(VIDEO) Mafie – ABBATTIAMO LA BESTIA. “Nessuno può far finta di niente”

Mafie – ABBATTIAMO LA BESTIA.

“Nessuno può far finta di niente”

ABBATTIAMO LA BESTIA
con gli interventi di:

Raffaele SARDO, giornalista e autore del libro LA BESTIA – Camorra, storia di delitti, vittime e complici (con prefazione di Roberto Saviano);

Lorenzo DIANA, già componente della Commissione ANTIMAFIA;

Michele PETRAROIA, consigliere Regione Molise;

Lucio PASTORE, Ass. Culturale “I CARE”.

PER NON DIMENTICARE:

Don Peppe Diana, il prete degli scout, ucciso nel marzo del 1994;

Salvatore Nuvoletta, carabiniere coraggioso, ucciso il 2 luglio 1982;

Federico Del Prete, sindacalista che stava intralciando gli affari della camorra, ucciso nel suo ufficio il 18 febbraio 2002;

Franco Imposimato, fratello di Ferdinando (giudice a Roma), ucciso l’11 ottobre 1983;

Attilio Romanò, scambiato per il suo socio, ucciso il 24 gennaio 2005;

Alberto Varone, piccolo imprenditore, ucciso il 24 luglio 1991.

LE MAFIE SONO UNA MONTAGNA DI MERDA!!!

“Al di là della Notte” – Fuori le mafie dal Molise –

Al di là della notte

Per la Legalità, per la Democrazia…

…per un’Italia e un MOLISE migliore!!!

“Al di là della Notte”

-Fuori le mafie dal Molise-

Paolo De Chiara (giornalista)

incontra:

Michele MIGNOGNA (giornalista)

Antonio MONACO (sindaco di Capracotta)

Raffaele SARDO (giornalista e scrittore)

Autore del libro “Al di là della notte. Storie di vittime innocenti della criminalità”

Continua a leggere ““Al di là della Notte” – Fuori le mafie dal Molise –”

Mafie in Molise: “il pericolo è concreto”

Tedesco, Sardo, De Chiara, Albano

Paolo ALBANO (Procuratore della Repubblica di Isernia): “Il pericolo, che da tempo è stato evidenziato anche dal Procuratore Magrone e, recentemente, dal collega D’Alterio della Dda, è assolutamente concreto. […] …proprio perché un territorio come quello del Molise è appetibile a una criminalità che si vuole inserire”.

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)
Le mafie in Molise ci sono e fanno affari. Il concetto è stato ribadito con forza a Isernia, durante l’iniziativa pubblica dal titolo “Al di là della Notte”, con la presenza del Procuratore Capo della Repubblica di Isernia Paolo Albano, del magistrato (già Procuratore della Repubblica di Larino) Nicola Magrone, del segretario generale della Fondazione Polis (politiche integrate di sicurezza per le vittime innocenti di criminalità organizzata e beni confiscati) Enrico Tedesco, del giornalista molisano Michele Mignogna (minacciato di morte, per aver fatto il proprio dovere, da squallidi e vigliacchi soggetti) e del giornalista di Repubblica Raffaele Sardo. Nel capoluogo pentro si è presentata la sua nuova opera, dedicata alle vittime innocenti della criminalità. Proprio Sardo, che conosce bene il territorio molisano, ha ribadito un concetto molto semplice.Che però trova poco spazio nel dibattito regionale. “Voi pensate – ha affermato l’autore del libro “Al di là della notte” – che il clan dei Casalesi ha radici e attività solo nel posto dove è più radicato? Non è così. Loro sono capaci e sono stati capaci negli anni di mettere radici, non solo in Italia, ma in Europa. E non solo il clan dei Casalesi”. E in Molise qual è la situazione? Secondo l’ex presidente della Commissione Antimafia (oggi Componente della stessa), Giuseppe Lumia, in questa Regione operano da molti anni tre mafie: la camorra, la sacra corona unita e la ‘ndrangheta. In passato in questa Regione sono stati sequestrati diversi beni e attività di proprietà di esponenti della criminalità. Per non parlare dell’Eolico, l’affare del secolo. Per non parlare delle attività che ruotano intorno allo smaltimento dei rifiuti tossici. Basta sfogliare il libro Gomorra di Roberto Saviano per capire cosa è già accaduto. “Grazie all’operazione “Mosca” – si legge a pagina 323 – coordinata dalla Procura della Repubblica di Larino nel 2004, è emerso lo smaltimento illecito di centoventi tonnellate di rifiuti speciali provenienti da industrie metallurgiche e siderurgiche. […]. Quattro ettari di terreno a ridosso del litorale molisano furono coltivati con concime ricavato dai rifiuti delle concerie. Vennero rinvenute nove tonnellate di grano contenenti un’elevatissima concentrazione di cromo. I trafficanti avevano scelto il litorale molisano – nel tratto tra Termoli e Campomarino – per smaltire abusivamente i rifiuti speciali e pericolosi provenienti da diverse aziende del nord Italia”. Basta leggere le inchieste della magistratura. Basta ricordare l’attività dei Ragosta nel nucleo industriale Pozzilli-Venafro. Dove negli altiforni della Fonderghisa arrivavano i carri armati dalla ex Jugoslavia, pieni di uranio impoverito. Gli esempi sono tanti. Troppi. Ma non sono bastati per far risvegliare le coscienze. “Queste manifestazioni – ha affermato il Procuratore Paolo Albano – sono fondamentali. Il libro di Sardo è importante per non dimenticare”. Delle mafie e delle loro illecite attività bisogna parlarne. Sempre e in ogni circostanza. Questo è il semplice modo per ostacolare questi criminali. Il silenzio è la loro arma. Non basta delegare il problema alle forze dell’ordine e alla magistratura. I cittadini devono prendere coscienza del pericolo e ribellarsi. Facendo semplicemente il proprio dovere. Un concetto rimarcato con forza da tutti i presenti. E’ passato poco tempo dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari della Procura di Larino sul Porticciolo di Termoli. La questione è passata sotto silenzio. Non ci si interroga più su certi temi. Eppure nelle “carte” della Procura si legge un nome legato alla criminalità organizzata. In questo caso alla camorra. Il primo che compare tra gli indagati è Francesco Moccia. Ma chi è questo soggetto? “Doverosamente segnalato – si legge – dalla guardia di finanza di Termoli come legato da stretti legami familiari e di affari con Angelo Marrazzo coinvolto in vicende giudiziarie del gruppo camorristico dei Casalesi, capeggiati da Francesco Schiavone, detto Sandokan, collegato a società fortemente indiziate di avere stretti collegamenti con il clan Moccia di Afragola”. A parte il cattivo esempio delle classi dirigenti, nessun eletto tratta questi temi. Perché? Secondo i procuratori Magrone e Albano il problema delle infiltrazioni esiste e deve essere affrontato. La magistratura molisana, ora guidata da un Procuratore con grande esperienza come Armando D’Alterio (il pm che fece luce sull’assassinio del cronista de Il Mattino Giancarlo Siani), sta dalla parte dei cittadini. Ancora non sono bastati gli articoli della giornalista minacciata dalla camorra Rosaria Capacchione. Le sue denunce non hanno fatto scattare quella molla necessaria per affrontare questo problema. Questo grave pericolo. “Fortunatamente – secondo Albano – omicidi in Molise non ce ne sono stati. Speriamo che non ce ne saranno in futuro. Ciò non significa assolutamente nulla. Non perché non ci sono gli omicidi non esiste la camorra, non esistono le infiltrazioni criminali. Il pericolo, che da tempo è stato evidenziato anche dal Procuratore Magrone e, recentemente, dal collega D’Alterio della Dda, è assolutamente concreto. Innanzitutto per un fatto geografico. Perché la stretta vicinanza con la Campania, la Puglia e il basso Lazio porta necessariamente questo pericolo. Ma non soltanto per la vicinanza, ma proprio perché un territorio come quello del Molise è appetibile a una criminalità che si vuole inserire. Il punto fondamentale è che la magistratura molisana è pronta a raccogliere questo allarme. Bisogna tenere alta la guardia per impedire che ci siano queste infiltrazioni. Accanto al lavoro delle forze dell’ordine e al lavoro della magistratura è fondamentale che ci sia e si rafforzi la cultura della legalità”.

malitalia.it

http://www.malitalia.it/2011/03/mafie-in-molise-%E2%80%9Cil-pericolo-e-concreto%E2%80%9D/