BELLISSIMA INIZIATIVA CON I RAGAZZI DI MONTERODUNI (Is) e S. ELIA A PIANISI (Cb), 29 maggio 2015

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ECOMAFIA – IL VELENO DEL MOLISE

Con la partecipazione di don Maurizio PATRICIELLO (grande parroco di Caivano) e Federico SCIOLI (sost. Procuratore della Repubblica).
CASTELLO PIGNATELLI di Monteroduni (ISERNIA)

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IL VELENO DEL MOLISE… a CAPRACOTTA (Isernia), 12 agosto 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a CAPRACOTTA (Isernia)

12 agosto 2014

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IL CORAGGIO DI LEA GAROFALO

lea foto articolo fiction rai

 

Una fiction Rai per raccontare la morte di Lea 
«Presenteremo un modello civile di coraggio» 

L’idea è stata annunciata dal direttore di Rai Fiction. La regia è stata affidata a Marco Tullio Giordana con la sceneggiatura di Monica Zapelli. Le riprese inizieranno in estate mentre sono stati avviati i casting

Marco Tullio Giordana tornerà in tv come regista di una fiction per la Rai su Lea Garofalo, la testimone di giustizia vittima della ’ndrangheta nel 2009. «Giordana è anche sceneggiatore con Monica Zapelli, a produrre c’è la Bibi Film di Barbagallo – spiega Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction, in una pausa della giornata 100 parole e 100 mestieri per la Rai in corso a Roma -. Siamo in fase di casting per le protagoniste, le riprese inizieranno quest’estate per una messa in onda l’anno prossimo». 

La fiction racconta «un modello civile di coraggio – aggiunge -. Parla di due giovani donne, Lea e poi sua figlia Denise, che si contrappongono con coraggio allo stile di vita mafioso che appartiene alla loro famiglia, affiliata da tre generazioni . E’ una storia in cui c’è da una parte la tragedia, dall’altra la speranza». E’ in preparazione inoltre un film tv sulla Terra dei fuochi:«E’ un progetto ancora in fase iniziale, la sceneggiatrice sarà sempre Monica Zapelli».

lunedì 23 giugno 2014 18:40

da Il Quotidiano della Calabria 

il coraggio

Una fiction Rai per raccontare la storia di Lea Garofalo

L’idea è stata annunciata dal direttore di Rai Fiction. La regia è stata affidata a Marco Tullio Giordana con la sceneggiatura di Monica Zapelli. Le riprese inizieranno in estate mentre sono stati avviati i casting

di Caterina Sorbara

Della triste storia e del coraggio di Lea Garofalo ne hanno parlato i media nazionali e internazionali, sono stati anche pubblicati due libri, “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta” di Paolo De Chiara e “La scelta di Lea. Lea Garofalo. La ribellione di una donna della ‘ndrangheta di Marika Demaria. Qualche giorno fa il regista Marco Tullio Giordana, ha annunciato che quest’estate inizierà le riprese di una fiction su Lea Garofalo e sua figlia Denise. La sceneggiatura, oltre che dello stesso regista è di Monica Zapelli. La produzione è targata BiBi Film di Angelo Barbagallo. Per quanto riguarda le attrici che interpreteranno le protagoniste, il regista ha affermato che ancora non hanno deciso e, che le stanno cercando. Lea e sua figlia Denise, sono due figure importantissime, che si contrappongono con molto coraggio alla ‘ndrangheta. Nella loro storia c’è la tragedia ma anche tanta speranza. Ricordiamo che Marco Tullio Giordana, nel 2003

ha prodotto per la televisione “La meglio gioventù” e ha vinto al Festival di Cannes “Un Certain Regard”. Durante la presentazione del progetto su Lea Garofalo, il direttore di Rai Fiction, Tinni Andreatta, ha sottolineato l’importanza della figura della Garofalo e di sua figlia che rappresentano un modello civile di coraggio.

http://www.approdonews.it/index.php/italia/42/46590.html#.U6xMunITzew.facebook

targa ponte dedicato a LEA

 

IL VELENO DEL MOLISE a LARINO (Cb), 9 maggio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE a LARINO (Cb)

9 maggio 2014

Grazie di Cuore al Rotary Club e a tutti… insieme possiamo!!!

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IL VELENO DEL MOLISE al MAYDAY 2014, Scapoli (Isernia), Concerto I° Maggio.

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MAYDAY 2014, Scapoli (Isernia), Concerto I° Maggio.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI!!! 

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IL VELENO DEL MOLISE… a COLLETORTO (Cb), 28 aprile 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a COLLETORTO (Cb)

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IL VELENO DEL MOLISE a VASTOGIRARDI (Is), 26 aprile 2014

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IL VELENO DEL MOLISE a VASTOGIRARDI (Is)

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IL VELENO DEL MOLISE – Penne pulite ed editori coraggiosi: dal Sud voci di legalità contro mafia e malapolitica

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Penne pulite ed editori coraggiosi: dal Sud voci di legalità contro mafia e malapolitica

Per la sezione ‘libri&cultura’, la Redazione di Vivere Pescara propone ai lettori l’intervista esclusiva di Domenico Logozzo a Paolo De Chiara, giornalista e scrittore da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Logozzo, già Caporedattore del TGR Rai, vive da anni a Montesilvano ma è originario di Gioiosa Ionica, in Calabria: da qui, la grande sensibilità di uno dei più noti giornalisti abruzzesi verso le problematiche che attanagliano il Meridione.

La cultura della buona informazione contro l’incultura del silenzio. L’illegalità e la malapolitica si combattono con il coraggio della denuncia e la difesa delle penne pulite. Paolo De Chiara, molisano; Michele Falco, cosentino: un giornalista ed un editore del Sud insieme per la legalità.

Pubblicazioni che lasciano il segno e ricevono autorevoli consensi. Dal successo del libro che racconta la terribile vicenda di Lea Garofalo, la donna che ha infranto il muro dell’omertà delle famiglie mafiose calabresi, al “Il Veleno del Molise”, che apre squarci inquietanti sulla realtà nascosta di una piccola regione meridionale. Quest’ultimo “dossier-verità” è già alla seconda edizione e la settimana scorsa ha ottenuto a Lanciano il “Premio Ilaria Rambaldi “, intitolato ad una giovane universitaria morta nel terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. 

Ma come è nato il rapporto di intensa collaborazione tra il giornalista e l’editore?

Ho cercato, ho voluto un editore calabrese – ci dice De Chiara – per raccontare la drammatica storia di Lea Garofalo, la ‘fimmina’ che ha sfidato la schifosa ‘ndrangheta. La donna coraggio, nata in una famiglia di ‘ndrangheta, che non ha girato la testa dall’altra parte e ha denunciato, diventando ‘testimone di giustizia’. La mamma di Denise, la figlia concepita con lo ‘ndranghetista Carlo Cosco (definito dai magistrati una ‘bestia’ e un ‘vigliacco’, insieme ai suoi amici delinquenti), che ha avuto lo stesso coraggio di sua madre, che ha indicato con il dito gli assassini di Lea: il padre, gli zii, il suo ex fidanzatino, il falso tecnico della lavatrice. Lea Garofalo è stata nella mia regione, ha subito in Molise il primo tentativo di sequestro (Campobasso, 5 maggio 2009). Le indagini, il processo, le condanne, l’articolo 7 ovvero l’aggravante mafiosa (che manca a Milano). Ho voluto legare il mio racconto al territorio della protagonista con un editore del posto. Michele Falco, il proprietario della casa editrice di Cosenza, che si era già occupato di temi importanti. Libri sulla politica, sulla chiesa, sulla ‘nave dei veleni’, altro tema ‘silenziato’, come le dichiarazioni del pentito-“tradito” di camorra Carmine Schiavone. Verbale chiuso in un cassetto dal 1997.

Oggi queste dichiarazioni hanno creato un forte dibattito su questo tema, ma nella mia Regione si è registrato solo un inutile polverone mediatico. Con il secondo libro “Il Veleno del Molise, Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” ho voluto elencare tutto quello che è successo in passato: le inchieste dei magistrati, gli arresti, le operazioni delle forze dell’ordine, la presenze delle mafie, le aziende utilizzate per il riciclaggio e per gli affari schifosi delle mafie, i rifiuti interrati, l’eolico reso selvaggio dalla politica. Una politica che non ha voluto e non ha saputo fare il suo dovere. Ed oggi, in Molise, si muore di malattie rare. Ci si ammala, c’è la diossina nel latte materno, nella carne. Sono aumentate le patologie tumorali, senza un registro dei tumori. Uno strumento necessario, istituito solo sulla carta, finanziato quattro volte ma mai partito. In una foglia di fico prelevata nei pressi di una nota azienda sono state riscontrate tre sostanze tossiche, mentre nella polvere di cemento sono stati trovati due elementi radioattivi. Devo ringraziare l’editore Falco per aver creduto anche nel secondo lavoro, un tema che apparentemente non coinvolge il suo territorio, investendo e diffondendo l’opera nella mia regione.

La cultura della legalità irrobustita dalle intelligenti e libere scelte di meridionali illuminati. Un altro esempio positivo. Cosa bisogna fare per rafforzare il fronte anti-illegalità?

Mi piace utilizzare le parole di Padre Pino Puglisi, il prete che insegnava la legalità, ucciso dalla mafia, dai fratelli Graviano a Brancaccio il 15 settembre del 1993. “È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per i soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore, ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti”. Ognuno può fare molto, bisogna partire dalle piccole cose. Dalla cultura della legalità, dobbiamo capire che è fondamentale il rispetto delle regole, delle leggi. Possiamo fare molto, ognuno nel proprio settore. Ognuno il suo. Concretamente, non a parole.

Il riconoscimento ricevuto a Lanciano cosa rappresenta per lei?

Certamente un motivo in più per continuare a svolgere questo bellissimo mestiere. Semplicemente per raccontare, per dare voce a chi non ha voce.

A chi dedica questo premio?

Alle vittime del terremoto dell’Aquila e agli angeli di San Giuliano di Puglia, i 27 bambini morti sotto una scuola pubblica. Nel Paese con la memoria corta è doveroso ricordare tutte le vittime, le responsabilità e anche le risate di chi, in quella famosa notte, rideva. Voglio però dedicare questo Premio anche alle Mamme per la Salute e l’Ambiente di Venafro, un gruppo di donne agguerrite, insieme hanno deciso di non piegare la testa, di tutelare il territorio molisano per i propri figli. Grazie al lavoro instancabile delle Mamme di Venafro si è scoperta la diossina nel latte materno, nella carne, le sostanze trovate nella foglia di fico e nella polvere di cemento. Continuano a porre interrogativi, scrivono alle Istituzioni, presentano esposti in Procura. Le loro istanze sono arrivate in Europa. Per il loro impegno sono state denunciate per diffamazione a mezzo stampa. Infine, una dedica per tutti i molisani perbene, che credono nel riscatto.

Lei è autore di due libri molto scottanti. Invito a ribellarsi e dire no all’omertà. Quali risposte concrete ci sono state?

Si sono accesi i riflettori su due vicende importanti. La storia di Lea è stata raccontata dalla collega Barbara Conforti in Francia, insieme abbiamo toccato i luoghi percorsi dalla testimone di giustizia. Il documentario è andato in onda il 17 gennaio scorso su Canal+. Ma sui testimoni di giustizia (esiste una netta differenza con i collaboratori, i cosiddetti ‘pentiti’) la situazione, in Italia, è vergognosa. Sono persone trattate malissimo, utilizzate e abbandonate. Lo stesso trattamento ricevuto da Lea Garofalo. Con il ‘Veleno del Molise’ è iniziato un dibattito, se ne comincia a parlare. Ancora è troppo poco.

C’è tanto bisogno del giornalismo d’inchiesta, per frenare l’avanzata sempre più pericolosa della criminalità organizzata anche nelle cosiddette “isole felici” come il Molise e per scardinare il potere politico-mafioso che oramai ha infestato l’intera Penisola. Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato nel realizzare i suoi libri-denuncia?

In Molise, ad esempio, per avere delle sentenze di condanna, sul discusso passato di alcuni amministratori pubblici, bisogna attendere la proclamazione degli eletti. Prima non si possono informare i cittadini, solo dopo le elezioni. Anzi dopo la proclamazione. Per Giuseppe D’Avanzo: “chi fa questo mestiere non può non aver nemici. Se non ne ha vuol dire che qualcosa non va”. Con dei ‘nemici’ ci saranno sempre delle difficoltà.

Ha ricevuto minacce ?

In passato si sono divertiti con le ruote della mia macchina, hanno lasciato una busta di plastica con dei pesci morti. Ma con questi due libri nessuna minaccia. Solo silenzio.

Lei ha presentato i suoi due libri in moltissime parti d’Italia, ha incontrato anche i giovani delle scuole. Sono sufficientemente informati sull’emergenza criminale?

Sono pronti, nei loro occhi si vede la speranza, la voglia di un futuro migliore. Bisogna lavorare quotidianamente per la cultura della legalità. Don Lorenzo Milani diceva ai suoi ragazzi: “ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”. Partiamo dal sapere, dalla conoscenza. Dalla bellezza, dai diritti. (aprile 2014)

di Domenico Logozzo 

da VIVEREPESCARA 

il veleno a uno mattina, raiuno

copertina colorata

 

PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE per IL VELENO DEL MOLISE, Lanciano (Chieti), 11 aprile 2014

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PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE

‘Ilaria RAMBALDI’, II Edizione 2014

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La Premiazione de IL VELENO DEL MOLISE (Falco Editore, Cosenza).

Nella foto con il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo Stefano PALLOTTA

con la collega di Rai3 Maria Rosaria LA MORGIA

con il collega de L’Espresso Primo DI NICOLA

e con l’avv. Maria Grazia PICCININI, madre di ILARIA.

Grazie di Cuore a tutti!!!

Il Premio è DEDICATO alle MAMME per la Salute e l’Ambiente di Venafro e a tutti i MOLISANI perbene.

INSIEME SI PUO’!!!

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IL VELENO DEL MOLISE VINCE IL PREMIO GIORNALISTICO “ILARIA RAMBALDI”

Il Libro Di Paolo De Chiara. Proprio nel giorno in cui il Molise viene coinvolto nella maxi operazione “Black Land” sullo smaltimento di rifiuti illeciti, Paolo De Chiara con il suo “Il veleno del Molise” si aggiudica il premio giornalistico nazionale ‘Ilaria Rambaldi’ 2014. «Sono molto felice di questo riconoscimento – afferma il giornalista – ma allo stesso tempo rammaricato per quel che la mia Regione ha tenuto nascosto in tutti questi anni».

Paolo De Chiara, giornalista da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, con il suo “Il Veleno del Molise”, che nel frattempo è arrivato alla seconda edizione, ricostruisce trent’anni di omertà partendo da quella parte di territorio che gli è più cara, il venafrano, per finire sulle coste termolesi. Un dossier che oltre a ripercorrere cronologicamente i fatti accaduti è impreziosito anche dalle tante interrogazioni parlamentari presentate negli anni, dallo studio epidemiologico fatto dalla Fondazione Milani e, in questa seconda ristampa, da un’intervista a Ferdinando Imposimato presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione e da sempre impegnato nella lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l’attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione.

La premiazione è avvenuta, nella serata di oggi, nello splendido scenario dell’Auditorium Diocleziano di Lanciano in provincia di Chieti. Il premio, arrivato alla sua seconda edizione, è dedicato alla giovane studentessa di ingegneria morta durante il terremo del L’Aquila di cinque anni fa. «Colgo questa occasione – chiosa De Chiara – per ricordare non solo le vittime del terremoto aquilano ma anche quello di San Giuliano di Puglia. Bisogna non dimenticare e ricordare sempre il passato, i suoi errori, le sue omissioni e suoi silenzi attraverso un’informazione puntuale e libera»:

A decretare la vittoria di Paola De Chiara è sta una giuria composta dal Presidente Stefano Pallotta (Ordine Giornalisti Abruzzo), Primo Di Nicola (Espresso), Giuseppe Caporale (La Repubblica), Maria Rosaria La Morgia (RaiTre), Maria Grazia Piccinini (presidente Ilaria Rambaldi Onlus).

Alessandro Corroppoli

http://www.primonumero.it/attualita/news/1397237711_il-libro-di-paolo-de-chiara-il-veleno-del-molise-vince-il-premio-giornalistico-ilaria-rimbaldi.html#.U0go68UIavg.twitter

il veleno a uno mattina, raiuno

VIDEO – Mondragone, 19 marzo 2014 – La ‘lezione’ ai ragazzi di Federico Cafiero de Raho

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PER NON DIMENTICARE DON PEPPE DIANA, VITTIMA DI CAMORRA

Mondragone (Caserta), 19 marzo 2014 – I.S.I.S.S. ‘N. Stefanelli’

La ‘lezione’ ai ragazzi di Federico Cafiero de Raho,

procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria

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LICEO CLASSICO Isernia, con i colleghi del Giornalino Scolastico

 

ragazzi liceo classico

 

 

INTERVISTA a tutto campo…

con i favolosi ragazzi del Liceo Classico di Isernia.

 

GRAZIE di Cuore… Siete voi la Speranza!!!

Isernia, 25 marzo 2014

MONDRAGONE (Ce), 19 marzo 2014 con i ragazzi dell’ISISS ‘Stefanelli’ per non dimenticare don Peppe Diana (vittima di camorra)

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MONDRAGONE (Caserta)

19 marzo 2014

con i favolosi ragazzi dell’ISISS ‘Stefanelli’

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con Federico Cafiero de Raho,

Procuratore Capo della Repubblica di Reggio Calabria

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MONDRAGONE (Caserta)

19 marzo 2014

i favolosi LAVORI dei ragazzi dell’ISISS ‘N. Stefanelli’…

il nostro futuro!!! #ventidicambiamento 

A VENTI ANNI DALL’UCCISIONE

DI DON PEPPE DIANA, VITTIMA DI CAMORRA 

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libera 19 marzo

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