MOLISE, Bruciata la macchina di un giornalista

L’episodio criminoso è accaduto a Venafro (Is) giovedì notte

Bruciata la macchina di un giornalista

L’uomo ha subito minacce di morte anche in passato

La macchina di don Paolo Scarabeo
La macchina bruciata

di Paolo De Chiara

Questa volta hanno alzato il tiro. Già in passato il giovane molisano aveva subito minacce di morte: lettere anonime con croci nere, volantini disseminati davanti l’abitazione dell’anziana madre, avvertimenti, intimidazioni. Aveva ficcato il naso dove non doveva. Quella brutta parentesi sembrava chiusa definitivamente. Ha continuato a fare il suo lavoro senza guardare in faccia a nessuno.

E sono ritornate le vecchie paure. Per P.S., iscritto all’Ordine dei giornalisti del Molise, è stato riservato un trattamento speciale. La sua macchina, un’Alfa 156, è stata data alle fiamme in piena notte. In perfetto stile mafioso. Nelle vicinanze è stata trovata anche una tanica di benzina. Il grave fatto si è consumato giovedì scorso a Venafro, in provincia di Isernia, dove il giovane risiede. È stata sua madre, nel cuore della notte, ad accorgersi dell’incendio doloso.

Subito sono cominciate a circolare strane voci. Dopo le fiamme è iniziata la strategia della diffamazione, del fango. È comparsa la tecnica utilizzata dalle organizzazioni criminali per delegittimare i nemici, gli avversari. Ultimamente, l’uomo, ha denunciato ai carabinieri un grave fatto di pedofilia.

Ma allora cosa è successo a Venafro? Si può collegare l’incendio doloso alla denuncia per pedofilia? Sono ritornati in gioco gli stessi squallidi personaggi delle vecchie minacce? P. S. è anche teste in un processo penale. È stata un’azione intimidatoria in vista dell’udienza, per tentare di chiudere la bocca al prete?

Resta il silenzio assordante in Molise. La notizia è passata come passano tutte le altre notizie. Con la sordina. Senza nessun tipo di approfondimento. Senza l’intervento forte delle Istituzioni locali, sempre impegnate in altre questioni (che poco si avvicinano alle esigenze dei cittadini). Tutti, non solo la sua comunità, devono stringersi intorno al giovane per far sentire quel calore, quella forza necessaria per andare avanti. Come prima, più di prima. Per continuare le sue battaglie contro il malaffare. E il Molise è una Regione piena di malaffare e di ‘brutte’ persone.

L’unica discussione si è registrata sul web, nella pagina facebook ‘Proviamo a cambiare anche Venafro?’ dove diversi iscritti hanno commentato con rabbia l’episodio criminale. “Sinceramente scrive Nicandro Forte questi metodi non sono nuovi a Venafro e sinceramente resto a bocca aperta nel vedere gente e politici meravigliarsi di tale gesto gravissimo. Vi ricordo che politicamente non si è fatto nulla per impedire il soggiorno a esiliati di spicco della malavita organizzata. Politicamente non si è fatto nulla da 15 anni a Venafro”. Per il giornalista Antonio Sorbo, oggi consigliere comunale e provinciale: “la deriva di Venafro in questi anni non è stata soltanto economica, amministrativa, politica ma anche sociale e culturale. Ci hanno lasciato un’eredità pesante e penso che dobbiamo ricominciare quasi da capo, in tutti i sensi, come cittadini prima di tutto e poi come politici ed amministratori”.

In questa ‘isola infelice’ (dove non esiste una libera stampa, dove i ‘cani da guardia’ sono stati sostituiti dai ‘cani da compagnia’) chi tocca certi ‘interessi’ viene messo all’angolo, colpito con lucida freddezza. Ma per aprire gli occhi, per un necessario scatto di orgoglio, bisogna necessariamente aspettare il morto?

 

 

CORRIERE.TV – Isernia: sospeso dalla Curia ex parroco. Il caso del prete candidato alle amministrative

Isernia: sospeso dalla Curia ex parroco 

Il caso di don Vincenzo Chiodi, il prete candidato alle amministrative di Isernia e sospeso a divinis  finisce sul sito del “Corriere della Sera”.

“Il principale quotidiano italiano – scrive Altromolise.it – ha pubblicato on line un servizio nel quale sono riportati ampi stralci dell’intervista realizzata a don Vincenzo da Paolo De Chiara”.

Per vedere il servizio del Corriere.Tv clicca qui sotto:

Isernia: sospeso dalla Curia ex parroco

Ecco l’intervista (a cura di Paolo De Chiara) fatta a don Vincenzo davanti la Cattedrale di Isernia:

ISERNIA Prete-candidato, parla don Vincenzo:

“L’ha voluto Dio”

 

(VIDEO) ISERNIA Prete-candidato, parla don Vincenzo: “L’ha voluto Dio”

ISERNIA

Prete-candidato, parla don Vincenzo: “L’ha voluto Dio”

Isernia, 5 aprile 2012
PRETE-CANDIDATO

Don Vincenzo Chiodi, candidato alle Amministrative di Isernia, spiega la sua candidatura: “Sono pronto per la politica, è Dio che lo ha voluto”

Ecco la nota a firma di don Paolo Scarabeo, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi Isernia-Venafro:
“La Curia diocesana di Isernia-Venafro, in merito alla presentazione di Don Vincenzo Chiodi – sacerdote diocesano, nelle liste per le prossime elezioni comunali di Isernia, di fronte al disagio e alle perplessità dei fedeli, comunica che Mons. Vescovo – preso atto della decisione del suddetto sacerdote, nonostante l’ammonizione già trasmessagli, mentre lo invita nuovamente a ritirarsi dalla competizione politica, si riserva di prendere gli opportuni provvedimenti previsti dal diritto”. 

A cura di Paolo De Chiara