DOVE ARRIVERÀ IL MOVIMENTO 5 STELLE?

Intervista ad Alberto Di Majo, autore del libro ‘Grillo for President’

DOVE ARRIVERÀ IL MOVIMENTO 5 STELLE?

Inizialmente sottovalutato (“Sul ’boom’ Napolitano ha preso una svista”), oggi fa paura ai “partiti che faranno una legge elettorale che li penalizzerà”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Non siamo un partito, non siamo una casta: siamo cittadini punto e basta”. Questo è il motto dei grillini, dei simpatizzanti del Movimento di Beppe Grillo. Che stanno cominciando a fare sul serio. Che si stanno imponendo, soprattutto, per la mediocrità dimostrata dai politici italiani. Dal sistema dei partiti, ormai, alla deriva. Gli italiani stanno cominciando a dare fiducia a questi giovani, che hanno voglia di cambiare la politica italiana. Di innovarla. Oggi rappresentano la novità e l’alternativa alle vecchie classi dirigenti. I sondaggi sono dalla loro parte e i numeri sono destinati a crescere. Ma dove potranno arrivare? Molti sostengono che la scalata non dipende solo da loro, ma dalla cecità di chi, negli ultimi venti anni, non ha pensato al bene del Paese. Ma esclusivamente a quello personale. La seconda Repubblica non ha portato nessuna novità. Da Tangentopoli non è cambiato nulla. I partiti hanno continuato la loro opera di autodistruzione. 

Pochi hanno compreso in pieno la forza di questo Movimento. La rete ha preso il sopravvento e l’avanzata di Grillo è stata inesorabile. Il suo blog, in pochi anni, è entrato nelle classifiche mondiali. Poi il Meetup, la piattaforma che ha permesso ai cittadini di utilizzare al meglio la rete, per fare rete. Era il 2005. Dopo pochi anni il primo V-Day (per un parlamento pulito) e il secondo V-Day (per un’informazione libera). Ma niente. La politica non si è accorta del nuovo fenomeno. Gli organi di informazione hanno snobbato il fiume di persone riversate nelle piazze italiane. Loro hanno continuato la loro opera. Poi sono arrivate le elezioni comunali sponsorizzate da Grillo. Nel 2009 è nato il Movimento 5 Stelle.Oggi si è arrivati al ‘boom’ di consensi che il presidente della Repubblica Napolitano ha cercato di bollare come demagogia. Una demagogia che ha portato all’elezione di consiglieri regionali e poi dei sindaci.

Ora la classe dirigente teme il Movimento 5 Stelle, ma non ha gli strumenti per contrastare l’ascesa. La gente non sopporta più la politica e i tanti soldi pubblici (utilizzati per scopi privati) che gravitano intorno al sistema dei partiti. Gli eletti del Movimento si sono tagliati lo stipendio dell’80% e rifiutano i rimborsi elettorali. E’ populismo? Come definire allora i partiti politici che non sanno rinunciare nemmeno al rimborso elettorale (una vera e propria truffa ai danni degli italiani)? Il Movimento oggi è una realtà. Può ‘scassare’ ancora di più e disintegrare questo vecchio sistema politico. Ma che cos’è, da dove viene e cosa vuole veramente il Movimento 5 Stelle? Lo abbiamo chiesto all’autore del libro ‘Grillo forPresident’, Alberto Di Majo, giornalista de ’Il Tempo’. “Il Movimento 5 Stelle, in modo sbagliato, viene ritenuto come un movimento di protesta. Come un movimento che vorrebbe cacciare questa classe politica, che vorrebbe tagliare i privilegi, che vorrebbe tagliare i rimborsi elettorali e tutte le altre cose che hanno i nostri parlamentari. Il Movimento 5 Stelle è questo, ma è anche tanto altro”.

Facciamo degli esempi.

Il Movimento 5 Stelle è quello dei rifiuti zero, delle strategie contro l’inquinamento. Tutti i progetti di salvaguardia dei centri storici. E’ anche quello che si oppone alle grandi opere. E’ soprattutto un non partito, che vorrebbe impostare il rapporto tra politica e cittadini a una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte. Per questo sono per referendum senza quorum, usano il web. Loro dicono: “ognuno vale uno“, che è la regola del web. Sul webognuno vale uno. Loro puntano molto sul web e sulla costruzione di strumenti di democrazia diretta per andare in controtendenza rispetto a quello che fanno i politici. Che ricevono, che prendono una delega in bianco. E fanno quello che vogliono, anche contro le decisioni dei cittadini. Basta vedere che fine fanno i referendum votati dai cittadini.

A chi fa più paura questo Movimento?

Fa paura a tutti i politici tradizionali, a tutti i partiti tradizionali. A tutti quelli che in questi venti anni non hanno saputo autoriformarsi, non hanno saputo avere un rapporto sano con la società civile. Fanno paura ai partiti, che dopo il fallimento del governo Berlusconi, dovranno presentarsi alle elezioni politiche per chiedere il voto senza aver avuto risultati. Ho la netta impressione che il Movimento 5 Stelle, che adesso i sondaggi danno intorno al 20%, è destinato a crescere. Anche con la vicenda delle nomine Rai, i partiti, ancora una volta dimostrano di non aver capito che bisogna cambiare registro.

Come è possibile interpretare l’affermazione di Napolitano dopo le amministrative: “non ho sentito il boom“?

E’ stata una svista del Presidente. Secondo me ha avuto un ruolo fondamentale, ma quel commento sul risultato alle elezioni amministrative è stato infelice. Il Movimento ha conquistato quattro città, tra cui Parma, ha avuto percentuali molto alte in tantissime città. Almeno del centro nord. Minimizzare il risultato perché Napolitano ritiene che Grillo incarni l’antipolitica e sia un demagogo, lo ha detto e ripetuto, è stata una svista. In questo caso ha ragione Grillo quando si è arrabbiato e ha detto: “il Presidente della Repubblica non può offendere tutte le persone che ci hanno votato“. Quella frase è sembrata fuori luogo.

Nel resto d’Europa, soprattutto in Francia e in Grecia, è aumentato il consenso dei movimenti di estrema destra. In Italia, Grillo e il suo Movimento che vuoto stanno riempiendo?

Il vuoto lasciato dai partiti che non riescono più a parlare ai cittadini e a rappresentare i cittadini.

Senza questo Movimento chi avrebbe riempito questo vuoto?

Probabilmente le stesse forze xenofobe e estremiste che stanno vincendo in Europa. Il Movimento ha evitato l’avanzare di forze nazionaliste o, comunque, di forze politiche poco equilibrate. Mi sembra evidente.

E le polemiche che girano intorno a Casaleggio?

Casaleggio è un esperto di web, di marketing, è il co-fondatore del Movimento. E’ un uomo che sta dietro le quinte, che non ama le interviste. Un uomo che si occupa di strategie di comunicazione. E’ visto da alcuni come il ’deus ex machina’ del Movimento. Quello che regge i fili anche di Grillo. In realtà credo che Grillo e Casaleggio abbiano inventato un altro modo di fare politica e credo che siano leggende metropolitane quelle che vogliono che Casaleggiosia un massone, piuttosto che sia il vero padrone del Movimento. Qualche disputa sulla democrazia interna al Movimento c’è stata, ci sono state alcune espulsioni. Qualche atto poco democratico c’è stato, però sfido a guardare cosa succede nei partiti: nel Pd, nel Pdl, nella Lega.

Dove può arrivare il Movimento di Grillo?

Sembrava impossibile che potesse conquistare il Comune di Parma. E poi invece è successo. Ha vinto a Parma, ha vinto a Sarego, ha vinto a Comacchio e ha vinto a Mira. Credo che possa arrivare in alto. Bisogna anche vedere con che legge elettorale si voterà e credo che su questo i partiti saranno molto attenti. Credo che faranno una legge elettorale che alla finepenalizzerà il Movimento 5 Stelle.

Grillo continuerà a fare il comico o lo vedremo impegnato direttamente in politica, nelle Istituzioni?

Non credo che Grillo si candiderà. Lui l’ha sempre escluso e, tra l’altro, Grillo è pregiudicato. Non può candidarsi secondo le regole del suo Movimento. Lui è pregiudicato per una storia degli anni ’80, per un incidente stradale. Ma comunque non ha alcuna intenzione di candidarsi. Penso che rimarrà a fare il megafono del Movimento 5 Stelle.

da L’INDRO.IT di giovedì 5 Luglio 2012, ore 19:29

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BERLUSCONI, NUOVO PIANO DI RINASCITA?

Abbiamo sentito il sondaggista Carlo Buttaroni e il politologo Massimo Teodori

BERLUSCONI, NUOVO PIANO DI RINASCITA?

Spunta un documento riservato, ’La Rosa Tricolore’, che punta tutto su Matteo Renzi
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Un documento riservato “messo a punto per il Cavaliere da un gruppo ristretto di consigliericapeggiati da Dell’Utri e Verdini (oltre che dal suo nuovo guru Volpe Pasini). Risultato: via ilPdl e quasi tutti i suoi dirigenti, nasce una Lista Civica nazionale che dovrà allearsi con il sindaco di Firenzedestinato a Palazzo Chigi. Obiettivo: salvare Silvio dai giudici e (se possibile) farlo eleggere Presidente della Repubblica”. Il piano segreto (un dossier di otto pagine, dal titolo: ‘La Rosa Tricolore’) è stato rivelato da ’L’Espresso. Una vera e propria bomba per la politica italiana, sempre più assente e distante dai cittadini.

Per ’L’Espresso’ il ‘piano di rinascita’ è suddiviso in tre mossel’azzeramento del Pdl (un partito, ormai, alla frutta), un network di liste (“tutte precedute dal logo Forza”) e lacandidatura dell’attuale sindaco di Firenze, Matteo Renzi (il rottamatore del Pd). Un piano che rincorre il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Il sindaco Renzi, già impegnato nei mesi scorsi in un incontro ad Arcore, ha così commentato: voglio svelare il mistero: il piano esiste! L’hanno firmato non solo Verdini e Dell’Utri, ma anche Luciano Moggi, Licio Gelli, Jack lo Squartatore e Capitan Uncino. Ma sono stato irremovibile: finché non me lo chiede il mostro di Loch Ness non accetto”.

Per Carlo Buttaroni, esperto sondaggista“definirlo un piano è un eufemismo. Secondo me è sbirciare dal buco della serratura. Non è un piano strategico, per quello che si legge dai giornali. L’elettorato in questo momento non sa nemmeno per quale partito votare, per cui tutti questi retroscena sono lontani dall’incidere nei processi decisionali delle persone. Screditano soltanto. Questa cosa non la vedo significativa”. Il sondaggista Buttaronicontinua: E’ significativo il disarticolare il Pdl e la sua struttura organizzativa, il suo profilo politico e gli attuali dirigenti per fare qualcos’altro. Per percorrere strade totalmente nuove. Berlusconi, come spesso fa, si affida a dei consulenti che propongono delle idee. Poi lui, in prima persona, le accetta o le scarta. Ma le indiscrezioni che sono uscite non hanno nulla di concreto”.

Ma cosa sta cambiando nella politica italiana? Cosa cercano gli elettori? Cosa bisogna offrire ai cittadini, stanchi di questa politica? Lo abbiamo chiesto al politologo Massimo Teodori,senza dimenticare il Movimento a 5 Stelle: “ho seguito questa vicenda approssimativamente, non so se questo piano sia una cosa reale o sia un bidone che qualcuno ha voluto mettere in atto proprio per squalificare Matteo Renzi”.

E se dovesse essere reale?

Mi pare che la risposta che ha dato Renzi, che cioè i voti e i consensi da qualsiasi parte vengono sono benvenuti, nel senso che non sono contrattati in termini di linea politica e di progetto, sia esaustiva. Non si vede perché dovrebbero esserci delle discriminazioni. Altra cosa se invece ci sono degli accordi sottobanco che sarebbero la pratica oscura che molti partiti e molti candidati hanno sin qui fatto.

Si parla di otto pagine dattiloscritte dal titolo: ‘La Rosa Tricolore’ con un sottotitolo ‘un progetto per vincere le elezioni politiche 2013’.

Probabilmente è un documento di qualcuno che vuole fare un’operazione del genere. Non mi pare sia un documento negoziato da Renzi, almeno stando alle dichiarazioni pubbliche.

Resta lo ‘scioglimento’ del Pdl e l’apertura a nuove liste civiche nazionali.

Il sistema dei partiti è assolutamente in crisi, con una fiducia che si aggira intorno al 5-10%. E’ chiaro che alle prossime elezioni politiche tutto il sistema delle liste sarà un sistema che si rivoluzionerà rispetto al passato. Non per niente sono annunziate liste civiche o pseudo tali, sia a sinistra, al centro e a destra. Tutto è possibile, ma una cosa è certa: gli italiani hanno bisogno di votare per qualcosa di diverso dalle vecchie facce e dai vecchi partiti e quindi, chi riuscirà a dare una buona offerta avrà il consenso degli italiani. Del resto, il caso Grillo è molto eloquente.

Il Movimento 5 Stelle di Grillo può rappresentare quel qualcosa di diverso?

Il Movimento di Grillo pone la questione della protesta contro l’attuale sistema dei partiti, non mi pare che al momento sia un Movimento in positivo che proponga qualcosa di effettivamente alternativo, al di là di slogan e parole d’ordine.

Oggi esiste, nella politica, la novità?

Mi pare che al momento non ci siano dei grandi e seri progetti di novità.

Ma cosa s’intende per ‘novità’?

Qualcuno che dicesse quale visione ha per il futuro dell’Italia. Il Movimento 5 Stelle se ha un suo senso sul lato della proposta, non ha alcun senso sul lato della visione del futuro per l’Italia.

E dove potrebbe arrivare questo Movimento?

Ci sono due nodi su cui i partiti devono misurarsi. Il primo è quello della riforma elettorale che consenta ai cittadini di scegliersi i propri parlamentari, e mi pare che tutti i partiti stiano facendo ammuina perché con la storia delle riforme istituzionali non si vuole arrivare da nessuna parte e per andare a votare con una legge come l’attuale o simile all’attuale. Ritengo che il discorso sulle riforme istituzionali, compresa quella della diminuzione dei parlamentari, sia un’autentica truffa. E’ impossibile che arrivi in porto da qui allo scioglimento delle Camere.

Il secondo nodo?

Un’altra truffa che stanno facendo i partiti, che dicono di essersi ridotti il finanziamento pubblico. La cosa non è vera. Ho dimostrato, cifre alla mano, che non è vero che hanno tagliato il 50% del finanziamento pubblico, ma hanno tagliato appena il 5-6% di tutto quello che lo Stato dà oggi ai partiti. Se su questi due terreni, riforma elettorale e fine del finanziamento pubblico, i partiti non prenderanno una posizione netta, e mi pare che non ne abbiamo alcuna intenzione, il Movimento di protesta 5 Stelle andrà molto in alto.

Ci ritroveremo con Silvio Berlusconi alla Presidenza della Repubblica?

Zero probabilità.

da L’INDRO.IT di venerdì 22 Giugno 2012, ore 19:00

http://lindro.it/Berlusconi-nuovo-piano-di,9174#.T-iRZRedBbc

“LA NOSTRA SOCIETÀ CIVILE È VIVA”

Parla il politologo Gabriele Magrin, collaboratore di Zagrebelsky

“LA NOSTRA SOCIETÀ CIVILE È VIVA”

“La questione riguarda il futuro dei partiti: il Movimento 5 stelle potrebbe colmare il vuoto, ma Grillo non è la soluzione”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

La questione generale è la fine del partito personale di Berlusconi. Il Pdl si trova con questo problema, con il venir meno della capacità di Berlusconi di coagulare intorno a sé il consenso e l’organizzazione del partito. C’è un non senso nelle liste civiche, che sono fatte dall’alto. La proposta è di sette liste civiche: una di destra senza compromessi Santanchè, poi c’è quella dei rivoluzionari di Sgarbi, poi quella di Bertolaso, gli animalisti, una per gli ex An, una per gli ex Fli. Ma sono liste civetta? Le liste civiche per definizione nascono dal basso. In questo modo non si rinnovano i partiti”. Con il professore Gabriele Magrini, politologo e collaboratore del costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, siamo partiti dall’ormai famosa lettera di Schifani, il Presidente del Senato, pubblicata su ‘Il Foglio’ di Giuliano Ferrara. Per Schifani, che con questo intervento pensa di aver fatto “il suo dovere”, gli elettori del Pdl “sono frastornati”, lo stesso Pdl è un partito “sfilacciato”. L’invito è a non inseguire il fenomeno Grillo. Schifani parla anche di “operazione verità”. Che non potrà mai esserci nella politica italiana, men che meno nel fu partito personalistico di Silvio BerlusconiCambiare tutto, per non cambiare nulla: “c’è questo rischio. Questo lo dice lei, ma sono sostanzialmente d’accordo. Non so se c’è gattopardismo (il professore ride, ndr), ma è possibile che ci sia anche una nobile intenzione”.

Le ‘nobili intenzioni’ molte volte naufragano miseramente.

Si, perché queste proposte nascono dall’alto. La proposta di Schifani mi pare meno gattopardesca nelle intenzioni, però c’è un’incognita che grava come un macigno: può esistere un Pdl senza Berlusconi? Schifani ha avuto coraggio sino a metà, ha detto‘ricompattiamoci intorno ad Alfano’, ma non ha posto la questioni delle questioni.

Cioè?

Cosa può essere il Pdl senza Berlusconi? Un ciclo si è concluso e tutti i partiti dovrebbero essere in grado di continuare, cambiando il registro.

Il Pdl senza Berlusconi gode di una classe dirigente all’altezza della situazione?

Questa è la grande domanda. Non ci sono le risposte certe. La prima strada, che è quella delle liste civiche calate dall’alto, quindi delle liste civetta, secondo me, è troppo gattopardesca per poter andare avanti.

La seconda strada?

Si può trovare, ci sono anche i cambiamenti. Questo è ciò che ci si attende dai partiti, non solo dal Pdl, il coraggio di mettere mano ai progetti.

Cosa si teme?

La prima e la seconda Repubblica si sono assomigliate, non vorremmo che la terza fosse peggiore. La crisi incalza, la società è affaticata. Esiste il rischio che i partiti non sappiano gestire la terza Repubblica. Il rischio esiste ed è fortissimo. Una democrazia senza partiti politici non si regge e le tentazioni di trovare delle vie laterali… i partiti debbono restare il tramite tra la società e le Istituzioni. Devono restare, ma devono essere capaci di pensare ai bisogni della società. Ora il Pdl non è in grado di compiere questo ruolo. Questa classe dirigente ce la farà, questi partiti ce la faranno a mettere in campo una visione di società credibile? A non lasciarci in preda di un eterno presente, con le nostre paure quotidiane, con le politiche dell’emergenza? Passiamo da una politica dell’emergenza all’altra. La questione è il futuro dei partiti.

Lei vede i partiti in grado di darsi un futuro? Oggi registriamo un vuoto pericoloso e una totale assenza della politica e dei partiti.

Dobbiamo smetterla di parlare dei nomi. Non sono i nomi, ma la capacità dei partiti di aprirsi, di includere. La società civile italiana è viva. I partiti si devono aprire.

Questi partiti si aprono alla società civile?

In questi partiti non vedo questa apertura, ma ovviamente non dobbiamo nemmenocrogiolarci. Noi siamo bravissimi a piangerci addosso. Non mi aspetto che diventino come i partiti americani, capaci di trovare figure, anche forti. I partiti devono capire che la campana è suonata e suona per loro. Per ciascuno di loro.

Come giudica il fenomeno Grillo, il successo e il consenso del Movimento 5 stelle?

E’ un fenomeno che appartiene ai movimenti. I movimenti nascono e si accettano. Bisognaconfrontarsi con loro. Questo è un movimento che comincia a sedere nei consigli comunali, nei consigli provinciali, è un movimento che comincia ad affacciarsi sulle situazioni. Si aspetta di vederlo alla prova, si aspetta di vedere un programma politico per capire che identità abbia. Finchè non ce l’ha un giudizio politico è impossibile.

Dove può arrivare questo Movimento?

In un quadro politico così immobile possono rimanere fermi come possono arrivare ad occupare il vuoto.

Possono sfondare?

Sono preoccupato da Grillo.

Perché Grillo la preoccupa?

Sono preoccupato che una personalità forte, attrattiva, retorica, con la superficialità della retorica vada, in questo momento, ad occupare il vuoto. Penso che l’Italia dovrebbe preoccuparsi di questo. Il rischio è di continuare con una figura di tipo carismatico per colmare un vuoto politico. E siamo alla seconda volta. Il problema è la politica.

Ieri Napolitano è stato fischiato dai cittadini dei territori colpiti dal terremoto. Siamo quasi alla fine del settennato, secondo lei che Presidente della Repubblica è stato Giorgio Napolitano?

E’ stato un Presidente che ha dovuto gestire, probabilmente, una delle transizioni più delicate e quindi è una Presidenza della Repubblica che ha garantito la solidità delle Istituzioni, il prestigio internazionale del Paese e la credibilità dell’Italia. Non è stato soltanto un Presidente garante, ma è stato un Presidente che è anche intervenuto, in condizioni di assoluta necessità. Chi critica o fischia il Presidente Napolitano dovrebbe pensare a dove ci avrebbe condotto una direzione contraria. Siamo molto bravi a stare sempre un passo sopra, ma gli italiani di disastri ne hanno anche compiuti molti.

Andremo a votare nel 2013 o prima?

Spero che si vada a votare nel 2013. Bisognerà capire cosa farà il Governo da qui al 2013.

Lei ha fiducia nel Governo dei tecnici, che tanto tecnico non è.

E’ una fiducia autentica, fondata su ragioni di necessità. E’ una fiducia di tipo politico. Questo Governo ha avuto la fiducia dal Parlamento.

Da questo Parlamento…

Non è uno dei Parlamenti più legittimati, però la fiducia è di tipo politico.

da L’INDRO.IT di venerdì 8 Giugno 2012, ore 19:04

http://lindro.it/La-nostra-societa-civile-e-viva,8908#.T-iLLRedBbc

Il Molise “riconferma” per la terza volta l’imputato Michele Iorio


(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)

Fino all’ultima scheda. Le elezioni regionali in Molise (16 e 17 ottobre) si sono decise, per adesso, al fotofinish. La competizione elettorale al cardiopalma non sarà facilmente dimenticata. Stati di euforia si sono mescolati a quelli di profonda depressione. Coinvolgendo entrambi gli schieramenti. Da una parte i sostenitori di Michele Iorio (Pdl) e dell’intero centro-destra, che non credevano più nella rimonta e dall’altra lo sfidante Paolo Di Laura Frattura (vittorioso alle primarie, già candidato in passato con Forza Italia) che festeggiava, a scrutini ancora aperti, la vittoria mai arrivata. Tutto faceva pensare a una storica sconfitta per il centro-destra molisano. Composto da sette liste (Pdl, Progetto Molise, Alleanza di centro, Grande Sud, Udeur, Molise Civile e Udc), ma senza l’appoggio del premier Silvio Berlusconi. Eletto parlamentare proprio in Molise, ma tenuto fuori sia dal simbolo che dalla campagna elettorale. Tanti i leader politici del centro-destra venuti in Molise per sostenere Iorio. Ma di Berlusconi nemmeno l’ombra. I “feudi” storici, utilizzati in passato per stracciare gli avversari, sono stati abbattuti anche grazie al voto disgiunto. Molti candidati hanno utilizzato questo metodo di voto. Forse per demolire lo strapotere dello sGovernatore Michele Iorio. Molti erano gli indizi, durante lo spoglio, da far pensare a una debacle del centro-destra. A Campobasso, nel capoluogo di Regione, addirittura è stata chiusa (già durante lo spoglio) la sede politica del Pdl. A Isernia, nella sede provinciale di Forza Italia, si respirava un’aria di sconfitta. I pochi presenti commentavano e analizzavano amaramente i dati che, molto lentamente, arrivavano dalla prefettura. Alle 22.45, in una sezione semi deserta, la sorella di Michele Iorio, Rosetta (assessore ai Lavori Pubblici di Isernia e direttrice del distretto sanitario), salutava i presenti anticipatamente. Dall’altra parte tutti erano pronti per stappare lo spumante. Per festeggiare la vittoria dopo i dieci anni di governo di centro-destra. La forbice tra i due candidati sembrava pendere in favore di Frattura (scelto per le primarie dal duo meravigliao Ruta-Leva, i due dirigenti del Partito Disastrato molisano. Gli stessi due soggetti che con le loro scelte hanno perso tutto quello che si poteva perdere).

Ma era una mera illusione. Alla fine della conta l’inaspettato sorpasso. Per Frattura 87.637 voti (22.858 in provincia di Isernia e 64.779 in provincia di Campobasso), mentre per Iorio 89.142 (28.077 in provincia di Isernia e 61.065 in quella di Campobasso). Per 1.505 voti di differenza Angelo Michele Iorio è stato rieletto per la terza volta alla presidenza della Regione Molise. Una rielezione che deve fare i conti con diversi procedimenti penali in corso, con diverse indagini aperte e con due richieste di rinvio a giudizio. Ma perché il Molise ha scelto nuovamente di affidarsi al centro-destra, rappresentato da Michele Iorio, conosciuto a livello nazionale, soprattutto, per la questione “parentopoli”? (“Tre figli, due fratelli e due cugini e la dinastia Iorio occupò Isernia”, Repubblica 20 febbraio 2009 – “Quanti camici bianchi a casa Iorio”, L’Espresso 10 febbraio 2011). Per il Partito Disorientato del Molise la sconfitta è da addebitare unicamente alla discesa in campo del Movimento 5 Stelle. I grillini, grazie anche all’intervento di Beppe Grillo, hanno racimolato 10.650 preferenze. Una cifra utile per battere il sistema Iorio. Ma gli strateghi (perdenti) dimenticano di citare l’alta percentuale di astensione. Forse da addebitare alla scelta di affidare a Frattura (fino a poco tempo fa molto vicino a Michele Iorio) il futuro di questa Regione? Senza dimenticare il mercato di riparazione fatto prima delle votazioni regionali. Come non citare il non eletto Tony Incollingo (fino a pochi mesi fa parte integrante del centro-destra regionale, oggi nel centrosinistra) e Massimiliano Scarabeo (nelle passate regionali del 2006 eletto nel centro-sinistra, poi passato alla corte di Michele Iorio e oggi non eletto nel centro-sinistra). La colpa, quindi è stata dei “grillini” o di un centro-sinistra che in Molise non è stato capace di fare il proprio dovere? E’ Giovanna Melandri a rispondere il 22 ottobre scorso: “Non penso che si possa dire che abbiamo perso per colpa di Grillo. Abbiamo perso perchè abbiamo fatto degli errori”. Per l’ex segretario provinciale del Pd, Nicola Messere: “in alcuni Comuni il risultato elettorale è stato disastroso. Nel Comune di Trivento dove votano circa 3mila persone, il nostro partito ha raccolto appena 22 voti pari allo 0.75%, queste cose fanno male alla nostra gente. La colpa dei grillini? Ma quando mai”. Perché i cittadini all’originale dovrebbero scegliere la fotocopia? Per ora si attende la proclamazione degli eletti. Ma si continuano a registrare forti polemiche. Anche tra gli organi di informazione. Soprattutto dopo l’inchiesta del sito molisano L’Infiltrato.it, che da giorni si sta occupando dei presunti “brogli elettorali”. La vicenda è definita come il “Watergate molisano”. Al centro della questione i dati riportati sui verbali. Le polemiche non si placano. Il candidato de La Destra Mancini, l’ex vice-sindaco di Isernia cacciato dalla giunta locale per lesa maestà nei confronti di Michele Iorio, ha già annunciato ricorso. “Tutto è molto strano – ha affermato Mancini – nel 2011 non possono accadere queste cose. Valuteremo tutte le strade possibili”. Di che tipo? “Sicuramente ricorreremo contro Romagnuolo (primo eletto con la lista Progetto Molise – 2.882 voti, ndr), contro la lista Molise Civile e contro la lista Iorio, presentata dopo le 12. Ci rivolgeremo anche alla Procura della Repubblica”. Dello stesso avviso anche il riconfermato Michele Petraroia (Pd, primo eletto con 2.839 voti): “si prevedono più ricorsi. Le persone nei seggi hanno riscontrato diverse anomalie. Credo sia scontato che Frattura porti avanti questa tesi. C’è una questione che merita di essere indagata e che riguarda le schede nulle”. Anche Petraroia, che ripesca il caso Di Stasi (l’ex presidente della giunta regionale caduto dopo pochi mesi dall’elezione per un ricorso di un cittadino-elettore) punta il dito contro Nicola Romagnuolo di Progetto Molise “per la controfirma dell’accettazione non conforme alla norma”. Anche sul candidato presidente Frattura pende un ricorso, annunciato a mezzo stampa dal senatore del Pdl Ulisse Di Giacomo, sulla presunta ineleggibilità per un contenzioso aperto nei confronti della Regione. Staremo a vedere, dopo la proclamazione degli eletti (che si prevede tra la fine ottobre e gli inizi di novembre), come finirà questa nuova telenovela, fatta di carte bollate. Per adesso i dirigenti del Partito Disastrato del Molise (sceso sotto il 10% con 17.735 preferenze) ancora non dicono mezza parola né sulla questione dei brogli sollevata subito dopo la fine dello spoglio né in merito alle loro necessarie dimissioni. Il Molise merita una nuova generazione di politici. In questa Regione esiste una classe dirigente che non conosce la parola dimissioni. Necessarie in caso di indagini della magistratura, di rinvii a giudizio e di fallimenti politici. Si continua a far finta di nulla su troppe questioni. Il Molise è la Regione degli sprechi. Della sanità malata. Dei tanti soldi buttati nel cesso. E’ la Regione dove chi ha causato il disastro nella Sanità ne è diventato il commissario. E’ la Regione del terremoto, dell’alluvione e dell’articolo 15. Soldi utilizzati per produrre clientelismo. Quello più becero. E’ la Regione, con 300mila abitanti, che ha dovuto tagliare l’assistenza domiciliare agli anziani, la manutenzione delle strade, il trasporto locale. E’ la Regione che “sogna” l’Aeroporto, senza infrastrutture. E’ la Regione che ha stanziato, con una legge regionale, 300mila euro per alcuni editori. Quelli scelti dal potere politico con un semplice comma, che offre al presidente della giunta il potere di veto per scegliere chi merita i soldi pubblici e chi no. Per comprare il silenzio. Per acquistare il consenso. Quello che fa vincere le elezioni.

da Malitalia.it

http://www.malitalia.it/2011/10/il-molise-%E2%80%9Criconferma%E2%80%9D-per-la-terza-volta-l%E2%80%99imputato-michele-iorio/