Se questo è un presidente

SGOVERNATORI 3.0 – Il tris è servito. Dopo la gestione familistica di Michele Iorio e dopo l’imprenditore Frattura al piccolo Molise è “toccato” il terzo sGovernatore: il cantastorie Donato Toma. Ma anche la sua musica stona, soprattutto, con una sanità pubblica distrutta e sempre più ingabbiata. Un vero e proprio fallimento politico ed istituzionale. Perché non far gestire da Emergency di Gino Strada l’ospedale di Larino (chiuso e sbarrato dalla malapolitica)? È possibile farlo, caro commissario ad acta, o bisogna chiedere il permesso a qualcuno?

Se questo è un presidente
Donato Toma con il suo sorriso smagliante.

di Paolo De Chiara, WordNews.it

«L’ironia è la scala mobile per le difficoltà della vita. È l’ingrediente “magico” nei contesti adeguati: quando sei alla presenza di persone intelligenti.» Questi sono i contenuti che si trovano sulla pagina social dell’attuale sGovernatore della Regione Molise. E lui, tomo tomo e cacchio cacchio, continua a canticchiare le sue canzonette. Altro che ironia, caro Toma. Servirebbero le dimissioni immediate. Sue (dalla politica) e di tutti quelli (dalla società) che l’hanno sostenuta e continuano a sostenerla.   

La situazione è drammatica e voi, tutti voi, continuate a giocare con il fuoco. Non ve ne frega niente di nessuno. Il 7 marzo scorso, undici mesi fa, sempre sulla sua pagina facebook Toma scriveva: «Il Governo a breve varerà misure maggiormente restrittive per contrastare la diffusione del contagio da COVID-19. Misure che richiederanno sacrifici per qualche settimana, misure che contribuiranno a tutelare la salute degli italiani. Intanto, cari giovani vi invito a rispettare nei rapporti sociali della “movida” la distanza di sicurezza (almeno un metro). La prevenzione è l’unica arma che batte la diffusione del contagio».

Un inutile appello ai giovani del virogolo-presidente.

Prevenzione? Qual è stata la vostra opera di prevenzione? Tenere chiuso un ospedale a Larino per la vostra inesistente politica?

I sacrifici? Ma lei è sicuro di conoscere il significato di questa parola? O la usa a sproposito, a vanvera, solo per agguantare qualche inutile like. L’unica cosa a cui si può aspirare, per la verità. I voti, lei e quelli come lei, potrà guardarli con il binocolo.

Questa gestione politica è la peggiore degli ultimi anni. E lei, con la chitarra e con quel panzone, se la canta, se la suona e se la ride. Addirittura, e non era affatto facile, siete riusciti a fare peggio delle passate gestioni politiche. In un colpo solo avete superato Michele Iorio – oggi ancora presente in consiglio regionale – con la sua gestione familistica e quell’altro, l’imprenditore Frattura. Che da capo dell’opposizione (arrivando dalla maggioranza), prima di diventare sGovernatore, voleva costruire centrali a biomasse dove non si potevano installare.

Le bocciature lentamente sono arrivate e dal cilindro è sbucato il giullare. Con quel sorrisino stampato perennemente sulla bocca. La situazione sanitaria è disastrosa, gli ospedali sono al collasso, gli operatori sono esausti, i dati sono maledettamente drammatici e lei ride. Mi scusi: ma che cazzo ha da ridere?

È consapevole che la sua gestione politica ed istituzionale è totalmente fallimentare? Riesce a comprendere che la sanità molisana fa schifo (ovviamente per colpa vostra)? È cosciente che i molisani sono stanchi delle vostre parole, dei vostri annunci, della vostra presenza, dei vostri faccioni? Avete lasciato questa Regione, per colpa delle vostre politiche arroganti, inconcludenti (per il bene comune) e pericolose, con le pezze al culo. Ma come si dice, a caval Donato non si guarda in bocca. E che bel dono si sono fatti i molisani. Molli nel protestare ma tosti nel votare a cazzo.  

Ma lui mostra le carte. Le mostra nelle trasmissioni nazionali che se ne fottono del Molise. E non si accorgono che quello che dice è il contrario di quello che c’è scritto. Perché questa è la verità. Fate il bello e il cattivo tempo perché ve lo permettono. Destinate i nostri soldi (pubblici) per cose inutili e lo fate senza nemmeno essere contestati. Non solo nessuno vi contesta (a parte qualche sparuta minoranza) ma vi continuano pure a votare.

Michele Iorio, lo tsunami della politica regionale, è stato votato e rivotato ovunque. Frattura è stato votato. E anche lei, caro Donatino, con le sue infinite liste, è stato sciaguratamente eletto. Altro che le sette piaghe d’Egitto. È vero, siete stati votati e siete stati eletti. Ma non siete diventati i padroni di tutto. Pensate di esserlo, ma è soltanto una vostra mera e passeggera illusione.

Il tempo è galantuomo, cari assessori e consiglieri. Avete fallito. Non siete in grado di governare nemmeno un bilocale. E vorreste governare un’intera Regione. Questa si chiama arroganza, presunzione. Pressapochismo. Pensate di essere degli strateghi della politica nostrana, ma non è così. Siete l’antitesi della politica. È talmente nobile questo termine che non può appartenervi. Rappresentate quel potere che vi permette di poggiare i vostri flaccidi deretani su quelle comode e remunerative poltrone.

Molisani, svegliatevi. Cacciate i mercanti dal Tempio.

Commissario se ci sei batti un colpo…

Da diverso tempo tentiamo di metterci in contatto con il commissario ad acta, di nomina governativa, Giustini. Non avrà un buon rapporto con il suo telefono. Lo stanno massacrando in tutti i modi ma lui, coerentemente, non risponde quasi a nessuno. Finalmente, qualche giorno fa un sussulto. Ha deciso di rivolgersi – carte alla mano – a chi di competenza. Ora si attendono sviluppi. Ma in attesa di risposte e di inchieste (possibilmente approfondite) perché non pensare a fottere questa politica distruttiva. Ecco la proposta. A Larino c’è una struttura nuova e abbandonata da chi persegue altri interessi. Perché non convocare in Molise il fondatore di Emergency e affidare quell’ospedale direttamente a Gino Strada?

È impossibile?

Per uscire dal guado bisogna sconquassare gli attuali equilibri. Una proposta del genere potrebbe creare tensione e provocare attacchi. Ma se dovesse andare in porto?

Potrebbe essere un modo per sparigliare le carte gestite e distribuite, negli ultimi decenni, dallo stesso mazziere.      

Un po’ di ironia.

Ora che abbiamo terminato (per adesso), caro sGovernatore, ce la canti pure una canzoncina. Vogliamo anche il suo sorriso e il suo bel panzone. Lei è napoletano e, quindi, non dovrebbe avere problemi con le parole di Carosone. Questo è il nostro suggerimento, così ce la facciamo tutti quanti una bella risata…

‘O chiámmano Giuvanne cu ‘a chitarra…/Pecché sape cantá tutte ccanzone./E’ stato ‘nnammurato ‘e na figliola/Che ll’ha lassato miezo scumbinato…/E porta ‘e sserenate a ‘e ‘nnammurate:/Pe’ ciento lire canta “Anema e core”,/Pe’ cincuciento fa ll’americano:/S’arrangia a ‘mpapucchiá “Johnny Guitar”…/’O chiámmano Giuvanne cu ‘a chitarra…/E pare ‘o pazzariello de ccanzone!

Zunzù… zunzù… zunzù…

«Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.»

Re Lear, Shakespeare

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LEGGI ANCHE:

–  Giurin giurello, il Molise quanto è bello

MOSEM, la rincorsa straziante al finanziamento

MOLISE & FONDI PUBBLICI. Il sistema Mosem ha fatto arrabbiare molte persone. Una vera e propria lotteria per protocollare una semplice domanda. Abbiamo raccolto la testimonianza di Carolina (nome di fantasia) per riportare la sua triste esperienza. «Una struttura come la Regione Molise, sapendo che tante attività avevano bisogno di fare questa domanda, doveva organizzarsi al meglio. Ho perso ore di lavoro, non è facile stare quattro ore davanti al pc per continuare a premere per aggiornare. È stato straziante, non abbiamo vissuto serenamente questa cosa».

MOSEM, la rincorsa straziante al finanziamento

di Paolo De Chiara

In Molise bisogna essere “fortunati”, pure per avere un contributo economico per la propria attività. Il famoso “Click Day”, annunciato e sponsorizzato dalla politica regionale, si è dimostrato fallimentare. Ma cosa ci si può aspettare da una gestione politica fallimentare? Però molti imprenditori ci avevano fatto il pensiero, tentando almeno di protocollare una semplice domanda. Ma in questa Regione, ormai, si procede con il click delle tastiere, una regola che vale anche per i tanti “leoni” che prima criticano e poi votano sempre le stesse persone. Le domande dovevano necessariamente essere inserite nel portale chiamato Mosem. Il “sistema informatico unitario per la gestione, il monitoraggio degli investimenti pubblici e lo scambio elettronico dei dati del Molise”. Un giudizio? Lo lasciamo a Fantozzi (il ragioniere), la scena sulla Corazzata Potemkin lo descrive alla perfezione. L’assurda situazione l’ha descritta il nostro Paolo Scarabeo.

Ora è interessante ascoltare i diretti interessati, per comprendere soprattutto il loro stato d’animo, dopo questa “rincorsa straziante al finanziamento” pubblico. Abbiamo contattato Carolina (un nome di fantasiaper riportare la sua esperienza.   

«Ho cercato di entrare nel sito dalle 8:00 di ieri mattina (12 aprile 2020, nda), mi cacciava continuamente…».

Mi scusi, cosa significa?

«Mi faceva entrare, mi faceva mettere la password e mi cacciava. Poi mi faceva rientrare, come per magia alle 11:30 si è sbloccato tutto. La mia connessione era perfetta e quindi non è stato un problema di connessione a internet. Ho saputo di persone che alle 10:03 hanno potuto fare la loro domanda. perché non è stato possibile anche per noi fare questa cosa? Il problema quale è stato?»

Lei come è venuta a conoscenza di questo sistema?

«Tramite il commercialista. Mi ha detto che potevo fare questa domanda, ma dovevo farla io».

Perché lei doveva fare questa domanda?

«Per avere dei contributi a fondo perduto».

Che tipo di contributo?

«Intorno ai mille euro. Per risollevare la mia attività, dopo due mesi di inattività».

Una rincorsa al finanziamento?

«Ho fatto l’accesso tutti i giorni ed era regolare tutto. Ieri, il giorno in cui si doveva fare la domanda, mi ha cacciata dal sito. Dalle 10:00 si poteva protocollare la propria domanda…».

Lei a che ora è riuscita a fare questa domanda?

«Il mio protocollo è stato accettato alle 11:44».

Ha informato il suo commercialista?

«Sì, l’ho chiamato in continuazione. Mi diceva di continuare ad entrare».

Se lei è riuscita a fare il protocollo perché si lamenta di questo sistema?

«Una struttura come la Regione Molise, sapendo che tante attività avevano bisogno di fare questa domanda, doveva organizzarsi al meglio. Ho perso ore di lavoro, non è facile stare quattro ore davanti al pc per continuare a premere per aggiornare. È stato straziante, non abbiamo vissuto serenamente questa cosa. Fino a quando non si conosce l’esito non sappiamo se siamo stati più veloci o meno».

Una rincorsa al finanziamento?

«Una rincora straziante al finanziamento».

Vuol definire questa organizzazione?

«Pessima sotto tutti i punti di vista».

Per approfondimenti:

– FLOP DAY MOLISANO

– SISTEMA MOSEM: le reazioni

            – MOSE’, MOSE, MOSEM

da WordNews.it

FLOP DAY MOLISANO

IL GRANDE BLUFF. La politica regionale, gestita dal Toma di turno, continua ad offrire uno spettacolo indecoroso. Ma questi soggetti riescono a comprendere che sono totalmente fallimentari?

FLOP DAY MOLISANO

di Paolo De Chiara

Non bastano le statistiche, le critiche, i fallimenti. Questi Sgovernatori (delle ultime legislature) hanno tutti una cosa in comune. Più sono politicamente incapaci più continuano a fare danni. E vengono pure votati.

Ma di chi sono le responsabilità? Abbiamo oramai compreso che per Toma, e compagnia bella, la politica (quella vera, con la P maiuscola, rappresentata da giganti) è un optional. Gli attuali nani non hanno la capacità di guardare oltre il proprio naso. 

Ma, nel corso degli anni, chi ha scelto questi “nani”, distruttori di un sogno? Perchè i molisani continuano a tenere vivo questo cordone scegliendo questa gente? Ci si continua ad appassionare alle promesse? Ma queste parole vuote, queste rassicurazioni pre-elettorali per quanti valgono? Per una minoranza o per una maggioranza? Cosa deve ancora succedere per pensare all’eliminazione politica di questi dilettanti? In Molise la matita, nelle cabine elettorali, non è mai stata utilizzata per il bene comune. Gli esempi degli altri (Iorio e Frattura) e di questo (Toma) sono sotto gli occhi di tutti. Un totale fallimento. 

In queste ore si grida allo scandalo. Il sistema Mosem è stato un bluff. Rappresenta degnamente gli attuali rappresentanti politici. Quante imprese sono rimaste con la bocca aperta davanti al proprio pc? Chi è riuscito ad accedere? Chi è rimasto escluso? E’ stato un problema informatico? E’ stata una bella figura per il raggiante Toma?

Ora come risponderà la politica regionale? Un sistema del genere, che aggiudica risorse pubbliche, è trasparente? E’ ciò che vogliono gli imprenditori? I molisani? Gli elettori?

Siete i distruttori di un sogno. In questi anni avete rubato il futuro alle giovani generazioni. Che parolone, vero? Utilizzato indegnamente da chi nemmeno ne conosce il significato. 

E’ possibile continuare in questo modo? Ma non vi sentite presi in giro?

A voi, molisani, l’ardua sentenza. 

da WordNews.it

Il fallimento dello sGovernatore

PENULTIMO. Nonostante le lacrime, le inutili parole e gli annunci vuoti il gradimento di Donato Toma (sGovernatore del Molise) rispecchia la situazione di una Regione gestita da dilettanti.

Il fallimento dello sGovernatore

di Paolo De Chiara

Serviva una statistica per comprendere il fallimento di uno Sgovernatore e di una intera classe dirigente?

Il Molise merita questi dilettanti che hanno creato solo danni? Per la cronaca, dobbiamo aggiungere che nemmeno in passato il Molise ha potuto vantare una classe dirigente adeguata. Il consiglio regionale è formato, quasi, dalle stesse persone. Che prima stanno da una parte e poi stanno dall’altra. Molti dovrebbero fare altro nella vita. La politica, quella vera (quella bella) non è per loro. Ci giocano, per il proprio tornaconto.

Le stesse facce da diversi, troppi anni. Facce che cercano solo il consenso. Devono apparire sui giornali e nelle tv locali. Ci tengono. Tutto questo sembra ridicolo. E’ ridicolo, decisamente. Una Regione affidata a chi, invece di risolverli, ne ha causati tanti. Di problemi. 

Anche da un movimento nuovo ci si aspettava di più. Indubbiamente. Dopo due legislature ancora non si vede quella “cattiveria” politica (in senso buono, meglio specificare) per far saltare il banco. Con certa gente nemmeno il caffè bisognerebbe prendere. 

«Apprendiamo, da media nazionali – scrive il consigliere regionale del M5S, Vittorio Nola – i numeri relativi ad un sondaggio, elaborato tra il 18 e il 20 maggio 2020, dal gruppo di ricerca Lab21- Università Roma Tre, pubblicato su Affari Italiani, relativo al gradimento dei governatori delle Regioni italiane. I dati, che risentono dei giudizi dei cittadini riguardo la gestione di questi mesi interessati dalla pandemia, registrano nelle prime tre posizioni i Governatori nell’ordine: Luca Zaia del Veneto, Vincenzo De Luca della Campania e Stefano Bonaccini dell’Emilia-Romagna. In ultima posizione troviamo Attilio Fontana della Lombardia».

Ma dove sono stati i cittadini in questi anni? Chi ha scelto Iorio e Frattura in passato? Chi ha scelto l’attuale sGovernatore? «Colpisce, ma non sorprende, – aggiunge Nola – la penultima posizione del Molise con Donato Toma, che ottiene solo il 37,8% tra coloro che dichiarano di conoscere il leader politico a livello nazionale ed un misero 39,2% tra i cittadini molisani residenti».

«Questi valori, dopo solo due anni dall’insediamento della XII Legislatura, avvenuta a maggio 2018, cristallizzano il fallimento complessivo dell’azione di Governo della Regione Molise, che da tempo sta mostrando tutti i suoi limiti e non solo per l’emergenza sanitaria». Il ragionamento non fa una piega. Ma il movimento del consigliere Nola è pronto per governare questa Regione? Ci sono le persone giuste per aprire la scatoletta? Per “scassare”? (una parola molto cara a De Magistris, durante la sua campagna elettorale).

I cittadini molisani, se dovessero svegliarsi, potranno scegliere finalmente una adeguata alternativa politica? Ma in tutto questo dove è finito un centro-sinistra serio? Vero, autentico e non sbiadito. Dove sta? 

Per Nola: «Donato Toma ha accentrato ultimamente su di sé un totale di 16 deleghe operative, su settori diversificati! Evidentemente queste scelte non pagano anzi, accentuano i problemi, rallentano le decisioni e non creano le giuste sinergie, né con la tecnocrazia regionale né con le parti sociali e ben che meno con le forze di opposizione che tante volte suggeriscono interventi e linee di azione, puntualmente ignorate o disattese. I giochi di potere e i perenni riposizionamenti della maggioranza di destra, propri delle campagne elettorali, proseguono imperterriti e si ha notizia anche della prossima nomina di un quinto assessore in quota Lega. In verità, sarebbe preferibile che dal garage regionale di via Genova, al posto della Ferrari (citata da Toma ad inizio mandato) uscisse un più sobrio trattore, utile a “seminare” con pragmaticità ed efficienza».

Ora servono i fatti in questa Regione. Il consigliere Nola è anche impegnato nella commissione antimafia. I cittadini vogliono i risultati. Come un registro dei Tumori che ad oggi, già sovvenzionato, ancora non c’è.

da WordNews.it

VIDEO – LO SCONTRO. Pastore risponde a Frattura: ‘Racconti stronzate’.

sanità

VIDEO – LO SCONTRO. Pastore risponde a Frattura: ‘Racconti stronzate’ (clicca qui).

SANITA’ in MOLISE. Il presidente della Regione Molise incontra i sindaci della Provincia di Isernia (1 febbraio 2016) per illustrare il suo ‘piano sanitario’. La sala è strapiena di cittadini delusi e incazzati. Urla e proteste contro Frattura: “Hai fallito, vattene a casa. Noi vogliamo una sanità pubblica. La salute è un diritto, non è una merce”.

Diversi gli interventi dei sindaci e dei Comitati.
Lucio Pastore, medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale ‘Veneziale’ di Isernia, replica alla lunga relazione di Frattura: “Solo numeri, devi raccontare la verità” (CLICCA QUI).