionale gravissimo.

Un vero e proprio suicidio per le forze politiche.

Qualche piccolo cambiamento ci sarà, spero che a settembre ci sia un’autocritica. Ma allo stato attuale, tutti lo pensano, ci saranno piccolissimi cambiamenti. Per le preferenze, per la soglia di sbarramento, per il premio di maggioranza per il Senato. Io penso che sia un suicidio. Le forze politiche dimostrano di non avere nessuna capacità di autoriforma. Non riescono a ricollegarsi ai bisogni e alle richieste della popolazione, in una fase di crescente antipolitica. Che in parte è giustificata dal fatto che i partiti non hanno fatto il proprio mestiere, molto spesso rubando anche risorse pubbliche. Tutto questo preoccupa.

In questo momento il vuoto politico non lo state riempiendo voi, ma il movimento di Beppe Grillo.

Il montismo e il grillismo, come fenomeni istituzionali, sociali e mediatici, sono due fenomeni speculari. Due facce della stessa medaglia.

Ritorniamo alle legge elettorale. Lei è d’accordo sull’ineleggibilità dei parlamentari condannati in via definitiva e sulla sospensione dei parlamentari condannati in via non definitiva?

Sul piano giuridico è un buon passo. E’ ovvio che per ogni garantista, io lo sono, la condanna deve essere definitiva. Però in politica, soprattutto in questo momento, occorre che ci sia ancora più trasparenza e che nessun dubbio possa esistere. Una condanna in primo grado deve portare alla non partecipazione alla competizione politica.

La questione morale di Berlinguer.

Appunto. La questione morale sta diventando la questione strutturale di questo Paese.

E sul tetto dei due mandati che dice? E’ d’accordo?

Certamente si. Noi, come Rifondazione Comunista, l’abbiamo applicata. Abbiamo nel nostro statuto che non possono esserci più di due mandati consecutivi nella stessa Istituzione. E’ sacrosanto, per il rinnovamento dei gruppi dirigenti. Se quelli che stanno lì da trent’anni diventano un tappo per il rinnovamento.

Lei come vede questa nuova ridiscesa in campo di Berlusconi?

Rischiamo il ridicolo, il grottesco. Ha fallito come politico, è fallito il suo disegno. E’ un ritorno al passato, noi abbiamo bisogno di futuro.

da L’INDRO.IT di venerdì 20 Luglio 2012, ore 19:23

http://lindro.it/Legge-elettorale-Non-si-fara-nulla,9661

ALLEANZE, SI RINFORZA L’ASSE TRA PD E UDC

Nel cestino la foto di Vasto. Idv e Sel criticano duramente l’apertura di Bersani

ALLEANZE, SI RINFORZA L’ASSE TRA PD E UDC

Secondo l’Istituto Cattaneo il partito di Casini migliora dove si presenta da solo
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Il messaggio unitario della famosa foto di Vasto, che raffigurava insieme Bersani (Pd), Di Pietro (Idv) e Vendola (Sel) rimane un sogno interrotto per gli elettori di centro-sinistra. Il pressing dell’Udc di Casini sembra sortire il suo effetto. Tutti si rincorrono. Vendolarincorre Bersani, Di Pietro (con la foto tra le mani) cerca di rincorrere Vendola e il segretario del Pd. Tutti rincorrono tutti e gli elettori continuano a non capirci più niente. Vengono spiazzati, giorno dopo giorno, consultazione dopo consultazione, da alleanze che cambiano da Regione a Regione.

La proposta, il nuovo patto è stato lanciato direttamente da Casini: “Tra progressisti e moderati si può creare un asse per governare l’Italia. La prospettiva è un patto per affrontare l’emergenza. Oggi si è realizzato con il governo tecnico ma la strada è un governo politico per risollevare il Paese e, in un rapporto tra le due famiglie del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo, arrivare a Stati uniti d’Europa”. Una dichiarazione che ha ricevuto l’apprezzamento del Partito Democratico e la presa di distanza dell’Italia dei Valori (“Se non ci fosse da piangere – ha dichiarato il presidente dei senatoriIdv, Belisario – mi verrebbe da ridere. Di che stiamo parlando? Chiacchiere! Solo chiacchiere da politicanti che servono alla politica per tirare a campare, mentre il Paese va a rotoli”e di Sinistra Ecologia e Libertà (Alchimie e minuetti sulle spalle di un paese sfibrato – ha rincarato la dose il responsabile comunicazione, Migliore – Bersani vivacchia all’ombra di Casini”).

Per la verità le parole di Enrico Letta (“con Berlusconi, Grillo e Di Pietro impossibile riuscire a governare il Paese”mettono un serio freno all’alleanza con l’ex pm di Mani Pulite. A questi ultimi interventi si aggiunge la freddezza del Pdl (per Berlusconi il duo Casini-Bersani “punta a spartirsi il Quirinale”), anche se qualcuno, in quell’area politica spaccata, vedrebbe di buon occhio il ritorno di Casini nel centro-destra.

Ma l’asse tra il Pd e l’Udc non si scopre in questi giorni. Le parole di Casini rafforzano ancor di più i vari accordi intercorsi tra i due partiti in alcune Regioni d’Italia. Nelle varie competizioni elettorali si è assistito a un balletto di alleanzeIn Sicilia, i due partiti, si sono uniti per far cadere la giunta Lombardo (il presidente della Regione sotto inchiesta per mafia). Una mozione di sfiducia è stata firmata qualche giorno fa dal nuovo asse. Che tanto nuovo non è. Nel 2009, a Trento, l’alleanza aveva sostenuto il sindaco uscente Andreatta. Nelle scorse regionali in Molise (pochi chilometri da Vasto), dove per la terza volta è stato eletto il condannato Michele Iorio, l’Udc si è trovata contrapposta al Pd locale. In questa Regione, dove probabilmente si ritornerà al voto, la famosa foto non ha trovato fortuna.Un’alleanza a macchia di leopardo. In Abruzzo le parole pronunciate agli inizi di giugno dal segretario di Rifondazione Comunista, Marco Fars, sono molto indicative: “la liquefazione delPdl dovrebbe impegnare il centro-sinistra nella costruzione di un programma alternativo. Invece il Pd ci appare impegnato in una corrispondenza di amorosi sensi con Udc e Fli, a prescindere da qualsivoglia progetto per la regione Abruzzo”. Non sembra entusiasmare questa nuova avventura. Come non entusiasmò, all’epoca, la fusione a freddo tra gli ex Ds e gli ex Margherita. In Campania l’alleanza ha permesso al Pd di strappare al Pdl due roccaforti: Pozzuoli e Torre del Greco.

Per dirla tutta, Bersani aveva aperto all’Udc già nel 2010. Nella trasmissione di Fabio Fazio, ‘Che tempo che fa’, aveva parlato di un ‘nuovo’ Ulivo: con le forze del centrosinistra che si chiamino Di Pietro, Vendola. Con loro fare un patto di governo che non sia l’Unione. Questi poi si possono rivolgere alle forze che non sono del centrosinistra, tra cui l’Udc”.Dichiarazioni ampiamente anticipate dal senatore del Pd, Follini nel 2009“In vista delle elezioni politiche del 2013 mi auguro che il Pd e l’Udc facciano parte di un’alleanza strategica volta al governo del Paese. Per questo spero che alle prossime elezioni regionalil’Udc e il Pd stringano accordi nel più alto numero possibile di regioni”.

Tutti vogliono l’Udc. Ma quali sono i numeri dell’Unione di Centro? Fondata il 6 dicembre del 2002 ha come presidente Rocco Buttiglione, il segretario è Lorenzo Cesa (noto alle cronache giudiziarie). Vanta alla Camera 38 deputati, 5 senatori e 5 europarlamentari. Alle politiche del 2008 si è imposta con il 5,6% e alle Europee del 2009 con il 6,5%. Anche il presidente-indagato della Regione Lombardia Formigoni, che ha dichiarato di non volersidimettere per nessuna ragione, ha mostrato interesse. Era il 10 giugno scorso: “il nostro obiettivo è ricostruire una coalizione di centrodestra allargata, con partiti che sono stati nello schieramento di centrodestra, come Udc e Lega, e anche con partiti nuovi: comeMontezemolo, se lo vorrà, e liste civiche, se lo vorranno, ma anche movimenti cattolici”. In politica non si butta via niente. L’alleanza lanciata da Bersani e rilanciata da Casini è stata sancita anche su facebook. Il gruppo consiliare di Olevano Romano ha creato il profilo ’Alleanza Centrosinistra Pd-Udc’. Nel simbolo, che ricorda molto quello dell’Ulivo (in versione arcobaleno), compare la scritta ’Democratici’.

Tutto è pronto per la partita e per le alleanze finali, in attesa di conoscere come gli altri partiti, ma soprattutto i cittadini, risponderanno al banchetto apparecchiato dal duo Bersani-Casini. Secondo l’Istituto di ricerca ‘Carlo Cattaneo’, il riferimento è alle comunali del 2012, “nel confronto con le regionali del 2010 l’Udc migliora leggermente dove si presenta da sola, arretra leggermente dove si presenta a sostegno di candidati di centro-destra o di centrosinistra”. Questa l’analisi di Filippo Tronconi: “Nei 17 comuni in cui si è presentata svincolata dai partiti maggiori, l’Udc ha guadagnato mediamente – rispetto al 2010 – 0,4 punti percentuali; nei comuni in cui si è presentata al fianco dei maggiori partiti ha perso invece, in entrambi i casi, circa 0,4 punti percentuali”E il Pd? Per l’Istituto di ricerca: ha subito una contrazione pari al 29 per cento dell’elettorato che lo aveva scelto nel 2010 (un decremento di 91 mila voti). Una perdita che si attesta attorno al 30 per cento al Nord (-60 mila voti) e nella zona rossa (-19 mila), a fronte di una riduzione di consensi del 20 per cento circa nei capoluoghi del Centro Sud (-12 mila voti)”. Farà bene al Pd l’alleanza conl’Udc? E l’Udc farà bene ad allearsi con il Pd? Questa è la strategia per contrastare il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo?

da L’INDRO.IT di martedì 26 Giugno 2012, ore 20:00

http://lindro.it/Alleanze-si-rinforza-l-asse-tra-Pd,9226#.T-uIxxedDPo

IL ‘MADE IN ITALY’ DELOCALIZZATO

Il caso Lactitalia denunciato dal Codacons

IL ‘MADE IN ITALY’ DELOCALIZZATO

Latte prodotto in Ungheria per prodotti venduti come italiani. Realacci Pd: “la politica deve azzerare i vertici della società”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Sono anni che nel Paese si parla di ‘made in Italy’ come di un elemento fondamentale per il rilancio dei prodotti italiani nel mondo. Ma sino ad oggi cosa è stato fatto a riguardo? IlCodacons (coordinamento di associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori e degli utenti), che è sceso in piazza al fianco degli agricoltori, ha presentatouna denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti contro lo Stato e la società Simest, “che investe i soldi della collettività all’estero danneggiando il mercato agroalimentare italiano”. E’ l’associazione a comunicarlo in una nota, parlando di “complicità dello Stato Italiano” e di “responsabilità delle nostre istituzioni nella produzione e diffusione di prodotti alimentari realizzati all’estero con soldi italiani sfruttando il valore evocativo del made in Italy”.

L’esposto-denuncia è molto dettagliato. “Lo Stato Italiano – si legge – è da sempre impegnato nella tutela dei prodotti doc italiani e del marchio made in Italy”. Ma cos’è la Simest Spa? E’ la finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all’estero che è stata istituita come società per azioni nel 1990. Il Ministero dello Sviluppo Economico è azionista al 76%. La Simest è stata creata per la promozione del processo di internazionalizzazione delle imprese italiane e per assistere gli imprenditori nelle loro attività all’estero. “Risulta accertata – continua l’esposto-denuncia del Codacons – dal bilancio e dalle relazioni d’esercizio, nonché da visura alla Camera di Commercio di Roma, la partecipazione della Simest in società, che pubblicizzano e commercializzano in Italia e in altri Paesi europei ed extraeuropei, generi alimentari con nomi italiani, presentati sul mercato come di fattura e tradizione italiana che, di contro, vengono prodotti con materia prima di provenienza, prevalentemente o integralmente, non italiana cagionando seri danni al vero made in Italy”.

Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “la Coldiretti ha sollevato il caso della Lactitalia Srl, una società di diritto romeno costituita al 100% da investitori italiani che produce, utilizzando latte di pecora romeno e ungherese, formaggi rivenduti con nomi italiani (tra gli altri Dolce Vita, Toscanella e Pecorino)”.

Sul sito di Lactitalia è possibile leggere: “abbiamo intrecciato il latte romeno alla tradizione e alla tecnologia italiana. Da questo abbinamento abbiamo fatto ciò che noi sappiamo fare di meglio: formaggi con passione”.

Prodotti confezionati in uno stabilimento di Nizvin, nei pressi di Timisoara grazie ad un investimento di 5 milioni di euro finalizzato alla produzione di formaggi e latticini destinati sia al mercato romeno che all’export. “Dai documenti dell’Ice – continua il Codacons –emergono alcune dichiarazioni del direttore di Lactitalia: “per calibrare i macchinari del caseificio abbiamo importato latte ungherese, perché è molto più pulito di quello che avremmo dovuto comprare dai produttori romeni”.

Per Rienzi: “la presenza di prodotti di imitazione sui mercati internazionali è la principale ragione del calo del 10% delle esportazioni dei formaggi di pecora made in Italy con la quale viene motivata una insostenibile riduzione dei prezzi riconosciuti agli allevatori italiani. La questione delicata che richiede immediata chiarezza e trasparenza è che la Lactitalia risulta essere una Srl composta da due soci, una srl romena Roinvest di cui sono risultati soci cittadini apparentemente di nazionalità romena e proprio la Simest Spa, società italiana controllata dallo Stato, istituita come società per azioni nel 1990 (legge n. 100 del 24 aprile 1990)”.

Per il Codacons esisterebbe anche un conflitto di interessi. “Patners italiana di Lactitalia è la Roinvest srl dei fratelli Pinna (come risulta da bilancio e relazioni di esercizio 2010) i quali, pur essendo presenti nei Consorzi di tutela del pecorino romano in Sardegna, attraverso la società romena promuovono all’estero prodotti non italiani, ma che richiamano ingannevolmente alla tradizione italiana. Non si comprende come mai lo Stato Italiano, da sempre impegnato nella tutela dei prodotti autenticamente italiani, sia registrati a livello comunitario come d.o.p. o i.g.p., sia menzionati nell’elenco dei prodotti tipici appartenenti al nostro patrimonio culturale e il marchio made in Italy sia proprietario attraverso la Simest di una industria che in Romaniacon latte romeno e ungherese, produce formaggi di pecora che vengono ’spacciati’ come made in Italy sui mercati europeo e statunitense, ed importati anche in Italia contribuendo ad aggravare la situazione dei pastori italiani”.

Ma cosa s’intende per prodotto italiano, chiediamo? “Dovrebbe intendersi in verità un prodotto o realizzato in Italia o comunque con prodotti ed ingredienti italiani, mentre invece i prodotti della Lactitalia sembrerebbero realizzati con latte romeno ed ungherese e importati anche in Italia come prodotti made in Italy. Un finto made in Italy. La produzione di alimenti presentati come italiani attraverso marchi ingannevoli reca un duplice danno: il primo, in relazione alla competitività delle nostre imprese, la cui concorrenza sul mercato viene snaturata a tutto vantaggio delle imprese straniere, il secondo, in relazione ad un’irresponsabile gestione economica essendo il governo italiano finanziatore della Simest Spa, che utilizza soldi pubblici per il sostegno di iniziative che riducono la capacità di export delle nostre imprese ingannando i consumatori. La scorrettezza delle pratiche commerciali adottate inducono erroneamente i consumatori a ritenere che gli alimenti prodotti e venduti sia in Italia che all’estero siano di origine italiana”.

Ma il problema è anche politico. Abbiamo raccolto, quindi, anche la voce di Ermete Realaccidel Partito Democratico, che già in passato era intervenuto su questo argomento: “ho fatto due interrogazioni parlamentari con il vecchio Governo: una nel 2010 e una nel novembre 2011”.

Cosa è cambiato dopo queste due interrogazioni?

C’è stata una risposta piuttosto generica, mi pare, di Galan. Tanto è vero che ho rifatto una nuova interrogazione. Ho fatto entrambe le interrogazioni d’accordo con la Coldiretti, che è sempre stata molto attiva su questa vicenda ed erano centrate su una serie di vicende, a cominciare da quella che è stata enfatizzata oggi sulla società romena…

La Lactitalia.

Però c’era anche dell’altro, per esempio la vicenda Meridiana, di una ditta che si chiamava Parmacotto.

La politica cosa può fare?

Una cosa da fare sarebbe, visto che la cosa è continuata, azzerare i vertici di questa società. E poi capire la missione chiara e che da questa missione sia escluso fare giochi di questo tipo.

Qual è la posizione del suo partito? E’ al fianco del Codacons in questa battaglia?

Sono due anni che presento interrogazioni parlamentari e penso che anche il Pd debba avere questa posizione: anche oggi erano presenti parecchi parlamentari democratici a questa manifestazione.

Il Codacons parla di ’complicità dello Stato italiano’ e di ’responsabilità delle nostre Istituzioni’. Lei concorda?

E’ l’oggetto delle mie interrogazioni.

da L’Indro.it di giovedì 15 Marzo 2012, ore 20:11

http://www.lindro.it/Il-made-in-Italy-delocalizzato,7307#.T3Xj3WFmLwk

’Tesseramenti? Meglio l’equilibrio politico’

La testimonianza del Senatore del Pdl Zanettin

’Tesseramenti? Meglio l’equilibrio politico’

Il segretario della Lega di Milano “non usiamo metodi democristiani”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

I dati sulla campagna di adesione del Popolo della Libertà sono entusiasmanti. Oltre un milione di tesserati è un grande successo di popolo…”, “Il risultato del tesseramento del Pdl, con oltre un milione di iscritti, è semplicemente straordinario”, “La grande partecipazione avuta con il tesseramento del Pdl testimonia l’ottimo lavoro svolto in questi pochi mesi dal segretario Alfano insieme a tutto il gruppo dirigente del partito”. Ecco, in ordine di intervento, alcuni commenti di Giorgia Meloni (ex Ministro della Gioventù), Maurizio Lupi (deputato) e Raffaele Fitto (ex Ministro per i rapporti con le Regioni) sul tesseramento del Pdl. Dopo il facile entusiasmo per le vagonate di tessere, sono arrivati gli scandali e le inchieste. La procura di Vicenza ha aperto un’indagine su un giro di tessere fasulle del Pdl. Ma lo scandalo delle tessere fasulle non è scoppiato solo nel Nord Italia.

E’ l’ex Ministro della Cultura, Giancarlo Galan (PdL) ad affermare su ’La Stampa’:Non prendiamoci in giro: a che cosa serve la tessera? Gestire le tessere serve per gestire il potere, a tutti i livelli. Arriva uno con cento tessere, tratta e porta a casa un posto nella municipalizzata”.

A Bari sono state trovate 139 tessere intestate a persone domiciliate tutte nello stesso indirizzo (in un sottoscala), a Vicenza risultano iscritti al Pdl tutti i soci di un’associazione venatoria, migliaia di tessere sono false o riportano i dati di persone che non hanno mai fatto parte del partito. In molti casi risultano militanti della Lega Nord. Il caso Campania è il più fantasioso. Per trasportare le 120mila tessere a Roma, i dirigenti del Pdl hanno dovuto utilizzare un pulmino, mentre parte degli iscritti di Modena (240 tessere) risultano residenti in provincia di Caserta. In provincia di Salerno (25mila tessere sottoscritte) sono stati tesserati anche i minorenni, a loro insaputa. I pm stanno anche passando sotto la lente i 4500 tesseramenti fatti nel territorio tra Scafati, Nocera Inferiore e Pagani, territorio sotto l’influenza del clan camorristico D’Auria-Frezza-Petrosino. Per adesso gli indagati sono una decina.

Questi sono alcuni esempi del ’successo’ e dell’’entusiasmo’ per la campagna tesseramenti, in vista dei congressi. Ma la questione non riguarda solo il Pdl. Ci sono altri esempi negativi. Scrive il giornale ’La Sicilia’: “Il tesseramento – secondo Ribilotta, vicesindaco di Piazza Armerina ed esponente del Pd in Sicilia – è stato commissariato perché l’ultimo giorno utile Ferrara (il segretario, ndr) si è presentato con un pacchetto di circa 200 tessere. Ferrara ha aspettato l’ultimo giorno, si è informato su quante tessere avevamo noi e ne ha portato un numero maggiore senza presentare neanche un elenco dettagliato dei tesserati”.

La questione dei tesseramenti investe molti partiti ed è una pratica vecchia. Nel 2008 si poteva leggere sulla ’Gazzetta del Mezzogiorno’: “Sono state recapitate nei giorni scorsi ad ignari sottoscrittori una serie di tessere di iscrizione al partito politico dell’Udc, con tanto di lettera di benvenuto nel partito a firma del dirigente organizzativo nazionale. Tessere che gli interessati, per lo più giovani, a quanto pare non hanno mai richiesto, non avendo mai firmato alcuna adesione al partito né tantomeno versato la relativa quota prevista”. È troppo importante, per alcuni iscritti, avere un ’pacchetto’ di voti per ’contare di più’ durante i congressi e per puntare a gestire una macchina di consensi come un partito politico.

Ma come funziona? Dove si fa il tesseramento? In teoria ogni cittadino (interessato) dovrebbe recarsi nella sede del partito (con un documento d’identità) per compilare un modulo, firmarlo e farsi consegnare la tessera. Si versa la quota che, a seconda dei partiti, parte da 10 euro per arrivare ad un contributo volontario. È possibile farlo anche su internet, compilando i vari campi richiesti per essere poi ricontattati dalla ’struttura territoriale competente’. Le tessere vengono utilizzate per individuare il segretario, il gruppo dirigente e per costituire le correnti interne. Chi ha il controllo delle tessere comanda e gestisce. Dal Nord al Sud del Paese continuano ad emergere forti anomalie.

Per il segretario provinciale della Lega a Milano, Igor Iezzi: queste cose succedono quando la gente pesa in base al numero delle tessere. Nella Lega non succede perché noi abbiamo due tipi di tessera: quella del sostenitore e quella del militante. Il sostenitore per diventare militante deve farsi un anno di movimento. Abbiamo una sorta di selezione interna. Per intenderci, l’infiltrato della camorra se vuole contare qualcosa in Lega deve diventare militante e per un anno, teoricamente, deve frequentare la sezione della lega, mettere fuori i volantini, i manifesti. Le cose son due: il camorrista si rompe i coglioni di dar via per un anno i volantini della Lega o gli altri militanti della Lega si accorgono che è un camorrista. Noi abbiamo questo sistema che impedisce di fare dei tesserati in stile democrazia cristiana, come fanno gli altri partiti”.

Abbiamo sentito anche il Senatore del PdL Pierantonio Zanettin, vice-coordinatore del PdL a Vicenza, dove è scoppiato uno degli scandali delle tessere fasulle: “come sempre ci sono due gruppi, io faccio parte e rappresento il gruppo che non ha fatto queste cose e che ritiene di essere stato danneggiato da chi ha fatto queste cose”.

Ma che ha fatto l’altro gruppo?

Abbiamo scoperto un aumento straordinario di tesserati. Da 2500 tesserati del 2010, ci siamo ritrovati con 16 mila tesserati nel 2011. Ma questo ci può stare nel momento in cui c’è una stagione congressuale. La cosa che ci ha imbarazzato fortemente è che è stato verificato che circa metà di queste tessere erano incomplete, non erano state accompagnate da fotocopia del documento d’identità. Abbiamo scoperto che migliaia delle persone che erano in queste condizioni non erano consapevoli di essere iscritte al partito, molte erano iscritte ad altri partiti e molte erano nostre amiche che avevano sempre rifiutato di iscriversi. Questo ci ha creato un grossissimo imbarazzo.

E il gruppo ’delle tessere fasulle’ che fine ha fatto?

Sono quelli che comandano. La responsabilità politica, l’ho detto al congresso, riteniamo tutti essere dell’onorevole Sergio Perlato. Abbiamo fatto un accordo in base al quale lui faceva il coordinatore provinciale e io facevo il vice. E con questo si ritiene la situazione chiusa.

Chi ha preso questa decisione?

Il partito nazionale ha suggerito ai contendenti di trovare un accordo politico che è stato trovato. Il coordinamento cittadino è spettato alla mia componente. C’è stato un equilibrio politico.

A parte gli equilibri, Lei come giudica questo modo di fare politica?

Lo critico, perché credo che ci sono altri modi per fare il tesseramento.

Lei, quindi, pensa che una situazione del genere si possa sanare con un compromesso politico?

Prima di questo accordo politico avevo suggerito un commissariamento (come avvenuto a Modena, ndr), un rinvio del congresso, una bonifica dei tesseramenti per ripartire tra qualche mese. Il sistema nazionale ha preferito raggiungere un equilibrio politico.

A chi si riferisce quando dice ’il sistema nazionale’?

Verdini, La Russa, Lupi e i collaboratori del segretario Alfano.

da L’Indro.it di martedì 21 Febbraio 2012, ore 19:36

http://lindro.it/TESSERAMENTI-MEGLIO-L-EQUILIBRIO,6668#.T0ytzHnwlB0

Il Molise “riconferma” per la terza volta l’imputato Michele Iorio


(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)

Fino all’ultima scheda. Le elezioni regionali in Molise (16 e 17 ottobre) si sono decise, per adesso, al fotofinish. La competizione elettorale al cardiopalma non sarà facilmente dimenticata. Stati di euforia si sono mescolati a quelli di profonda depressione. Coinvolgendo entrambi gli schieramenti. Da una parte i sostenitori di Michele Iorio (Pdl) e dell’intero centro-destra, che non credevano più nella rimonta e dall’altra lo sfidante Paolo Di Laura Frattura (vittorioso alle primarie, già candidato in passato con Forza Italia) che festeggiava, a scrutini ancora aperti, la vittoria mai arrivata. Tutto faceva pensare a una storica sconfitta per il centro-destra molisano. Composto da sette liste (Pdl, Progetto Molise, Alleanza di centro, Grande Sud, Udeur, Molise Civile e Udc), ma senza l’appoggio del premier Silvio Berlusconi. Eletto parlamentare proprio in Molise, ma tenuto fuori sia dal simbolo che dalla campagna elettorale. Tanti i leader politici del centro-destra venuti in Molise per sostenere Iorio. Ma di Berlusconi nemmeno l’ombra. I “feudi” storici, utilizzati in passato per stracciare gli avversari, sono stati abbattuti anche grazie al voto disgiunto. Molti candidati hanno utilizzato questo metodo di voto. Forse per demolire lo strapotere dello sGovernatore Michele Iorio. Molti erano gli indizi, durante lo spoglio, da far pensare a una debacle del centro-destra. A Campobasso, nel capoluogo di Regione, addirittura è stata chiusa (già durante lo spoglio) la sede politica del Pdl. A Isernia, nella sede provinciale di Forza Italia, si respirava un’aria di sconfitta. I pochi presenti commentavano e analizzavano amaramente i dati che, molto lentamente, arrivavano dalla prefettura. Alle 22.45, in una sezione semi deserta, la sorella di Michele Iorio, Rosetta (assessore ai Lavori Pubblici di Isernia e direttrice del distretto sanitario), salutava i presenti anticipatamente. Dall’altra parte tutti erano pronti per stappare lo spumante. Per festeggiare la vittoria dopo i dieci anni di governo di centro-destra. La forbice tra i due candidati sembrava pendere in favore di Frattura (scelto per le primarie dal duo meravigliao Ruta-Leva, i due dirigenti del Partito Disastrato molisano. Gli stessi due soggetti che con le loro scelte hanno perso tutto quello che si poteva perdere).

Ma era una mera illusione. Alla fine della conta l’inaspettato sorpasso. Per Frattura 87.637 voti (22.858 in provincia di Isernia e 64.779 in provincia di Campobasso), mentre per Iorio 89.142 (28.077 in provincia di Isernia e 61.065 in quella di Campobasso). Per 1.505 voti di differenza Angelo Michele Iorio è stato rieletto per la terza volta alla presidenza della Regione Molise. Una rielezione che deve fare i conti con diversi procedimenti penali in corso, con diverse indagini aperte e con due richieste di rinvio a giudizio. Ma perché il Molise ha scelto nuovamente di affidarsi al centro-destra, rappresentato da Michele Iorio, conosciuto a livello nazionale, soprattutto, per la questione “parentopoli”? (“Tre figli, due fratelli e due cugini e la dinastia Iorio occupò Isernia”, Repubblica 20 febbraio 2009 – “Quanti camici bianchi a casa Iorio”, L’Espresso 10 febbraio 2011). Per il Partito Disorientato del Molise la sconfitta è da addebitare unicamente alla discesa in campo del Movimento 5 Stelle. I grillini, grazie anche all’intervento di Beppe Grillo, hanno racimolato 10.650 preferenze. Una cifra utile per battere il sistema Iorio. Ma gli strateghi (perdenti) dimenticano di citare l’alta percentuale di astensione. Forse da addebitare alla scelta di affidare a Frattura (fino a poco tempo fa molto vicino a Michele Iorio) il futuro di questa Regione? Senza dimenticare il mercato di riparazione fatto prima delle votazioni regionali. Come non citare il non eletto Tony Incollingo (fino a pochi mesi fa parte integrante del centro-destra regionale, oggi nel centrosinistra) e Massimiliano Scarabeo (nelle passate regionali del 2006 eletto nel centro-sinistra, poi passato alla corte di Michele Iorio e oggi non eletto nel centro-sinistra). La colpa, quindi è stata dei “grillini” o di un centro-sinistra che in Molise non è stato capace di fare il proprio dovere? E’ Giovanna Melandri a rispondere il 22 ottobre scorso: “Non penso che si possa dire che abbiamo perso per colpa di Grillo. Abbiamo perso perchè abbiamo fatto degli errori”. Per l’ex segretario provinciale del Pd, Nicola Messere: “in alcuni Comuni il risultato elettorale è stato disastroso. Nel Comune di Trivento dove votano circa 3mila persone, il nostro partito ha raccolto appena 22 voti pari allo 0.75%, queste cose fanno male alla nostra gente. La colpa dei grillini? Ma quando mai”. Perché i cittadini all’originale dovrebbero scegliere la fotocopia? Per ora si attende la proclamazione degli eletti. Ma si continuano a registrare forti polemiche. Anche tra gli organi di informazione. Soprattutto dopo l’inchiesta del sito molisano L’Infiltrato.it, che da giorni si sta occupando dei presunti “brogli elettorali”. La vicenda è definita come il “Watergate molisano”. Al centro della questione i dati riportati sui verbali. Le polemiche non si placano. Il candidato de La Destra Mancini, l’ex vice-sindaco di Isernia cacciato dalla giunta locale per lesa maestà nei confronti di Michele Iorio, ha già annunciato ricorso. “Tutto è molto strano – ha affermato Mancini – nel 2011 non possono accadere queste cose. Valuteremo tutte le strade possibili”. Di che tipo? “Sicuramente ricorreremo contro Romagnuolo (primo eletto con la lista Progetto Molise – 2.882 voti, ndr), contro la lista Molise Civile e contro la lista Iorio, presentata dopo le 12. Ci rivolgeremo anche alla Procura della Repubblica”. Dello stesso avviso anche il riconfermato Michele Petraroia (Pd, primo eletto con 2.839 voti): “si prevedono più ricorsi. Le persone nei seggi hanno riscontrato diverse anomalie. Credo sia scontato che Frattura porti avanti questa tesi. C’è una questione che merita di essere indagata e che riguarda le schede nulle”. Anche Petraroia, che ripesca il caso Di Stasi (l’ex presidente della giunta regionale caduto dopo pochi mesi dall’elezione per un ricorso di un cittadino-elettore) punta il dito contro Nicola Romagnuolo di Progetto Molise “per la controfirma dell’accettazione non conforme alla norma”. Anche sul candidato presidente Frattura pende un ricorso, annunciato a mezzo stampa dal senatore del Pdl Ulisse Di Giacomo, sulla presunta ineleggibilità per un contenzioso aperto nei confronti della Regione. Staremo a vedere, dopo la proclamazione degli eletti (che si prevede tra la fine ottobre e gli inizi di novembre), come finirà questa nuova telenovela, fatta di carte bollate. Per adesso i dirigenti del Partito Disastrato del Molise (sceso sotto il 10% con 17.735 preferenze) ancora non dicono mezza parola né sulla questione dei brogli sollevata subito dopo la fine dello spoglio né in merito alle loro necessarie dimissioni. Il Molise merita una nuova generazione di politici. In questa Regione esiste una classe dirigente che non conosce la parola dimissioni. Necessarie in caso di indagini della magistratura, di rinvii a giudizio e di fallimenti politici. Si continua a far finta di nulla su troppe questioni. Il Molise è la Regione degli sprechi. Della sanità malata. Dei tanti soldi buttati nel cesso. E’ la Regione dove chi ha causato il disastro nella Sanità ne è diventato il commissario. E’ la Regione del terremoto, dell’alluvione e dell’articolo 15. Soldi utilizzati per produrre clientelismo. Quello più becero. E’ la Regione, con 300mila abitanti, che ha dovuto tagliare l’assistenza domiciliare agli anziani, la manutenzione delle strade, il trasporto locale. E’ la Regione che “sogna” l’Aeroporto, senza infrastrutture. E’ la Regione che ha stanziato, con una legge regionale, 300mila euro per alcuni editori. Quelli scelti dal potere politico con un semplice comma, che offre al presidente della giunta il potere di veto per scegliere chi merita i soldi pubblici e chi no. Per comprare il silenzio. Per acquistare il consenso. Quello che fa vincere le elezioni.

da Malitalia.it

http://www.malitalia.it/2011/10/il-molise-%E2%80%9Criconferma%E2%80%9D-per-la-terza-volta-l%E2%80%99imputato-michele-iorio/

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: