LA RISCOSSA CONTRO EQUITALIA

Parte da Napoli il movimento nazionale. Testimonial Maradona

LA RISCOSSA CONTRO EQUITALIA

Il fiscalista Silvio Ceci: “lo Stato non può pretendere le tasse se non paga i debiti”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Parte da Napoli la ‘riscossa’ contro Equitalia. “Non siamo un partito – ha tenuto subito a precisare il fiscalista milanese Silvio Ceci  ma un movimento nazionale. Con testimonial Diego Armando Maradona, che ha un’annosa questione con il fisco italiano”.

L’ex campione del Napoli e della nazionale Argentina è intenzionato a portare avanti questa ‘battaglia’ ed è in compagnia di Sergio Paganelli, figlio dell’uomo che ha tentato il suicidio a Napoli per una cartella pazza. Scrive ‘Lettera43.it: “Doveva 15 mila euro a Equitalia, che aveva provveduto al fermo amministrativo della sua auto, una vecchia 600, e aveva iscritto un’ipoteca su una casa di sua proprietà a Giugliano (Na). Per questo Pietro Paganelli, artigiano napoletano 72enne, ha tentato di suicidarsi il 5 maggio sparandosi un colpo di pistola alla testa”.

Casi di suicidi si sono verificati in molte realtà del Paese. Molte anche le proteste dei cittadini che ormai vedono in Equitalia un nemico: “sono degli usurai e fanno più vittime della camorra”. Il movimento è stato presentato questa mattina nel capoluogo campano. Ne abbiamo parlato con Cerci, il commercialista di Milano che ha illustrato le motivazioni e gli obiettivi.

“Oggi è nato il movimento. Erano presenti a Napoli l’avvocato Angelo Pisani, l’avvocato Scala e il figlio del signor Paganelli, il signore che ha tentato il suicidio e che è in fin di vita all’ospedale di Napoli per aver ricevuto una cartella sbagliata, uno di tanti errori. Il movimento nasce da Napoli, ma penso che molto facilmente avrà una diffusione nazionale. Il problema è ormai nazionale”.

Basta leggere le cronache quotidiane per accorgersi dell’indignazione nei confronti diEquitalia che, in questi ultimi tempi, sta rendendo la vita difficile a molti cittadini. Nei giorni scorsi è stato aperto lo sportello Codici Sos debiti: difenditi da Equitalia. In poche ore centinaia le segnalazioni. “Molte le testimonianze sconcertanti, come quella di un cittadino che, per un debito residuo di 0,58 centesimi, si è visto recapitare una cartella Equitalia di ben 218,50 euro. Ma spesso le storie sono ancora più drammatiche”.

Come quella di un cittadino che per tanti anni ha dovuto condurre una battaglia personale contro la criminalità. Un negoziante lotta duramente per tutta la vita contro la mafia che minaccia di bruciare il suo negozio – precisa il Codici – per anni riesce a salvare la sua attività, non senza paura di ritorsioni. Oggi, ormai anziano, è costretto a temere Equitalia. L’Agenzia, per poche migliaia di euro, gli ha ipotecato tutto quello che fino a quel momento aveva salvato dalla criminalità. Ancora: “una ragazza madre, con uno stipendio di mille euro al mese, di cui 400 per l’affitto, a causa di multe non pagate si ritrova con un debitorateizzato di 800 euro al mese con Equitalia. Ma la rateizzazione proposta dall’agenzia non le permette di continuare a pagare il suo debito, che crescerà inesorabilmente. Tre anni fa riceve dall’Agenzia delle Entrate un avviso di pagamento di 3 mila euro non versate a causa di un errore relativo al modello unico”.

“L’obiettivo del movimento – ha spiegato il commercialista Ceci – non è contro Equitalia, ma per riformare la legge di riscossione dei tributi e colmare questa assenza politica.Un’assenza in Parlamento fuori dalla realtà, che non tiene conto di queste situazioni dei contribuenti. Il nostro obiettivo è colmare questa assenza e portare avanti le istanze dei cittadini. Ogni italiano ha un problema con Equitalia. Non siamo contro Equitalia che fa il suo lavoro, ma è una legge datata, che va riformata e va portata al giusto equilibrio tra il contribuente e lo Stato che deve riscuotere le sue tasse. Sono delle cose assurde. Lo Stato non paga i suoi debiti, non paga i suoi fornitori però pretende poi le tasse”.

Quali sono le proposte del movimento nato a Napoli? “Proporre dove c’è un credito da parte di un’azienda o di un contribuente che si possa compensare con il debito di Equitalia. Non vedo perché se lo Stato non paga i suoi debiti, il contribuente dovrebbe pagare le tasse. E’ una cosa ovvia, così ovvia che la politica non ne prende atto perché la politica è distratta e non si occupa dei reali problemi del Paese. Ci sono tante proposte di cui la politica oggi non tiene conto. Noi vogliamo riformare Equitalia per renderla più equa. Si chiama Equitalia, ma non è abbastanza equa. E’ giusto che ci sia un agente della riscossione, perché le tasse è giusto che si pagano, è giusto che vengano incassate tramite un agente della riscossione, però va riformato il sistema. E’ la legge che è superata. Ma la politica non se ne è accorta, e come tutte le cose iniziano dal basso”.

Perché è stato scelto ‘El pibe de oro’ come testimonial? Anche Maradona è stato vittima di questo sistema. L’ha molto scosso, è rimasto molto sorpreso e in qualche modo ha appoggiato questa iniziativa. Il suo sarà un impegno informativo per far conoscere ai media quali sono le cose che si potrebbero fare, rendere edotti anche i contribuenti e i cittadini per quello che si può fare avendo una valenza psicologica. Per evitare di gettare nello sconforto i contribuenti, per non arrivare all’estremo. Maradona è rimasto molto scosso da questi suicidi che avvengono in Italia. In nessun Paese, nemmeno in Argentina, succedono queste cose”. 

da L’INDRO.IT di martedì 15 Maggio 2012, ore 19:17

http://lindro.it/La-riscossa-contro-Equitalia,8469#.T-iGWxedBbc

Patti Chiari con la Chiesa?

Nell’anniversario dai concordati lateranensi

Patti Chiari con la Chiesa?

Tornano la questione dell’ICI sulle attività Commerciali e della laicità dello stato

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Libera Chiesa in libero Stato” affermava Camillo Benso Conte di Cavour. La laicità dello Stato è fondamentale per il futuro di un Paese. Per il suo progresso e per i diritti dei suoi cittadini (come non pensare, ad esempio, alla questione delle ’coppie di fatto’). Ma in Italia la profezia di Cavour non si è mai avverata del tutto. Si è sempre registrata una certa ingerenza della Chiesa nelle questioni interne, nelle scelte politiche. Il consenso cattolico è importante per i partiti, che per molti anni si sono allineati alle decisioni delle gerarchie ecclesiastiche.

Per il segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo: “siamo costretti a trasformare il motto di cui si appropriò Cavour ‘libera Chiesa in libero Stato’ in ‘libero Stato da libera Chiesa’: la velleità del conte piemontese di privare la Chiesa del suo potere temporale è fallita in questi anni di subordinazione della debole politica italiana ai diktat clericali. Il progresso scientifico, la garanzia del rispetto dei diritti civili, l’affermazione dell’autodeterminazione sono imprigionati dalla trama che il Vaticano ha tessuto intorno a quello che dovrebbe essere uno Stato laico. La Chiesa fa politica e la fa meglio dei nostri politici, inermi e silenti dinanzi al deficit di libertà dei cittadini che si sta consumando in questi anni. Dinanzi alle sfide della modernità, quali la rivoluzione bioetica che ha riscritto il significato della biologia e del concetto di famiglia, la Chiesa fa un’opposizione rigida, nella paura di perdere autorità. Lo fa con una ingerenza pericolosa negli affari di Stato e disattendendo il suo mandato, o meglio la sua missione: ovvero curare le anime”.

Si è lasciato talmente spazio alla struttura cattolica che oggi, il Paese, si ritrova a fronteggiare l’ennesima questione. Perché le attività commerciali di Santa Romana Chiesa non pagano l’Ici? Oggi la crisi che ha investito, soprattutto, le classi meno agiate sta portando nuovamente alla luce questo tema. Nell’anniversario dei Patti Lateranensi (tra Stato e Chiesa) si comincia a parlare insistentemente dell’Ici (oggi Imu) per la Chiesa. E lo ha fatto il Presidente del consiglio Mario Monti, comunicando ufficialmente al vicepresidente della Commissione europea Almunia (“Esenzioni solo per attività non commerciali“) l’intenzione è quella di presentare in Parlamento “un emendamento che chiarisca ulteriormente e in modo definitivo la questione”.

Nel 2010 la Commissione si era cominciata ad occupare della ’questione’, sollevata con un esposto dal Partito Radicale, aprendo una procedura di infrazione per violazione della concorrenza ed illegittimo aiuto di Stato. Sulla scelta del Governo tecnico ecco come ha risposto la Cei: “Attendiamo di conoscere l’esatta formulazione del testo così da poter esprimere un giudizio circostanziato”. Anche i cittadini italiani, almeno quelli che pagano le tasse, attendono di conoscere il testo.

Nel dicembre 2011 anche un appello a Monti da parte della rivista MicroMega. “Presidente Monti – si legge nell’appello per la raccolta firme – Lei ha appena presentato una manovra ’lacrime e sangue’ in cui si chiedono pesanti sacrifici ai cittadini, tra le misure previste anche la reintroduzione dell’Ici (in futuro Imu). Eppure i privilegi della Casta e della Chiesa non vengono intaccati: rimane in vigore quella legge simoniaca approvata dal governo Berlusconi per cui il Vaticano è esente dal pagamento dell’Ici. Per questo chiediamo al suo governo – affinché vengano mantenute quelle promesse di equità nella manovra – di abolire questo ignobile privilegio”.

Sono passati 83 anni (11 febbraio 1929) dai Patti Lateranensi, che sancirono la nascita dello Stato della Città del Vaticano, riconoscendo alla Chiesa Cattolica lo status di ’religione di Stato’. Il nuovo Stato Vaticano veniva totalmente esentato da tasse e dazi sulle proprie merci, ottenendo anche un risarcimento di quasi 3 miliardi delle vecchie lire (1 miliardo e 750milioni di lire in contanti ed un ulteriore miliardo di lire in titoli di stato consolidati al 5% annuo, al portatore) per i presunti ’danni’ finanziari subiti dallo Stato Pontificio.

Ma come si definisce la laicità? E’ interessante leggere il libro (’Laicità – Un percorso di riflessione’, ed. Giappichelli) del professore dell’Università di Napoli, Salvatore Prisco per farsi un’idea. “Indica – secondo il docente – un’attitudine critica del pensiero, deliberatamente “irrispettoso” del principio di autorità, in quanto tale”. E continua: “affermare che la laicità è un percorso significa sottolineare che essa non è una certezza, un ambito tematico che possa cioè mettere capo ad un punto di arrivo, ma un cammino lungo il quale si incontrano persone, problemi, scelte tecniche e prima ancora ideali e morali, da vagliare attentamente nelle loro implicazioni, ma infine da compiere”.

Mentre il docente di diritto Costituzionale Alfonso Di Giovine sul Concordato e sull’art. 7 della Costituzione Italiana si esprime con queste parole: “ancora di recente si è sottolineato quanto forti siano state le pressioni vaticane per la sua approvazione, fino a far balenare la possibilità di un referendum successivo all’approvazione della Costituzione in Assemblea costituente e che è risultato alla fine una vera mostruosità costituzionale”. E cosa ne pensa il costituzionalista del Concordato? “Esprime una logica di privilegio nei confronti di una tra le varie confessioni religiose operanti nella società. Lo Stato non deve fare nulla che favorisca o promuova qualche particolare dottrina comprensiva anziché un’altra. Anche dopo la revisione del 1984 non si saprebbe dar torto agli studiosi di area cattolica che vedono nell’ossessivo interventismo ecclesiastico negli affari pubblici italiani (quasi si volesse imporre una sorta di vincolo di mandato ecclesiale sulla politica italiana), non una violazione del Concordato, ma nient’altro che l’esercizio di un diritto contemplato nell’ordinamento italiano: effettivamente fanno parte dell’ordinamento italiano norme, che legittimano le interferenze prelatizie, quali l’art. 1, l’art. 2 e l’art. 9 del nuovo Concordato, a commento dei quali non si saprebbe trovare di meglio dell’osservazione di Dworkin secondo la quale ’poiché i cittadini di una società differiscono nelle loro concezioni, il governo non li tratta come eguali se preferisce una concezione a un’altra, o perché i funzionari la credono intrinsecamente superiore o perché sostenuta dal gruppo più numeroso e più potente”.

Per il professor Romeo Astorri dell’Università Sacro Cuore invece “la laicità non dipende da un accordo con la Santa Sede. La maggior parte degli Stati europei ha firmato dei concordati”. E cosa ne pensa dell’Ici per la Chiesa? “Non è materia pattizia. E’ una legge che non riguarda solo la Chiesa, ma tutte le Onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale, ndr)”. 

da L’Indro.it di giovedì 16 Febbraio 2012, ore 16:46

http://lindro.it/Patti-Chiari-con-la-Chiesa,6527#.T0I1VIHwlB0